La Testarda Martina
Adele è appena uscita dal bagno, si accomoda in cucina e si stiracchia con piacere, sentendo la fresca carezza del suo accappatoio di seta sulla pelle. Nel bagno invece cè il calore, il profumo intenso dellolio di rosa che aleggia insieme al vapore. Via da lì, subito! In questo momento vorrebbe trovarsi in qualche casa di campagna, correre nuda, gridare e tuffarsi nello stagno ghiacciato dietro il cortile, ridere e urlare a Giorgio, suo marito, di raggiungerla…
Adelina sorride ai suoi pensieri birichini mentre aggiusta il pesante asciugamano intrecciato come un turbante sulla fronte. Prende una caramella dal vasetto, la rigira tra le dita e poi la rimette a posto. Vorrebbe un gelato e dello spumante fresco, ma non cè traccia di tutto ciò Sarà costretta a fare solo una tazza di tè.
Sta già accendendo il gas sotto il bollitore quando sente bussare con insistenza alla porta. Non premono il campanello, proprio bussano!
Spegne subito la fiamma, stringe meglio la cintura dellaccappatoio e sistema per bene lasciugamano, poi si dirige ad aprire.
Non appena la porta si apre, qualcuno le porge di sorpresa un cesto con dentro qualcosa di bianco e soffice che si muove sotto un fazzoletto e miagola piano.
Buona salute a voi! Tieni, tesoro, questo è un tesoro, sente Adele mentre resta confusa, con le braccia distese, a ricevere il cesto. Nel frattempo il portinaio e una signora robusta iniziano a portare in casa teli, borse, valigie, di tutto, come se un intero battaglione divenisse loro coinquilino. Dentro i fagotti qualcosa tintinna, scricchiola Poi portano anche una pentola enorme, anzi proprio un bidone, che finiscono per piazzare sulle infradito della povera Adele.
Tomasina! Che fai, sbrigati! Su, portami tutto sopra, dobbiamo sistemare la roba! Non mi posso trattenere io, che ho anche il treno da prendere! tuona la voce cavernosa della donna mentre lascia entrare anche il portinaio.
Alla, ripresasi dallo shock e poggiato il cesto a terra, cerca subito di reagire: ma a cosa? A tutto!
Michele! Ma che succede?! Portate via tutto subito! ordina seccata al portinaio. Subito!
Dove volete che la riporti? Qui mi hanno spedito, la signora mi ha pagato già. Vedetevela voi, io adesso aspetto un camion di sabbia e non posso tergiversare! risponde indifferente Michele, sistemando accuratamente la pila di piatti che regge senza neanche un sacchetto. Uno si rompe e il portinaio acciglia. Non sono stato io: già così era, io ho solo trasportato. Addio!
E sparisce.
Adele resta lì, in accappatoio e asciugamano in testa, quasi in apnea, spaventata e indignata. Poi le viene da togliere quellasciugamano assurdo, lo nasconde chissà dove.
Appena un attimo e dalla porta si riaffaccia la signorona, sbottona la giacca della tuta blu, tira su i pantaloni sportivi con la banda, squadra Adele con occhi severi.
Ah, quindi sei tu la padrona di casa? E che fai lì impalata? tuona, si sfila le scarpe e si avvicina troppo.
Cosa devo fare? E chi siete voi, scusate?! balbetta Adele, diventando paonazza al pensiero che fino a un minuto fa sognava di stare nuda a bagno nello stagno.
Noi? Io sono Maria Fedeli, dai la mano, presentiamoci! comanda la signora Masha, e dietro cè la Tomasina, cioè Tamara Chierici. Mamma mia, ma che siete tutti così debolucci, voi di città? Nemmeno una stretta di mano! Nemmeno le mie galline sono così poco grintose! ride di gusto Maria Fedeli. Su, fammi vedere la casa e portami un bicchiere dacqua, che muoio dalla sete! Tomasina! Oh, dove ti infili?! urla dietro, lasciando la scena libera. Tuo marito lavora, vero?… Eh, si capisce.
Zia Masha segue Adele nel corridoio, da uno sguardo veloce alle stanze, accende la luce in bagno. Dietro a loro, con la coda vaporosa, li segue il gattino arrivato nel cestino.
Mio marito ancora lavora, ma appena torna… sussurra Adele, stringendosi il colletto dellaccappatoio.
Meglio, così parliamo chiaro poi! Ah, grazie per lacqua, cara! zia Masha prende il bicchiere con cura e lo scolpa tutto dun fiato. Adele osserva affascinata il movimento del collo grosso della donna mentre deglutisce. Ah, che meravigliaE tu come ti chiami che non ricordo mai niente?
Adele. E sarebbe ora che voi…
Ma Maria Fedeli le batte la mano sulla spalla.
E ora mangiamo subito. È ora di pranzo e qui non cè nemmeno la tavola pronta. Ma non vi aspettavate ospiti? O il marito non vi aspetta mai? Va bene, sarà una sorpresa. Tomasina! Muoviti, prendi la roba, ho preparato ieri le polpette e le patate apposta, sapevo già che qua ci sarebbe stato il deserto! ride ancora la donna. Voi cittadine vivete di aria! Guarda il frigo…ci sta solo una mosca che si è impiccata, Tomasina! Scegliti una mensola, ce ne sono tre!
Maria Fedeli torna nel corridoio e trascina per mano come una ragazzina troppo timida una donna più grande con chignon, maglia di lana sopra il vestito, collant marroni e ciabatte con margheritine.
Adele deglutisce mentre la osserva: sembra uscita da un film ambientato nelle campagne tosco-emiliane.
Io? Non saprei, quale volete darmi voi Scusate linvasione, cara, è tutta colpa di Masha, io glielavevo detto di non portare tutto qui. Ma lei è testarda, a modo suo bisbiglia la donna, intimidita.
Basta con queste storie! esclama allimprovviso Maria Fedeli battendo le mani. Abbiamo sprecato anche troppo tempo: prima si mangia, poi si parla! Intanto mi sciacquo le mani.
Si infila in bagno, commenta sulla lavatrice, sullacqua, e ride da sola.
Basta, Maria! Fermati… sospira la Tomasina provando a ostacolarla mentre si infila nel bagno minuscolo. Poi si volta verso Adele, che è impietrita dagli occhi spalancati.
Non dare ascolto, Tomasina! Sempre preoccupata, ma questa ormai è casa tua! E pure il bagno! Guarda che gioiello di centrifuga! Che dici, posso farmi subito un bel bagno? ride Masha. Macché, non ho tempo… Tra pranzo, sistemare tutta la roba… Altro che bagno!
Adele trasale, già se la immagina bloccata nella loro vasca, impossibile da rimuovere…
Magari ci sediamo davvero a tavola? sussurra Adele, cercando invano una logica in quella situazione. Almeno, parliamoci un po, vi prego
Certo, cara! Alla cucina, fammi vedere cosa cè. Cin cin alla conoscenza! dice Maria Fedeli, dà una manata sul tavolo e spazza via una mosca. Non sarai mica una suora! Anche loro ogni tanto brindano!
Adele si dà da fare, impaurita dallenergia e dai modi della donna.
Ecco, cè ancora dello spumante dal matrimonio Se lo gradite, ovviamente Adele sistema la bottiglia sul tavolo. Zia Masha intanto sbatte i piatti, tira fuori le forchette.
Serve una tovaglia! Altrimenti il tavolo sembra nudo come te per strada! Dai, sistema tutto per benino che qui Tomasina ti raddrizza! Versa pure il tuo spumante, cara!
Adele prende i bicchieri, armeggia una vita con il tappo, che alla fine vola via con un tonfo rischiando di colpirla.
Viva! Ecco, ragazze, a questo nuovo inizio e conoscenza esclama Masha togliendosi la giacca e rimanendo in una maglietta con gattone stampato, identico a quello della cesta.
Adesso che abbiamo fatto onore alla tavola, davvero posso chiedervi chi siete e cosa ci fate a casa mia? balbetta Adele, facendo un passo indietro.
Giusto! Non abbiamo nemmeno spiegato. Eh, Tomasina, guarda che hai cresciuto un vero figliolo, hai sofferto tanto, e neanche la moglie ti riconosce! Sei la suocera, tesoro! Proprio tu! dichiara solenne Masha, versandosi ancora.
Adele resta di sasso e si gira verso Tamara.
Come suocera?
Eh sì. Ci sono parentele strane, vedi? spiega serafica Masha, col gattone stampato che sembra sorridere malinconico.
Ma noi veniamo sempre a trovarla al cimitero due volte lanno, io e mio marito. Abbiamo anche fatto mettere la lapide nuova, e lui dice che la mamma si chiamava Nina… Nina Andreoli, cè scritto sulla lapide. Aspettate, vi mostro le foto!
Adele va di corsa in salotto e torna con un album di velluto.
Ecco, queste sono le foto in paese. Questo è Giorgio, mio marito, da piccolo. Lui racconta che vivevate vicino Siena, non mi ricordo bene la casa. E questa siete voi, cioè Non so più
Tutte e tre si piegano sulle foto. Il gattino balza sulle ginocchia di Maria e allunga il muso.
E tuo marito come si chiama, tesoro? domanda piano Tamara.
Giorgio, Giorgio Andreoli.
Tamara si allontana dalla sedia e, paonazza, si volta.
Maria! Qui abbiamo sbagliato tutto! Questa non è mia casa, non è mio genero, non è la mia cucina! Dio, che figura! Andiamo via. Scusatemi tanto, davvero!
Si alza in piedi e inizia a sistemare i piatti mentre piange.
Masha resta concentrata a tamburellare le dita.
Eh che delusione. E tu, come hai detto che ti chiami? chiede ad Adele.
Adele.
E quella tua Masha storce il naso. Tua nuora come si chiama?
Anna, Masha, te lho detto che era una follia… Lasciamoli in pace! sospira Adele, persino dispiaciuta per la povera Tamara.
Perché ho insistito? Eh, cara Adele Come si diceva? domanda ad alta voce Maria.
Può chiamarmi solo Adele.
Vedi, cara Adele, il figlio di Tamara era furbetto sin da piccolo, sempre con la scusa pronta. In tutto uguale al babbo suo
Non parlare male… interrompe Tamara, ma la storia prende il sopravvento. Adele è già rapita, adora le storie intricate.
Quellamore di figlio ha convinto la madre a vendere la casetta di famiglia, promettendo di comprare due appartamenti, uno per sé e uno per lei, una vita comoda come regina. Tamara ci ha creduto e ha firmato. Ma il tempo passa, e la casa promessa non arriva mai. Alla fine le trova uno sgabuzzino che puzzava di muffa; menomale che Tamara è stata da me per un po, ché avevo una stanza sola! Poi il figlio si fa vivo con un altro indirizzo e Beh, mi sa che ho sbagliato io le strade! Lui sta in Via delle Rose, e tu, Adele, abiti in Via dei Tigli. Da piccola mi sono presa una bella botta in testa dalla giostrina… ogni tanto salto un giro! Maria sorride mentre racconta.
Adele la immagina piccola in vestitino e sandali, che vola giù dalla giostra, la mamma che corre da lei, la bambina che piange Brivido.
Eh, pazienza! Ora che si fa? Tamara, ti riportiamo in Via delle Rose. Io me ne vado in stazione a dormire, non è la prima volta! sorride Maria Fedeli.
Tamara agita le mani.
No! Torniamo a casa, anche se è quello sgabuzzino, mi adatto Non posso disturbare gli altri! dice accarezzando la mano di Maria.
Disturbare? Ma se manco mi sembra gente, tuo figlio Bah! Sei stata troppo buona, Tamara! Non dovevi, te lo dico io, ma non ti abbandonerò. Adele, cara, ci lasci qui i bagagli fino a quando non sistemiamo? Ho già spedito via il camion. E il gattino può restare da te, si chiama Timo, è buonissimo!
Adele allarga le spalle, acconsente.
Prenditi cura di Timo, non abituarlo troppo a chiedere cibo, che è già una furbetta! Maria bacia Adele sulle gote e fa il segno della croce su Tamara, poi la trascina fuori.
Adele resta a guardare dalla finestra mentre si allontanano. La giornata non è più languida, e lo spumante si fa piatto sul tavolo…
Giorgio torna per cena e, appena apre la porta, si blocca.
Stellina, ci trasferiamo? domanda.
Così chiama teneramente la moglie, che gli sorride mentre tiene Timo in braccio e scuote il capo.
No, amore. Sono le cose della mamma di una tua ma… balbetta Adele, mentre Giorgio la guarda confuso.
Di chi? chiede incredulo.
Ti racconto dopo. È una storia lunga! Timo resterà con noi finché Maria Fedeli non risolverà la questione della casa di Tamara (la mamma di Kosta). Vedi, Maria da piccola cadde dalla giostra… Adele segue il marito in salotto spiegando tutto in dettaglio.
Giorgio scuote la testa, incapace di star dietro allintreccio.
Adesso esco e rientro, così magari torna tutto normale, va bene? supplica lui.
Sei davvero insensibile a volte! si offende Adele, nascondendo il viso nel pelo di Timo.
Così seria la cosa? Allora fammi un tè e raccontami tutto da capo. Ma avete bevuto ancora lo spumante del matrimonio?! borbotta Giorgio ridendo.
Festeggiavamo un nuovo inizio. Ora ti spiego tutto…
Adele versa il tè, lascia Timo, si siede accanto al marito e ricomincia dal bagno profumato e dal lago, poi la storia delle ospiti indesiderate. Giorgio riesce a fare due più due solo alla fine, ne dice qualcuna su Kosta, poi domanda:
Ci serve una mano, che dici, andiamo in aiuto? suggerisce.
Se zia Maria chiama, allora sì. Per ora meglio scaldare la cena… sospira Adele.
…Maria Fedeli e il camion arrivano alle undici di sera per recuperare i bauli. Giorgio aiuta a portare tutto e chiede:
Allora, tutto risolto?
Semplice! Kosta e la moglie erano al mare, le chiavi dai vicini. Noi con Tamara abbiamo mostrato le carte, i vicini ci hanno fatto entrare. Tamara ora ha una casa, e se scoppia casino con Kosta, io resto con lei finché non si sistema! racconta fiera zia Maria. Grazie a voi per il sostegno, ragazzi! Vi auguro amore e serenità! ride baciando entrambi. Giorgio, imbarazzato, cerca di schivare, ma niente da fare: le grandi braccia di Maria stringono tutti. Non fate i timidi, che è solo affetto materno!
…Due mesi dopo, passando da Adele e Giorgio, Maria Fedeli annuncia che Kosta ha confessato la verità e si è separato dalla moglie; lei non ha retto la convivenza con la zia, che però è rimasta stabile in casa di Tamara.
Ora Kosta è finito proprio in quello sgabuzzino disperato, dove voleva mandare sua madre! Questo finché non sistemiamo tutto e si divide lappartamento in due, chiaro? E voi, ragazzi, come state? chiede la zia.
Noi bene risponde lenta Adele. Giorgio, però, le ha proibito di parlare della gravidanza.
Vi vedo in forma! Non esagerare con le cose salate, Adele! ammicca zia Maria. Ecco delle mele: sono mie, buonissime. Prendete, prendete!
Adele prende il sacchetto e lo passa sorridendo a Giorgio.
Grazie! sorride Giorgio. A lui zia Maria sta simpatica: con una così non ti perdi!
Allora, corro via! Voglio ottenere una vacanza per Tamara alle Terme, se la merita! saluta la zia e se ne va.
Giorgio guarda la moglie, chiude la porta.
Perché quellaria triste?
Giorgio, prendiamo un gattino anche noi? Bianco, soffice
E che seminerà pelo dappertutto, ride Giorgio. Vediamo, è una cosa seria. E poi chi deciderà comanda in casa, io o lui? Devo rifletterci!
Adele alza gli occhi, stringe le labbra e va in cucina a mangiare una mela. Tanto zia Maria lo convincerà, ne è certa!






