Alla vecchiaia, i figli si sono ricordati di avere una mamma, ma io non potrò mai dimenticare come mi hanno trattata

Alla fine della mia vita, i miei figli si sono ricordati improvvisamente che hanno una mamma, ma io non dimenticherò mai come si sono comportati con me.

Quando mio marito se nè andato con una ragazza più giovane, i figli si sono schierati subito dalla sua parte. Daltronde lui era un uomo di rispetto, un direttore dazienda noto in tutta Firenze. Per anni non si sono fatti sentire: io invece sono rimasta sola, come unanziana gatta abbandonata in un cortile vuoto.

Recentemente il mio ex marito ha lasciato questo mondo e, sorpresa delle sorprese, tutto il suo patrimonio è finito alla giovane moglie. Bruscolini per i figli: neppure una Fiat Panda in eredità.

Ed eccoli allora, i miei cari figli, che improvvisamente si ricordano di me. Adesso mi fanno spesso visita, e io so bene il perché Qualche giorno fa mia figlia ha iniziato a buttare lì delle frasette: Sai mamma, bisogna pensare al futuro, magari è ora di sistemare quella cosina chiamata testamento Nessuno di loro neanche immagina la sorpresa che gli ho preparato. Lo scopriranno solo quando brinderanno alla mia memoria con un bicchiere di Chianti.

Per anni mi sono sentita un po come la Torre di Pisa: importante sì, ma sempre lì, messa di lato e un po trascurata. I miei figli, ogni volta che parlavano con me, sembrava avessero tra le mani il menù di una trattoria: tanti discorsi, ma zero sostanza.

Quando ho divorziato dal marito, nemmeno fossi la peste nera. Ovviamente, lui era il direttore, io solo una signora qualunque. Era anche più conveniente schierarsi con lui, diciamolo pure. Io, invece, sono rimasta sola, moglie abbandonata e madre dimenticata.

I figli mi hanno archiviata in fretta come una vecchia foto sbiadita in soffitta. Sentivo solo attraverso amici comuni quanto si divertivano nei ristoranti più chic di Milano con papà e la sua novella mogliettina. E io? Chiusa nella mia casa di Bologna, troppo grande e troppo vuota. Ogni notizia era una fitta, come una forchettata di spaghetti scivolati sul pavimento nuovo.

A un certo punto mi sono svegliata: Ma basta, ora vivo per me stessa! Ho preso armi e bagagli e sono partita per lavorare a Zurigo. Per la prima volta dopo anni mi sono sentita libera come una rondine sopra il Duomo.

Quando sono tornata in Italia, appena andata in pensione, avevo messo via abbastanza euro per rivoluzionare la mia vita: ristrutturazione della casa, mobili nuovi, elettrodomestici che nemmeno la pubblicità, e un gruzzoletto in banca per la vecchiaia. Nel frattempo, i miei figli costruivano le loro famiglie. Sentivo dire che andava tutto a gonfie vele: matrimoni con 300 invitati, figli, vacanze a Capri. Poi, allimprovviso, la notizia: il mio ex marito è morto dinfarto. I soldi? Tutti alla vedova giovane.

Per i miei figli è stato un fulmine a ciel sereno: niente chiesa grande, niente villa. E di colpo gli sono tornata simpatica io.

Iniziano a venire sempre più spesso, con scatole di pasticcini e cesti di frutta dal mercato. Le prime volte mi sono quasi commossa. Ma dietro ogni come stai, mamma?, sentivo il tintinnio di euro virtuali. Mi salutavano con un minimo di affetto, ma occhi che frugavano già tra gli armadi.

Ora ho 72 anni. Sto benissimo, esco ancora a prendere il caffè con le amiche, mi godo la vita e guardo tutti dallalto della mia torre. Qualche giorno fa mia figlia ha ripreso con le sue allusioni: Mamma, sarebbe meglio chiarire prima o poi la questione del testamento. Due settimane dopo, è venuta a trovarmi anche mia nipote, sposata di fresco una ragazza (di nome Livia, che altro) con laria da furbetta.

Nonna, ma non ti senti sola qui tutta la giornata? ha chiesto con uno di quei sorrisi che sanno già di richiesta.

Ma no, qui sto da regina. ho risposto ridendo.

Però la casa è molto grande Dovrà essere dura per te tenerla tutta in ordine! ha proseguito, buttando lamo. Magari io e mio marito potremmo venire a vivere qui: a te farebbe compagnia, a noi risparmierebbe laffitto!

Ho sorriso con tutta la calma di una nonna saggia.

Ah sì? E chi ha detto che qui si vive gratis? Vi faccio uno sconto, ma affitto si paga!

La nipote è rimasta imbambolata: si vedeva che si aspettava la scena della nonna zuccherosa prendete tutto, cari nipotini. Ma io avevo pronto il mio colpo di scena.

Anni fa ho firmato il testamento: tutto quello che ho, casa compresa, sarà venduto e i soldi andranno a una fondazione che aiuta i bambini malati in Italia.

Appena mia figlia lha saputo, è diventata una furia: urla, accuse di essere una mamma snaturata che priva i nipoti del futuro. Anche mio figlio, con la sua aria da agnellino smarrito, ha cercato di blandirmi: Mamma, potresti venire a vivere da me. Ma le loro improvvise carezze non mi hanno smosso neanche un capello tinto.

E voi, al mio posto, avreste aperto la casa alla nipotina? Oppure, come me, preferite farvi una risata e tenervi stretta la vostra dignità (e il vostro divano nuovo di zecca)?

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Alla vecchiaia, i figli si sono ricordati di avere una mamma, ma io non potrò mai dimenticare come mi hanno trattata
Un giorno come tanti altri, stavo giocando con mio figlio quando all’improvviso bussarono alla porta. L’ho aperta e ho trovato qualcuno che avevo dimenticato da tempo.