Avete già una relazione così seria, dice con insistenza, quasi pretendendo, Rosa Bianchi, guardando fisso la probabile futura nuora, quando pensate di sposarvi?
Forse non è ancora il momento, risponde la ragazza con un sorriso forzato, cercando di scegliere le parole per non offendere la futura suocera. Viviamo insieme solo da un mese. Dovremmo aspettare un po, conoscerci meglio nella vita quotidiana Chi sa, forse inizieremo a litigare per sciocchezze?
Rosa Bianchi alza leggermente un sopracciglio, ma non abbandona il suo intento di scoprire tutto fino in fondo. In generale, Chiara le piace, molto più della precedente ragazza di suo figlio. Anna era insopportabile e arrogante! Fortunatamente Marco lha lasciata.
E come vanno le cose con Lorenzo? chiede, cambiando argomento, ma il suo sguardo rimane attento. Il ragazzo è già grande, ma comunque
Chiara sente il cuore scaldarsi al pensiero del figlio di Marco. I ricordi dei primi giorni del loro incontro emergono involontariamente nella memoria. Allora era molto preoccupata: come un adolescente avrebbe accolto una nuova donna in casa? Non la vedrebbe come una minaccia, un tentativo di sostituire la madre naturale?
È meraviglioso, risponde sinceramente la ragazza, e il suo sorriso diventa più caldo, più naturale. Allinizio, ovviamente, ero preoccupata. Pensavo che Lorenzo potesse essere ostile nei miei confronti, o almeno diffidente. Ma tutto è andato nel migliore dei modi! Si è rivelato un ragazzo molto aperto e gentile!
Si zittisce brevemente, ricordando come una volta Lorenzo, tornando da scuola, ha assaggiato con entusiasmo la sua torta e ha subito dichiarato che da allora in casa ci sarebbe sempre stato del buon cibo.
Inoltre, continua Chiara con un leggero sorriso, si è rallegrato apertamente che ora il cibo sarà preparato da una persona molto più brava in cucina di suo padre. A volte mi chiede persino di insegnargli qualche ricetta.
Marco, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio la conversazione, finalmente alza gli occhi e annuisce brevemente, confermando le parole di Chiara. Sul suo viso appare un sorriso appena percettibile, come se anche lui fosse contento che le relazioni tra suo figlio e la sua compagna si siano sviluppate così bene.
E non chiede ancora un fratellino? chiede la donna con un chiaro sottinteso.
Marco, sentendo la domanda della madre, si acciglia involontariamente e le lancia uno sguardo breve di rimprovero. Nei suoi occhi si legge un muto ma perché ci torni ancora sopra? Conosce bene le maniere della madre lei non si è mai fatta problemi a toccare gli argomenti più delicati, come se non capisse che tali conversazioni possono essere sgradevoli per gli altri.
E che cè di male? non si scompone minimamente Rosa Bianchi, continuando con decisione la sua linea. La sua voce suona vivace e persino un po giocosa, come se stesse discutendo qualcosa di completamente normale. Lorenzo adora i bambini, gioca sempre con i nipotini. E tu hai solo trentacinque anni farai in tempo ad allevare un paio di figli!
Chiara sente una ondata di imbarazzo salire dentro di sé. Le è sgradevole dover discutere un argomento così personale e doloroso in presenza di una donna appena conosciuta. Stringe le dita sotto il tavolo, cercando di mantenere la calma esteriore.
Temo che sia escluso, dice con compostezza, cercando di far suonare la voce uniforme. I medici mi sconsigliano categoricamente di avere figli.
Per un istante nella stanza cala il silenzio. Rosa Bianchi alza leggermente le sopracciglia, come se stesse ponderando ciò che ha sentito. Il suo viso cambia immediatamente la precedente maschera di benevolenza si scioglie, lasciando posto a unespressione fredda, quasi distaccata.
Problemi femminili, vero? dice con una compassione simulata, e nel suo tono trapela una nota appena percettibile di condiscendenza. Ma non cè da disperarsi la medicina non si ferma. Ciò che prima sembrava impossibile, oggi si risolve senza difficoltà.
Chiara sospira appena. Vorrebbe chiudere questo argomento, ma capisce che non può semplicemente tacere. Guarda Marco, sperando che la sostenga, ma lui si stringe solo leggermente nelle spalle, come a dire spiegagli tu.
Nel mio caso non funzionerebbe, dice piano, guardando dritto davanti a sé. Onestamente, non capisce perché debba aprire il suo cuore davanti a una donna in fondo sconosciuta! Ma tacere non è unopzione, altrimenti potrebbe pensare chissà cosa Ho seri problemi alla vista. La diagnosi è stata fatta a diciotto anni da allora ho accettato la realtà: non avrò figli.
Rosa Bianchi rimane immobile per un momento, chiaramente cercando di assimilare ciò che ha sentito. Le sue sopracciglia si alzano, sul viso si riflette un genuino stupore come se si fosse trovata di fronte a qualcosa di completamente incomprensibile.
Che c’entra la vista? chiede, inclinando leggermente la testa. Non vede sinceramente il collegamento tra la vista e i figli, e pensa anche che sia solo una scusa stupida. Non capisco.
Chiara sospira profondamente, scegliendo le parole. Non vuole entrare nei dettagli medici, ma non può nemmeno evitare di rispondere.
Cè una probabilità del novanta per cento che perda la vista, spiega con voce uniforme e controllata. Un tale carico sul corpo mi è categoricamente controindicato, è un rischio troppo alto! Non ne vale la pena, capisci! Che senso ha avere un figlio che non vedrai mai?
Tace, dando alla interlocutrice tempo per assimilare ciò che è stato detto. Chiara aggiusta nervosamente gli occhiali. È importante che Rosa Bianchi capisca non è un capriccio o il desiderio, diciamo, di mantenere la figura. È un pericolo del tutto reale!
La ragazza sente distintamente che nellaria cresce la delusione della interlocutrice. Rosa Bianchi non tenta più di avviare una conversazione, lancia solo occasionalmente alla ragazza brevi sguardi in cui si legge un palese malcontento. È chiaro che una tale fidanzata del figlio non corrisponde affatto alle sue idee di una coppia ideale. Nellimmaginazione della madre, probabilmente si disegna un quadro completamente diverso una donna sana, piena di forze, che presto le donerà dei nipoti.
Ma Chiara non prova né senso di colpa né desiderio di giustificarsi. Lei e Marco hanno discusso a lungo la situazione, soppesato tutti i pro e i contro. La conversazione con i medici, le lunghe serate a studiare le informazioni, le conversazioni aperte tra loro tutto questo li ha portati a una decisione unica. Il rischio per la sua salute era troppo grande, e nessuno dei due voleva esporla al pericolo. In caso estremo si può considerare ladozione o ricorrere ai servizi di una madre surrogata. Dopotutto, ora non è così difficile organizzarlo.
Quando la coppia finalmente si prepara per tornare a casa, latmosfera si alleggerisce leggermente. Rosa Bianchi abbraccia il figlio in commiato, annuisce a Chiara, ma in questo gesto non cè calore piuttosto un omaggio alle convenienze. Mentre si mettono le scarpe nel corridoio, Chiara coglie lo sguardo di Marco nei suoi occhi si legge chiaramente un silenzioso scusa.
Uscendo in strada, entrambi sospirano di sollievo. Laria serale sembra particolarmente fresca dopo la conversazione tesa. Chiara prende Marco per mano, e lui stringe subito le sue dita in risposta. Non si dice una parola su ciò che è successo, ma entrambi capiscono che lincontro con i genitori non si può definire riuscito. Tuttavia, questo non cambia la cosa principale la loro decisione di stare insieme, nonostante le aspettative e i pregiudizi altrui
Tre mesi dopo.
Chiara nota sempre più spesso che non si sente come al solito. Allinizio non ci dà molto peso pensa che sia solo stanca per il lavoro o abbia preso un leggero virus. Ma quando il malessere non passa per diversi giorni, inizia a preoccuparsi.
Ha una leggera debolezza costante, al mattino le sale spesso la nausea, e gli odori abituali allimprovviso diventano irritanti. Chiara cerca di cavarsela da sola compra in farmacia farmaci antivirali, beve più acqua, cerca di andare a letto prima. Ma il miglioramento non arriva. Si coglie a distrarsi più spesso al lavoro, e la sera crolla per la stanchezza, anche se non ha fatto niente di particolarmente pesante.
Una sera, parlando al telefono con la mamma, Chiara involontariamente condivide le sue preoccupazioni. La voce suona un po smorzata sente ancora questa strana fiacchezza da cui non riesce a liberarsi.
Chiara, dopo una breve pausa chiede cautamente la mamma, sei proprio sicura di non essere incinta?
Chiara rimane leggermente sorpresa da tale supposizione. Si zittisce per un secondo, riflettendo sulla domanda, e poi risponde con sicurezza:
Assolutamente! Non ho mai saltato lassunzione delle pillole. Le ha prescritte il medico dopo un esame accurato, tutto strettamente secondo le istruzioni.
La mamma non discute, ma nella sua voce si sente insistenza:
Compra comunque un test per la tua tranquillità. È una questione troppo seria per lasciarla senza attenzione.
Chiara vuole obiettare che non è sicuramente una gravidanza, ma qualcosa nel tono della mamma la fa riflettere. Alla fine, il test è davvero semplice e veloce, e una sicurezza in più non guasta mai.
Va bene, mamma. Vado subito in farmacia. Marco è al lavoro, quindi cè tempo, dice Chiara e riattacca.
Raccoglie rapidamente le cose, si mette la giacca e esce dallappartamento. Alla farmacia nella casa vicina ci vuole poco non più di cinque minuti a piedi. Chiara cammina un po più veloce del solito, come se volesse superare i propri pensieri. Nella testa girano sempre le stesse domande: E se la mamma avesse ragione? Ma come potrebbe essere successo? Tutto era sotto controllo
In farmacia rimane brevemente davanti alla vetrina con i sistemi di test. La scelta è sorprendentemente ampia marche diverse, formati diversi. Chiara guarda perplessa la farmacista, poi di nuovo gli scaffali. Alla fine, prende due test di fascia media di prezzo decide che non ha senso risparmiare su una cosa del genere. Paga, mette gli acquisti in tasca e si affretta a casa.
Tornata, si ferma un minuto nel corridoio, cercando di calmare una leggera agitazione. Le mani tremano un po quando estrae i test dalla confezione. Fa tutto seguendo le istruzioni, e aspetta.
I primi minuti passano insopportabilmente lunghi. Chiara guarda nervosamente lorologio, poi di nuovo i test. Ed ecco due strisce si manifestano chiaramente, vivide. Sposta lo sguardo sul secondo test anche lì appaiono linee nette.
Come è possibile?! esclama involontariamente, sentendo salire dentro di sé unondata di smarrimento. È impensabile! Io mi sono preparata così accuratamente!
In questo momento alla porta suonano forte. Chiara sobbalza per la sorpresa. Guarda lorologio non è unora in cui qualcuno potrebbe venire per affari. Poi capisce è sicuramente Lorenzo. Ladolescente spesso dimentica le chiavi quando si affretta a casa dopo la scuola.
Chiara getta in fretta i test nel bidone della spazzatura, si sistema i capelli e si precipita alla porta. Aprendo, vede sulla soglia un Lorenzo leggermente affannato con lo zaino in spalla.
Hai dimenticato di nuovo le chiavi? sorride, facendolo entrare.
Sì, annuisce Lorenzo colpevolmente, togliendosi le scarpe. Mi sono preparato in fretta, e poi per strada ho capito
La ragazza si affretta in cucina, deve dare da mangiare alladolescente chiaramente affamato. Non sa ancora che uno dei test non è arrivato al bidone e giace traditore sul pavimento
Marco, vado dalla mamma per una settimana non si sente bene, dice Chiara, evitando di guardare negli occhi il fidanzato. Le fa schifo mentire a una persona che ama sinceramente, ma proprio ora non può semplicemente dire tutta la verità. E non può nemmeno fare altrimenti! Non si può rischiare la salute, la decisione è già presa
Marco si distrae subito dal computer, la guarda attentamente. Nel suo sguardo si legge una sincera preoccupazione.
Forse hai bisogno di aiuto? risponde subito. Portare medicine? O forse venire con te? La mamma è sola
Chiara sorride involontariamente calda e un po colpevolmente. La sua disponibilità ad aiutare tocca, ma ora complica solo la situazione.
Per ora non serve niente, grazie per lofferta, risponde il più calmo possibile. Se serve chiamo.
Si volta e continua frettolosamente a mettere le cose in una piccola valigia da viaggio. Maglione, un paio di jeans, alcune magliette, biancheria intima, spazzolino Nella testa contano i minuti alla partenza dellultimo autobus per la città vicina resta meno di unora, e alla stazione deve ancora arrivare. La mamma ha promesso di incontrarla sul posto, e questo la calma un po: accanto ci sarà una persona che capisce e non farà domande inutili.
Stai in contatto, va bene? Se serve chiama subito. Posso venire in qualsiasi momento.
Certo, annuisce Chiara, abbracciandolo per un secondo. Torno presto. Non farai in tempo a sentirmi la mancanza.
Il viaggio alla stazione passa come in una nebbia. Controlla spesso il telefono se Marco ha scritto, se la mamma richiama. I pensieri si confondono, ma tiene saldamente in testa il piano: arrivare, risolvere la situazione, tornare. E solo dopo, quando tutto si sarà calmato, parlare con Marco. Onestamente, apertamente, senza mezze verità.
Il giorno dopo Chiara si rivolge a una clinica privata. Si è prenotata in anticipo per un appuntamento tramite il sito, ha scelto il medico in base alle recensioni, ha cercato di organizzare tutto in modo che non sorgano domande inutili. La visita passa veloce e ordinaria: esame, analisi, ecografia. La dottoressa, una donna di mezza età con voce calma, esamina attentamente i risultati, controlla le date, chiarisce ancora una volta lanamnesi.
Sì, sei incinta, conferma finalmente. Il termine è piccolo, circa cinque-sei settimane.
Chiara annuisce in silenzio. Da qualche parte in fondo allanima cè ancora una speranza che sia un errore, che i test abbiano ingannato, le analisi si siano confuse. Ma ora tutto è diventato definitivamente chiaro.
Ma io prendevo le pillole! Come è potuto succedere? la sua voce trema, in essa si sente non solo smarrimento, ma anche unagitazione appena trattenuta. Come è possibile? Lei ha fatto tutto strettamente secondo le istruzioni!
La dottoressa inclina leggermente la testa. Non si affretta a rispondere prima piega accuratamente le carte sulla scrivania, poi alza gli occhi sulla paziente.
Forse il farmaco era di scarsa qualità, ipotizza con tono uniforme, professionale. O ci sono stati fattori che ne hanno ridotto lefficacia: ad esempio, lassunzione di antibiotici o altri farmaci in parallelo, violazioni del regime di assunzione, problemi di digestione. Succede, anche se raramente.
Fa una piccola pausa, osservando attentamente la reazione di Chiara, poi continua dolcemente:
Per quanto capisco, non prevedi di portare avanti la gravidanza?
Chiara chiude gli occhi per un momento. Questa domanda se lè posta innumerevoli volte negli ultimi giorni. Nella memoria riaffiorano le parole dei medici, dette molti anni fa, gli avvertimenti sul rischio che non è scomparso. Sospira profondamente e risponde, cercando di far suonare la voce ferma:
Il rischio di cecità è nove a uno. Secondo te, posso fare un passo del genere?
La dottoressa annuisce con espressione comprensiva. Ha già avuto tempo di studiare la scheda della paziente e si è convinta che il rischio esiste davvero. In una tale situazione la scelta della ragazza è la migliore.
Ti capisco, dice dolcemente. È una decisione molto seria, e hai il diritto di prenderla in base allo stato della tua salute. Ora ti prescriverò le richieste per le analisi. Aiuteranno a valutare meglio la situazione e a scegliere il piano dazione ottimale.
Si volta verso il computer, digita rapidamente qualcosa nel sistema elettronico, poi stampa alcuni moduli. Piegandoli accuratamente, li porge a Chiara.
Ti aspetto domani per una visita di controllo. A quel punto avremo i risultati, e potremo discutere i passi successivi. Se sorgono domande o qualcosa ti preoccupa chiama la clinica, ti passeranno con me.
Chiara prende le carte, le liscia meccanicamente con le dita. Nella testa girano ancora pensieri, ma ora sono diventati un po più ordinati. Ringrazia la dottoressa con un breve cenno del capo e si alza lentamente dalla sedia. Nel corridoio si ferma un secondo, appoggiandosi al muro, inspira ed espira profondamente. Domani sarà un nuovo giorno e una nuova fase in questa difficile decisione
Chiara! esclama allegramente Marco al telefono, e la sua voce suona così vivace che la ragazza si irrigidisce involontariamente. Perché non me lhai detto?
Chiara sente che dentro tutto si contrae. Stringe meccanicamente il telefono in mano, cercando di calmare un improvviso tremore.
Di cosa? chiede con cautela, cercando di far suonare la voce uniforme. Nella testa le passa: Non sarà che ha scoperto? Ma come?
Che sei incinta! dice Marco con gioia autentica. Nella sua voce si sente tale entusiasmo, come se già immaginasse il loro futuro insieme.
Chiara chiude gli occhi per un secondo, cercando di raccogliere i pensieri.
Da dove lhai preso? risponde, cercando di parlare con calma, anche se il cuore batte furiosamente.
Ho trovato per terra un test con due strisce, spiega Marco, e nel suo tono non cè ombra di dubbio o ansia solo puro entusiasmo. Ho già prenotato un appuntamento con un ottimo specialista. Andiamo insieme alla visita? Voglio essere accanto, supportarti.
Chiara sospira profondamente, scegliendo le parole. Deve in qualche modo raffreddare il suo ardore, senza ferire i suoi sentimenti.
Non affrettarti a gioire, lo ferma dolcemente ma con fermezza. Molto probabilmente è un errore. Ricordi che prendo le pillole. Tutto era secondo le istruzioni, senza salti. Questo semplicemente non può essere vero.
Per un momento al telefono cala una pausa. Chiara sente quasi fisicamente Marco che cerca di assimilare le sue parole.
Beh, a proposito di questo finalmente esita, e nella sua voce appaiono note imbarazzate. Capisci, la mamma è venuta recentemente a trovarci. Ha visto le tue pillole e ha iniziato a convincermi che la tua diagnosi non è un problema così grave. Diceva che molte hanno figli con malattie molto più gravi, e tutto va bene. Portava esempi di conoscenti, raccontava dei metodi moderni di gestione della gravidanza Insisteva così calorosamente che insomma, mi sono lasciato convincere.
Marco tace, come aspettando una reazione. Chiara ascolta in silenzio, sentendo salire dentro di sé unondata di emozioni contrastanti. Da un lato capisce che voleva solo credere nel meglio. Dallaltro la irrita che qualcuno si intrometta nella loro vita privata, cercando di decidere per lei.
Vuoi dire che ti ha convinto a mischiare qualcosa nelle mie pillole? chiarisce con voce uniforme, anche se dentro tutto bolle.
No, certo che no! obietta Marco in fretta. Niente del genere. Solo mi ha convinto che non vale la pena seguire così rigorosamente le prescrizioni. Che si può provare a rischiare. Non ho pensato che questo potesse portare a tali conseguenze. Scusa.
Chiara sente un brivido gelido correrle lungo la schiena. Le parole le si bloccano in gola, e a fatica riesce a tirar fuori la domanda:
Cosa hai fatto esattamente?
Marco abbassa gli occhi, stringendo nervosamente con le dita il bordo del tavolo. Si sente chiaramente a disagio, ma comunque raccoglie il coraggio e parla:
Io ho fatto cadere accidentalmente la tua bottiglietta, e le pillole si sono sparse. Allora ho pensato forse è un segno? E le ho sostituite con vitamine. Volevo che avessimo un bambino. La mamma mi ha convinto che tutto sarebbe andato bene
Chiara rimane immobile, cercando di assimilare ciò che ha sentito. Nella testa non entra che una persona che ama potrebbe comportarsi così. Ha spiegato tante volte quanto sia importante prendere i farmaci ogni giorno, cosa minaccia anche un singolo salto, quali conseguenze possono esserci
Sei serio?! la sua voce trema. Stringe involontariamente i pugni, sentendo salire dentro di sé unondata di indignazione. Sei andato consapevolmente a questo? Hai ascoltato la madre e hai sostituito le medicine?
Marco si sposta goffamente da un piede allaltro, come cercando un modo per evitare di rispondere.
Pensavo che così sarebbe stato meglio per la nostra famiglia risponde piano, senza alzare gli occhi.
Per la famiglia?! Chiara non riesce più a trattenere le emozioni. La voce trema di rabbia, ma cerca di parlare chiaramente, perché capisca tutta la gravità della situazione. Non ti sei nemmeno consultato con me! Sapevi della mia diagnosi, sapevi dei rischi e comunque lhai fatto alle mie spalle!
Fa una pausa, cercando di calmare il tremore nelle mani. Le tempie pulsano, i pensieri si confondono, ma una cosa è chiara: non può continuare questa conversazione ora.
Ora non ho tempo per parlare, dice già più calma, anche se dentro ancora infuriano le emozioni. Puoi venire dopodomani? Ci vediamo al parco a mezzogiorno?
Certo, verrò! risponde subito Marco, nella sua voce riappare la speranza. Sono sicuro che andrà tutto bene!
Chiara non discute né spiega. Ha solo bisogno di finire la conversazione.
Ci vediamo, dice brevemente e preme il tasto per terminare la chiamata.
Chiara bolle di rabbia! Nella testa si ripetono ancora e ancora le parole di Marco su come ha accidentalmente fatto cadere la bottiglietta, e poi ha consapevolmente sostituito i farmaci vitali con vitamine. Sapeva di tutti i rischi, degli avvertimenti medici di molti anni, di quanto sia critico per la sua salute saltare lassunzione dei farmaci. Ma ha preferito credere alla madre, che, senza formazione medica, affermava con sicurezza che tutto andrà bene.
Questo pensiero la brucia dentro. Come si può trattare così facilmente la sua salute, la sua vita? Chiara capisce che con un tale atteggiamento verso le cose più basilari fiducia, rispetto, cura tra loro non funzionerà niente. E dopodomani ha intenzione fermamente di dirglielo.
Nel giorno stabilito Marco arriva al parco mezzora prima dellora fissata. Compra un bouquet di rose bianche le sue preferite e ora si sposta nervosamente allingresso, guardando di tanto in tanto lorologio. Nel petto si accende una speranza: forse Chiara si è solo agitata troppo, e ora discuteranno tutto, e lui riuscirà a spiegare che voleva il meglio. Si immagina come lei accetti i fiori, come il suo sguardo si addolcisca, come insieme decidano cosa fare dopo.
Ma quando Chiara appare puntuale a mezzogiorno, a braccetto con il fratello, il suo viso è freddo e impenetrabile. Non guarda nemmeno i fiori che Marco le porge frettolosamente. Invece estrae in silenzio dalla borsa un foglio di carta e glielo porge.
Cosa è questo? Non capisco, si confonde Marco, sconcertato dal suo tono gelido. Cerca di catturare il suo sguardo, ma Chiara guarda da qualche parte di lato.
Questo significa che non ci sarà il bambino, dice freddamente la ragazza. Sapevi della mia diagnosi. Sapevi e hai consapevolmente messo la mia salute in pericolo, ascoltando i consigli della madre. Non lo perdonerò mai! Domani verrò a prendere le cose. E non sarò sola porterò con me il fratello, per evitare malintesi.
Senza aspettare risposta, si volta e se ne va. Marco fa istintivamente un passo verso di lei, gridando:
Chiara, aspetta! Parliamo!
Lei non si volta, accelera solo il passo. Allora lui si lancia dietro, senza più trattenere lagitazione, ma il suo cammino viene improvvisamente bloccato da Francesco il fratello maggiore di Chiara. Francesco sta dritto, piantando saldamente i piedi a terra, e guarda Marco senza ombra di compassione. La sua posa dice chiaramente: Non osare inseguirla.
Marco cerca di aggirarlo, ma Francesco lo tiene saldamente a distanza, leggermente allungando la mano in avanti.
Stai mentendo! grida Marco, e la sua voce trema di rabbia e disperazione. Sente che tutte le speranze crollano, che gli sfugge ciò che considerava il suo futuro. Ho consultato apposta i medici! Hanno detto che con il livello attuale della medicina i rischi sono minimi! Semplicemente non vuoi il bambino ecco perché inventi scuse!
Chiara si volta lentamente. Il suo viso è pallido, ma lespressione rimane calma, quasi distaccata. Negli occhi non ci sono lacrime solo una ferma determinazione, che ha accumulato in sé tutti questi giorni.
Sei andato dai medici senza di me? Hai discusso la mia salute con persone estranee? dice piano, ma ogni parola suona come un colpo, chiaramente e pesantemente. Ma conosci la mia diagnosi esatta? O sei semplicemente venuto e hai detto: così e così, la mia fidanzata parla di possibile cecità?
Marco sobbalza. Non si aspettava una tale domanda sembrava sicuro che il suo atto fosse spiegabile, che Chiara avrebbe capito i suoi motivi. Stringendo i pugni, cerca di raccogliere i pensieri.
Pensavo al nostro futuro! Alla famiglia! la sua voce suona tesa, ma sincera. Tu stessa hai detto che eri pronta a considerare ladozione o la maternità surrogata. Perché allora non dare una chance al nostro bambino?
Chiara sospira profondamente. Nel suo sguardo balena il dolore quello stesso che cerca di nascondere dietro la fredda determinazione.
Perché non è un gioco, Marco! nella voce irrompe per la prima volta una vera emozione. È la mia vita, il mio corpo, la mia vista. Capisci almeno che posso diventare cieca? Che sarò impotente, non potrò lavorare, prendermi cura di me stessa? Hai pensato a cosa significa vivere in unoscurità costante?
Fa una pausa, dandogli tempo per realizzare ciò che è stato detto, ma lui ha già aperto la bocca per obiettare.
Ma i medici hanno detto
Quali medici?! lo interrompe bruscamente, e nella sua voce risuona amarezza. Quelli a cui sei andato di nascosto? Hai chiesto loro almeno le statistiche sulle complicazioni? Sui casi reali? Sai quante donne perdono la vista durante la gravidanza con la mia diagnosi? No, hai semplicemente sentito ciò che volevi sentire!
Marco tace. I suoi occhi sono ancora accesi di risentimento, ma in essi appare già qualcosaltro una vaga consapevolezza che forse ha commesso un grave errore.
Hai tradito la mia fiducia, continua Chiara già più piano, ma non meno fermamente. Sapevi quanto sono importanti per me queste pillole. Sapevi che per anni ho imparato a vivere con questa diagnosi, ad accettarla E tu hai cancellato tutto con un solo atto.
In questo momento Francesco fa un passo più vicino. Alluomo prudono le mani per dare una lezione allex genero mancato! Ma si trattiene, esclusivamente su richiesta della sorella.
Non voglio avere niente a che fare con te! Chiara si raddrizza, la sua voce diventa di nuovo fredda e uniforme. Non voglio temere ogni giorno che tu tiri fuori qualche altro scherzo!
Marco apre la bocca, cercando di dire qualcosa, ma le parole gli si bloccano in gola. La guarda, cercando di trovare nel suo sguardo anche una goccia di dubbio, unombra di possibilità di sistemare tutto! Ma cè solo freddo e disprezzo
Chiara si volta e se ne va. Marco vuole chiamarla, ma non riesce. Sta lì, guardando come la sua figura si dissolve gradualmente nel crepuscolo serale. Accanto a lei cammina Francesco in silenzio, con sicurezza, come se custodisse la sua tranquillità.
Quando scompaiono dalla vista, Marco si siede sulla panchina più vicina. In mano stringe ancora il bouquet di rose bianche non regalate, non accettate
Guarda i petali delicati e per la prima volta realizza che ha perso non solo il bambino che tanto voleva. Ha perso la donna che amava.
Nella testa martella un solo pensiero: E se avesse ragione? Ma è già troppo tardiAvete già una relazione così seria, dice con insistenza, quasi pretendendo, Rosa Bianchi, guardando fisso la probabile futura nuora, quando pensate di sposarvi?
Forse non è ancora il momento, risponde la ragazza con un sorriso forzato, cercando di scegliere le parole per non offendere la futura suocera. Viviamo insieme solo da un mese. Dovremmo aspettare un po, conoscerci meglio nella vita quotidiana Chi sa, forse inizieremo a litigare per sciocchezze?
Rosa Bianchi alza leggermente un sopracciglio, ma non abbandona il suo intento di scoprire tutto fino in fondo. In generale, Chiara le piace, molto più della precedente ragazza di suo figlio. Anna era insopportabile e arrogante! Fortunatamente Marco lha lasciata.
E come vanno le cose con Lorenzo? chiede, cambiando argomento, ma il suo sguardo rimane attento. Il ragazzo è già grande, ma comunque
Chiara sente il cuore scaldarsi al pensiero del figlio di Marco. I ricordi dei primi giorni del loro incontro emergono involontariamente nella memoria. Allora era molto preoccupata: come un adolescente avrebbe accolto una nuova donna in casa? Non la vedrebbe come una minaccia, un tentativo di sostituire la madre naturale?
È meraviglioso, risponde sinceramente la ragazza, e il suo sorriso diventa più caldo, più naturale. Allinizio, ovviamente, ero preoccupata. Pensavo che Lorenzo potesse essere ostile nei miei confronti, o almeno diffidente. Ma tutto è andato nel migliore dei modi! Si è rivelato un ragazzo molto aperto e gentile!
Si zittisce brevemente, ricordando come una volta Lorenzo, tornando da scuola, ha assaggiato con entusiasmo la sua torta e ha subito dichiarato che da allora in casa ci sarebbe sempre stato del buon cibo.
Inoltre, continua Chiara con un leggero sorriso, si è rallegrato apertamente che ora il cibo sarà preparato da una persona molto più brava in cucina di suo padre. A volte mi chiede persino di insegnargli qualche ricetta.
Marco, che fino a quel momento aveva ascoltato in silenzio la conversazione, finalmente alza gli occhi e annuisce brevemente, confermando le parole di Chiara. Sul suo viso appare un sorriso appena percettibile, come se anche lui fosse contento che le relazioni tra suo figlio e la sua compagna si siano sviluppate così bene.
E non chiede ancora un fratellino? chiede la donna con un chiaro sottinteso.
Marco, sentendo la domanda della madre, si acciglia involontariamente e le lancia uno sguardo breve di rimprovero. Nei suoi occhi si legge un muto ma perché ci torni ancora sopra? Conosce bene le maniere della madre lei non si è mai fatta problemi a toccare gli argomenti più delicati, come se non capisse che tali conversazioni possono essere sgradevoli per gli altri.
E che cè di male? non si scompone minimamente Rosa Bianchi, continuando con decisione la sua linea. La sua voce suona vivace e persino un po giocosa, come se stesse discutendo qualcosa di completamente normale. Lorenzo adora i bambini, gioca sempre con i nipotini. E tu hai solo trentacinque anni farai in tempo ad allevare un paio di figli!
Chiara sente una ondata di imbarazzo salire dentro di sé. Le è sgradevole dover discutere un argomento così personale e doloroso in presenza di una donna appena conosciuta. Stringe le dita sotto il tavolo, cercando di mantenere la calma esteriore.
Temo che sia escluso, dice con compostezza, cercando di far suonare la voce uniforme. I medici mi sconsigliano categoricamente di avere figli.
Per un istante nella stanza cala il silenzio. Rosa Bianchi alza leggermente le sopracciglia, come se stesse ponderando ciò che ha sentito. Il suo viso cambia immediatamente la precedente maschera di benevolenza si scioglie, lasciando posto a unespressione fredda, quasi distaccata.
Problemi femminili, vero? dice con una compassione simulata, e nel suo tono trapela una nota appena percettibile di condiscendenza. Ma non cè da disperarsi la medicina non si ferma. Ciò che prima sembrava impossibile, oggi si risolve senza difficoltà.
Chiara sospira appena. Vorrebbe chiudere questo argomento, ma capisce che non può semplicemente tacere. Guarda Marco, sperando che la sostenga, ma lui si stringe solo leggermente nelle spalle, come a dire spiegagli tu.
Nel mio caso non funzionerebbe, dice piano, guardando dritto davanti a sé. Onestamente, non capisce perché debba aprire il suo cuore davanti a una donna in fondo sconosciuta! Ma tacere non è unopzione, altrimenti potrebbe pensare chissà cosa Ho seri problemi alla vista. La diagnosi è stata fatta a diciotto anni da allora ho accettato la realtà: non avrò figli.
Rosa Bianchi rimane immobile per un momento, chiaramente cercando di assimilare ciò che ha sentito. Le sue sopracciglia si alzano, sul viso si riflette un genuino stupore come se si fosse trovata di fronte a qualcosa di completamente incomprensibile.
Che c’entra la vista? chiede, inclinando leggermente la testa. Non vede sinceramente il collegamento tra la vista e i figli, e pensa anche che sia solo una scusa stupida. Non capisco.
Chiara sospira profondamente, scegliendo le parole. Non vuole entrare nei dettagli medici, ma non può nemmeno evitare di rispondere.
Cè una probabilità del novanta per cento che perda la vista, spiega con voce uniforme e controllata. Un tale carico sul corpo mi è categoricamente controindicato, è un rischio troppo alto! Non ne vale la pena, capisci! Che senso ha avere un figlio che non vedrai mai?
Tace, dando alla interlocutrice tempo per assimilare ciò che è stato detto. Chiara aggiusta nervosamente gli occhiali. È importante che Rosa Bianchi capisca non è un capriccio o il desiderio, diciamo, di mantenere la figura. È un pericolo del tutto reale!
La ragazza sente distintamente che nellaria cresce la delusione della interlocutrice. Rosa Bianchi non tenta più di avviare una conversazione, lancia solo occasionalmente alla ragazza brevi sguardi in cui si legge un palese malcontento. È chiaro che una tale fidanzata del figlio non corrisponde affatto alle sue idee di una coppia ideale. Nellimmaginazione della madre, probabilmente si disegna un quadro completamente diverso una donna sana, piena di forze, che presto le donerà dei nipoti.
Ma Chiara non prova né senso di colpa né desiderio di giustificarsi. Lei e Marco hanno discusso a lungo la situazione, soppesato tutti i pro e i contro. La conversazione con i medici, le lunghe serate a studiare le informazioni, le conversazioni aperte tra loro tutto questo li ha portati a una decisione unica. Il rischio per la sua salute era troppo grande, e nessuno dei due voleva esporla al pericolo. In caso estremo si può considerare ladozione o ricorrere ai servizi di una madre surrogata. Dopotutto, ora non è così difficile organizzarlo.
Quando la coppia finalmente si prepara per tornare a casa, latmosfera si alleggerisce leggermente. Rosa Bianchi abbraccia il figlio in commiato, annuisce a Chiara, ma in questo gesto non cè calore piuttosto un omaggio alle convenienze. Mentre si mettono le scarpe nel corridoio, Chiara coglie lo sguardo di Marco nei suoi occhi si legge chiaramente un silenzioso scusa.
Uscendo in strada, entrambi sospirano di sollievo. Laria serale sembra particolarmente fresca dopo la conversazione tesa. Chiara prende Marco per mano, e lui stringe subito le sue dita in risposta. Non si dice una parola su ciò che è successo, ma entrambi capiscono che lincontro con i genitori non si può definire riuscito. Tuttavia, questo non cambia la cosa principale la loro decisione di stare insieme, nonostante le aspettative e i pregiudizi altrui
Tre mesi dopo.
Chiara nota sempre più spesso che non si sente come al solito. Allinizio non ci dà molto peso pensa che sia solo stanca per il lavoro o abbia preso un leggero virus. Ma quando il malessere non passa per diversi giorni, inizia a preoccuparsi.
Ha una leggera debolezza costante, al mattino le sale spesso la nausea, e gli odori abituali allimprovviso diventano irritanti. Chiara cerca di cavarsela da sola compra in farmacia farmaci antivirali, beve più acqua, cerca di andare a letto prima. Ma il miglioramento non arriva. Si coglie a distrarsi più spesso al lavoro, e la sera crolla per la stanchezza, anche se non ha fatto niente di particolarmente pesante.
Una sera, parlando al telefono con la mamma, Chiara involontariamente condivide le sue preoccupazioni. La voce suona un po smorzata sente ancora questa strana fiacchezza da cui non riesce a liberarsi.
Chiara, dopo una breve pausa chiede cautamente la mamma, sei proprio sicura di non essere incinta?
Chiara rimane leggermente sorpresa da tale supposizione. Si zittisce per un secondo, riflettendo sulla domanda, e poi risponde con sicurezza:
Assolutamente! Non ho mai saltato lassunzione delle pillole. Le ha prescritte il medico dopo un esame accurato, tutto strettamente secondo le istruzioni.
La mamma non discute, ma nella sua voce si sente insistenza:
Compra comunque un test per la tua tranquillità. È una questione troppo seria per lasciarla senza attenzione.
Chiara vuole obiettare che non è sicuramente una gravidanza, ma qualcosa nel tono della mamma la fa riflettere. Alla fine, il test è davvero semplice e veloce, e una sicurezza in più non guasta mai.
Va bene, mamma. Vado subito in farmacia. Marco è al lavoro, quindi cè tempo, dice Chiara e riattacca.
Raccoglie rapidamente le cose, si mette la giacca e esce dallappartamento. Alla farmacia nella casa vicina ci vuole poco non più di cinque minuti a piedi. Chiara cammina un po più veloce del solito, come se volesse superare i propri pensieri. Nella testa girano sempre le stesse domande: E se la mamma avesse ragione? Ma come potrebbe essere successo? Tutto era sotto controllo
In farmacia rimane brevemente davanti alla vetrina con i sistemi di test. La scelta è sorprendentemente ampia marche diverse, formati diversi. Chiara guarda perplessa la farmacista, poi di nuovo gli scaffali. Alla fine, prende due test di fascia media di prezzo decide che non ha senso risparmiare su una cosa del genere. Paga, mette gli acquisti in tasca e si affretta a casa.
Tornata, si ferma un minuto nel corridoio, cercando di calmare una leggera agitazione. Le mani tremano un po quando estrae i test dalla confezione. Fa tutto seguendo le istruzioni, e aspetta.
I primi minuti passano insopportabilmente lunghi. Chiara guarda nervosamente lorologio, poi di nuovo i test. Ed ecco due strisce si manifestano chiaramente, vivide. Sposta lo sguardo sul secondo test anche lì appaiono linee nette.
Come è possibile?! esclama involontariamente, sentendo salire dentro di sé unondata di smarrimento. È impensabile! Io mi sono preparata così accuratamente!
In questo momento alla porta suonano forte. Chiara sobbalza per la sorpresa. Guarda lorologio non è unora in cui qualcuno potrebbe venire per affari. Poi capisce è sicuramente Lorenzo. Ladolescente spesso dimentica le chiavi quando si affretta a casa dopo la scuola.
Chiara getta in fretta i test nel bidone della spazzatura, si sistema i capelli e si precipita alla porta. Aprendo, vede sulla soglia un Lorenzo leggermente affannato con lo zaino in spalla.
Hai dimenticato di nuovo le chiavi? sorride, facendolo entrare.
Sì, annuisce Lorenzo colpevolmente, togliendosi le scarpe. Mi sono preparato in fretta, e poi per strada ho capito
La ragazza si affretta in cucina, deve dare da mangiare alladolescente chiaramente affamato. Non sa ancora che uno dei test non è arrivato al bidone e giace traditore sul pavimento
Marco, vado dalla mamma per una settimana non si sente bene, dice Chiara, evitando di guardare negli occhi il fidanzato. Le fa schifo mentire a una persona che ama sinceramente, ma proprio ora non può semplicemente dire tutta la verità. E non può nemmeno fare altrimenti! Non si può rischiare la salute, la decisione è già presa
Marco si distrae subito dal computer, la guarda attentamente. Nel suo sguardo si legge una sincera preoccupazione.
Forse hai bisogno di aiuto? risponde subito. Portare medicine? O forse venire con te? La mamma è sola
Chiara sorride involontariamente calda e un po colpevolmente. La sua disponibilità ad aiutare tocca, ma ora complica solo la situazione.
Per ora non serve niente, grazie per lofferta, risponde il più calmo possibile. Se serve chiamo.
Si volta e continua frettolosamente a mettere le cose in una piccola valigia da viaggio. Maglione, un paio di jeans, alcune magliette, biancheria intima, spazzolino Nella testa contano i minuti alla partenza dellultimo autobus per la città vicina resta meno di unora, e alla stazione deve ancora arrivare. La mamma ha promesso di incontrarla sul posto, e questo la calma un po: accanto ci sarà una persona che capisce e non farà domande inutili.
Stai in contatto, va bene? Se serve chiama subito. Posso venire in qualsiasi momento.
Certo, annuisce Chiara, abbracciandolo per un secondo. Torno presto. Non farai in tempo a sentirmi la mancanza.
Il viaggio alla stazione passa come in una nebbia. Controlla spesso il telefono se Marco ha scritto, se la mamma richiama. I pensieri si confondono, ma tiene saldamente in testa il piano: arrivare, risolvere la situazione, tornare. E solo dopo, quando tutto si sarà calmato, parlare con Marco. Onestamente, apertamente, senza mezze verità.
Il giorno dopo Chiara si rivolge a una clinica privata. Si è prenotata in anticipo per un appuntamento tramite il sito, ha scelto il medico in base alle recensioni, ha cercato di organizzare tutto in modo che non sorgano domande inutili. La visita passa veloce e ordinaria: esame, analisi, ecografia. La dottoressa, una donna di mezza età con voce calma, esamina attentamente i risultati, controlla le date, chiarisce ancora una volta lanamnesi.
Sì, sei incinta, conferma finalmente. Il termine è piccolo, circa cinque-sei settimane.
Chiara annuisce in silenzio. Da qualche parte in fondo allanima cè ancora una speranza che sia un errore, che i test abbiano ingannato, le analisi si siano confuse. Ma ora tutto è diventato definitivamente chiaro.
Ma io prendevo le pillole! Come è potuto succedere? la sua voce trema, in essa si sente non solo smarrimento, ma anche unagitazione appena trattenuta. Come è possibile? Lei ha fatto tutto strettamente secondo le istruzioni!
La dottoressa inclina leggermente la testa. Non si affretta a rispondere prima piega accuratamente le carte sulla scrivania, poi alza gli occhi sulla paziente.
Forse il farmaco era di scarsa qualità, ipotizza con tono uniforme, professionale. O ci sono stati fattori che ne hanno ridotto lefficacia: ad esempio, lassunzione di antibiotici o altri farmaci in parallelo, violazioni del regime di assunzione, problemi di digestione. Succede, anche se raramente.
Fa una piccola pausa, osservando attentamente la reazione di Chiara, poi continua dolcemente:
Per quanto capisco, non prevedi di portare avanti la gravidanza?
Chiara chiude gli occhi per un momento. Questa domanda se lè posta innumerevoli volte negli ultimi giorni. Nella memoria riaffiorano le parole dei medici, dette molti anni fa, gli avvertimenti sul rischio che non è scomparso. Sospira profondamente e risponde, cercando di far suonare la voce ferma:
Il rischio di cecità è nove a uno. Secondo te, posso fare un passo del genere?
La dottoressa annuisce con espressione comprensiva. Ha già avuto tempo di studiare la scheda della paziente e si è convinta che il rischio esiste davvero. In una tale situazione la scelta della ragazza è la migliore.
Ti capisco, dice dolcemente. È una decisione molto seria, e hai il diritto di prenderla in base allo stato della tua salute. Ora ti prescriverò le richieste per le analisi. Aiuteranno a valutare meglio la situazione e a scegliere il piano dazione ottimale.
Si volta verso il computer, digita rapidamente qualcosa nel sistema elettronico, poi stampa alcuni moduli. Piegandoli accuratamente, li porge a Chiara.
Ti aspetto domani per una visita di controllo. A quel punto avremo i risultati, e potremo discutere i passi successivi. Se sorgono domande o qualcosa ti preoccupa chiama la clinica, ti passeranno con me.
Chiara prende le carte, le liscia meccanicamente con le dita. Nella testa girano ancora pensieri, ma ora sono diventati un po più ordinati. Ringrazia la dottoressa con un breve cenno del capo e si alza lentamente dalla sedia. Nel corridoio si ferma un secondo, appoggiandosi al muro, inspira ed espira profondamente. Domani sarà un nuovo giorno e una nuova fase in questa difficile decisione
Chiara! esclama allegramente Marco al telefono, e la sua voce suona così vivace che la ragazza si irrigidisce involontariamente. Perché non me lhai detto?
Chiara sente che dentro tutto si contrae. Stringe meccanicamente il telefono in mano, cercando di calmare un improvviso tremore.
Di cosa? chiede con cautela, cercando di far suonare la voce uniforme. Nella testa le passa: Non sarà che ha scoperto? Ma come?
Che sei incinta! dice Marco con gioia autentica. Nella sua voce si sente tale entusiasmo, come se già immaginasse il loro futuro insieme.
Chiara chiude gli occhi per un secondo, cercando di raccogliere i pensieri.
Da dove lhai preso? risponde, cercando di parlare con calma, anche se il cuore batte furiosamente.
Ho trovato per terra un test con due strisce, spiega Marco, e nel suo tono non cè ombra di dubbio o ansia solo puro entusiasmo. Ho già prenotato un appuntamento con un ottimo specialista. Andiamo insieme alla visita? Voglio essere accanto, supportarti.
Chiara sospira profondamente, scegliendo le parole. Deve in qualche modo raffreddare il suo ardore, senza ferire i suoi sentimenti.
Non affrettarti a gioire, lo ferma dolcemente ma con fermezza. Molto probabilmente è un errore. Ricordi che prendo le pillole. Tutto era secondo le istruzioni, senza salti. Questo semplicemente non può essere vero.
Per un momento al telefono cala una pausa. Chiara sente quasi fisicamente Marco che cerca di assimilare le sue parole.
Beh, a proposito di questo finalmente esita, e nella sua voce appaiono note imbarazzate. Capisci, la mamma è venuta recentemente a trovarci. Ha visto le tue pillole e ha iniziato a convincermi che la tua diagnosi non è un problema così grave. Diceva che molte hanno figli con malattie molto più gravi, e tutto va bene. Portava esempi di conoscenti, raccontava dei metodi moderni di gestione della gravidanza Insisteva così calorosamente che insomma, mi sono lasciato convincere.
Marco tace, come aspettando una reazione. Chiara ascolta in silenzio, sentendo salire dentro di sé unondata di emozioni contrastanti. Da un lato capisce che voleva solo credere nel meglio. Dallaltro la irrita che qualcuno si intrometta nella loro vita privata, cercando di decidere per lei.
Vuoi dire che ti ha convinto a mischiare qualcosa nelle mie pillole? chiarisce con voce uniforme, anche se dentro tutto bolle.
No, certo che no! obietta Marco in fretta. Niente del genere. Solo mi ha convinto che non vale la pena seguire così rigorosamente le prescrizioni. Che si può provare a rischiare. Non ho pensato che questo potesse portare a tali conseguenze. Scusa.
Chiara sente un brivido gelido correrle lungo la schiena. Le parole le si bloccano in gola, e a fatica riesce a tirar fuori la domanda:
Cosa hai fatto esattamente?
Marco abbassa gli occhi, stringendo nervosamente con le dita il bordo del tavolo. Si sente chiaramente a disagio, ma comunque raccoglie il coraggio e parla:
Io ho fatto cadere accidentalmente la tua bottiglietta, e le pillole si sono sparse. Allora ho pensato forse è un segno? E le ho sostituite con vitamine. Volevo che avessimo un bambino. La mamma mi ha convinto che tutto sarebbe andato bene
Chiara rimane immobile, cercando di assimilare ciò che ha sentito. Nella testa non entra che una persona che ama potrebbe comportarsi così. Ha spiegato tante volte quanto sia importante prendere i farmaci ogni giorno, cosa minaccia anche un singolo salto, quali conseguenze possono esserci
Sei serio?! la sua voce trema. Stringe involontariamente i pugni, sentendo salire dentro di sé unondata di indignazione. Sei andato consapevolmente a questo? Hai ascoltato la madre e hai sostituito le medicine?
Marco si sposta goffamente da un piede allaltro, come cercando un modo per evitare di rispondere.
Pensavo che così sarebbe stato meglio per la nostra famiglia risponde piano, senza alzare gli occhi.
Per la famiglia?! Chiara non riesce più a trattenere le emozioni. La voce trema di rabbia, ma cerca di parlare chiaramente, perché capisca tutta la gravità della situazione. Non ti sei nemmeno consultato con me! Sapevi della mia diagnosi, sapevi dei rischi e comunque lhai fatto alle mie spalle!
Fa una pausa, cercando di calmare il tremore nelle mani. Le tempie pulsano, i pensieri si confondono, ma una cosa è chiara: non può continuare questa conversazione ora.
Ora non ho tempo per parlare, dice già più calma, anche se dentro ancora infuriano le emozioni. Puoi venire dopodomani? Ci vediamo al parco a mezzogiorno?
Certo, verrò! risponde subito Marco, nella sua voce riappare la speranza. Sono sicuro che andrà tutto bene!
Chiara non discute né spiega. Ha solo bisogno di finire la conversazione.
Ci vediamo, dice brevemente e preme il tasto per terminare la chiamata.
Chiara bolle di rabbia! Nella testa si ripetono ancora e ancora le parole di Marco su come ha accidentalmente fatto cadere la bottiglietta, e poi ha consapevolmente sostituito i farmaci vitali con vitamine. Sapeva di tutti i rischi, degli avvertimenti medici di molti anni, di quanto sia critico per la sua salute saltare lassunzione dei farmaci. Ma ha preferito credere alla madre, che, senza formazione medica, affermava con sicurezza che tutto andrà bene.
Questo pensiero la brucia dentro. Come si può trattare così facilmente la sua salute, la sua vita? Chiara capisce che con un tale atteggiamento verso le cose più basilari fiducia, rispetto, cura tra loro non funzionerà niente. E dopodomani ha intenzione fermamente di dirglielo.
Nel giorno stabilito Marco arriva al parco mezzora prima dellora fissata. Compra un bouquet di rose bianche le sue preferite e ora si sposta nervosamente allingresso, guardando di tanto in tanto lorologio. Nel petto si accende una speranza: forse Chiara si è solo agitata troppo, e ora discuteranno tutto, e lui riuscirà a spiegare che voleva il meglio. Si immagina come lei accetti i fiori, come il suo sguardo si addolcisca, come insieme decidano cosa fare dopo.
Ma quando Chiara appare puntuale a mezzogiorno, a braccetto con il fratello, il suo viso è freddo e impenetrabile. Non guarda nemmeno i fiori che Marco le porge frettolosamente. Invece estrae in silenzio dalla borsa un foglio di carta e glielo porge.
Cosa è questo? Non capisco, si confonde Marco, sconcertato dal suo tono gelido. Cerca di catturare il suo sguardo, ma Chiara guarda da qualche parte di lato.
Questo significa che non ci sarà il bambino, dice freddamente la ragazza. Sapevi della mia diagnosi. Sapevi e hai consapevolmente messo la mia salute in pericolo, ascoltando i consigli della madre. Non lo perdonerò mai! Domani verrò a prendere le cose. E non sarò sola porterò con me il fratello, per evitare malintesi.
Senza aspettare risposta, si volta e se ne va. Marco fa istintivamente un passo verso di lei, gridando:
Chiara, aspetta! Parliamo!
Lei non si volta, accelera solo il passo. Allora lui si lancia dietro, senza più trattenere lagitazione, ma il suo cammino viene improvvisamente bloccato da Francesco il fratello maggiore di Chiara. Francesco sta dritto, piantando saldamente i piedi a terra, e guarda Marco senza ombra di compassione. La sua posa dice chiaramente: Non osare inseguirla.
Marco cerca di aggirarlo, ma Francesco lo tiene saldamente a distanza, leggermente allungando la mano in avanti.
Stai mentendo! grida Marco, e la sua voce trema di rabbia e disperazione. Sente che tutte le speranze crollano, che gli sfugge ciò che considerava il suo futuro. Ho consultato apposta i medici! Hanno detto che con il livello attuale della medicina i rischi sono minimi! Semplicemente non vuoi il bambino ecco perché inventi scuse!
Chiara si volta lentamente. Il suo viso è pallido, ma lespressione rimane calma, quasi distaccata. Negli occhi non ci sono lacrime solo una ferma determinazione, che ha accumulato in sé tutti questi giorni.
Sei andato dai medici senza di me? Hai discusso la mia salute con persone estranee? dice piano, ma ogni parola suona come un colpo, chiaramente e pesantemente. Ma conosci la mia diagnosi esatta? O sei semplicemente venuto e hai detto: così e così, la mia fidanzata parla di possibile cecità?
Marco sobbalza. Non si aspettava una tale domanda sembrava sicuro che il suo atto fosse spiegabile, che Chiara avrebbe capito i suoi motivi. Stringendo i pugni, cerca di raccogliere i pensieri.
Pensavo al nostro futuro! Alla famiglia! la sua voce suona tesa, ma sincera. Tu stessa hai detto che eri pronta a considerare ladozione o la maternità surrogata. Perché allora non dare una chance al nostro bambino?
Chiara sospira profondamente. Nel suo sguardo balena il dolore quello stesso che cerca di nascondere dietro la fredda determinazione.
Perché non è un gioco, Marco! nella voce irrompe per la prima volta una vera emozione. È la mia vita, il mio corpo, la mia vista. Capisci almeno che posso diventare cieca? Che sarò impotente, non potrò lavorare, prendermi cura di me stessa? Hai pensato a cosa significa vivere in unoscurità costante?
Fa una pausa, dandogli tempo per realizzare ciò che è stato detto, ma lui ha già aperto la bocca per obiettare.
Ma i medici hanno detto
Quali medici?! lo interrompe bruscamente, e nella sua voce risuona amarezza. Quelli a cui sei andato di nascosto? Hai chiesto loro almeno le statistiche sulle complicazioni? Sui casi reali? Sai quante donne perdono la vista durante la gravidanza con la mia diagnosi? No, hai semplicemente sentito ciò che volevi sentire!
Marco tace. I suoi occhi sono ancora accesi di risentimento, ma in essi appare già qualcosaltro una vaga consapevolezza che forse ha commesso un grave errore.
Hai tradito la mia fiducia, continua Chiara già più piano, ma non meno fermamente. Sapevi quanto sono importanti per me queste pillole. Sapevi che per anni ho imparato a vivere con questa diagnosi, ad accettarla E tu hai cancellato tutto con un solo atto.
In questo momento Francesco fa un passo più vicino. Alluomo prudono le mani per dare una lezione allex genero mancato! Ma si trattiene, esclusivamente su richiesta della sorella.
Non voglio avere niente a che fare con te! Chiara si raddrizza, la sua voce diventa di nuovo fredda e uniforme. Non voglio temere ogni giorno che tu tiri fuori qualche altro scherzo!
Marco apre la bocca, cercando di dire qualcosa, ma le parole gli si bloccano in gola. La guarda, cercando di trovare nel suo sguardo anche una goccia di dubbio, unombra di possibilità di sistemare tutto! Ma cè solo freddo e disprezzo
Chiara si volta e se ne va. Marco vuole chiamarla, ma non riesce. Sta lì, guardando come la sua figura si dissolve gradualmente nel crepuscolo serale. Accanto a lei cammina Francesco in silenzio, con sicurezza, come se custodisse la sua tranquillità.
Quando scompaiono dalla vista, Marco si siede sulla panchina più vicina. In mano stringe ancora il bouquet di rose bianche non regalate, non accettate
Guarda i petali delicati e per la prima volta realizza che ha perso non solo il bambino che tanto voleva. Ha perso la donna che amava.
Nella testa martella un solo pensiero: E se avesse ragione? Ma è già troppo tardiMa era già troppo tardi. Ma era già troppo tardi.







