Che bello avere te al mio fianco disse Alessandro, stringendo la moglie a sé.
E io sono felice di averti qui con me! rispose Olivia.
E con chi dovrei stare altrimenti? rise il marito. Ovviamente solo con te. Sei il mio destino, la donna più bella del mondo.
Olivia non rispose; baciò Alessandro sulla guancia e corse in cucina a sfornare una crostata.
Quel giorno la famiglia Rossi festeggiava il cinquantaquattroenne di nozze. Decisero di celebrare in modo modesto, in cerchia ristretta: solo loro e i figli. I figli dei Rossi erano due: Marco, alunni del decimo anno, e la piccola Isabella.
Isabella aveva appena concluso gli studi universitari, aveva trovato lavoro e, desiderosa di vivere da sola, aveva affittato un monolocale vicino al nuovo ufficio. Olivia la rimproverò: «Perché spendere in un affitto? Qui hai la tua stanza, viviamo in armonia, perché vuoi allontanarti? Quando ti sposerai, tornerai da noi.»
«Mamma, vi voglio bene, ma ho bisogno di provare a stare da sola. E, per favore, non offenderTi: cucini così bene, le tue crostate sono irresistibili, tanto che temo di trasformarmi in un elefante! Tu sei magra e mangi senza ingrassare, mentre io devo fare attenzione alla linea, e non posso farlo se vivo con voi. Le tue prelibatezze sono un vero incanto.»
Olivia sorrise osservando la figlia. Isabella non assomigliava affatto a lei: Olivia era piccola, esile, quasi una ragazzina, mentre Isabella era una vera bellezza, ereditata dal padre.
Alessandro era un uomo di presenza. Alto, di buona corporatura, con qualche chilo in più accumulato negli anni cosa comprensibile, dato che la sua cucina era sempre profumata di crostate di Olivia. Già giovane era affascinante, e a quarantotto anni rimaneva ancora molto attraente.
Olivia sapeva che al suo fianco non brillava particolarmente, ma da tempo era abituata ai sussurri alle spalle e non vi faceva più caso, perché sapeva di essere per lui la donna più bella, la più desiderata.
***
Quando Olivia incontrò Alessandro aveva ventanni, lui ventidue. Era una fresca mattina di settembre e la studentessa Lidia si stava dirigendo alla festa di compleanno della compagna di corso, Violetta. Aveva preparato un regalo in anticipo e, mentre si avviava verso la festeggiata, decise di comprare anche un piccolo mazzo di fiori.
Nel negozio di fiori, lunico cliente era un giovane uomo che sceglieva un bouquet. La fioraia, una ragazza dolce, gli mostrava diverse opzioni con evidente interesse. Lidia lo osservò e intuì lo sguardo della fioraia. Il ragazzo era davvero bello.
«Con un aspetto così dovrebbe fare il cinema», pensò Lidia. «Forse è anche un attore?»
Il giovane notò Lidia e si avvicinò.
Signorina, quale bouquet preferisce, quello con le rose rosse o quello con le peonie?
Lidia arrossì, non si era mai aspettata che un bel ragazzo le parlasse, ma rispose:
Preferirei le peonie, anche se la maggior parte delle ragazze ama le rose.
E alla sua ragazza che tipo di fiori piacciono? chiese la fioraia.
Alla sua ragazza? ripeté il ragazzo. No, non compro fiori per una ragazza, non conosco neppure chi sia la destinataria.
Davvero? si stupì la fioraia, scambiando uno sguardo perplesso con Lidia.
Un amico va al compleanno di sua cugina e mi ha convinto a venire con lui spiegò il giovane, notando linteresse della fioraia. Non volevo arrivare a mani vuote, così ho deciso di comprare un bouquet. Ma la scelta mi ha confuso.
Se sceglie le rose, non sbaglia mai, tutte le ragazze amano le rose consigliò Lidia.
E lei? chiese il ragazzo, un po titubante.
Lidia, imbarazzata, abbassò lo sguardo e rispose:
Io adoro i fiori di campo, ma le rose vanno bene. Probabilmente tutti li amano.
Che coincidenza commentò il giovane anchio adoro i fiori di campo. Mia madre, quando va al suo cascinale, porta sempre un mazzo di fiori di campo; cè un prato vicino a casa nostra dove crescono di tutto. I colori dei campi hanno una bellezza speciale: sembrano modesti, ma osservandoli con attenzione si scopre quanto siano affascinanti.
Acquistò un bouquet di rose e uscì dal negozio sorridendo a Lidia.
Che bel ragazzo, vero? osservò la fioraia. Un sorriso così vale mille parole, sembra un attore.
Anchio lho pensato rispose Lidia.
Comprò un piccolo mazzo di crisantemi, salutò la fioraia e si diresse verso la casa di Violetta.
Quando arrivò, rimase sorpresa nel vedere il giovane sorridente di nuovo: si chiamava Sandro, ed era lì con il suo amico Arturo, cugino della festeggiata.
Sandro, vedendo Lidia, la guardava continuamente, sorridendo. Anche Lidia arrossiva e distoglieva lo sguardo. Verso la fine della serata si sedettero insieme e cominciarono a conversare.
Di cosa parlavano allora? Lidia non lo ricorda più, ma Sandro poneva domande, lei rispondeva, lui raccontava, lei ascoltava
Lidia non capiva perché lui fosse così vicino, perché le sorridesse, perché le dedicasse attenzione. Notò lo sguardo beffardo di Violetta, che sembrava irritata.
Quando la musica iniziò e gli invitati cominciarono a danzare, Violetta si avvicinò a Sandro e lo invitò a ballare. Lui, con un leggero rimorso, guardò Lidia e si unì al ballo con la festeggiata. Poco dopo tornò da Lidia, e quando questultima si preparava a tornare a casa, Sando si offrì di accompagnarla.
Il giorno successivo, Lidia, al suo corso universitario, incrociò Violetta che non la salutò neanche, ignorandola.
Dopo le lezioni Lidia si avvicinò di nuovo a Violetta, chiedendo cosa fosse successo.
Non capisci nulla? incrociò Violetta gli occhi, irritata.
Cosa dovrei capire?
Che Arturo ha portato Sandro per me! Voleva presentarci. Ho visto Sandro nelle foto di Arturo e mi è piaciuto. E tu hai rovinato la serata, flirtando con lui tutto il tempo! E poi lhai fatto scappare E ti fai la timida!
Non ho flirtato con nessuno si rattristò Lidia. Non so nemmeno come si flirtano, non ho mai provato nulla del genere. È stato Sandro a venirmi a salutare da solo, non lho chiesto.
Vedi? Non è perché hai flirtato, è solo… rispose Violetta, allontanandosi, lasciando Lidia nel suo sconforto.
Lidia si domandò se avesse davvero tradito lamica, se fosse diventata una traditrice. Ma non poteva credere a quella conclusione.
Era una ragazza dallaspetto ordinario, eppure aveva attirato lattenzione di un bel ragazzo come Sandro? Violetta era brillante, allegra, aveva tanti ammiratori; Lidia, al contrario, era riservata e timida.
Sandro non era tipo da lui, ma quella sera aveva deciso di parlare con una sconosciuta che aveva incontrato in un negozio di fiori.
Tutto questo le girava per la testa mentre tornava a casa dalluniversità. Si avvicinò allo specchio, si guardò e disse:
Veramente, a chi servirei?
Proprio in quel momento il telefono squillò. Lidia rispose e udì la voce di Sandro. Il giorno prima lui le aveva chiesto il numero, ma lei era certa che non lavrebbe più sentita.
Si accordarono per incontrarsi la sera sul lungomare. Quando Lidia arrivò puntuale, Sandro la aspettava con un bouquet di fiori di campo e un sorriso che la fece sentire subito innamorata.
Così cominciò la storia di Lidia e Alessandro. Molti profetizzarono una rapida rottura. Nessuno credeva che un bel ragazzo potesse innamorarsi davvero di una ragazza come Lidia. Alcuni invidiosi la avvisarono che la loro storia era destinata a fallire, sostenendo che un giovane così affascinante avrebbe presto cercato altre.
Ma Sandro non guardava oltre Lidia. Con il tempo la ragazza credette ai suoi sentimenti e smise di ascoltare gli invidiosi e i maligni.
Un anno dopo il loro incontro Alessandro e Lidia si sposarono. Da allora non passò giorno in cui lui non le dicesse che era la donna migliore del mondo. Decenni dopo, quando lhanno vissuta per più di un decennio, Lidia gli chiese:
Potresti aver preso una donna più bella, perché mi hai scelto? Io non ho nulla di speciale, sono solo una ragazza comune.
Alessandro, sorpreso, rispose:
Come spiegare lamore? Ma proverò a dirti. Mi sono innamorato dei tuoi occhi, i più belli, pieni di dolcezza e sincerità. Del tuo sorriso, del tuo profumo, della tua anima. Per me sei la donna più bella del mondo non a caso ami i fiori di campo, sei proprio come loro. La tua bellezza non urla, è discreta, ma io lho riconosciuta e non scambierei la mia amata camomilla per una rosa più lussuosa.
***
La cena di anniversario del sessantacinqueesimo anno di matrimonio si svolse in una sala accogliente. I figli dedicarono parole commoventi ai genitori, il più bel regalo per Olivia e Alessandro. Al centro della tavola troneggiava un delicato mazzo di fiori di campo. Alessandro gli regalava sempre in occasione del compleanno di Lidia, che cadeva a luglio, e per il loro anniversario.
Sandro sussurrò Lidia, mentre si sdraiavano per dormire mi sembra che noi siamo una coppia strana.
Perché? si stupì il marito.
In venticinque anni non ci siamo mai arrabbiati. Succede davvero?
Vuoi litigare? rise Alessandro. Allora litighiamo!
E cominciò a solleticare la moglie.
No, no, non voglio rise Lidia, che temeva i solletichi.
Anchio non voglio litigare con te rispose Alessandro, baciandola.
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