Carlo invita Sofia a cena in un’elegante ristorante italiano. Quando la ragazza esce di casa, Martina le blocca la strada.

Luca invita Giulia a cena in un elegante ristorante nel centro di Roma. Quando la ragazza esce di casa, la strada le viene bloccata da Elena.
Dicono che solo un diamante può tagliare un diamante lancia enigmaticamente la professoressa.
Mi scusi? Non capisco.
Sei ancora giovane sorride la donna. Credimi, le persone non si innamorano una sola volta nella vita.
Signora Elena, giuro che tra me e Luca non succede nulla.
Forse non ancora. Ma questo non significa che resterà così. Non chiudere il cuore, Giulia. La vita sa sorprendere e a volte porta le più grandi felicità proprio quando meno ce le aspettiamo.
Anche lei una volta?
Beh Giovanni non era il mio primo amore risponde calma Elena, e nei suoi occhi appare unombra di ricordi. Una volta amavo qualcun altro. Pensavo che non avrei sopravvissuto alla separazione, che non avrei saputo respirare senza di lui. Poi arrivò Giovanni. Tutto cambiò. Ero felice. Davvero felice. Per questo ti ripeto non chiuderti. Lamore può essere più vicino di quanto pensi.
Ho sempre pensato che lo zio Giovanni fosse il suo primo amore
Né lui era il mio primo, né io il suo. Ma una cosa posso dirti: il primo amore non si dimentica mai.
Giulia sospira piano, ringrazia per la conversazione e si allontana verso lauto in attesa davanti casa, dove siede Luca.
Subito dopo la sua partenza, sulla veranda appare Beatrice. Fissa Elena con un sorriso freddo.
Hai appena deciso di diventare la nuova madre di Giulia? Le dai consigli in amore, condividi storie che non mi hai mai raccontato.
Lho fatto per Chiara risponde senza esitazione Elena. Perché solo una cosa può separare definitivamente Giulia e Alessandro.
Cosa intendi esattamente?
Lamore di Giulia per qualcun altro risponde calma ma fermamente.

Silvia, sconvolta dopo la conversazione con Matteo, cammina senza meta in mezzo alla strada. Il suo viso è pallido, gli occhi vuoti sembra non vedere il mondo intorno a sé. Non nota lauto che sta arrivando. Stridio di pneumatici. Urto. Si sentono grida, qualcuno chiama lambulanza. Silvia giace immobile sullasfalto. Intorno si radunano passanti. Una donna si china su di lei, cercando il polso.
Ragazza, mi senti? Pronto?!
Nessuna risposta. Silvia non si muove di un millimetro.

Claudia si avvicina alla radura nel bosco, dove nelloscurità tra gli alberi aspetta già Antonio. La sua sagoma si fonde con le ombre, ma lo sguardo è freddo e insistente.
Ecco due milioni di euro dice la donna freddamente, porgendogli una borsa di pelle piena di contanti.
La scena si sposta su Rosa. Dalla casa aveva seguito Claudia, tracciandola con determinazione. Ora nascosta nei fitti cespugli, appena dieci metri più in là, guarda incredula.
Antonio e quei soldi Sono i miei soldi! sussurra, a stento controllando le emozioni. Vedendo Antonio contare le banconote, nei suoi occhi appare rabbia. Che sfacciataggine estrae il telefono e inizia a registrare tutto di nascosto.
Nel frattempo Antonio finisce di contare i soldi. Sorride sinistramente.
Tutto qui. Ora finalmente ci lascerai in pace? chiede Claudia con tensione nella voce.
Nel silenzio si ode un crepitio di ramo spezzato. Antonio si volta immediatamente.
Hai sentito? Cè qualcuno qui. Ti avevo detto di venire da sola!
Sono venuta sola! risponde Claudia nervosa. Nessuno era con me, te lo giuro.
Antonio non crede. Cammina cauto verso il rumore. Dopo alcuni passi scosta i rami e vede Rosa, con il telefono in mano.
Nei suoi occhi appare un lampo di furia. Estrae dalla tasca un coltello.
Allora abbiamo una spia dice gelidamente. Sai, quando sei troppo curiosa, puoi cacciarti in guai molto seri.
Rosa indietreggia di un passo, a stento trattenendo il tremore delle mani.
Antonio, lasciala stare dice aspramente Claudia. Non essere idiota.
Fammi vedere cosa hai nella borsa getta Antonio a Rosa.
Lasciami in pace! protesta la donna.
Rispondimi! Perché sei venuta qui?! interviene Claudia.
Cosa succede qui?! Cosa tramate?! esplode Rosa. Sto registrando tutto! Chiamerò subito la polizia!
Non tramiamo nulla! grida Claudia. Mi ricattava! Minacciava di uccidere Matteo e Sofia. Per questo ho pagato!
Rosa cerca il telefono nella borsa.
Chiamo ora la polizia e dico loro cosa sta succedendo.
NON OSAR! urla Antonio, alzando il coltello. O ti uccido!
AIUTO! SALVATEMI! grida Rosa, tentando di fuggire.
ANTONIO, RAGIONA! grida Claudia, correndogli incontro.
Ma luomo è già fuori controllo. Spinge Claudia con forza tale che lei cade a terra.
Volge lo sguardo folle su Rosa, che trema di paura.
Inizierò da te sibila. Poi verrà Matteo. Ti vedrà tutta insanguinata. E ucciderò anche lui!
Antonio alza il coltello, pronto a colpire. Rosa grida, tentando di ripararsi. La lama si avvicina pericolosamente, ma la donna allultimo momento afferra il suo polso. Si dibattono, lottando per ogni movimento, ogni respiro. Grida, respiri affannosi, la tensione sale a livelli insopportabili
A un certo punto Rosa fa un movimento brusco la lama si inverte nelle loro mani intrecciate e si conficca dritta nel petto di Antonio.
Luomo si blocca. Sul suo viso appare stupore, poi una smorfia di dolore. Dalla bocca esce un gorgoglio, come se volesse dire qualcosa, ma non fa in tempo. Scivola a terra come un filo tagliato.
Claudia è paralizzata. Si avvicina, con mani tremanti appoggia due dita al suo collo. Silenzio.
Lui è morto dice piano, pallida come un lenzuolo. Morto
Oh Dio OH DIO! esplode Rosa. Non sono stata io! Non così! È stato un incidente! si afferra la testa, cadendo in isteria. Chiamiamo lambulanza! Forse è ancora vivo! FAI QUALCOSA!
Zitta! sibila Claudia, afferrandola per le spalle e scuotendola. Non urlare così! Vuoi che tutto il mondo senta?! Vuoi finire in prigione?!
In prigione?! singhiozza Rosa. Ma non era intenzionale Hai visto, mi difendevo! Non sono unassassina!
La verità non conta! Claudia la fissa intensamente. La polizia non ti crederà! E se venisse fuori la gente dirà che la madre di Matteo è unassassina!
NON SONO UNASSASSINA! protesta Rosa disperatamente. Ambulanza! Polizia! Bisogna fare qualcosa!
Signora Rosa, per favore la voce di Claudia diventa implorante, ma ferma. Calmati. Nessuno deve saperlo. Non è successo nulla. Capisci? NON. È. SUCCESSO. NULLA.
Ma lui lui è lì Rosa trema su tutto il corpo.
Non possiamo più aiutarlo. Ma tu puoi ancora aiutare te stessa. Vieni. Se nè andato. Noi viviamo. E solo questo conta ora.
Claudia labbraccia forte, come se volesse fermare con la forza il mondo dallo sgretolarsi. Lentamente guida Rosa attraverso il fitto bosco, lontano dal luogo del crimine. Dietro di loro, tra le foglie, giace immobile il corpo di Antonio. La sua mano stringe ancora convulsamente il coltello.
Il segreto che la foresta ha appena inghiottito potrebbe non vedere mai la luce del giorno.

Matteo, chiamato con urgenza da Sofia, irrompe in casa ansimante. Sulla soglia si ferma di colpo, vedendola in piedi con la valigia vicino alla porta. Il suo viso è pallido, gli occhi umidi, ma lo sguardo determinato.
Me ne vado dice piano, posando un breve, quasi muto bacio sulla sua guancia. Non voglio più disturbare né te né tua madre. Addio, Matteo. Sii felice.
Sofia, cosa stai dicendo? la guarda incredulo. Cosa centra con mia madre?
Lei sa di quella notte. Di tutto quello che è successo tra noi.
Matteo distoglie lo sguardo, passandosi una mano tra i capelli e massaggiandosi la nuca.
Maledizione Come lo ha scoperto?
Ha letto la lettera che ho lasciato il giorno in cui in cui ho ingoiato le pillole.
Aspetta un momento le sopracciglia si aggrottano. Però avevi detto che non era un suicidio
Lho detto perché volevo risparmiarti. Non volevo che ti preoccupassi. Ma tua madre non mi vuole. Ha paura che ti sposi. E ci ha offerto dei soldi. A me e a mia madre. In cambio della mia partenza.
Matteo la fissa scioccato.
Cosa?! Vi ha dato dei SOLDI?
Sì. Ma abbiamo rifiutato. Io non lavrei mai accettato. Per questo ora me ne vado. Per tutti sarà meglio così.
Sofia, non andrai da nessuna parte afferra la valigia e la sposta di lato. Non lo permetterò. Non ti lascerò sparire dalla mia vita.
Non ho scelta, Matteo. Capisci? Anche mia madre ora sa tutto. Ha detto che ho rovinato la mia vita e che preferirebbe morire piuttosto che sentirlo. Se non ci sposiamo, non ti darà pace. E tua madre mi odia. La zia Rosa mi guarda come se fossi impura. Nessuno mi vuole qui. La mia partenza è lunico modo perché tutti troviate pace.
Matteo si avvicina e la guarda dritto negli occhi.
Sofia non ti lascerò. Troveremo un modo. Tua madre ritroverà la calma, anche la mia. Alla fine si abituerà. Ce la faremo.
Matteo sussurra, e nei suoi occhi appare unombra di speranza. Vuoi dire che ci sposeremo?
Calma un silenzio pesante. Sofia la guarda con tensione, come se tutta la sua vita si stesse decidendo in un istante, in una parola.
Matteo le prende la mano. E nella mente di Sofia come un sogno a occhi aperti risuonano le parole che tanto vorrebbe sentire. Parole che ha sognato di notte, che portava nel cuore, che le davano speranza:
Dopo quella notte non ho potuto dimenticarti. Mi sono innamorato di te, Sofia. Sei nei miei pensieri, nel mio cuore. Ti vedo ovunque. Ti amo. Sposami. Sii mia moglie.
Ma è solo immaginazione. Il vero Matteo, in piedi accanto, non pronuncia nessuna di quelle parole. La sua voce, quando finalmente parla, è fredda e impassibile:
Ovviamente non ci sposeremo, Sofia. Non possiamo. Qualcosa del genere non accadrà mai.
Il silenzio che segue fa più male delle peggiori urla. Sofia abbassa la testa, stringe le labbra, poi afferra la valigia con una lentezza quasi rituale. Il suo silenzio dice più di qualsiasi lacrima.

Alessandro sta un po in disparte e parla al telefono con Paolo. Nello stesso tempo Isabella si appoggia allauto e conduce anche lei una conversazione, la sua voce è tesa, e gli occhi seguono nervosamente ogni movimento di Alessandro.
Mamma, dimmi la verità dice al telefono con preoccupazione. Alessandro parla sempre al telefono. È Giulia, vero? Si sta mettendo in contatto con lei?
No, cara. Giulia è stata con me tutto il tempo. Non ho sentito che parlasse con nessuno risponde calma la madre dallaltra parte.
Mamma, se stai solo cercando di tranquillizzarmi
Per Dio, dico la verità! Giulia è andata con Luca al nuovo ristorante italiano. Sono stata io a proporlo.
Sul viso di Isabella appare un sorriso astuto, appena percettibile, ma pieno di soddisfazione. Appoggia il telefono e subito, come se nulla fosse, assume il suo sorriso più radioso. Quando Alessandro torna allauto, lancia allegramente:
Caro, allimprovviso ho fame. Ho voglia di spaghetti! Ho sentito che vicino a casa nostra hanno aperto un nuovo ristorante italiano. Magari ci andiamo?
Alessandro la guarda sorpreso.
Però dicevi che eviti i carboidrati come il fuoco. Che ti fanno male.
Oh, caro, lorganismo a volte ha bisogno di ricaricarsi con i carboidrati, non lo sapevi? ride leggermente, accarezzandosi la pancia. Del resto appena ho detto spaghetti, il bambino si è mosso! Penso che anche lei ne abbia voglia.
Lo guarda dritto negli occhi, come se lo sfidasse. E nel suo sorriso cè qualcosa di più dellappetito è lannuncio di un gioco che intende giocare fino alla fine.

Luca e Giulia arrivano allelegante ristorante. Non hanno ancora fatto in tempo a entrare, quando si avvicina un cameriere cortese e con un sorriso saluta Luca.
Benvenuto di nuovo, signor Luca. Il suo tavolo preferito la aspetta.
Giulia alza le sopracciglia, chiaramente sorpresa.
Quindi non è la sua prima visita qui?
Vengo spesso con il capo risponde disinvolto Luca, ma il suo sguardo sfugge da qualche parte.
Avevo limpressione che fossi tu il capo qui osserva con un leggero sorriso. Con un tale benvenuto
Forse perché lascio sempre le mance. Il capo non si preoccupa di queste piccole cose. Per questo sono qui più apprezzato.
Si siedono a un tavolo intimo. Luca sbircia di nascosto il collo di Giulia. La collana appesa al suo décolleté brilla alla luce della lampada. Deve ottenerla. Nella tasca della giacca cè già una copia identica. Deve solo trovare il momento giusto per lo scambio.
Giulia, aspetta La tua collana si è spostata. Sta per cadere.
Si alza, si avvicina da dietro e pone delicatamente le mani sulle sue spalle, raggiungendo il gancio della collana. Cerca di mantenere la calma, anche se il cuore batte sempre più veloce.
Proprio in quel momento le porte del ristorante si aprono e entrano Alessandro e Isabella. La ragazza sorride trionfante non potevano arrivare in un momento migliore. Alessandro si blocca sul posto. La vista di Luca così vicino a Giulia, che tocca il suo collo, suscita in lui unondata di gelosia e rabbia.
La collana scivola e cade a terra. Luca sta per prenderla, ma Alessandro lo anticipa. La raccoglie velocemente e la stringe nel pugno.
La collana resta con me dice aspramente, senza staccare lo sguardo da Luca.
Cosa? Perché? chiede sorpresa Giulia, alzandosi dalla sedia.
Alessandro tira fuori dalla tasca una foto che aveva preso prima dalla casa di Luca. La posa sul tavolo, davanti a Giulia.
Perché avevi ragione dice calmo, ma la sua voce trema per la tensione. È la collana della ragazza che ha ucciso Lucia.
Giulia si china sulla fotografia. Mostra una bionda, il cui viso è stato accuratamente ritagliato. Al collo ha una collana identica a quella che indossava Giulia.
È è la stessa! sussurra Giulia scioccata. Ma perché qualcuno ha ritagliato il suo viso?
Non lo so risponde Alessandro, guardandola dritto negli occhi. Ma so una cosa: quella donna era in macchina quando è morta mia sorella. E qualcuno vuole a tutti i costi nascondere la sua identità.
Calma un silenzio che pesa su di loro come una nuvola temporalesca. Luca tace, ma il suo viso tradisce preoccupazione. E Giulia fissa la foto, cercando di capire in cosa sia stata appena coinvolta.

Silvia riacquista lentamente i sensi nel letto d’ospedale. Alla luce dei neon strizza gli occhi. Si china su di lei un medico, che delicatamente le separa le palpebre e le illumina le pupille con una torcia.
Come ti chiami, figlia? chiede calmo, ma con evidente tensione nella voce.
Silvia guarda intorno. Il suo sguardo vaga per la stanza, come se la vedesse per la prima volta.
Io non lo so risponde confusa, respirando sempre più velocemente. Dove sono?
Che giorno è oggi? chiede il medico.
Silvia aggrotta la fronte, chiude gli occhi, come se cercasse di ricordare qualcosa di importante.
Martedì? No, aspetta forse domenica? Si siede già dritta. Oh Dio! Devo andare al mercato! Mia sorella è sicuramente tornata da scuola ed è affamata. Per favore, lasciatemi uscire! Devo farcela prima del tramonto!
Si alza, tentando di alzarsi, ma il medico e linfermiera la trattengono rapidamente, premendola delicatamente ma fermemente di nuovo sul letto.
Calmati, sei al sicuro. Il medico cerca di parlare con tono gentile. Dimmi, che anno è?
Anno? Silvia tenta di rispondere, ma il suo viso si contorce in dolore e panico. Duemila venti? No duemila diciannove? Dio, non ricordo! Si afferra la testa, le lacrime le salgono agli occhi. Non ricordo niente! Ma so che devo tornare al villaggio. Devo raccogliere funghi. Mamma e sorella mi aspettano Sono affamate. Lasciatemi andare, vi prego!
La sua voce si spezza, e nei suoi occhi appare disperazione. Il medico lancia uno sguardo breve allinfermiera, poi dice piano:
Contatterò il professor Rossi del reparto psichiatrico. Dobbiamo occuparci immediatamente del suo stato.
Sì, dottore risponde linfermiera. Le somministrerò un sedativo.
Solo delicatamente aggiunge il medico, osservando Silvia con cura. Non sta fingendo. È smarrita. E molto spaventata.Luca invita Giulia a cena in un elegante ristorante nel centro di Roma. Quando la ragazza esce di casa, la strada le viene bloccata da Elena.
Dicono che solo un diamante può tagliare un diamante lancia enigmaticamente la professoressa.
Mi scusi? Non capisco.
Sei ancora giovane sorride la donna. Credimi, le persone non si innamorano una sola volta nella vita.
Signora Elena, giuro che tra me e Luca non succede nulla.
Forse non ancora. Ma questo non significa che resterà così. Non chiudere il cuore, Giulia. La vita sa sorprendere e a volte porta le più grandi felicità proprio quando meno ce le aspettiamo.
Anche lei una volta?
Beh Giovanni non era il mio primo amore risponde calma Elena, e nei suoi occhi appare unombra di ricordi. Una volta amavo qualcun altro. Pensavo che non avrei sopravvissuto alla separazione, che non avrei saputo respirare senza di lui. Poi arrivò Giovanni. Tutto cambiò. Ero felice. Davvero felice. Per questo ti ripeto non chiuderti. Lamore può essere più vicino di quanto pensi.
Ho sempre pensato che lo zio Giovanni fosse il suo primo amore
Né lui era il mio primo, né io il suo. Ma una cosa posso dirti: il primo amore non si dimentica mai.
Giulia sospira piano, ringrazia per la conversazione e si allontana verso lauto in attesa davanti casa, dove siede Luca.
Subito dopo la sua partenza, sulla veranda appare Beatrice. Fissa Elena con un sorriso freddo.
Hai appena deciso di diventare la nuova madre di Giulia? Le dai consigli in amore, condividi storie che non mi hai mai raccontato.
Lho fatto per Chiara risponde senza esitazione Elena. Perché solo una cosa può separare definitivamente Giulia e Alessandro.
Cosa intendi esattamente?
Lamore di Giulia per qualcun altro risponde calma ma fermamente.

Silvia, sconvolta dopo la conversazione con Matteo, cammina senza meta in mezzo alla strada. Il suo viso è pallido, gli occhi vuoti sembra non vedere il mondo intorno a sé. Non nota lauto che sta arrivando. Stridio di pneumatici. Urto. Si sentono grida, qualcuno chiama lambulanza. Silvia giace immobile sullasfalto. Intorno si radunano passanti. Una donna si china su di lei, cercando il polso.
Ragazza, mi senti? Pronto?!
Nessuna risposta. Silvia non si muove di un millimetro.

Claudia si avvicina alla radura nel bosco, dove nelloscurità tra gli alberi aspetta già Antonio. La sua sagoma si fonde con le ombre, ma lo sguardo è freddo e insistente.
Ecco due milioni di euro dice la donna freddamente, porgendogli una borsa di pelle piena di contanti.
La scena si sposta su Rosa. Dalla casa aveva seguito Claudia, tracciandola con determinazione. Ora nascosta nei fitti cespugli, appena dieci metri più in là, guarda incredula.
Antonio e quei soldi Sono i miei soldi! sussurra, a stento controllando le emozioni. Vedendo Antonio contare le banconote, nei suoi occhi appare rabbia. Che sfacciataggine estrae il telefono e inizia a registrare tutto di nascosto.
Nel frattempo Antonio finisce di contare i soldi. Sorride sinistramente.
Tutto qui. Ora finalmente ci lascerai in pace? chiede Claudia con tensione nella voce.
Nel silenzio si ode un crepitio di ramo spezzato. Antonio si volta immediatamente.
Hai sentito? Cè qualcuno qui. Ti avevo detto di venire da sola!
Sono venuta sola! risponde Claudia nervosa. Nessuno era con me, te lo giuro.
Antonio non crede. Cammina cauto verso il rumore. Dopo alcuni passi scosta i rami e vede Rosa, con il telefono in mano.
Nei suoi occhi appare un lampo di furia. Estrae dalla tasca un coltello.
Allora abbiamo una spia dice gelidamente. Sai, quando sei troppo curiosa, puoi cacciarti in guai molto seri.
Rosa indietreggia di un passo, a stento trattenendo il tremore delle mani.
Antonio, lasciala stare dice aspramente Claudia. Non essere idiota.
Fammi vedere cosa hai nella borsa getta Antonio a Rosa.
Lasciami in pace! protesta la donna.
Rispondimi! Perché sei venuta qui?! interviene Claudia.
Cosa succede qui?! Cosa tramate?! esplode Rosa. Sto registrando tutto! Chiamerò subito la polizia!
Non tramiamo nulla! grida Claudia. Mi ricattava! Minacciava di uccidere Matteo e Sofia. Per questo ho pagato!
Rosa cerca il telefono nella borsa.
Chiamo ora la polizia e dico loro cosa sta succedendo.
NON OSAR! urla Antonio, alzando il coltello. O ti uccido!
AIUTO! SALVATEMI! grida Rosa, tentando di fuggire.
ANTONIO, RAGIONA! grida Claudia, correndogli incontro.
Ma luomo è già fuori controllo. Spinge Claudia con forza tale che lei cade a terra.
Volge lo sguardo folle su Rosa, che trema di paura.
Inizierò da te sibila. Poi verrà Matteo. Ti vedrà tutta insanguinata. E ucciderò anche lui!
Antonio alza il coltello, pronto a colpire. Rosa grida, tentando di ripararsi. La lama si avvicina pericolosamente, ma la donna allultimo momento afferra il suo polso. Si dibattono, lottando per ogni movimento, ogni respiro. Grida, respiri affannosi, la tensione sale a livelli insopportabili
A un certo punto Rosa fa un movimento brusco la lama si inverte nelle loro mani intrecciate e si conficca dritta nel petto di Antonio.
Luomo si blocca. Sul suo viso appare stupore, poi una smorfia di dolore. Dalla bocca esce un gorgoglio, come se volesse dire qualcosa, ma non fa in tempo. Scivola a terra come un filo tagliato.
Claudia è paralizzata. Si avvicina, con mani tremanti appoggia due dita al suo collo. Silenzio.
Lui è morto dice piano, pallida come un lenzuolo. Morto
Oh Dio OH DIO! esplode Rosa. Non sono stata io! Non così! È stato un incidente! si afferra la testa, cadendo in isteria. Chiamiamo lambulanza! Forse è ancora vivo! FAI QUALCOSA!
Zitta! sibila Claudia, afferrandola per le spalle e scuotendola. Non urlare così! Vuoi che tutto il mondo senta?! Vuoi finire in prigione?!
In prigione?! singhiozza Rosa. Ma non era intenzionale Hai visto, mi difendevo! Non sono unassassina!
La verità non conta! Claudia la fissa intensamente. La polizia non ti crederà! E se venisse fuori la gente dirà che la madre di Matteo è unassassina!
NON SONO UNASSASSINA! protesta Rosa disperatamente. Ambulanza! Polizia! Bisogna fare qualcosa!
Signora Rosa, per favore la voce di Claudia diventa implorante, ma ferma. Calmati. Nessuno deve saperlo. Non è successo nulla. Capisci? NON. È. SUCCESSO. NULLA.
Ma lui lui è lì Rosa trema su tutto il corpo.
Non possiamo più aiutarlo. Ma tu puoi ancora aiutare te stessa. Vieni. Se nè andato. Noi viviamo. E solo questo conta ora.
Claudia labbraccia forte, come se volesse fermare con la forza il mondo dallo sgretolarsi. Lentamente guida Rosa attraverso il fitto bosco, lontano dal luogo del crimine. Dietro di loro, tra le foglie, giace immobile il corpo di Antonio. La sua mano stringe ancora convulsamente il coltello.
Il segreto che la foresta ha appena inghiottito potrebbe non vedere mai la luce del giorno.

Matteo, chiamato con urgenza da Sofia, irrompe in casa ansimante. Sulla soglia si ferma di colpo, vedendola in piedi con la valigia vicino alla porta. Il suo viso è pallido, gli occhi umidi, ma lo sguardo determinato.
Me ne vado dice piano, posando un breve, quasi muto bacio sulla sua guancia. Non voglio più disturbare né te né tua madre. Addio, Matteo. Sii felice.
Sofia, cosa stai dicendo? la guarda incredulo. Cosa centra con mia madre?
Lei sa di quella notte. Di tutto quello che è successo tra noi.
Matteo distoglie lo sguardo, passandosi una mano tra i capelli e massaggiandosi la nuca.
Maledizione Come lo ha scoperto?
Ha letto la lettera che ho lasciato il giorno in cui in cui ho ingoiato le pillole.
Aspetta un momento le sopracciglia si aggrottano. Però avevi detto che non era un suicidio
Lho detto perché volevo risparmiarti. Non volevo che ti preoccupassi. Ma tua madre non mi vuole. Ha paura che ti sposi. E ci ha offerto dei soldi. A me e a mia madre. In cambio della mia partenza.
Matteo la fissa scioccato.
Cosa?! Vi ha dato dei SOLDI?
Sì. Ma abbiamo rifiutato. Io non lavrei mai accettato. Per questo ora me ne vado. Per tutti sarà meglio così.
Sofia, non andrai da nessuna parte afferra la valigia e la sposta di lato. Non lo permetterò. Non ti lascerò sparire dalla mia vita.
Non ho scelta, Matteo. Capisci? Anche mia madre ora sa tutto. Ha detto che ho rovinato la mia vita e che preferirebbe morire piuttosto che sentirlo. Se non ci sposiamo, non ti darà pace. E tua madre mi odia. La zia Rosa mi guarda come se fossi impura. Nessuno mi vuole qui. La mia partenza è lunico modo perché tutti troviate pace.
Matteo si avvicina e la guarda dritto negli occhi.
Sofia non ti lascerò. Troveremo un modo. Tua madre ritroverà la calma, anche la mia. Alla fine si abituerà. Ce la faremo.
Matteo sussurra, e nei suoi occhi appare unombra di speranza. Vuoi dire che ci sposeremo?
Calma un silenzio pesante. Sofia la guarda con tensione, come se tutta la sua vita si stesse decidendo in un istante, in una parola.
Matteo le prende la mano. E nella mente di Sofia come un sogno a occhi aperti risuonano le parole che tanto vorrebbe sentire. Parole che ha sognato di notte, che portava nel cuore, che le davano speranza:
Dopo quella notte non ho potuto dimenticarti. Mi sono innamorato di te, Sofia. Sei nei miei pensieri, nel mio cuore. Ti vedo ovunque. Ti amo. Sposami. Sii mia moglie.
Ma è solo immaginazione. Il vero Matteo, in piedi accanto, non pronuncia nessuna di quelle parole. La sua voce, quando finalmente parla, è fredda e impassibile:
Ovviamente non ci sposeremo, Sofia. Non possiamo. Qualcosa del genere non accadrà mai.
Il silenzio che segue fa più male delle peggiori urla. Sofia abbassa la testa, stringe le labbra, poi afferra la valigia con una lentezza quasi rituale. Il suo silenzio dice più di qualsiasi lacrima.

Alessandro sta un po in disparte e parla al telefono con Paolo. Nello stesso tempo Isabella si appoggia allauto e conduce anche lei una conversazione, la sua voce è tesa, e gli occhi seguono nervosamente ogni movimento di Alessandro.
Mamma, dimmi la verità dice al telefono con preoccupazione. Alessandro parla sempre al telefono. È Giulia, vero? Si sta mettendo in contatto con lei?
No, cara. Giulia è stata con me tutto il tempo. Non ho sentito che parlasse con nessuno risponde calma la madre dallaltra parte.
Mamma, se stai solo cercando di tranquillizzarmi
Per Dio, dico la verità! Giulia è andata con Luca al nuovo ristorante italiano. Sono stata io a proporlo.
Sul viso di Isabella appare un sorriso astuto, appena percettibile, ma pieno di soddisfazione. Appoggia il telefono e subito, come se nulla fosse, assume il suo sorriso più radioso. Quando Alessandro torna allauto, lancia allegramente:
Caro, allimprovviso ho fame. Ho voglia di spaghetti! Ho sentito che vicino a casa nostra hanno aperto un nuovo ristorante italiano. Magari ci andiamo?
Alessandro la guarda sorpreso.
Però dicevi che eviti i carboidrati come il fuoco. Che ti fanno male.
Oh, caro, lorganismo a volte ha bisogno di ricaricarsi con i carboidrati, non lo sapevi? ride leggermente, accarezzandosi la pancia. Del resto appena ho detto spaghetti, il bambino si è mosso! Penso che anche lei ne abbia voglia.
Lo guarda dritto negli occhi, come se lo sfidasse. E nel suo sorriso cè qualcosa di più dellappetito è lannuncio di un gioco che intende giocare fino alla fine.

Luca e Giulia arrivano allelegante ristorante. Non hanno ancora fatto in tempo a entrare, quando si avvicina un cameriere cortese e con un sorriso saluta Luca.
Benvenuto di nuovo, signor Luca. Il suo tavolo preferito la aspetta.
Giulia alza le sopracciglia, chiaramente sorpresa.
Quindi non è la sua prima visita qui?
Vengo spesso con il capo risponde disinvolto Luca, ma il suo sguardo sfugge da qualche parte.
Avevo limpressione che fossi tu il capo qui osserva con un leggero sorriso. Con un tale benvenuto
Forse perché lascio sempre le mance. Il capo non si preoccupa di queste piccole cose. Per questo sono qui più apprezzato.
Si siedono a un tavolo intimo. Luca sbircia di nascosto il collo di Giulia. La collana appesa al suo décolleté brilla alla luce della lampada. Deve ottenerla. Nella tasca della giacca cè già una copia identica. Deve solo trovare il momento giusto per lo scambio.
Giulia, aspetta La tua collana si è spostata. Sta per cadere.
Si alza, si avvicina da dietro e pone delicatamente le mani sulle sue spalle, raggiungendo il gancio della collana. Cerca di mantenere la calma, anche se il cuore batte sempre più veloce.
Proprio in quel momento le porte del ristorante si aprono e entrano Alessandro e Isabella. La ragazza sorride trionfante non potevano arrivare in un momento migliore. Alessandro si blocca sul posto. La vista di Luca così vicino a Giulia, che tocca il suo collo, suscita in lui unondata di gelosia e rabbia.
La collana scivola e cade a terra. Luca sta per prenderla, ma Alessandro lo anticipa. La raccoglie velocemente e la stringe nel pugno.
La collana resta con me dice aspramente, senza staccare lo sguardo da Luca.
Cosa? Perché? chiede sorpresa Giulia, alzandosi dalla sedia.
Alessandro tira fuori dalla tasca una foto che aveva preso prima dalla casa di Luca. La posa sul tavolo, davanti a Giulia.
Perché avevi ragione dice calmo, ma la sua voce trema per la tensione. È la collana della ragazza che ha ucciso Lucia.
Giulia si china sulla fotografia. Mostra una bionda, il cui viso è stato accuratamente ritagliato. Al collo ha una collana identica a quella che indossava Giulia.
È è la stessa! sussurra Giulia scioccata. Ma perché qualcuno ha ritagliato il suo viso?
Non lo so risponde Alessandro, guardandola dritto negli occhi. Ma so una cosa: quella donna era in macchina quando è morta mia sorella. E qualcuno vuole a tutti i costi nascondere la sua identità.
Calma un silenzio che pesa su di loro come una nuvola temporalesca. Luca tace, ma il suo viso tradisce preoccupazione. E Giulia fissa la foto, cercando di capire in cosa sia stata appena coinvolta.

Silvia riacquista lentamente i sensi nel letto d’ospedale. Alla luce dei neon strizza gli occhi. Si china su di lei un medico, che delicatamente le separa le palpebre e le illumina le pupille con una torcia.
Come ti chiami, figlia? chiede calmo, ma con evidente tensione nella voce.
Silvia guarda intorno. Il suo sguardo vaga per la stanza, come se la vedesse per la prima volta.
Io non lo so risponde confusa, respirando sempre più velocemente. Dove sono?
Che giorno è oggi? chiede il medico.
Silvia aggrotta la fronte, chiude gli occhi, come se cercasse di ricordare qualcosa di importante.
Martedì? No, aspetta forse domenica? Si siede già dritta. Oh Dio! Devo andare al mercato! Mia sorella è sicuramente tornata da scuola ed è affamata. Per favore, lasciatemi uscire! Devo farcela prima del tramonto!
Si alza, tentando di alzarsi, ma il medico e linfermiera la trattengono rapidamente, premendola delicatamente ma fermemente di nuovo sul letto.
Calmati, sei al sicuro. Il medico cerca di parlare con tono gentile. Dimmi, che anno è?
Anno? Silvia tenta di rispondere, ma il suo viso si contorce in dolore e panico. Duemila venti? No duemila diciannove? Dio, non ricordo! Si afferra la testa, le lacrime le salgono agli occhi. Non ricordo niente! Ma so che devo tornare al villaggio. Devo raccogliere funghi. Mamma e sorella mi aspettano Sono affamate. Lasciatemi andare, vi prego!
La sua voce si spezza, e nei suoi occhi appare disperazione. Il medico lancia uno sguardo breve allinfermiera, poi dice piano:
Contatterò il professor Rossi del reparto psichiatrico. Dobbiamo occuparci immediatamente del suo stato.
Sì, dottore risponde linfermiera. Le somministrerò un sedativo.
Solo delicatamente aggiunge il medico, osservando Silvia con cura. Non sta fingendo. È smarrita. E molto spaventata.

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five × four =

Carlo invita Sofia a cena in un’elegante ristorante italiano. Quando la ragazza esce di casa, Martina le blocca la strada.
Ho custodito la bontà nel cuore