Se tua madre mi considera un nemico, allora che viva come le pare! Io non sarò più al suo servizio!

**Diario Personale**

Oggi ho deciso: se la madre di mio marito mi considera una nemica, allora che viva come le pare. Non sarò più la sua serva!

Avevo sempre cercato di controllarmi con Valentina. Mia suocera veniva a casa nostra due o tre volte alla settimana, e ogni visita era una tortura. Le giornate di settembre si accorciavano, e il mio umore peggiorava.

Valentina adorava improvvisare banchetti. Arrivava con buste piene di cibo, invadeva la cucina e preparava abbastanza da sfamare un esercito. Invitava sempre le vicine, conoscenti, perfino sconosciuti.

“Ecco, questa sì che è ospitalità!” annunciava orgogliosa, sistemando i piatti. “Non come certe persone che non sanno nemmeno preparare un tè decente.”

Stringevo i denti e continuavo a tagliare il pane. Valentina non lo diceva esplicitamente, ma tutti capivano a chi si riferisse.

A tavola, diventava una narratrice instancabile. Gli occhi le brillavano, la voce si faceva teatrale, e cominciava lo spettacolo.

“La moglie di mio nipote, Tania, è un vero tesoro!” esclamava, alzando le mani. “Che ricamatrice! Sembrano quadri, i suoi lavori! E poi cuce, lavora a maglia, lorto è perfetto. Fa conserve di cetrioli, marmellate… la loro casa è un paradiso!”

Gli ospiti annuivano compiaciuti, mentre io sentivo il sangue salirmi alle guance. Mio marito, Luca, era seduto accanto a me, immerso nel telefono come se nulla stesse accadendo.

“E poi cè Elena, la moglie di mio cugino,” continuava Valentina. “Così dolce, così ubbidiente. Non contraddice mai nessuno. Sua suocera si sente al sicuro con lei! La aiuta in tutto, chiede consiglio per ogni cosa. Ecco, questa sì che è educazione!”

Una vicina si girò verso di me: “E tu cosa sai fare?”

Aprii la bocca per rispondere, ma Valentina mi anticipò:

“Oh, ma che domande!” disse con una risatina malcelata. “La nostra Loredana è una donna moderna. Lavora in ufficio, davanti al computer. Non ha tempo per cucire o occuparsi della casa. È abituata che gli altri facciano tutto per lei.”

“Sono responsabile delle vendite in unazienda,” provai a spiegare.

“Sì, sì, responsabile,” annuì Valentina con aria comprensiva. “E a casa chi fa tutto? Il mio povero Luca, dopo una giornata di lavoro, deve anche cucinare e pulire. La nostra nuora viziata!”

Stringevo i denti così forte da sentire dolore alla mascella. Luca continuava a fissare lo schermo, come se la conversazione non lo riguardasse.

Dopo un altro di quei pranzi, mentre lavavo i piatti, Valentina si avvicinò con un sorriso mellifluo.

“Loredana, tesoro, domani potresti accompagnarmi in ospedale?” chiese, come se mi stesse chiedendo un favore enorme. “Devo ritirare delle analisi, e da sola mi sento insicura.”

“Certo, Valentina,” risposi, anche se il giorno dopo avevo un incontro importante con dei clienti.

“Grazie, cara! Luca è troppo occupato, non voglio disturbarlo. Tu hai un orario flessibile, puoi muoverti quando vuoi.”

Volevo obiettare che il mio lavoro non era così flessibile, ma tacqui. Meglio evitare scenate.

La settimana dopo, la storia si ripeté. Valentina arrivò con unaltra richiesta.

“Loredana, potresti andare in farmacia?” mi porse una lista di medicinali. “Il dottore mi ha prescritto delle nuove medicine, ma non ci capisco nulla. Ho paura di sbagliare.”

“Daccordo,” annuii.

“E se non è un problema, potresti passare anche al supermercato? Mi servono cereali e detersivi. Da sola non posso portare pesi, mi fa male la schiena.”

Persi mezza giornata tra farmacie e code al supermercato. Tornai a casa stanca e irritata.

“Comè andata?” chiese Luca, senza staccare gli occhi dalla TV.

“Bene,” risposi seccamente.

Qualche giorno dopo, Valentina ricomparve con una comitiva di parenti.

“Ecco la mia nuora, Loredana,” presentò. “Questa è mia cognata Rosanna e sua figlia Marta.”

Marta aveva la mia età, ma si comportava come se fosse più matura e saggia.

“Ho sentito che lavori in ufficio?” chiese, dando unocchiata critica allappartamento.

“Sì, in unazienda.”

“Che interessante!” esclamò con finto entusiasmo. “Io invece sto a casa, mi occupo dei miei tre bambini. Sono così intelligenti e ubbidienti! Il più grande già suona il violino.”

Valentina raggiante: “Ecco una vera donna! Si prende cura della casa, cresce i figli, sostiene il marito. Non se ne va in giro per uffici.”

Sentii il viso bruciare dalla rabbia, ma mi controllai.

“Sì, Marta è bravissima,” aggiunse Rosanna. “Cucina, cuce, ricama… le dico sempre che è un tesoro per qualsiasi uomo.”

“E ho anche lorto,” aggiunse Marta con falsa modestia. “Coltivo le mie verdure, faccio conserve. Mio marito dice che a casa sua è come in paradiso.”

Valentina si rivolse a me: “Senti, Loredana? Dovresti imparare da Marta! Magari Luca resterebbe più a casa invece di scappare chissà dove!”

Mi irrigidii. Solo io sapevo che Luca ultimamente tornava tardi. Come faceva a saperlo Valentina?

“Luca esce spesso?” chiese Rosanna con curiosità.

“Lavora molto,” risposi evasivamente.

“Certo, lavora!” sbuffò Valentina. “Con una casa così, chi ci starebbe? Niente comfort, il frigo vuoto, la moglie sempre al lavoro. Cerca solo un po di pace!”

Marta scosse la testa con falsa pietà: “Peccato! Un uomo va trattenuto con affetto. Coccole, attenzioni, cibi prelibati. Mio marito non vuole nemmeno viaggiare di lavoro, dice che a casa sta meglio che ovunque.”

Il discorso continuò per unora. Rimasi in silenzio, sentendo la rabbia montare.

Quando se ne andarono, esplosi: “Luca, hai sentito tua madre?”

“E che cè? Sono solo chiacchiere tra donne.”

“Chiacchiere? Mi ha umiliata davanti a tutti!”

“Dai, non esagerare. Mamma ha solo fatto degli esempi.”

“Mi ha detto che sono una moglie inutile e viziata!”

“Non lha detto, ha solo accennato. Forse qualche consiglio ti farebbe bene.”

Lo fissai incredula. “Quindi pensi che sia una cattiva moglie?”

“Non ho detto questo. Ma potresti dedicarti di più alla casa.”

“E chi cucina, pulisce, lava? Il fantasma?”

“Be, dividiamo i compiti”

“Dividiamo? Quandè lultima volta che hai cucinato? Ieri hai scaldato degli gnocchi, e per te è cucinare?”

Luca si irritò: “Perché alzi la voce? Io parlo normalmente.”

“Perché sono stanca! Stanca di tua madre che mi critica e di te che stai zitto!”

“Mamma non critica, dà solo consigli.”

Girandomi, me ne andai in camera. Era inutile discutere.

Il giorno dopo, Valentina chiamò di nuovo. Questa volta voleva che andassi allaltra parte della città per una crema speciale.

“Loredana, tesoro, aiutami! La vendono solo in una farmacia, e per me è complicato. Tu hai

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Rinunciando ai figli per il marito, una donna finisce per perdere sia i figli che il marito!