Lucia cercava disperatamente di trovare una via duscita da quella situazione intricata. Tra due ore sarebbe arrivata sua madre, Angelica De Santis. Certo, in fondo era felice di rivederla: non si vedevano da tanto tempo, cera nostalgia e affetto. Eppure cera quel dettaglio che la faceva sudare freddo. Per tranquillizzare mamma, così insistente sulla nascita di futuri nipoti e sul desiderio di vedere sistemata la sua adorata figlia, Lucia aveva raccontato una piccola bugia: aveva conosciuto un uomo, e stavano bene insieme.
Un po per smettere di essere assillata. E ora, sembrava proprio che la madre fosse in arrivo per una specie di ispezione.
Lucia aveva appena compiuto 34 anni. Alta come il padre infatti, superava il metro e ottanta ma con la corporatura morbida e generosa della madre. Capita sempre che gli uomini che le si interessavano fossero più bassi di lei. Questa cosa la faceva sentire sempre a disagio, gli amori finivano in fretta. Nella sua casa al terzo piano conviveva con il suo adorato gatto Ciccio, recuperato per strada, che le aveva rubato il cuore. E poi cerano le sue collezioni di peluche, un esercito silenzioso che vegliava su di lei.
Le sue sere scorrevano sempre uguali, a guardare commedie romantiche con una tazza di tè e qualche biscotto, senza struggersi del tutto per la solitudine. Certo, sognava quella felicità semplice, tutta italiana, fatta di amore e famiglia. Ma se tutti gli uomini erano ormai prenotati, dove trovare quellamore?
– Alla nostra età, cara mia sospirava lamica Veronica o troviamo vedovi ultra settantenni, oppure ragazzi di ventanni. I primi sono troppo avanti, ai secondi ormai sembriamo zie. E i coetanei sono quasi tutti accasati, le mogli non li molleranno mai. Pensa a Martina, quando beccò il marito con unaltra: lei si è fatta sentire, ma poi lo ha perdonato. Ha detto che sola non vuole stare. Ha ragione un uomo in casa serve. Anche solo per portare lo stipendio o aggiustare la serratura. E poi un abbraccio maschile, che vuoi di più?
Veronica se ne intendeva. Un matrimonio finito, il secondo scappato per le sue scenate. Era anche tornata a rincorrerlo, per ora senza successo.
– E adesso Ciccio, che facciamo? Lucia sbuffò rivolta al gatto. Alla mamma chi presento? Il vicino di casa, Giovanni, non posso. Lei lha già visto. Se almeno Irina mi prestasse il marito per un paio dore è sempre così generosa, lei! sospirò.
Come se non bastasse, quella mattina il rubinetto aveva iniziato a perdere. Aveva chiuso lacqua, fatto la segnalazione.
– Speriamo arrivi presto un idraulico. Devo cucinare, mamma sarà qui tra poco! pensò proprio mentre qualcuno bussava alla porta.
Aprì, e rimase basita. Sulla soglia cera un uomo alto, più di lei, giovane e piacente. Lucia lo osservò come Ciccio osservava le sue polpette di pesce preferite. Lui chiese:
– È qui che perde il rubinetto? Posso entrare?
Lucia era sempre convinta che gli idraulici fossero uomini di una certa età, con le mani grandi e le risate grasse, tipo le barzellette al bar. E invece
– Sì, prego fece lei, facendosi da parte.
Mentre luomo trafficava in bagno, nella sua testa prese forma un piano bizzarro.
– Mi scusi, come si chiama? azzardò Lucia.
– Valerio rispose lui, senza voltarsi.
– Valerio Senta, potrebbe farmi un favore? Se oggi non ha altri interventi La pago, veramente! si affrettò a dire Lucia, arrossendo.
Sperava non si offendesse né la liquidasse in fretta. Meglio rischiare questassurdità che ascoltare ancora le prediche materne sulla solitudine e il senso della vita.
– Niente di che. Solo restare a bere un tè con noi. Mi farebbe davvero un favore! sussurrò in un soffio.
A quel punto squillò il campanello. Lucia pensò fosse la vicina, invece si materializzò la madre, una nuvola profumata di biscotti alla crema e ciambelle.
– Mamma? Ma sei già qui? Ti aspettavo più tardi balbettò Lucia.
– Pietro mi ha dato un passaggio. Sennò in pullman ci mettevo un secolo. E tu che aspetti? Metti in tavola le cose buone! Angelica De Santis si rifece spazio con energia nella casa.
Il piano di Lucia parve sgretolarsi. Proprio allora lidraulico uscì dal bagno.
– Oh! esclamò la signora De Santis, sorpresa.
– Piacere, Valerio disse luomo, inclinando il capo. Sono un amico di Lucia. Complimenti, ora ho capito da chi ha preso la bellezza.
Le baciò la mano con una grazia da altri tempi e laiutò a togliersi il cappotto. Quando Angelica si appartò per lavarsi le mani, sussurrò a Lucia:
– Come ti chiami davvero?
– Lucia, ma per tutti sono Lulù. Grazie di cuore.
A dire il vero, quella fu la visita più riuscita di sempre. Sul volto di Angelica splendeva una serenità che Lucia non le vedeva da decenni. Persino quando approvò la professione di Valerio lei che aveva fatto la ragioniera e non stimava i lavori umili Lucia sgranò gli occhi.
– Almeno ci saranno sempre soldi! Tra lavoretti e riparazioni, chi si lamenta? E poi, Valerio, assaggi questi biscotti, sono appena sfornati. La prossima volta venite a trovarmi al paesello! Fra poco cè la festa patronale. Così conosci la terra natale di Lulù lo invitò allegramente la madre.
Lucia arrossì ancora, Valerio accettò subito:
– Trovata una scusa, no? Dirò che ha troppo lavoro pensò Lucia.
Però, la verità è che non voleva che lui se ne andasse. Era tutto così folle, teatrale, eppure le faceva sentire speciale. Anche Ciccio, che di solito si rintanava diffidente sotto il letto, non faceva che strusciarsi su Valerio e tentava di infilarsi sulle sue ginocchia.
– Valerio, ma dove abiti adesso? Perché non vi trasferite insieme? Non siete certo alle medie È ora di fare sul serio! incalzava Angelica, spensierata.
– Mamma! la fermò Lucia.
– Trasloco appena riesco dichiarò Valerio con tono serio.
In corridoio Lucia provò a dargli dei soldi, ma lui li rifiutò.
– Tua mamma è speciale. E i biscotti paradiso! disse lui sottovoce.
– La tua compagna non si arrabbierà che ti sei fermato qui? chiese Lucia.
– Vivo con la nonna. Divorzio un anno fa rispose Valerio.
– Ragazzini, che confabulate? spuntò Angelica dalla cucina.
Quando Valerio se ne andò, la madre continuò a volteggiare per casa, estasiata dalla fortuna della figlia. Lucia, al contrario, si sentiva mutevole e inquieta. Valerio le piaceva davvero. E si sentiva in colpa per la recita.
Il mattino dopo, sabato, mentre Angelica meditava su quale mercato andare, Lucia ripensava con nostalgia alla sera precedente.
Improvvisamente, il campanello.
– Apro io! Angelica corse alla porta.
Dalla soglia arrivarono i suoi gridolini felici. Lucia seguì. Trovarono Valerio impacciato, con due mazzi di fiori.
– Valerio ci porta a fare compere con la sua macchina! Vado a prepararmi! e Angelica sfrecciò in camera.
– Ciao Sai, stavo pensando che potremmo provarci, davvero. Mi piaci, sei speciale. E tua mamma è fantastica. Che dici? propose Valerio.
Lucia annuì, con il cuore che ballava.
Alla madre, la verità non lhanno mai detta: che la recita, allinizio, era proprio una recita. Angelica De Santis adora suo genero. E Veronica la grande romantica racconta ancora questa storia incredibile. Conclude sempre così:
Ti rendi conto? Un uomo che arriva da solo a casa di una donna sola. Incredibile, davvero!






