La Nuora

NUORA

Anna Margherita posò l’enorme vassoio con lanatra arrosto sulla tavola imbandita come una rivista, sospirando profondamente. Di lì a poco sarebbero arrivati i figli con le loro mogli, come comete nel crepuscolo di Bologna.

Il più giovane si era sposato di recente, una cerimonia piccola, quasi sussurrata. Ai ragazzi di oggi piacciono le cose così, pensò lei con una punta di malinconia. Se fosse dipeso da Anna, avrebbe organizzato una festa indimenticabile, piena di zii rumorosi e risate fino a notte fonda. Col marito erano corsi semplicemente in comune, senza anello, senza foto. Gli anelli, sottilissimi cerchi doro, li avevano comprati solo un anno dopo il matrimonio. Però per i figli avrebbe voluto fuochi dartificio, un vero spettacolo. Ma così va la vita.

Cè solo una cosa che non mi convince di quella ragazza è fin troppo impeccabile! confidava Anna Margherita a sé stessa, mentre il suo riflesso le parlava dagli oggetti luccicanti della cucina. Ma la nuora aveva già in mente di affrontare la questione con eleganza.

La nuora si chiamava Giulia: in fondo una ragazza doro, garbata e solare. Il figlio, Giorgio, era migliorato molto con lei; aveva persino trovato un ottimo lavoro grazie ai suoi consigli. Lo spronava sempre ad andare oltre, a salire quellinvisibile scala della carriera. Fino ai trentanni Giorgio aveva vissuto come in una bolla, senza un vero obiettivo. Questo aveva fatto preoccupare Anna Margherita che sentiva il tempo accartocciarsi in sogni irrealizzati. Ma le nubi si erano diradate, grazie a Giulia.

Però cera, sempre, quellunico difetto: Giulia era troppo curata. Saloni di bellezza, tagli perfetti, massaggi, manicure impeccabili. Un flusso di euro che come un fiume scorreva via per queste cose. Secondo Anna Margherita, una donna sposata dovrebbe mettere la famiglia al primo posto. Soldi per uno smalto o un massaggio alle mani? Meglio per delle scarpe nuove a Giorgio. Anna era stata una di quelle donne che pensano a sé per ultime, sempre. Soprattutto da quando il marito se nera andato, lasciando dietro solo silenzi e figli ormai grandi, ma pur sempre bisognosi daiuto.

Il pensiero svanì, scosso dal campanello che vibrava come una nota stonata nel cuore di casa. I giovani erano arrivati. Giulia entrò nella sala come una stella in una notte surreale: capelli freschi di piega, mani delicate, quasi nessun trucco merito delle mani esperte della sua estetista.

Giulietta, quanto sei bella! esclamò Anna, davvero sincera, anche se una nota di velata insoddisfazione le colorava la voce. Ma quel tailleur è nuovo, vero?

Sì, lho preso ieri, sorrise Giulia, al lavoro ho ricevuto un bel premio!

In questi casi è meglio mettere da parte i soldi, non poté trattenersi Anna Margherita, col tono di chi ha visto molte lune. Tutte le tredicesime, i premi, i lavoretti extra: meglio risparmiare, credimi! Un giorno servirà tutto.

Giulia rimase silenziosa. Di Anna le piaceva il cuore grande, sempre in dono per la famiglia. Ma in fondo pensava che i giorni bui arrivano proprio a chi spende troppo tempo ad aspettarli.

La serata trascorse piacevolmente, ma Anna inseriva qui e là discorsi allusivi su spese non necessarie, parole leggere come piume ma pronte a pungere. Giulia capì bene la direzione dei sassi scagliati tra una risata e laltra.

Ma lei, signora Anna, da quanto tempo non va a farsi le unghie? cedette Giulia, con voce morbida.

Io? esitò Anna. Mai andata. A casa mi arrangio per tenere le mani in ordine e basta.

Nessuno fece caso al breve dialogo, ma Giulia sentì un pizzico di malinconia. Come si può arrivare a crescere due figli doro, vivere con le spese sempre calcolate, e non concedersi mai nulla? Le sembrava un peccato avvolto nella nostalgia.

In macchina, Giulia tirò fuori il pensiero che si arrotolava come spaghetti:

Giorgio, ma tua mamma qualcosa di bello per sé lo fa mai?

Boh. Prepara certi cenoni, vede la tv, ogni tanto va dalle vicine. Perché?

Perché sembra che non abbia mai goduto di niente. Perché non portarla al cinema, in un ristorante? O a teatro?

Ma dai, non esagerare! Non le interessa.

Giulia taciuta, rimuginando. Sua madre, anche nei momenti più tirati, si concedeva il parrucchiere, un vestito nuovo, un abbonamento al teatro comunale di Parma. Momenti tutti suoi, per il gusto di vivere.

Giulia decise che sua suocera aveva diritto a sperimentare un po di piacere per sé, non solo sedersi ad aspettare i nipoti come un quadro invecchiato.

Qualche giorno dopo chiamò Anna Margherita e la invitò a fare due passi insieme, a bere un caffè, magari a passare da un salone per una piccola coccola. Giulia voleva fare un trattamento, e propose ad Anna di scegliere ciò che preferiva.

Ma va là, si schermì Anna Margherita. Se proprio devi andarci, ti aspetto nella hall o fuori.

Perché aspettare? Una mezzora, unoretta, passa meglio a prendersi cura di sé. Che ne dice di una manicure e magari un massaggino alle mani?

Dopo aver tentennato, Anna accettò. Giulia chiese al suo salone di fiducia di trattare la suocera come una regina, proponendo con grazia anche altri servizi. Se Anna avesse provato a informarsi sui prezzi, era tutto già pagato. La promessa: Se piace, avrete una nuova cliente affezionata!

Allora convenuta, Giulia portò Anna come unospite riluttante tra mani esperte e sorrisi sinceri.

Solo mezzoretta, vero Giulia? domandava sempre Anna, E il conto, quanto sarà?

Quando la portarono dentro, Giulia si sedette a leggere i messaggi sul telefono, senza affrettarsi a scegliere trattamenti per sé. Era il giorno di Anna.

Dopo due ore e una pioggia di attenzioni, Anna uscì dal salone fresca, distesa, quasi luminosa.

Oh, Giulia, mi hanno fatto di tutto! esclamò, Caffè, infusi… troppo gentili! Chissà che prezzo ha?

Oggi cè una promozione! intervenne prontamente la receptionist Porta unamica, e anche lei sarà nostra ospite. Oggi la casa offre. Totale: zero euro!

Si diressero insieme in una caffetteria. Anna sorseggiava il cappuccino appoggiandosi soddisfatta alla poltroncina.

Che ne dice, la prossima volta ci facciamo una giornata per noi due? propose Giulia. Fanno sempre dei bei sconti per le clienti affezionate. Le è piaciuto, vero?

Tantissimo, ammise Anna. Non avrei mai immaginato fosse così rilassante.

Bisognava provarci prima!

Prima… I figli piccoli, il marito pace allanima sua era sempre attento a ogni euro, niente spese superflue. Poi non ci ho più pensato.

Ora cè un motivo: farmi compagnia. Da sola è noioso!

Dai, a volte ti seguo. Perché no.

E così iniziò una nuova abitudine: la suocera a prendersi cura di sé con la nuora. Piano piano, grazie a Giulia, anche larmadio di Anna si colorò di novità, sempre con prezzi confessati un po più piccoli rispetto alla realtà.

Convinceva spesso Giorgio a invitare la madre al ristorante, qualche volta tutti insieme a vedere un film al cinema. Per Capodanno, Giulia regalò ad Anna Margherita un abbonamento al teatro della città.

Sei ringiovanita, dicevano le vicine ad Anna, che sorrideva arrossendo.

Eh, la gioventù tira, rispondeva lei sottovoce.

E davvero, Anna Margherita sentiva che proprio adesso, in pensione, madre di due uomini grandi, era appena iniziata la sua seconda giovinezza.

🪷🪷🪷

Dallinternet.

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