Olga, sono questi i tuoi chili in più?

Allegra, quei chili in più? Non è un problema, vero? insisteva la madre di Luca, gli occhi fissi sulla figlia.
A me non sembrano superflui, soprattutto se piacciono al mio futuro marito. Non tutti possono essere tacchini e bastoncini fragili rispose Allegro, lanciando uno sguardo beffardo a Elena e a Giulia. Linsolenza fece scattare Elena in un lampo di rabbia.

Mamma! Hai comprato il tè dimagrante? E i semi di chia? Perché mi hai messo così tanto burro nella farina? Sono proprio questi i chili in più! Luca, di nuovo hai preso il pane al lievito? È dannoso! Bisogna bere tre bicchieri dacqua al mattino, altrimenti il peso non scende Dovè la mia acqua? erano le frasi che Luca sentiva fin da piccolo.

La madre e la sorella maggiore erano ossessionate dal loro aspetto. Elena aveva trentotto anni, non era mai stata sposata e somigliava a un cavallo scarno, curvo, dagli occhi sempre affamati. Giulia, invece, era rigida come una spina di pino.

A Luca bastava tutto questo: desiderava persone allegre, con appetito sano, e sognava che la sua futura moglie fosse diversa da quelle che lo circondavano. E la trovò.

Si chiamava Alessandra, ma tutti la chiamavano Alessia. Il suo nome era dolce, morbido, come il profumo di una brioche appena sfornata. Non era grassotta, ma a 173cm di altezza pesava 85kg. Quegli chili emanavano salute e buon umore: seno alto, vita sinuosa, curve femminili, fossette paffute che invitavano a un bacio. Luca rimase senza fiato al suo primo sguardo.

Una sera la portò a fare una commissione in banca a Roma. Lei si sedette sul lettino rosso, mentre Luca girava nervoso tra le colonne. Improvvisamente, un riso argentato, leggero come il suono di una campanella, gli giunse alle orecchie. Era contagioso, così dolce da strappargli un sorriso.

La voce proveniva da una giovane impiegata che serviva un cliente anziano. Luomo aveva detto qualcosa di buffo, e la ragazza rise di nuovo. Luca non riusciva a distogliere lo sguardo da lei: i capelli ondulati, le labbra a forma di fiocco, il corpo perfettamente proporzionato, visibile a occhio nudo.

Luca, mi ascolti? chiese Elena, infastidita.

Certo, Elena, ti ascolto rispose lui, forzando la concentrazione.

Ti dico che non mangio carne fritta, solo petto di pollo bollito stava lamentandosi Elena con il suo corteggiatore. Luca annuì comprensivo, infilando la lingua come a dire: Brutto quel tipo.

Il giorno dopo, più tardi, Luca corse di nuovo in banca. Il suo sogno era lì, nello sportello, e tirò un sospiro di sollievo. Dopo la chiusura, prese dal portabagagli un mazzo di rose rosse e si diresse verso la ragazza.

Signorina, non le serve un marito o forse un genero per sua madre? balbettò, sforzandosi di suonare elegante, e le porse i fiori.

Il suo volto era così confuso e divertente che Alessia scoppiò a ridere, prendendo le rose.

Dio mio che bel profumo! sprofondò il viso tra i petali, inspirando laroma, mentre Luca la osservava rapito.

Da quel momento divennero inseparabili. Incontrare quella donna fu come scoprire lunica chiave di casa: non serviva più cercare. Dopo un mese di frequentazione, Luca le fece la proposta; lei accettò con gioia. Restava solo conoscere le famiglie.

I genitori di Alessia lo accolsero con una tavola imbandita di antipasti, risotti, risate e chiacchiere. La madre di Alessia, una bellissima donna robusta, lo baciò sulle guance, facendolo arrossire. Il padre, Marco, gli diede una pacca amichevole sulla spalla e lo condusse in cucina.

Stai lontano dalle donne, altrimenti ti strozzano. Ma non ti preoccupare, Natalia, la mamma di Alessia, è una donna tranquilla! Lamo da trentanni. E Alessia è un vero diamante. Custodiscila, ragazzo. disse Marco, osservandolo attentamente.

Sedettero a lungo intorno al tavolo, mangiando con gusto, ridendo ad alta voce e raccontando aneddoti divertenti. Marco, il padre di Alessia, prese la chitarra e tutti cantavano in coro. Luca si sentì a casa, come se li conoscesse da sempre.

Tre giorni dopo, i due andarono a casa dei genitori di Luca. Sulla strada si fermarono in una pasticceria a Napoli, dove Alessia comprò éclairs artigianali per le donne. Verso le cinque di sera arrivarono a destinazione.

La porta si aprì con la madre di Luca, Giulia.

Oh Ciao, cari esclamò, sorpresa, fissando Alessia con la bocca aperta, tenendosi la maniglia.

Mamma, ti voglio bene anchio. Possiamo entrare? sussurrò Luca, e entrambi varcarono la soglia.

Certo, figliolo Prego, entrate E voi siete Alessia, vero? si sistemò la mano, scrutando Alessia dalla testa ai piedi.

Sì, sono Alessia! Piacere di conoscerla. allungò la mano verso Giulia, che rimase a fissarla con occhi sgranati.

Padre, Elena, mamma questa è Alessia, la mia sposa. Abbiamo presentato la domanda e presto ci sposeremo. Ecco la mia famiglia: sorella Elena, mamma Giulia, e papà Marco. presentò Luca la sua futura moglie.

La notizia del matrimonio colse di sorpresa tutti; la stanza si riempì di un silenzio interrotto solo dal tintinnio delle posate.

Alessia! Benvenuta in famiglia. Avete una bottiglia di prosecco? Perfetto! E qualche dolcetto, ma per voi ragazze. sbloccò latmosfera Marco, sorridendo.

No, no, non mangiamo dolci a questora. rispose Giulia, spostando con un gesto brusco la vassoio di biscotti.

Voi non mangiate, ma noi sì! Portateci la scatola, vediamo cosa cè dentro. Sono sicuro che Alessia non porterà nulla di male. rise Marco, alzando il bicchiere.

Tutti si sistemarono, la tensione si allentò. Sul tavolo cerano cioccolato, stuzzichini leggeri e una bottiglia di spumante. Si aprì, si brindò, si bevve un sorso e tornò il silenzio.

Mamma, ho conosciuto i genitori di Alessia. Sono persone meravigliose, vi piaceranno disse Luca, cercando di rompere il ghiaccio. Alessia osservava il calice, mentre Elena fissava Alessia. Il papà iniziò a raccontare una barzelletta, tutti risero e la tensione diminuì.

Alessia, non temere, ho un ottimo nutrizionista. Ti presenterò e risolverà il tuo problema. intervenne improvvisamente Giulia.

Problema? Non ne ho nessuno. ribatté Allegra, sorpresa.

Allora, Allegra, quei chili in più non vi preoccupano? tornò a insistere la madre di Luca.

A me non danno peso, anzi, piacciono al mio futuro marito. Non tutti possiamo essere sottili come un bicchierino di vino. replicò Allegra, guardando Elena e Giulia con tono ironico. Elena scoppiò in una risata furiosa.

Allegra, hai venti chili di troppo! È pericoloso per la salute. Quando darai alla luce, non so che succederà

Quando darò alla luce, sarò ancora più bella, con il mio amato e il nostro bambino. E tu, Elena, sei già sposata? Una donna snella come te dovrebbe avere un bel marito e almeno due figli ribatté Allegra, mordicchiando un biscotto con soddisfazione.

Elena ingoiò la saliva, pronta a replicare, ma Marco intervenne, colmando i bicchieri e proclamando un brindisi.

Ai valori di questa famiglia, diversi ma tutti amati!

Uscirono di casa verso le otto, si guardarono, sospirarono in sincrono e scoppiarono a ridere insieme, senza pretesti.

Non mi aspettavo di sentire da una futura suocera che sono una piena.

Allegra, sei una bellezza, lo sai! E tua madre e sorella? Perdonale, i parenti non si scelgono.

Il matrimonio fu fissato per il 25 agosto. Il giorno, parenti e amici si radunarono al comune di Firenze per la cerimonia, poi si spostarono al ristorante.

La sposa brillava in un abito di seta che valorizzava la sua figura femminile e incantevole. Lo sposo non distolse lo sguardo dal suo amore. La madre della sposa, Nadia, non lasciava scivolare la bellezza di sua figlia: labito elegante ne accentuava le curve. Gli uomini presenti rimanevano incantati. Il padre di Luca, Marco, suonò la chitarra; tutti cantarono a coro. Il giovane Luca sembrava aver trovato la sua casa per sempre.

La musica riempì la sala, gli sposi iniziarono il loro valzer. Giriavano avvolti da una melodia magica; a occhio nudo si vedeva che, in quel momento, non esisteva nessun altro al mondo se non loro due. Gli ospiti trattenevano il respiro per la pura emozione.

Sarebbe bello se la sposa perdese qualche chilo è una taglia enorme, il vestito non la valorizzerà sbuffò la madre di Luca, ma fu interrotta da un non dire così.

Come dice il proverbio italiano, chi sparla perde loccasione. Nadia, la suocera, provò a rimproverare il padre di Luca, ma Marco la placò con un sorriso.

Le due donne si fissarono con sguardi di sfida; Nadia impaurita, Nadia, Marco intervenne con prontezza.

Oh, ragazze! Vedete, siete già amiche! Ma devo rubare la vostra signora, cara Nadia! Signorina, la invito a un ballo. annunciò Marco, prendendo la mano di Nadia e guidandola in un valzer. La musica riecheggiò, i volti erano gioiosi. Il matrimonio cantò e danzò, proprio come nelle canzoni più famose.

Resta la speranza che i novelli sposi vivano felici, coltivando lamore e la buona sorte perché, alla fine, è questo il vero tesoro.

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