Signore, ultimo capolinea! Scende o la riporto in città?
Massimo aprì gli occhi, guardò il bus vuoto, poi il conducente, si alzò in silenzio e scese. Uscito, sorrise tra sé:
Eccomi qui Venticinque anni che non metto piede da queste parti. Incredibile quanto passi veloce il tempo.
*****
Massimo Leonardi, vieni, accomodati pure, disse il comandante sorridendo, indicandogli la sedia. Immagino tu abbia già unidea di cosa voglio parlare.
Ma certo, comandante Antonini, rise Massimo. Lavevo immaginato già una settimana prima di uscire dallospedale. Pensionamento. Con gli anni di servizio ci sto dentro alla grande, no?
Eh sì Te la sei proprio guadagnata. E poi avrai pure la pensione dinvalidità.
Che fortuna, eh? Adesso sì che mi sistemo
Non devi prendertela, dai disse il comandante.
Ma chi si offende Ho capito come va.
I medici dicono che sei vivo per miracolo.
Eh
Però capisci da solo, ora, come fai a correre dietro ai delinquenti? Già ti muovi a fatica, quasi si giustificò il comandante.
Massimo gettò una breve occhiata ad Antonini, poi si perse a guardare fuori dalla finestra dei passerotti appollaiati sul ramo lì davanti.
Da bambino amava ascoltarli cinguettare, e poi cercava di imitarli: chicchirichì, chicchirichì diceva sotto lalbero.
E i passerotti gli rispondevano, ma nessuno dei due capiva cosa dicesse laltro.
Parlavano, così, di niente.
Peccato Gli sarebbe piaciuto tanto conoscere i loro pensieri, sapere cosa si dicessero con le loro testoline minuscole.
La curiosità, Massimo laveva presa dal padre, ispettore di polizia caduto in servizio.
Tanta gente venne al funerale, tutti con belle parole.
E un colonnello si avvicinò a Massimo, stringendogli forte la mano.
Non come a un ragazzino, no, come a un uomo.
Spero che farai la scelta giusta, gli disse, dandosene una pacca sulla spalla.
Fu allora che Massimo decise sul serio che avrebbe seguito la stessa strada. Fino a quella volta sognava di fare lornitologo.
Sua madre non la prese bene, ma quando lui tornò dal militare, non c’era più. Beveva troppo gli confessò sottovoce la signora Ottavia, la vicina.
Mi ascolti o sto parlando da solo? sentì la voce di Antonini, cercando di riportarlo alla realtà.
Massimo scosse la testa, allontanando i pensieri, e guardò ancora il suo comandante che continuava il discorso sul pensionamento.
Hanno dovuto raccattarti dallaltra parte, capisci? E mica ti hanno riportato indietro per farti riammazzare subito. E poi, Massimo, diciamocelo, sei stato un po incosciente tu. Non dovevi metterti da solo contro tutta la banda.
Sai comè Il dovere. Non cera tempo di aspettare.
Il nostro lavoro, sì, è duro, non lo nego. Ma non sei mica Superman! Gli eroi non esistono, Massimo. Siamo esseri umani, e dobbiamo aver cura di noi stessi.
Ci ho provato È finita così.
Sei stato fortunato, Massimo, continuò Antonini. Non a tutti succede, una volta sola si sopravvive certi colpi. Adesso, puoi pensare a qualcosaltro: lavori ce ne sono tanti. Non sei mica vecchio. Magari ti metti su famiglia, pianti un albero
E i criminali? Non dicevi sempre che i bravi poliziotti scarseggiano?
Ma qualcuno si trova, non temere. Nessuno è insostituibile, e tu hai fatto abbondantemente il tuo. Se tuo padre fosse ancora vivo, andrebbe fierissimo di te. Insomma, puoi leggere il decreto quando vuoi, poi trasferisci le pratiche in ufficio personale e
E posso essere libero come un passero, eh, comandante? ghignò Massimo alzandosi.
Eeeh, come un passero giusto! Daltronde tu sei il nostro Passerini Sì, Massimo, puoi essere libero come un passero. Mi spiace davvero lasciarti andare via. Grazie di tutto!
Massimo gli strinse la mano, zoppicando verso la porta.
Trova tutto lufficio ad aspettarlo. Ognuno voleva salutarlo, stringergli la mano personalmente. Lo conoscevano e rispettavano non solo in tutta Firenze, ma anche fuori. Specialmente dopo quellarresto da solo contro la banda. Aveva rischiato la vita, ma ce laveva fatta.
Uscito dal commissariato, Massimo mise in ordine i pensieri. Non aveva idea di cosa fare da civile.
Lavorare nella vigilanza privata? Con la gamba così, non lavrebbero nemmeno preso.
Fare il custode? Non fa per lui.
Allora cosa faccio, come dice il comandante, se non so fare niente a parte acchiappare malviventi?
Risposta non ne aveva. Ma una cosa la sapeva: stare in città senza far nulla, sarebbe finita male.
Meglio tornare al paese, a casa dei suoi genitori.
*****
Capolinea, signore! Scende?
Massimo aprì gli occhi, guardò ancora una volta il bus vuoto, poi il conducente, si alzò e scese. Guardò intorno e sorrise:
Finalmente Venticinque anni esatti che manco da qui. Il tempo vola.
Si caricò la vecchia borsa in spalla, camminò verso quella che era stata la casa dei suoi genitori, sperando che in tutto quel tempo il tetto non fosse ancora crollato del tutto.
Arrivato al vecchio cancello mezzo storto ma in piedi gettò unocchiata alla casa. Tirò un sospiro di sollievo. Qualche lavoretto ci vorrà, pensò, ma le finestre ci sono, il tetto pure, si può vivere.
Aperto il cancelletto sentì dietro di sé una voce di donna:
Ehi, lei! Che ci fa qui? Qua non ci abita nessuno da anni.
Si girò e vide una signora anziana dallaltra parte della strada, con una zappa e aria sospettosa.
Signora Ottavia! la riconobbe Massimo, sorridendo.
Le ho chiesto, che vuole qui? Chi devo chiamare, i carabinieri?
Non mi riconosce, Ottavia? appoggiò la borsa a terra e le andò incontro.
No, ma chi la conosce? Conosco tutti qui intorno, lei me la vedo la prima volta.
Massimo Passerini.
Non ci posso credere! Sei tu, Massimino?
Io, proprio io, Ottavia.
Guarda che non ti avrei mai riconosciuto. Lultima volta che ti ho visto
Venticinque anni fa.
Già! Avevi due stanghette al posto delle braccia, ora sei un uomo. Proprio come tuo padre. Ma zoppichi Che tè successo? Raffica di qualche malvivente?
Ci hai preso, sorrise lui.
Sei solo di passaggio o?
Non lo so ancora. Però mi fermo, vorrei sistemare la casa e tornare qui. In città non si respira, qui almeno cè silenzio
Massimo, ma la casa tua adesso è occupata.
In che senso?
Cè un bandito, sussurrò. Non dentro casa, sta sul terreno. Non fa avvicinare nessuno.
Ma se qui ci sono nato Che bandito sarebbe?
Un cane enorme, per la miseria.
Un cane? rise Massimo.
Sì. Prima stava più giù, poi il padrone sè trasferito in paese, non lo conosci. Appena rimasto solo sè buttato sul bere e poco dopo ciao, è morto. Sei mesi fa, più o meno. I figli han venduto, ma il cane lhanno lasciato.
La signora Ottavia fece mente locale, poi continuò:
Da allora il cane sè piazzato nella tua corte, scaccia tutti. Nessuno si avvicina. Laltro mese pure Tonio, quello che stava in galera Lui ha provato entrare, si è preso uno spavento, e qualche strappo ai pantaloni.
E chi gli mette qualcosa da mangiare?
Al negozietto viene spesso. Cè Anna Capuano, la commessa te la ricordi? Quella che da ragazzina ti lasciava i fiori sul davanzale, e tu niente, dicevi che era piccola
Anna? Certo che la ricordo. Ma non era partita a Firenze con Sergio, quello delle poste?
Stavano per sposarsi, ma poi lei ha piantato tutto. Lui un vero donnaiolo, è rimasta in paese. Ha già trentacinque anni.
Grazie dellaggiornamento, strizzò locchio Massimo.
Anna gli dà qualcosa da mangiare, e anch’io quando ho qualcosa in più per non farmi odiare. Gli altri lo temono
Ma perché? chiese Massimo.
Appena lo vedi capisci Mussa da vero bandito.
Si salutarono, e Massimo si avviò verso il cancello preparandosi allincontro col Bandito.
Aperta la cancellata, entrò e subito, dallex cuccia del cane di suo padre, sbucò un muso enorme. Sembra davvero uno scugnizzo pensò Massimo.
Così, calmo, fece qualche passo. Il cane ringhiava, mostrando i denti, senza avvicinarsi ma consigliando caldamente di non provarci.
Massimo non si fermò che quando stava a un paio di metri.
Ciao, Bandito. Io sono Massimo e sono il padrone di questa casa, e di questo giardino dove ti trovi.
Grrr
Capisco che non mi credi sulla parola, e fai bene. Posso farti vedere i documenti della casa. E le chiavi, eccole qua e Massimo le sventolò davanti.
Grrr
Ok, non ti convince Ma se non fossi padrone, qui non ci verrei, no?
Massimo si accovacciò, tirò fuori una focaccina che si era comprato in stazione e non aveva ancora mangiato.
Ne tenne una per sé, laltra la lanciò al cane.
Vedi che roba? Ho passato una vita a catturare i banditi, e ora devo trattare con un Bandito per entrare a casa mia. Se me lavessero detto non ci avrei mai creduto
Il cane lo fissava attento, a scrutare il tono della voce, e quasi si rilassò un po. Fiutò la focaccina, la provò, poi si decise a mangiare. La fame, si sa, non aspetta.
Bravo, così va già meglio, eh? rise Massimo. Senti, ti propongo un affare: io vivo qui solo, ma la solitudine mica va bene, e tu lo sai. Facciamo squadra: io ti do da mangiare, tu difendi casa e giardino. Che ne dici?
Il cane inclinò la testa.
Vedi? Si possono pianificare i ruoli subito: io porto il pane e tu tieni lontani i birboni. Va bene?
Grr
No, amico, mi serve una risposta chiara. Fai il bravo.
Bau!
Bravo! È un piacere collaborare con te, Bandito. Ora entro a dare unocchiata, poi preparo cena. Anzi, tocca andare a far la spesa. Se vuoi, vieni anche tu; due sono meglio di uno, almeno si fa due chiacchiere
*****
Entrando con Bandito al negozietto, Massimo vide davanti una pattuglia dei carabinieri.
Chissà cosa sarà successo pensò, entrando.
Dietro al bancone cera Anna Capuano, la ragazza delle margherite, con gli occhi rossi e in compagnia di un giovane maresciallo.
Quindi non hai visto nessuno, Anna? domandava il carabiniere.
No, niente. Ero in magazzino per il carico, avrò perso dieci minuti, forse quindici. Anna si asciugava le lacrime.
E non hai sentito nessuno entrare?
No, stavo sistemando merce. Quando sono tornata, la cassa coi soldi era sparita.
Strano rifletté il maresciallo. Forse non è entrato proprio nessuno?
E allora chi li avrà presi quei soldi? rispose Anna, ormai disperata.
Massimo tossì più volte per attirare lattenzione.
Il negozio ora è chiuso per indagine borbottò il maresciallo.
Ah sì? Mi dispiace È successo qualcosa grave? Ciao Anna.
Ma Massimo? Sei proprio tu?
Proprio io.
E come mai qui al paese?
Sono tornato. Ma tu vedo hai problemi, eh?
Mi hanno rubato i soldi che i paesani raccoglievano per ristrutturare la chiesa! Ma chi ce lha fatto non si sa. Tutti si conoscono qui.
E lei chi sarebbe? chiese il maresciallo, guardando Massimo.
Massimo Passerini, ex capitano di polizia, ora pensionato e di nuovo cittadino del paese. È la casa dei miei questa.
Lei è quello che l’anno scorso ha fermato da solo la banda del supermercato?
Proprio io, sì.
Ne ho sentito parlare, allora siamo quasi colleghi!
Più o meno, fece lui. Venticinque anni in servizio. Voi invece qui da poco, vero?
Vabbe, polizia e carabinieri fanno lo stesso lavoro, no?
Secondo me ci sono differenze ma lasciamo perdere. Piuttosto, che idee vi siete fatti su questi soldi spariti? Ci sono sospetti?
Mah La commessa dice di non aver visto né sentito nulla. Nel negozio niente telecamere. Quindi o era qualcuno di passaggio, oppure lei stessa si è tenuta il denaro.
Ma che dite? sbottò Anna. Vi pare?
Anna, mentre sistemavi le cose non hai visto nessuno poco fuori? domandò Massimo.
Solo il corriere col camion, portava la merce. Non stavo certo alla porta; qui entriamo tutti e ci chiamiamo per nome.
Massimo guardò il maresciallo, poi Anna, poi uscì. Vicino allingresso, trovò tanti mozziconi di sigarette.
Non potevano esserci per caso Qualcuno aspettava. Ma cosa? Il momento giusto per entrare? Allora chi ha agito sapeva dellarrivo della merce. Quindi è della zona. E a giudicare dai mozziconi, erano almeno in due.
Ehi Bandito, se solo fossi un cane poliziotto risolveremmo tutto in fretta.
Il cane lo osservò e si avvicinò alla pila di mozziconi, annusò a lungo, poi abbaiò con forza.
Hai visto? Qui hanno lasciato la loro traccia. Sai dove sono andati?
Bau bau!
Dai, portami. Dobbiamo risolverla prima che la colpa ricada su Anna.
Bandito abbassò il naso e partì di filata, Massimo dietro con la sua andatura claudicante.
*****
Oh, tu che vuoi? chiese un uomo sulla cinquantina, sbucando dal cortile. Ci conosciamo?
Ciao, Tonio. Tonio Sinisi, sbaglio?
Aspetta tu sei
Massimo Passerini, ti ricordi?
Ma va Non ti riconoscevo più! E il cane, stai pure tu con questo bestione?
Sì, tutto sotto controllo. Però mi hanno detto che hai cercato di entrare a casa mia. E lui, il Bandito, ti ha fatto filare
Oh, lascia perdere solo curiosità, vedevo la casa abbandonata. Poi sto diavolo qua anzi meno male che non mha morso.
Non mi preoccupo. Senti, fammi fumare una sigaretta?
Come no Tonio tira fuori la marca che Massimo aveva trovato davanti al negozio.
Proprio quella ecco la conferma, pensò Massimo.
Le prendi o no? chiese Tonio, porgendo il pacchetto.
No, grazie, non fumo. Piuttosto, che ci hai fatto dei soldi rubati?
Quali soldi? Ma che dici? Non sono nemmeno entrato
Non parlo di casa mia, parlo del negozio. Oggi eri lì fuori, non da solo. Aspettavi che arrivasse la merce, sei entrato, hai preso la cassa. Ora cercate di aprirla?
Ma tu sei pazzo? Amico mio, io sono sempre qui, a bere con Gigi. Chiedi a lui.
Ma davvero non ci sei stato? Eh, il mio cane però non mente. Il percorso parte dal negozio e arriva qui.
Il cane? Ahahah! E tu credi più a uno con la faccia da malandrino che a un uomo che conosci da bambino, pulito come la fedina penale?
Sai, io credo più ai cani. Non sanno mentire, non hanno motivi per imbrogliarti. Tu invece li hai, Tonio, mica è la prima volta che ti mandano in galera, no?
Tanto non puoi provarlo! Non puoi farci niente!
Sentito tante volte, sempre la stessa storia. Ma in qualche modo si scopre tutto.
Tonio provò a sbarrare luscio, ma Massimo fu più svelto. Chiamò Bandito, che già ringhiava dallaltro lato.
Forza, dentro.
*****
Dopo mezzora Massimo, Bandito e due uomini ammanettati, fila indiana e la cassa sotto braccio, tornarono al negozio. Dentro ancora chiusa, non erano riusciti a forzare la serratura.
Il maresciallo, che stava quasi per caricare Anna sulla gazzella per accertamenti, sgranò gli occhi.
Ma chi sono?
I ladri, semplice. Sono loro i due che hanno portato via i soldi.
Non ci credo
Così è. Anna è innocente. Pensavi male, questa volta. E guardando i due manigoldi Non è vero, ragazzi?
Guardarono Bandito, e annuirono.
Ora capisco perché si raccontano certe cose su di lei borbottò il maresciallo lasciando andare Anna.
Basta solo far bene il proprio lavoro.
Il giorno dopo tutto il paese sapeva che Massimo Passerini, ex capitano e il cane Bandito, avevano risolto il caso e ridato alla comunità i soldi per restaurare la chiesa.
Tutti vennero a ringraziarli. Anche a Bandito, che ormai era per tutti un eroe.
Dopo sei mesi, Massimo e Anna fecero una semplice festa di matrimonio; un anno dopo nacque il loro bambino. Chi lavrebbe detto mai, eh?
Ma lassù qualcuno aveva deciso così, di premiare Massimo per tutto ciò che aveva fatto.
Ora aveva un cane fedele, una moglie affettuosa e pure un erede, Massimino. Un giorno, nel cortile, il piccolo si mise a osservar i passeri e Massimo sorrise, chiedendosi se anche suo figlio sognasse di capire i loro segreti.






