Valeria ha perso il colloquio di lavoro salvando un anziano che è caduto in una trafficata via di Milano! Ma quando è entrata in ufficio, ha quasi svenire per quello che ha visto…

Caro diario,
ho aperto la borsetta, ho contato gli ultimi euro piegati e ho lasciato uscire un lungo sospiro. I soldi stanno finendo pericolosamente e trovare un lavoro decente a Milano si sta rivelando più arduo di quanto avessi immaginato. Ho fatto un rapido inventario mentale delle cose indispensabili, cercando di placare il cuore che batte a ritmo di tamburo. Nel congelatore cè una confezione di cosce di pollo e qualche hamburger surgelato. La dispensa contiene riso, pasta e una scatola di bustine di tè. Per ora mi accontenterò di un litro di latte e di una pagnotta del panettiere allangolo.

Mamma, dove vai? la piccola Ginevra è balzata fuori dalla sua stanza, gli occhi grandi e nocciola che cercavano il mio volto preoccupata.
Non ti preoccupare, tesoro, ho detto forzando un sorriso per nascondere lansia. Mamma deve solo andare a cercare lavoro. Ma indovina un po? Zia Lina e suo figlio Matteo arriveranno presto a passare il pomeriggio con te.
Matteo verrà? il volto di Ginevra si è illuminato, le mani hanno iniziato a battere in segno di gioia. Porteranno anche Micio?

Micio è il gatto tigrato di Lina, una pallina di pelo soffice che Ginevra adora. Lina, la vicina di casa, si è offerta di badare a Ginevra mentre io parto per un colloquio in una ditta di distribuzione alimentare nel centro di Milano. Raggiungere lufficio significherebbe un lungo tragitto in metropolitana e autobus, più tempo di quanto il colloquio stesso richieda.

Sono passati più di due mesi da quando io e Ginevra ci siamo trasferite nella Città della Moda. Mi rimprovero per quella decisione impulsiva: strappare la vita dalla piccola cittadina di Pavia, spendere quasi tutti i risparmi in affitto e spesa, contando tutto sul trovare presto un impiego. Ma il mercato del lavoro a Milano è spietato. Nonostante i miei due laureati e la determinazione a prova di ferro, trovare un posto stabile è come inseguire un miraggio. A casa dei miei genitori, la nonna Laura e la sorellina Elisa dipendevano da me, la roccia della famiglia. Non erano certo abituate a cavarsela senza di me.

Micio resterà a casa, cara, ho detto dolcemente. Non ama i viaggi in auto. Ma presto visiteremo la casa di zia Lina e potrai coccolarlo quanto vuoi.
Anchio voglio un gatto! Ginevra ha sbuffato, incrociando le braccia.

Ho sorriso, scuotendo la testa. Ginevra si mette sempre così quando si parla di animali. A Pavia, nella casa della nonna Laura, avevamo lasciato Shadow, il nostro elegante gatto nero, e un cagnolino chiacchierone di nome Nocciolino. Ginevra giocava con loro ogni volta che ci veniva a trovare, e ora li sente terribilmente a distanza.

Tesoro, lappartamento che affittiamo non ammette animali, le ho spiegato.
Nemmeno un pesciolino colorato? ha chiesto, alzando le sopracciglia.
Nemmeno un pesciolino colorato.

In quel momento le bestie domestiche erano lultima delle mie preoccupazioni. La mia mente era tutta concentrata su una cosa: trovare un lavoro. Gli ultimi risparmi si assottigliavano, e ogni giorno portava una nuova ondata di ansia. Avevo pagato sei mesi di affitto in anticipo, ma ciò mi aveva quasi prosciugato il portafoglio.

Il campanello ha interrotto i miei pensieri. Lina e il suo bambino di cinque anni, Matteo, erano alla porta. Lina, come sempre, portava un contenitore di plastica con biscotti alle gocce di cioccolato fatti in casa e una fetta della famosa torta al limone della madre. Come me, Lina è una madre single, ma vive ancora con i genitori in un appartamento angusto vicino al nostro. Risparmiare per un proprio nido a Milano è come tentare la lotteria.

Mi sento esausta, ma anche un po speranzosa. Domani sarà un nuovo giorno, e forse, finalmente, la luce delloccupazione tornerà a brillare nella nostra nuova vita.

Valeria.

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