Divorzio, tradimento e menzogna
Giulia non sa davvero più cosa fare. Il suo nuovo matrimonio si sta rivelando così complicato che, nella mente della donna, iniziano a farsi strada pensieri oscuri sul divorzio. Non può più sopportare il comportamento delladolescente arrabbiata con lei! E, soprattutto, non tollera che la sua piccola figlia venga coinvolta in questa guerra familiare.
So che ce lhai con me, comincia Giulia fissando Martina, la figlia di suo marito, che ha il broncio. La ragazza è ormai fuori controllo, non ascolta nessuno! Ma davanti al padre finge di essere un angelo. E ti capisco, anche io a tuo posto sarei arrabbiata, aggiunge forzando un sorriso comprensivo. Sì, ho preso il posto di tua madre, ma al momento del nostro incontro tuo padre era già divorziato. Non ho rovinato nessuna famiglia, né portato via nessuno! Non merito tutto questo astio. Marco era libero!
Martina lancia un sorriso beffardo, e la guarda con rabbia. Non riesce a perdonare il padre per aver trovato così in fretta unaltra compagna! Solo sei mesi dopo il divorzio e già aveva portato in casa quella donna. Martina ne è convinta: senza Giulia, i genitori sarebbero tornati insieme e ora vivrebbero felici.
Se tu non fossi arrivata, papà avrebbe perdonato la mamma, e sarebbe tornato tutto comera prima, ribatte con tono di sfida. Nei suoi occhi si legge una tempesta di emozioni. Il divorzio è stato un colpo tremendo, e la presenza di Giulia non ha fatto altro che peggiorare la situazione. Martina rifiuta di credere che tra suo padre e Giulia sia iniziato tutto dopo la separazione ufficiale devessere stata lei a spingerlo verso quella decisione!
Giulia sospira stanca. Sa che convincere Martina sarà difficile. La ragazza è troppo ferita e arrabbiata per ascoltare la voce della ragione. Eppure non può più accettare che le cose rimangano così. Martina, ormai sedicenne, non perde occasione di prendersela con la piccola Lucia (che Marco ha adottato legalmente). La spinge, rompe di proposito i suoi giochi davanti a lei che piange disperata. E quante cattiverie le ha detto…
Hai diritto alle tue opinioni, cerca di mantenere la calma Giulia. Ma ti chiedo una sola cosa: non trattare male mia figlia. Lucia non ha colpa di nulla! Se continui, parlerò con Marco, e sarà lui a intervenire. E poi, parla con tuo padre, ascolta almeno lui: magari non ti fidi di me, ma di tuo padre sì.
Martina a queste parole sbuffa soltanto, e si rifugia in camera. Che bisogno ha di ascoltare le bugie di Giulia? Sua mamma le ha detto tutta la verità, e Martina si fida ciecamente di lei. Mamma non mentirebbe mai
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Le discussioni non aiutano, latmosfera in casa non migliora. Martina odia Giulia e non lo nasconde affatto. Ogni volta che si incontrano per casa, riversa sulla matrigna sguardi freddi e pieni di disprezzo. Lunica cosa positiva è che ha smesso di tormentare Lucia, anche se la ignora completamente.
Giulia si chiede spesso da dove venga tanta rabbia. Martina ignora la vera ragione della separazione dei genitori? O forse è un modo per difendersi dalla dura realtà?
La verità è che Silvia, la mamma di Martina, conduceva una doppia vita. Tradiva Marco con un altro uomo, nascondendo tutto con abilità. Eppure, nel loro accordo prematrimoniale cera una clausola: in caso di infedeltà, il divorzio sarebbe stato immediato, senza diritto ad alimenti o benefici economici.
Ma, come si dice, la verità viene sempre a galla. Questa volta grazie proprio a Martina. Un giorno, Marco torna a casa prima del previsto e trova sua figlia da sola. Silvia aveva detto che stava male e non sarebbe uscita.
Dovè la mamma? domanda togliendosi il cappotto.
È uscita con una sua amica, Martina distoglie lo sguardo imbarazzata. Mamma le ha chiesto di coprirla, dicendo che doveva vedere un vecchio conoscente che Marco non tollerava.
Con Elena? chiede Marco, tra il divertito e lincredulo. Oggi è il suo giorno fortunato?
Sì, risponde Martina con aria innocente. Che cè?
Sei sicura fosse Elena? ignora la domanda Marco.
Sì, ribatte sicura. Ho visto io che saliva con lei in macchina. Perché, non riesci a chiamarla?
Il sorriso di Marco si raffredda. Si avvicina lentamente alla finestra, pensieroso. Ha già capito.
Non è nulla, dichiara infine, senza voltarsi. Dovevo solo essere certo. Ma
Martina si irrigidisce, sentendo crescere la tensione.
Che cè? chiede quasi sussurrando.
Marco si volta, lo sguardo risoluto.
Non sei capace a mentire, dice. Sei tutta rossa, non mi guardi negli occhi. Non preoccuparti, troverò subito la mamma. E ci sarà una seria discussione.
Martina corre subito al telefono per avvisare Silvia, ma il cellulare è spento la mamma non vuole essere disturbata. In preda al panico, la ragazza non sa più che fare.
Marco agisce rapidamente. Grazie a unapp, individua il telefono della moglie. Quello che scopre non fa che confermare i suoi sospetti. Ha tutte le prove che gli servono.
Il divorzio si conclude in fretta, con Marco che ottiene quasi tutto. Silvia perde il suo stile di vita lussuoso, il suo status sociale e la sicurezza economica. Le resta solo un piccolo appartamento in periferia, e nessun euro su cui contare: non ha mai lavorato né messo via risparmi.
Martina resta con il padre, scelta ovvia: la mamma non può garantirle neanche un minimo del tenore di vita a cui è abituata. La ragazza ha tante esigenze e non vuole rinunciare a nulla; inoltre Silvia è troppo presa dalla sua vita privata per occuparsi della figlia.
Nonostante il divorzio, Martina continua a vedere la madre. Ogni mese, di nascosto dal padre, le gira dei soldi con la sua carta. Spera ancora che prima o poi i suoi genitori si riavvicinino.
Ma sorpresa! Solo sei mesi dopo il divorzio, Marco si innamora di unaltra donna. Giulia. E lei ha già una figlia la piccola Lucia, che Marco non solo adotta, ma coccola e porta con sé dappertutto. Per Martina è uno smacco: credeva che lattenzione del padre fosse tutta per lei.
Durante una delle visite dalla madre, Martina non contiene la rabbia:
Non si sono ancora sposati, la rassicura Silvia, architettando già come liberarsi della rivale. Il divorzio e la perdita del mantenimento non li perdona. Si possono ancora dividere, così magari tutto torna comera.
Martina arriccia il naso, contrariata:
E come? domanda, spazientita. Sono così smielati, che viene il voltastomaco! Quella Giulia non osa mai contraddirlo, chissà che paura ha di perdere il posto. E poi quella bambina! Lucia dice il nome quasi sputandolo. Papà passa con lei tutto il tempo Ma non ha il diritto! Sua figlia sono solo io!
Linvidia le divora il cuore. Non si spiega come il padre abbia potuto dimenticare sua mamma e riversare le attenzioni su estranei. Si sente tradita, abbandonata, invisibile.
Aspetta, andrà anche peggio, finge compassione Silvia, recitando la parte della madre apprensiva. Mi dispiace che tu debba pagare i miei errori Tuo padre finirà per mandarti da me, e vivremo con pochi spiccioli di alimenti
Martina impallidisce. Solo lidea della piccola casa in periferia, la povertà, rinunciare ai vestiti costosi, ai telefoni nuovi Non lo accetterà mai!
E perché? grida saltando in piedi, tremando. Non permetterò a nessuno di rubarmi ciò che è mio!
Mentre langoscia la consuma, Silvia decide di colpire duro:
Non volevo dirtelo, tanto lo scoprirai presto da sola, distoglie lo sguardo come per imbarazzo. Devi sapere che tuo padre vedeva già Giulia prima del divorzio. E, ascolta, Giulia aspetta un bambino.
Martina sgrana gli occhi. Non ci crede. Chi glielo ha permesso?
Cosa? Non è possibile! salta in piedi, rovesciando la sedia. Non voglio nessun neonato urlante in casa! Già sopporto Lucia!
Il pensiero di un altro figlio del padre è un incubo. Non dividerà attenzioni e soldi con nessuno. Non è giusto, devono succedere cose per cambiare tutto.
Silvia si avvicina, gli occhi scintillano di intenzioni poco rassicuranti. Bisbiglia, quasi cospirando:
È così, dice. Una mia amica lavora in una clinica privata, Giulia cè andata per una visita. Anche Marco era lì. Mi dicono che sarà un maschietto. Tuo padre era al settimo cielo. Sai quante volte mi ha rinfacciato che volevano un maschio? Quando sei nata, per settimane non ti ha nemmeno presa in braccio.
Non me lavevi mai detto… sussurra Martina, quasi sul punto di piangere. Pensavo che papà mi volesse bene…
Ora sì, ma con un figlio maschio cambierà tutto. Si è già stancato dei tuoi capricci, me lha detto più volte.
Martina stringe i pugni. Se Giulia aspetta davvero un figlio, sarà difficile dividerli.
Allora che faccio? chiede mordendosi il labbro.
Sul volto di Silvia appare un sorriso furbo. Si avvicina ancora:
Devi colpire la parte debole di Giulia: sua figlia. Lucia è la sua ossessione, non la lascia un attimo. Tu portala al parco, fai la brava ragazza
Martina ascolta attenta, un piano inizia a formarsi nella sua mente, anche se non vede dove vuole arrivare sua madre.
E poi? domanda perplessa.
Silvia, seduta di fronte a lei, si fa seria:
La lasci da sola nella parte più isolata del parco, spiega. Tranquilla, ci sono persone che controlleranno che non succeda nulla. Poi chiami Marco, in lacrime, dicendo che Lucia ti è scappata di mano correndo via. Hai provato a cercarla ma niente.
Così papà si metterebbe contro di me obietta, alzando gli occhi. Non me lo perdonerebbe mai!
Silvia sorride con superiorità, come se parlasse a una bimba ingenua.
No cara! esclama. Appena lui arriverà, ti vedrà in lacrime, ti stringerà. Poi qualcuno vi porterà Lucia, dicendo che lha trovata e ha deciso di aiutarla a trovare i genitori.
Martina esita. Teme le conseguenze, teme che questo possa rovinare tutto con il padre.
E se lei raccontasse la verità? Ormai ha cinque anni, sa parlare, dice quasi supplichevole.
Il sorriso di Silvia si fa sinistro.
Proprio così! sibila. Dirà che sei stata tu. Ma tu negherai tutto. Marco ti crederà, sei sempre sua figlia, mentre Giulia… Ci sarà una lite furibonda! Giulia farà i bagagli, te lo assicuro. E io tornerò da tuo padre
Martina rimane immobile a riflettere. Il piano appare folle ma geniale. Immagina suo padre sconvolto, Giulia distrutta. Chissà, lo shock potrebbe portarla anche ad abortire? E la rivale sparirebbe per sempre dalla scena.
Dopo qualche istante, annuisce con un sorriso freddo:
A quella mocciosa farà bene un bello spavento. Così magari la smette di darsi tante arie.
Lunica sua preoccupazione è che Lucia non subisca danni fisici.
Solo a una condizione, dichiara risoluta. Che a Lucia non venga fatto del male vero.
Certo cara mia, canta dolcemente Silvia. Non vogliamo ferire nessuno. Solo una piccola lezione e tutto tornerà a posto.
Silvia sorride soddisfatta, si sistema sulla poltrona, godendosi la vittoria. Sa di aver manovrato tutto con abilità. E poi, la storia della gravidanza è pura invenzione! Giulia, da quanto le risulta, non aspetta nessuno. Ma la paura di perdere tutto è il punto debole di sua figlia, e così può manipolarla come vuole.
Sedendosi al tavolo, Silvia prende il telefono e comincia a mettere in moto il piano. Non ha nemmeno intenzione di rimettersi con Marco: cè già un altro uomo nella sua vita, benestante e affascinante.
Non mi interessa il tuo perdono o tornare insieme, pensa tra sé, voglio solo vederti soffrire.
Il suo piano è semplice e crudele. Prima o poi Marco perderà ciò che ama anche se Lucia non è sua figlia ed è irrimediabilmente innocente. Silvia ha già chi si occuperà di farla sparire, di portarla lontano
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Tutto procede come previsto. Martina porta Lucia al parco. La bambina cinguetta felice raccontando dei suoi peluche, mentre Martina finge di ascoltare. Poi, con una scusa, si distrae e Lucia si allontana, come daccordo.
Quando la piccola si accorge che la sorella non cè più, si spaventa tantissimo. E quando vede avvicinarsi uno sconosciuto che la prende per mano rimane paralizzata. Prova a scappare, ma lui è troppo forte. Per fortuna, da un cespuglio salta fuori un grosso cane che si lancia contro luomo con un ringhio basso.
Lucia riesce a liberarsi e fugge. Non sa dove andare, lunico pensiero che ha è trovare un adulto, come le ha insegnato la mamma. Si scontra quasi contro una donna che la prende e la consola.
Al collo Lucia porta un ciondolo con il numero della mamma. La donna lo nota e telefona subito a Giulia, raccontando quanto successo.
Giulia, sentito il messaggio, chiama immediatamente Marco che arriva al parco in pochissimo tempo! È furioso con Martina, che nel frattempo gli ha già telefonato confessando, tra le lacrime, di aver perso Lucia. È soprattutto preoccupato per la piccola, che ha passato un grande spavento.
Martina prova a recitare il ruolo di pentita, ma Marco non si lascia ingannare. Dopo il racconto di Lucia, e spinta dalla paura della reazione paterna, Martina finirà per ammettere il coinvolgimento della madre. Marco perde la calma.
Come hai potuto?! urla così forte che i vicini bussano ai muri. Hai messo in pericolo una bambina!
Martina si giustifica:
Ma non è successo niente!
Niente?! Sai cosa poteva succedere se non interveniva quel cane? Hai idea dei rischi? Il parco è pieno di pericoli. E se lavessero rapita? Cosa avresti fatto?
Ma è stata la mamma a inizia Martina, ma lui la interrompe:
Con tua madre parlerò a parte! Ma tu hai dimostrato una crudeltà e unindifferenza inqualificabili!
Perché quella mocciosa conta di più di tua figlia?! piange Martina. Perché non puoi tornare con la mamma? Era tutto migliore!
Migliore? Marco si lascia cadere sul divano, affranto. Davvero credi che ci fosse qualcosa di buono? Tradimento, menzogna, cattiveria questo non è vivere, Martina. Evidentemente non hai capito niente. Se ti fidi tanto di tua madre, allora dora in poi starai con lei. Ti terrò con me solo nei fine settimana.
Martina impallidisce, realizzando che il suo più grande incubo si sta avverando.
No! Mai! urla, gettandosi su di lui, piangendo a dirotto. Papà, per favore! Ho capito! Non lo farò più!
Ma Marco rimane fermo nella sua decisione.
Vivrai con tua madre. Ho deciso. Se cambierai, potrai tornare.
Il trasferimento dalla madre è uno choc. Silvia non la accoglie neppure con entusiasmo. La piccola casa in periferia è ben lontana da ciò che Martina era abituata a sognare.
Poco dopo, nella vita di Silvia arriva un nuovo uomo. La storia prende subito una piega seria, e Silvia prende una decisione che stravolge la vita della figlia.
Senza pensarci troppo, Silvia iscrive Martina in un costoso collegio privato. Così staremo tutti meglio, dice al commiato.
Martina passa ora la maggior parte del tempo lontana da casa, in mezzo a sconosciuti. I suoi sogni di lusso vanno in frantumi, il rapporto con il padre vacilla. Tutto, a causa del suo orgoglio e della voglia di vendetta contro la matrignaIn collegio, tra mura anonime e volti sconosciuti, Martina riscopre il silenzio. Allinizio è puro smarrimento: le notti gelide, le compagne estranee, il confronto quotidiano con le proprie scelte e i racconti di ragazze ben diverse da lei. Nessuno che possa manipolarla, nessuno che la metta al centro: è solo una tra tante, né la figlia adorata, né la principessina del padre. Solo Martina, senza armature.
Sono settimane difficili. Si aggira nei corridoi sentendosi invisibile. Prova rabbia, pentimento, solitudine. Ma quando, in biblioteca, incontra una ragazzina timida che piange in silenzio, qualcosa si sblocca. Ricorda Lucia abbandonata nel parco, ricorda la paura nei suoi occhi. Per la prima volta si accorge di quanta sofferenza ha causato non solo agli altri, ma soprattutto a se stessa.
Martina inizia, lentamente, a parlare con la compagna. Le offre aiuto, ascolta la sua storia. Scopre che il dolore, spesso, rende ciechi verso le fragilità altrui. La rabbia smette di bruciare, si trasforma in malinconia. Comincia a scrivere lunghe lettere a sé stessa, a Marco, perfino a Giulia. Non trova il coraggio di inviarle, ma finalmente mette ordine nel cuore.
Con il passare dei mesi, il collegio non è più una punizione, ma unopportunità. Conquista amici veri, impara a vivere senza dover dimostrare nulla, inizia a eccellere negli studi. La solitudine diventa maturità, il rancore lascia spazio alla comprensione.
Il giorno in cui compie diciassette anni, riceve una visita a sorpresa. È Marco, in piedi nella hall del collegio, con un mazzo di margherite e un sorriso timido, come allinizio. Non dice nulla, ma le porge una lettera. Martina la apre con mani tremanti.
Non ti ho mai amato meno, neanche durante i momenti peggiori. Hai sbagliato, e anchio. Ma questa famiglia imperfetta, scomposta, ferita cè ancora, se la vuoi. Quando vorrai, tornerai a casa.
Martina sorride tra le lacrime. Sa che tornare sarà difficile, ricostruire richiederà tempo. Ma la speranza, la tenacia, il desiderio di riscattarsi sono ormai dentro di lei. E, per la prima volta, non ha paura di essere semplicemente sé stessa.
Sa che la strada è lunga, ma questa pagina nuova bianca, pulita, sua la scriverà da sola, con il cuore finalmente libero dal peso delle menzogne. E, in silenzio, si promette che mai più lascerà che lodio la spinga a perdersi.
Nel suo nuovo inizio, cè spazio per il perdono, lamicizia e un amore famigliare più vero: fragile, sì, ma proprio per questo prezioso.





