«Che sorpresa!» — ha esclamato la mia famiglia, presentandosi al mio compleanno senza invito. «Reciproca la sorpresa», ho risposto. «Chi organizza la sorpresa, ne paga anche le spese!»

«Sorpresa!» ha esclamato la famiglia, presentandosi al mio compleanno a cifra tonda senza essere stati invitati. «A quanto pare, è reciproco», ho risposto. «Chi fa le sorprese poi le paga.»

Martina si sistemava la spallina dellabito verde smeraldo davanti allo specchio, lanciando uno sguardo severo al suo riflesso, ma alla fine del check si è concessa un sorriso di soddisfazione. Quarantanni. Per molti è un numero temuto, per Martina invece era sinonimo di libertà, indipendenza economica e la conquista sacrosanta di dire no senza esitazione.

Marti, il taxi è già qui ha chiamato Stefano dalla porta, guardandola con ammirazione non troppo velata. Sei uno schianto stasera. Sicura che non vuoi invitare nessuno?

Ste, quanti discorsi Lo sai già, ha detto Martina prendendo la pochette. Niente ospiti, niente cucina, niente taglia linsalata o dove sono le mie pantofole. Solo tu, io, un ristorante di lusso e finalmente un po di silenzio. Voglio gustarmi una fiorentina senza sentire i suggerimenti di tua madre su come masticare la carne.

Stefano è scoppiato a ridere. Conosceva bene la Guerra Fredda fra Martina e sua suocera, la signora Assunta: lunghe pause glaciali interrotte da raffiche di consigli non richiesti.

Come vuoi tu, amore. Oggi detta le regole la festeggiata.

Avevano scelto il Pavone Dorato, posto raffinato, stucchi ovunque, tende di velluto e prezzi capaci di far tremare la carta di credito. Il top per sentirsi regina.

Appena entrati, aspettavano il tavolo appartato vicino alla vetrata. Il maître li accolse con un sorriso e li guidò allinterno. Non vicino alla finestra, però.

Il vostro tavolo è pronto, ha annunciato, indicando il centro della sala.

Martina si è immobilizzata: al posto del tavolino romantico, troneggiava unimponente tavolata per dodici, già brulicante.

Dallaltra parte, come unimperatrice decaduta, sedeva Assunta in lurex. Accanto, zio Vittorio si ingozzava di tartine al salmone con lentusiasmo di un ragazzino. Più in là, la cognata Rosaria puliva la bocca al figlio minore mentre il maggiore una peste di sette anni torturava con la forchetta la tappezzeria della sedia depoca.

Sorpre-e-esa! ha urlato Assunta, con la sua voce addestrata in anni di Comune.

Tutta la sala si è voltata. Stefano sembrava impallidire e guardava Martina terrorizzato. Lei, zitta, aveva quello sguardo gelido che preannunciava tempesta.

Mamma? ha balbettato Stefano. Ma che ci fate qui?

Come che ci facciamo? ha gridato Assunta, rischiando di rovesciare il prosecco. Ha quarantanni la mia nuora preferita! Volevi lasciarla sola? Siamo famiglia! Sedetevi, vi stavamo aspettando.

Martina ha avanzato verso il tavolo. Era stracolmo: pesce spada, affettati, bottiglie di Brunello e ostriche guardate con sospetto da zio Vittorio, ma allegramente divorate.

Signora Assunta, ha detto Martina fredda il tavolo era prenotato per due.

Ma dai, non fare la musona! ha ribattuto Rosaria, versandosi un bicchiere. Mamma ha chiamato il ristorante e ha detto che venivamo in dodici. Cè stato un po di caos ma ci hanno sistemato che è una bellezza! Martina, che te le metti a fare queste scollature? A quarantanni meglio essere sobrie, ormai la pelle non è più quella.

Rosaria, hai la maionese sul mento, ha risposto Martina glaciale. E tuo figlio sta per ribaltare la salsiera sul tappeto ottocentesco.

Il crash della ceramica lo ha confermato: il nipotino aveva centrato il vaso di fiori.

Non fa nulla! ha gridato Assunta coprendo il fracasso. I piatti rotti portano fortuna! Cameriere, uninsalata di granchio e una bella tagliata, grazie!

Martina si è seduta. Stefano accanto, così stretto che sembrava rimpicciolito. Conosceva quello sguardo della moglie preciso, da cecchino.

Quindi, mi avete fatto una sorpresa ha detto Martina aprendo il tovagliolo.

Certo! Assunta era già al terzo trancio di pesce. Tu pensi sempre a risparmiare, a fare tutto da sola. E invece: festa! Tutti insieme! Zio Vittorio è venuto da Siena apposta, sè preso persino un giorno di malattia.

Sono magazziniere, ho la schiena a pezzi ha borbottato Vittorio. Però qui il vino è ottimo, altro che la sbobba di Natale a casa tua, Martina.

Laudacia degli ospiti cresceva. Rosaria iniziava coi commenti: Martina, a procreare quando ti decidi? Gli orologi biologici ormai fischiano, Col lavoro non si fa famiglia, Le donne devono pensare ai brodi, non al fitness!. Assunta rincarava la dose ordinando le cose più care in lista.

Prendo lastice! ha dichiarato la suocera, non lho mai assaggiato. E anche Rosaria. Ai bambini il dolce, il più grande che cè!

È caro, mamma ha provato a dirle Stefano.

Silenzio! lo ha zittito la madre. Oggi si spende per la regina di casa!

Culmine della scenetta: Assunta, ormai rossa in viso dal vino, si alza (tintinnio di forchetta sul bicchiere):

Marti, ha iniziato con tono acido, quarantanni non sei più una ragazzina. Almeno impara a guardare la famiglia, non solo te stessa. Guarda Rosaria: tre figli, un marito magari beve troppo, ma almeno ha famiglia E tu? Ufficio, palestra Sei egoista, Martina. Ma ti vogliamo bene. Alla famiglia!

Alla famiglia! ha urlato zio Vittorio.

Rosaria rideva sotto i baffi. Stefano aveva i pugni chiusi pronto a saltare in difesa, ma Martina gli ha posato la mano sopra. Si è alzata in piedi, la sala in silenzio. Il suo sorriso ha fatto indietreggiare pure il cameriere.

Grazie, Assunta. Davvero, mi hai illuminata. Pensavo che il compleanno fosse mio, invece hai ragione: la famiglia prima di tutto.

La suocera ha annuito soddisfatta.

E visto che parliamo di sorprese e generosità Martina fa una pausa. Cameriere!

Il ragazzo accorre di corsa.

Il conto, grazie.

Subito? ha protestato Rosaria sgranocchiando ancora astice. Non abbiamo neanche preso il dolce!

Magnate, gente cara. Il dessert è su di voi, ha sorriso Martina.

Arriva il conto roba che con quei soldi ci compravi una Panda usata. In due ore avevano mangiato e bevuto come per un matrimonio.

Mamma mia! ha fischiato Assunta. Stefano, la carta!

Martina ha chiuso la busta e lha ridata al cameriere.

Senta, ha detto forte io e mio marito abbiamo due conti separati. Faccia due note: due Caesar salad, due fiorentine, acqua minerale. Il resto lo scorpori per questi signori.

Cala il silenzio. Si sentiva volare una mosca.

Ma che storia è questa?! Assunta paonazza. Martina, scherzi?

Nessuno scherzo, ha detto Martina passando la carta sul POS. Bip. Pagato.

Non puoi lasciarci qui così! ha urlato Rosaria. È il tuo compleanno! Ci hai invitati tu!

Io? Martina ha alzato il sopracciglio. Siete stati voi a dire: Sorpresa!

Si è alzata, sistemandosi labito e fissando la suocera.

Vi siete autoinvitati, avete ordinato senza chiedere, vi siete permessi anche di essere maleducati il giorno del mio compleanno. Ricordatevi: chi organizza la sorpresa, ne paga il conto.

Stefano! ha strillato Assunta tenendosi il petto. Tua moglie è impazzita! Fa qualcosa! Sto male, oddio!

Stefano si è alzato senza fretta, guardando prima la madre, poi zio Vittorio che nascondeva la bottiglia sotto il tavolo, poi Rosaria che si puliva i figli impiastricciati.

Mamma, ha detto sereno, Martina ha ragione. Avete fatto la festa che volevate? Godetevela. Noi ce ne andiamo, ci aspettano altri piani.

Ha preso Martina sottobraccio e sono andati verso luscita.

Maledetti ingrati! urlava Assunta ormai in forma olimpica. Vi maledico! Se non avrete più un euro! Rosaria, chiama i carabinieri!

Non è il caso, è intervenuto il direttore del ristorante, gran tipo con auricolare e due buttafuori dietro. Però il conto va saldato. Per intero. Subito.

Martina e Stefano uscivano fra urla e improperi alle loro spalle.

Non ne ho di soldi! strillava Rosaria, sbracciandosi. Che paghi Vittorio, lui ha mangiato il doppio!

Io?! si ribellava Vittorio Ho solo assaggiato! Tutto quello lha ordinato vostra madre!

Chi? Io?! sbraitava Assunta senza più parole.

Fuori, nellaria fresca della sera, Martina respirava a fondo.

Stai bene? ha domandato Stefano abbracciandola.

Sai che ti dico? finalmente Martina ha sorriso davvero. Il regalo più bello. Come liberarsi di uno zaino pieno di sassi portato troppo a lungo.

Non ce la perdoneranno mai, ha sussurrato Stefano.

Lo spero proprio, ha risposto lei. Almeno la prossima volta, ci penseranno due volte prima di fare sorprese.

Epilogo (una settimana dopo)

Il numero di Assunta era ormai bloccato, ma le notizie arrivavano comunque tramite i soliti conoscenti. Il karma ha fatto il suo dovere: ovviamente non avevano abbastanza contanti. E lo scandalo in sala è andato avanti due ore.

Il direttore era irremovibile. Zio Vittorio ha dovuto lasciare in pegno lorologio doro di famiglia, con tanto di ricevuta. Rosaria ha chiamato il marito, che è arrivato furioso e ha combinato un casino mai visto in parcheggio, dopo aver capito quantera il debito. Niente gomme nuove quella stagione, e vita da formica per mesi.

E Assunta? Si è finta colpita da infarto, ma lambulanza ha diagnosticato solo sbronza e abbuffata. La pelliccia nuova può aspettare.

Ma il meglio deve ancora venire: i parenti si sono messi a litigare fra loro. Rosaria accusa la madre, Assunta il fratello di bere troppo, Vittorio rivuole lorologio. Lalleanza anti-Martina si è autodistrutta.

Martina, intanto, era a casa. Un buon caffè, un libro. Finalmente silenzio. Nessuno che chiedeva, insegnava, ordinava.

La giustizia è un piatto che si gusta freddo. E possibilmente con un conto separato.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

19 − five =

«Che sorpresa!» — ha esclamato la mia famiglia, presentandosi al mio compleanno senza invito. «Reciproca la sorpresa», ho risposto. «Chi organizza la sorpresa, ne paga anche le spese!»
Durante il funerale di mio marito, si avvicinò a me un uomo anziano e sussurrò: “Ora siamo liberi”. Era colui che amavo a 20 anni, ma la vita ci aveva separati.