Buon compleanno!!! Papà!

Giunto ai settanta anni, aveva cresciuto tre figli. Uno, la moglie era venuta a mancare trentanni prima, e lui non si era più risposato. Nessun nuovo amore, nessuna seconda unione; le ragioni avrebbero potuto essere infinite, ma ne valeva davvero la pena parlarne? Non era quel momento. I due ragazzi erano litigiosi e combussoli. Lo faceva passare da una scuola allaltra finché non trovò un eccellente professore di fisica che scoprì in loro un talento evidente. E fu tutto: le liti, gli scontri e i problemi sparirono allistante.

Anche la figlia era problematica. Faticava a rapportarsi con i coetanei e lo psicologo scolastico le aveva già consigliato una visita dal psichiatra. Allora però arrivò nella loro scuola un nuovo insegnante di letteratura, che aprì un laboratorio per aspiranti scrittori. E fu tutto: cominciò a scrivere dal mattino fino a notte fonda. Presto i suoi racconti apparvero sul giornale della scuola e, poi, nei circoli letterari del paese.

In breve, i due ragazzi ottennero una borsa di studio in una delle più prestigiose università italiane, il dipartimento di fisicamatematica dellUniversità di Bologna; la figlia si iscrisse alla facoltà di lettere. E il padre rimase solo. Improvvisamente avvertì il silenzio attorno a sé, più profondo di un ululato di lupo. Si dedicò alla pesca, al giardinaggio e allallevamento dei maialini, avendo a disposizione la grande cascina di famiglia e un vasto appezzamento di terreno lungo lArno. Iniziò a guadagnare bene. Scoprì, però, che un ingegnere in una fabbrica guadagnava molto meno di lui. Così poté ancora aiutare i figli: comprare loro auto modeste, dare qualche soldo per le spese quotidiane e permettere loro di vestirsi decentemente. Ma il tempo, ora, gli era ancora più scarso: la gestione della tenuta e del piccolo mercato occupava le sue giornate, eppure gli piaceva.

Passarono altri dieci anni, avvicinandosi al suo settantesimo compleanno. Pensava di festeggiarlo in solitudine. I ragazzi, ormai con le loro famiglie, lavoravano a un progetto ultrasegreto per il Ministero della Difesa e non potevano assentarsi nei weekend. La figlia girava per i convegni di scrittori e giornalisti. Così non voleva disturbarli con un invito.

Lo farò da solo pensava. Non cè nulla da celebrare. Solo, io, le mie cose Passerò la serata a controllare la fattoria e, forse, a sorseggiare una piccola bottiglia di grappa, ricordando Maria e raccontandole quanto sono cresciuti i miei bambini

Il giorno tanto atteso arrivò. Si alzò allalba per controllare i maialini, come sempre, perché il loro ingrasso richiedeva attenzione. Quando uscì di casa, verso il prato ancora illuminato dalle stelle, incappò in qualcosa di strano proprio al centro del campo. Un oggetto lungo e avvolto in un telo.

Che cosè questo? sbuffò, e proprio in quel momento

Scoppiarono delle luci di proiettori! Illuminavano il prato, loggetto misterioso e le persone che spuntavano dietro la casa. Erano i suoi figli con le mogli e i nipoti, qualche parente. Accanto a loro cera la figlia, accompagnata da un uomo alto con occhiali spessi. Tutti tenevano palloncini, soffiate in bacchette e premute pistole che soffiavano aria compressa. Urlavano, agitavano le mani e cercavano di abbracciarlo:

Buon compleanno, papà!

Il misterioso oggetto sul prato fu quasi dimenticato. I suoi nipoti lo circondarono, impedendogli di rientrare in casa, dove le mogli già stava preparando la tavola.

Fermati, papà gli disse la figlia. Ti voglio legare gli occhi?

Va bene rispose lui.

Lei gli avvolse una larga stoffa intorno alla nuca, lo fece girare più volte e lo condusse altrove.

Che avete combinato? chiedé confuso.

Un regalo, papà disse uno dei figli.

Spero non sia costoso? si agitò luomo. Non ho bisogno di nulla.

Non ti preoccupare lo rassicurò un altro. È solo una piccola cosa, un segno di gratitudine.

La portarono davanti a qualcosa, e la figlia staccò la benda. Dalle casse partì una musica festosa, il ritmo dei tamburi. Gli occhi dei nipoti si spalancarono quando, tirando via il telo, rivelarono un brillante Alfa Romeo 2000, lucente come loro.

Il padre rimase senza fiato; quasi cadde a terra, ma fu sorretto e messo su una sedia.

Oh Signore, Signore, Signore ripeteva.

Calmati, papà gli spruzzò lacqua la figlia. Hai sempre sognato questauto.

Ma è così costosa! balbettò luomo.

Non è più preziosa dei ricordi gli rispose un figlio. È solo un gesto.

La figlia lo invitò a entrare, a scattare foto.

Lui aprì la portiera, ma dentro cera solo una scatola di cartone.

Cosè? chiese.

Aprila gli disse la figlia.

Dentro cerano due piccoli occhi che lo fissavano. Estrasse un piccolo cucciolo di gatto, soffice e bianco, e lo strinse al petto.

Un vero Tommasino! Come quello che avevamo con tua moglie. Ricordi? Bimba. Quando eravate ancora piccoli lo adoravate

Certo che lo ricordiamo, papà risposero i nipoti.

Non salì in macchina. Salì al secondo piano, in camera sua, e mostrò le foto di Maria al gattino, con le lacrime che gli scendevano lungo le guance.

Vedi, Maria? Vedi? parlava alle foto. Ce lho fatta. Non hanno dimenticato nulla Vedi?

Ma i bambini non gli permisero di restare solo troppo a lungo. Il tavolo del pranzo era già imbandito e cominciarono i brindisi. La figlia gli sussurrò allorecchio che era al quarto mese di gravidanza e che il suo fidanzato sarebbe venuto a stare con loro. Avrebbero vissuto nella cascina; il suo futuro romanzo poteva essere scritto ovunque, e lui il fidanzato avrebbe fatto ritorno in New England per sistemare le cose con i genitori, per poi sposarsi nella chiesa del paesino.

Non ti dispiace, vero? chiese la figlia.

Sembra un sogno magico rispose luomo, baciandola sulla fronte.

La giornata trascorse tra chiacchiere, stuzzichini, bicchieri di vino e ricordi. Tutti erano felici. La sera si recò alla tomba di Maria, rimase a parlare con lei a lungo.

La vita cominciava a prendere un nuovo significato, soprattutto grazie a quellauto. Doveva comprare abiti depoca, fare un giro nella grande Firenze. Sul letto, accanto a lui, dormiva il piccolo gattino.

Tommasino disse il signore, ripetendo il nome. Il micino fece le fusa e si stiracchiò. Luomo lo accarezzò e si addormentò.

Il mattino lo aspettava presto: nutrire i maialini, curare il giardino, andare a pesca. Sotto il tetto, la figlia e il suo futuro marito dormivano. I ragazzi con le loro famiglie erano partiti, lasciandolo nella quiete. Tommasino lo seguiva fedelmente, ma cadde nella mangiatoia dei maialini e si impigliò nelle reti della barca. Cercò di rosicchiare il mangime per i pesci; luomo rise e gli parlò:

Come se la giovinezza fosse tornata disse, accarezzandogli la schiena.

Tommasino fece le fusa, afferrò la mano delluomo con le zampette e lo morse delicatamente.

Ah, piccolo birbante! scoppiò luomo, ridendo.

Questa storia non è nulla di più che un promemoria per tutti coloro che ancora possono venire a trovare i propri genitori: non aspettate domani. Partite subito.

E, soprattutto, ricordate che il vero valore non sta nei regali o nelle auto di lusso, ma nei legami, nei ricordi e nellamore che si tramanda di generazione in generazione.

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