Non è loro parente, questi cinque… Ma riuscirai a dirlo?

Edoardo non aveva più la moglie. Non era riuscita a superare gli ultimi mesi di gravidanza.

Che ti lamenti o no, alla fine sono rimasti cinque figli. Il più grande, Marco, ha nove anni. Luca ne ha sette. I gemelli Davide e Andrea ne hanno quattro. E la piccolina, Ginevra, ha solo tre mesi: la tanto attesa figlia di Edoardo.

Mai un momento di noia quando i bambini chiedono da mangiare. Ma se li metti tutti sul tavolo, a mezzanotte lo trovi sul fornello a fumare una sigaretta

Allinizio Edoardo si arrangiava come poteva. La cognata è venuta in aiuto per un po. Non cerano più parenti in giro. Voleva portare via Davide e Andrea, dicendo che così sarebbe stato più facile per lui. Poi, da una zia di buona volontà, sono arrivati due assistenti.

Gli hanno proposto di mandare tutti i bambini in un istituto. Edoardo non aveva intenzione di cedere nessuno. Come potrei dare via i miei figli? si chiedeva. Come altrimenti vivere? È difficile, lo capisci, ma cosa fare? Cresceranno piano piano, e prima o poi saranno grandi.

Il più grande a volte riusciva a controllare i compiti. Con Ginevra, ovviamente, cera più da combinare. Per fortuna cerano anche Luca e Andrea, che diano una mano.

La brava infermiera di pronto soccorso, Nina Bianchi, faceva spesso visita, si prendeva cura di loro. Una volta promise a Edoardo di far arrivare una tata. Sarà una ragazza bella e laboriosa, lavora in ospedale come bambinaia, gli disse.

Non aveva ancora figli propri, perché non era ancora sposata, ma il lavoro di crescere fratelli e sorelle laveva già abituata, venendo da una grande famiglia del villaggio vicino. Così è comparsa nella loro casa la signorina Lusia.

Bassa, robusta, faccia rotonda, con una treccia lunga fino alla vita, e molto silenziosa. Non diceva una parola superflua. Poi però tutto è cambiato nella casetta di Edoardo. La casa è tornata a brillare: tutto è stato lavato, pulito, rispolverato.

Lusia ha risistemato i vestiti dei bambini, li ha riciclati, li ha stirati. Ha accudito Ginevra, ha cucinato e fritto. Alla scuola e allasilo i genitori hanno notato subito il cambiamento: i bambini erano più ordinati, i bottoni non erano più cuciti con filo nero su bianco, i gomiti non erano più sfregati.

Un giorno Ginevra si è ammalata, ha preso la febbre. Il medico ha detto che si riprenderà, basta che la curi bene. Lusia è rimasta sveglia tutta la notte accanto a lei, non si è mai sdraiata. Lha accarezzata e, quasi senza accorgersene, è rimasta a far parte della casa di Edoardo

I più piccoli hanno già cominciato a chiamarla mamma, a desiderare laffetto materno. E Lusia non ha risparmiato nessuna coccola, né una carezza sulla testa, né un abbraccio. E i bambini

I più grandi, Marco e Luca, allinizio erano confusi, non sapevano come chiamarla. Poi hanno iniziato a chiamarla semplicemente Lusia. Niente tata, niente mamma, solo Lusia. Un promemoria che la loro vera madre cè ancora, anche se con un po di crescita di età.

I parenti di Lusia non erano daccordo.

Ma dove metti questa pelle al collo? Non ci sono molti ragazzi in paese, vero?

Ci sono, risponde lei, ma Edoardo è un tesoro E i bambini ormai sono abituati a cercare una figura materna

Così hanno vissuto. Quindici anni sono passati in un batter docchio. I bambini hanno studiato, sono cresciuti. Non è stato tutto liscio: qualche piccola disavventura è capitata. Edoardo si arrabbiava, afferrava la cintura. Lusia lo tirava indietro, dicendo stai, papà, prima risolvi prima di agire.

Un litigio, poi un pentimento, succedeva di tanto in tanto. Nessuno più chiamava Lusia Lusia del villaggio. Ora la chiamavano Ludovica Vasilevna, con rispetto. Marco, ormai sposato, aspettava il primo figlio.

I giovani vivevano separati: Marco lavorava nella cooperativa agricola. Non era il più anziano meccanico, ma ogni anno prendeva una targa o un premio, così. Luca, invece, finiva gli studi in città, e Lusia era particolarmente fiera di lui sarà ingegnere!

Facevano tutto insieme: scherzavano, si sostenevano, se qualcosa andava storto. Ginevra è passata al nono anno di scuola, orgoglio di Lusia. Cantava, ballava, nessuna festa era completa senza di lei.

Edoardo continuava a pensare che Nina Bianchi avesse fatto bene a scegliere una moglie così. Lestate scorsa Lusia ha sentito qualcosa di strano al suo corpo, una leggera nausea. Non era mai stata malata, ma gli occhi le si sono offuscati, il capo le girava

Edoardo, con la sigaretta in mano, lha spinta fuori dal cortile; non stava bene. Ha pensato passa, ma non è stato così. Ha dovuto andare dal medico.

Tornata a casa era silenziosa e pensierosa. Ha scrollato le domande di Edoardo, ha detto che tutto è a posto.

Ma la sera, quando tutti dormivano, ha chiamato Edoardo sul portico.

Siediti, papà, dobbiamo parlare Sai cosa mi ha detto il dottore? Avrò un bambino È tardi per fare qualcosa, dobbiamo accettare ha detto, coprendosi il viso con le mani. Che vergogna, che vergogna

Edoardo è rimasto sbalordito. Dopo tutti questi anni niente bambini e ecco che succede!

Che vergogna, mamma, i più grandi quasi si separano, due a due, e noi? ha risposto. La natura ha sistemato tutto! Prepariamoci!

Come lo dico ai figli? Diranno che sei vecchia e

Ma che vecchia sei? Cinquantanove, è vero?

Non lo so, non so più cosa fare Vergogna

Va bene. Lo dirò io domani a tutti.

E lo ha fatto. Al tavolo, tutti riuniti, ha annunciato: Cari figli, presto avrete un fratellino o una sorellina.

Lusia ha abbassato la testa, le lacrime le colavano sul piatto.

Marco, che quel fine settimana era in visita con la sua giovane moglie, rideva a crepapelle.

Che bello, mamma! Bravo! Che nasca anche con il mio! ha esclamato, Così i bambini non saranno soli!

Anche Davide ha gioito:

Vieni, mamma! Un fratellino!

Andrea ha obiettato:

No una femmina. Abbiamo già troppi ragazzi, una principessa ci farebbe bene.

Ginevra ha alzato un sopracciglio a Andrea.

Una principessa? Certo, mamma! Le farò di tutto: nastri, vestiti belli! ha esclamato.

Vestiti Che cosa, una bambola? ha intervenuto Luca. E poi bisogna crescerla, non è solo vestirla, ha aggiunto, serio.

Ci occuperemo noi, ha risposto Edoardo.

Lusia, però, arrossiva e copriva il pancione con una sciarpa, o con un mantello se faceva caldo, come a dire che fresca sia.

I mesi sono volati. Finalmente è arrivato il primo figlio di Marco, un maschietto! Luca è partito per luniversità, le vacanze erano finite. Davide e Andrea sono andati al tecnico agrario.

E Ginevra ha iniziato lanno scolastico. La casa era più silenziosa, vuota. Ginevra passava il tempo tra scuola e amiche, e un ragazzo dei corsi di danza la accompagnava a casa.

Lusia non dormiva, aspettava Ginevra. Improvvisamente un forte dolore le ha colpito il ventre.

Edoardo ha chiamato debolmente, Edoardo, credo sta per.

Edoardo è impallidito, non è riuscito a infilare i piedi nei mocassini.

Aspetta, madre, subito chiama lambulanza! ha gridato Ginevra, ma la porta era già aperta.

Due minuti dopo, un ragazzo che accompagnava Ginevra è arrivato.

Papà lo porta lui, ha detto, vuoi andare?

Io vado, ha strappato Edoardo la giacca appesa, non temere, Lusia, ti seguirò

Quella notte Edoardo è rimasto sul portico del reparto maternità a fumare una sigaretta dopo laltra. Allalba, la porta si è aperta e una bambina non più giovane è uscita.

Stai seduto, papà? Stai fumando? Dovrai smettere, vero? gli ha chiesto. È la prima volta?

Ho cinque figli, ha risposto, un po confuso.

Cinque? Ma sei ricco! No, sono sette! La tua bellezza ha portato due in più!

Due? ha balbettato Edoardo.

Un maschietto e una femminuccia! Un maschietto chiassoso, ha riso, e una bambina bella! Torna a casa, papà. Domani vieni a trovarci. Dovrà ancora prendere peso. Porta quello che serve, capito?

Edoardo ha annuito, sbalordito.

Al momento della dimissione tutta la famiglia si è radunata. I tre studenti universitari sono slacciati dalle lezioni, sono venuti. Linfermiera ha consegnato due fasciature, una con nastro azzurro, laltra con nastro rosa. Lusia, rosata, dietro di loro.

Edoardo ha preso una delle buste, laltra non sapeva come fare.

Due è ingombrante ha ammesso, imbarazzato.

Il secondo pacchetto lha preso Marco:

Vai, papà non è la prima volta per me!

Che carino! ha esclamato Ginevra, aprendo linvolucro. Sorellina mia, che bellezza!

Dopo aver regalato fiori e una torta allinfermiera, tutti sono saliti sul bus della cooperativa, messo a disposizione dal direttore, perché cè da festeggiare.

Mamma, è stato perfetto per tutti! ha sorriso Marco.

Lusia, con uno dei pacchetti in braccio, sorrideva silenziosa. Daremo al mondo dei bambini buoni, ha pensato, guardando Edoardo con laltro pacchetto.

Li chiameremo così? ha chiesto, rivolta ai bambini.

E subito tutti hanno cominciato a proporre nomi che amavano o che ricordavano qualcuno.

Il conducente del bus, amico di Edoardo, ascoltava il chiacchiericcio e si chiedeva se fossero davvero parenti o solo una famiglia scelta. E così, con un po di ironia e tanto amore, la piccola comunità di Valverde ha continuato a crescere, piena di risate, lacrime e, soprattutto, di unincredibile capacità di fare sempre il meglio con quello che la vita ha messo sul tavolo.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

18 + 18 =