Ascolta, ti devo proprio raccontare cosè successo a Bianca. Beh, lei è tornata a casa da Firenze con qualche giorno danticipo aveva preso un sacco di cosine buone che la mamma le aveva preparato: vasetti di marmellata, del pecorino fatto in casa, prosciutto, e una busta di mele che profumava tutta la macchina.
Bianca voleva davvero sorprendere suo marito, Matteo, sperava in un abbraccio caloroso, una serata insieme dopo settimane di nostalgia. Durante lultimo tratto in treno contava già i chilometri, emozionata come una ragazzina al primo appuntamento.
Solo che la borsa, piena allinverosimile, le stava quasi staccando la spalla. E col pancione di sei mesi, ti immagini! Ormai la schiena era il suo tormento quotidiano.
Arrivata alla fermata del bus vicino casa, lascia piano le borse sullasfalto sconnesso, tira un sospiro, il piccolo nella pancia si fa sentire con un calcetto. Avrà pensato: Non ci credo che sei tornata prima!.
Certo che la strada fino al portone sembrava non finire mai. Giunta a metà marciapiede, capisce che da sola non ce la fa. Apre il telefono e chiama Matteo.
Matteo, amore, sono arrivata! Sono sotto casa, mi aiuti con le borse? Non ti dico, mia mamma ha fatto spesa per tutta Firenze!
Dallaltra parte, silenzio. Poi lui, stranito e quasi agitato:
Bianca? Ma davvero sei tornata? Ma non dovevi arrivare giovedì? Perché non mi hai avvertito?
Volevo farti una sorpresa Sei contento o no? Dai, scendi, non sento più le braccia.
Aspetta, aspetta! Non venire su ora. Anzi, fammi un piacere: entri un attimo allEsselunga qui allangolo, prendi della buona carne. Oggi non sono andato in ufficio, volevo prepararti un bel pranzetto e accoglierti come si deve
Bianca resta senza parole, quasi si mette a ridere per non piangere:
Ma Matteo, ti rendi conto che sono incinta, ho due valigie che pesano quanto una Fiat 500, e tu vuoi che ora vada pure a comprare la carne?
Ma è proprio questione di dieci minuti, Bià! Ruberai mezzora al massimo, dai. Prendi carne di manzo che stasera ti faccio una fiorentina come si deve. E già che ci sei, compra anche un po di patate nuove, le nostre si sono afflosciate.
Non aveva neanche finito di parlare che aveva già messo giù.
Bianca resta ferma, sotto la luce fredda del lampione, con quel senso tra il nervoso e la voglia di piangere. Ma magari, pensa, Matteo avrà una sorpresa pazzesca in mente? Magari troverà la casa addobbata di fiori?
Alla fine, trascinandosi come una lumaca, va al supermercato. Gli sguardi della cassiera mezza addormentata le fanno pure più pena. Prende otto etti di carne, si dirige alle patate; quando paga, le dita sono due ami storti.
Poco dopo squilla di nuovo il cellulare.
Fatto la spesa? chiede Matteo, tutto contento.
Sì, e ora sono sotto casa. Scendi un attimo?
No aspetta, non salire ancora! Siediti in cortile, dammi dieci minuti, giuro!
Senti, non riesco più a stare in piedi, ho i piedi gonfi, mi scoppia la schiena…
Dai, ti prego! Solo cinque minuti, te lo giuro! Se sali adesso butti via tutto, ti rovini la sorpresa! Facciamo che aspetti mi ringrazierai!
Bianca si siede sconsolata sulla panchina davanti al portone, le borse buttate sul selciato. Sarebbe pronta a tirare il sacchetto della carne dritto verso il loro balcone, terzo piano.
Dieci minuti. Venti minuti. Bianca prova a immaginare cosa la aspetta: la casa piena di rose, una cena a lume di candela, magari il violinista!
Dopo mezzora e passa, ecco Matteo che esce trafelato dal portone, in maglietta al contrario, tutto sudato e spettinato.
Dai, sei qui! Perché quellaria imbronciata? Guarda che bella serata, forza, saliamo!
Ma perché sei tutto bagnato di sudore e puzzi di detersivi?
Aspetta e vedrai! Sali che cè una sorpresa.
Entrano. Matteo spalanca la porta con orgoglio manco avesse appena conquistato la Coppa Italia. Emporio di candeggina, deodorante brezza marina che pizzica il naso. Bianca fa il giro della casa: camera, cucina, bagno. È tutto pulito, persino troppo. Le vecchie cianfrusaglie sparite, la polvere cancellata, i pavimenti pure ancora umidi.
Allora? sorride Matteo come se avesse trovato il Gronchi Rosa. Che te ne pare? Bella sorpresa?
Bianca lo guarda incredula, gli occhi lucidi:
Tutto qua, Matteo?
Come, tutto qua? Bianca, ho sudato tre camicie! Ho lavato anche sotto il divano, i piatti brillano come appena comprati! Hai visto il water? Non era mai stato così lindo! Ci ho messo ore ho fatto tutto per te!
La voce di Bianca le trema:
Quindi mi hai fatto portare su tutta sta roba, andare a fare la spesa, aspettare fuori al freddo solo per lavare il pavimento?
Matteo sbotta, sulle difensive:
Lo sai che mi accusi sempre di non fare mai niente! Stavolta volevo dimostrarti che ci tengo. Sei arrivata prima, non sono riuscito a finire e ho dovuto improvvisare, ma cavolo, invece di ringraziarmi fai una tragedia!
Matteo, hai capito che sono incinta, che la schiena non mi tiene più? Io avevo solo bisogno che mi venissi incontro, che mi prendessi la mano e dicessi bentornata, non di trovare il pavimento lucido.
Matteo si arrabbia pure lui, lancia lo straccio nel lavandino:
Ma allora dillo che non ti va mai bene niente! Io mi sono fatto in quattro da stamattina, ho pensato solo a come renderti felice
Bianca con la voce rotta quasi gli urla:
Ma cosa me ne faccio di tutta questa pulizia se sono sfinita, se mi hai lasciata sulla panchina da sola? Non hai capito niente, Matteo. Hai barattato il mio benessere con un battiscopa lindo.
E lui:
Senti, sei tu che sei arrivata prima, hai rovinato tutto il piano! Se eri venuta giovedì, trovavi tutto pronto, la casa in ordine e pure la cena servita. Adesso invece tu arrivi e mi fai passare pure per ingrato! Sei proprio insopportabile, Bianca.
Butta via la discussione, sbatte la porta e si infila in camera da letto.
Il bambino si muove nella pancia, come se sentisse tutto. Bianca si siede in cucina, davanti al sacchetto col manzo che nessuno ha messo in frigo. C’ha una nausea che sale, la testa gira. Dopo una decina di minuti Matteo riappare:
Allora, la faccio o no sta carne? O ormai sei talmente arrabbiata che digiuni per farmi dispetto?
No, lascia stare risponde piano Bianca, senza neanche voltarsi. Lasciami un po in pace, davvero. Voglio solo dormire.
Matteo borbotta qualcosa e sparisce di nuovo in camera.
Bianca si guarda allo specchio del bagno: bianchissima, le occhiaie di chi non dorme da mesi, arruffata.
Ripensa al viaggio in treno, alle fantasie sul marito felice che le corre incontro: una favola.
Quando riemerge dal bagno è solo per sentire un’altra sgridata su una sciocchezza. A quel punto prende le sue cose, così comè, e se ne torna a casa dai suoi genitori.
Ci hanno provato tutti a convincerla a non chiedere il divorzio: i suoceri, le cugine, mezza famiglia. Matteo la tempestava di messaggi: Scusami, torna, ho capito quanto hai sofferto.
Ma Bianca ormai aveva deciso da un pezzo. Un uomo che mette pavimenti puliti prima della salute di sua moglie e del loro bimbo non è il marito che le serve.
Ecco, come faccio a darle torto?







