Ma basta davvero, quando arriverà? Soffiò il tovagliolo sul tavolo. Sono tornata dal lavoro da unora, non ho neanche avuto il tempo di cambiarmi!
Ma che stai combinando ancora? Andrea mi bloccò nella porta, impedendomi di passare. La mamma è entrata solo per cinque minuti.
Cinque minuti? Sul serio? indicai la montagna di piatti sporchi. E gli altri dieci ospiti sono passati di lì in fretta? Tutti in una volta?
Dalla stanza scoppiò una risata fragorosa. Qualcuno alzò il televisore a tutto volume.
Ma che sei, una regina? sbuffò Andrea. Siamo tutti a posto, ci divertiamo.
Ti diverti, ascolti barzellette, ridi. Io sto tagliando la terza insalata di patate! agitai la mano verso il mucchio di patate. E sono già le nove di sera. Domani ho una presentazione, tra laltro.
Sempre con la tua presentazione. Come se fossero solo delle diapositive
Diapositive? arrossii per lindignazione. È un progetto da un milione! Che cosa…
Lorenza! intervenne la voce dolce della suocera. Perché la tua insalata è così lenta? La gente sta aspettando.
Giuliana, la suocera, comparve sulla soglia della cucina, sistemandosi i capelli.
Possiamo almeno avvisare quando volete venire? cercai di parlare con calma.
Dio, che cè da avvisare? la suocera infilò la mano nella ciotola di cetrioli e ne strappò un pezzo. La famiglia è venuta per un tè. Oggi non ci sono più gli smartphone
Nei vostri tempi non cerano smartphone, borbottai.
Cosa? sbuffò Giuliana.
Sto finendo di affettare, dissi, prendendo il coltello e iniziando a tritare il prosciutto.
Andrea, la suocera si rivolse al figlio. La tua moglie è sparita dalle mani. Nessuna ospitalità, nessun rispetto per gli anziani
Mamma, basta, Andrea sbattè i piedi. È solo stanca.
Stanca, sì! sbuffò Giuliana. Quando avevo quattro figli lavoravo, cucinavo, lavai il bucato e non mi lamentavo.
Ancora una volta la stanza esplose in una risata fragorosa. Qualcuno gridò: Andreamo, vieni qui, Vito racconta ancora!
Vado a sentire, rise Andrea, allontanandosi di corsa.
Sempre così, sibilò Lorenza, fissandolo. Quando devi rispondere a qualcosa, immediatamente ti nascondi.
Non parlare così del marito! iniziò la suocera. Dovresti essere grata che ti ha sposata, con il tuo carattere
Lorenza smise di ascoltare. Guardava il coltello, il tagliere, la confezione di maionese e poi ricordò la piccola bottiglia di gocce che aveva comprato la mattina in farmacia.
Sapete una cosa, Giuliana? disse lentamente. Avete ragione. Prepariamo subito. Una cena che non dimenticherà nessuno.
Finalmente! esultò la suocera. Chiamerò anche Zaira, che vive qui vicino.
Ti ricordi, Giulia, laltra volta tua nuora ha rovinato il risotto? intervenne la zia Valeria dalla stanza. Abbiamo bevuto acqua tutta la notte!
È vero, confermò la suocera, aprendo la porta. Lorenza prepara a modo suo.
Lorenza mescolò il suo insalata in silenzio, contando fino a dieci. La porta suonò di nuovo.
Deve essere Zaira! si animò Giuliana. Andrea, apri!
Sono occupato! gridò dalla stanza. Lorenza, apri, dai!
Ho le mani sporche, rispose Lorenza.
Ma che tipo di moglie sei? si lamentò la suocera, avvicinandosi. Non aiuti tuo marito?
Sulla soglia cerano non solo la nonna Zaira, ma anche la sorella di Andrea, Marina, con il marito e i bambini.
Siamo passati di qui, sorrise Marina, facendo entrare due ragazzini urlanti. Vedo se torno dal fratellino.
Tutti voi siete passati, mormorò Lorenza a sé stessa, tirando fuori unaltra confezione di maionese. Sono già le nove e mezza.
Che cè che borbotti? intervenne la suocera.
Dico, tutti al tavolo, rispose Lorenza a gran voce. Tra poco sarà pronto.
Estrasse dal sacchetto la tanto attesa bottiglia di gocce. Letichetta prometteva effetti entro unora, meglio non allontanarsi da casa né dal bagno Lorenza sorrise e versò un terzo di bottiglia nellinsalata.
Lorenza, è caldo? chiese Andrea, guardando la cucina. I bambini di Marina vogliono mangiare.
Sì, sarà caldo, rispose lei. Ci saranno polpette, purè, salsa una cosa speciale oggi.
Questa è la mia moglie! esultò Andrea. Ultimamente non cucini più!
Lavori sempre, commentò la suocera dal corridoio. Mai occuparti di casa.
Oggi mi scioglierò, disse Lorenza, mescolando metodicamente la salsa. Preparerò una cena che rimarrà nella memoria di tutti.
Un altro squillo alla porta.
Oh, deve essere Vito con Elena! esclamò Andrea. Li ho anche invitati a entrare.
Lorenza rimase immobile, il cucchiaio in mano.
Hai invitato qualcun altro?
E che cè? scrollò le spalle. Ora che tutti sono qui. Vito, a proposito, ha detto che porterà sua suocera, è in visita.
Lorenza guardò la bottiglia quasi vuota, poi linsalata, e fece i conti per gli ospiti
Sai, disse, prendendo unaltra confezione, forse farò anche una salsa speciale. Che basti per tutti.
Così è meglio! si sentì dalla stanza. Che cena è senza salsa?
Senza salsa non si può, concordò Lorenza, misurando le gocce nella salsa. Limportante è che tutti si sazino.
Bene, tutti a tavola! proclamò Giuliana. Guardate come ha lavorato Lorenza.
La famiglia si radunò intorno al tavolo allungato. I bambini si precipitano sullinsalata.
Iniziamo con il caldo? propose Lorenza, fingendo premura. Linsalata deve riposare un po.
Sempre a complicare tutto, sbuffò la suocera. Date da mangiare ai bambini.
Sì sì, intervenne la zia Valeria, caricandosi una porzione abbondante. Che stranezze! Prima ci accontentavamo senza diavolerie.
Niente, sorrise Lorenza. Oggi sarà diverso.
Lorenza, non mangi nulla? chiese Andrea con la bocca piena.
Ho mangiato al lavoro, rispose, appoggiandosi al davanzale. Ho cucinato così tanto che sono già sazia di odori.
Guardate, sbuffò Marina. Ora non vuole più mangiare con la famiglia. Tutto è lavoro, tutte queste invenzioni
A proposito di lavoro, intervenne Vito. Davvero vi pagano per disegnare immagini? Che lavoro è questo?
Lorenza osservò in silenzio tutti mentre prendevano le porzioni. I piatti si svuotavano a una velocità spaventosa.
Che bontà! esclamò la nonna Zaira. Finalmente ha imparato a cucinare, prima erano tutti insalatinette alla moda.
È vero, commentò Elena, la moglie di Vito. Ti ricordi la sua caesar con i crostini? Dopo lho passata tutta la notte a curare il bruciore.
Niente, sussurrò Lorenza. Stanotte non ci sarà bruciore. Sentirete sensazioni diverse.
Che cosa? chiese la suocera.
Dico, accendiamo della musica per latmosfera?
Facciamolo! si animò Andrea. Adesso prendo la cassa.
Uscì dal tavolo, ma si fermò alla porta:
Lorenza, sei strana oggi.
Sono normale, scrollò le spalle. Sto solo osservando come mangiate. Direi che mangiate per scorta.
Basta, le diede una pacca sulla spalla. Vedi, a tutti piace. Anche la mamma lha lodata.
Limportante è che a tutti piaccia, annuì Lorenza. A proposito, ho riscaldato la salsa. Lho fatta con amore per tua madre, che la provi.
Guardò lorologio. Secondo i suoi calcoli, gli effetti speciali sarebbero iniziati fra mezzora, proprio quando tutti avrebbero finito di mangiare e si sarebbero rilassati.
Lorenza, intervenne la suocera. Il tè sarà pronto?
Sì, rispose Lorenza, tirando fuori una borsa dal corridoio. Ma devo correre subito. Mi hanno chiamato al lavoro, è unemergenza.
Come puoi andare? si irritò Andrea. In mezzo alla cena di famiglia? Che ora è?
E cosa cè di male? rise per la prima volta della serata. Siete arrivati senza preavviso, io vado via senza preavviso. È una cosa di famiglia.
Ecco la nuova generazione, gesticolò Giuliana. Nessun rispetto per i valori familiari!
E a mezzora di distanza, il rispetto era sparito
Andrea, non mi sento bene, mormorò Giuliana, stringendosi al ventre.
Anchio sto girando, gemette Vito, contorcendosi sulla sedia.
È per la salsa? ipotizzò la zia Valeria, ma non finì la frase, saltando di scatto verso il bagno.
Ehi, dove vai?! corse Marina dietro di lei. Io prima!
Prima chi? sbuffò Elena, cercando di superarli. Qui non cè più niente
In cinque minuti il corridoio era una vera coda. La fila per il bagno si era allungata fino alla cucina.
Mamma, mi sento male! piangevano i bambini di Marina.
Aspettate! si agitò, spostandosi da un piede allaltro. Nonna Giulia, ci state ancora?
Sono appena entrata! si udì una voce da dietro la porta, mescolata a suoni simili a una raffica di colpi.
Che disagio, commentò la nonna Zaira, appoggiandosi al muro. Ai miei tempi non succedeva una cosa del genere
Andrea! gridò Giuliana dal bagno. Chiama subito tua moglie! È tutta colpa della sua cucina!
Andrea afferrò il telefono, ma Lorenza non rispose. Arrivò un messaggio: Spero la cena sia andata bene. Ah, i vicini hanno anche il bagno. Lappartamento di Vito è nelledificio accanto. Correre, cari, correre. Magari arriverete in tempo.
Lha fatto apposta? sbuffò la zia Valeria, stringendo la bocca.
Mamma, esci! strillò Marina. Cè già una coda lungo il corridoio!
Non posso! urlò Giuliana. Che ha combinato questa donna?!
In quel momento suonarono di nuovo. Alla porta cera la vicina di sopra:
Va tutto bene? La mia lampada trema
Non ce la faccio più, la coda è interminabile. Qualcuno chiama unambulanza?
Quale ambulanza?! sbuffò Andrea. Che tutti lo sappiano?
E poi vergognarsi davanti ai vicini? ribatté Marina, cercando di spingere Vito fuori dalla porta.
Il telefono di Andrea squillò ancora. Un messaggio da Lorenza: E quasi dimentico domani chiedo il divorzio.
Che significa divorzio?! urlò Giuliana, finalmente libera dal bagno. Andrea, non può!
Sistemiamo dopo! ruggì Vito, entrando per primo nello spazio liberato. Ora ci sono problemi più seri!
I bambini di Marina si lamentarono in coro. Elena iniziò a chiamare i vicini. La nonna Zaira parlava della giovane generazione. Il telefono continuava a vibrare con nuovi messaggi:
Non preoccupatevi per le mie cose le ho prese mentre voi vi divertivate. Buona digestione!
P.S. Mi è piaciuto tanto, Andrea, quando mi hai lodato i disegni. Da ora in poi quei disegni mi frutteranno solo. Il progetto da un milione lho consegnato ieri. Quindi non perderò il lavoro.
E ora dovrete cercare in fretta una nuova cuoca per la vostra preziosa famiglia. Tenete presente che dovrete cucinare voi stessi, non avrete più i soldi per un ristorante. Io ho già addebitato tutto sulla carta voi non dite no? Siamo una famiglia!
La fila per il bagno continuava a crescere. Da lontano si sentì il grido di Marina: I vicini non aprono la porta!!!
Intanto Lorenza sedeva in una tranquilla caffetteria nellaltra parte di Milano, sorseggiando un cappuccino, e per la prima volta in tre anni si sentiva assolutamente felice.






