Vendetta a rate

Vendetta a rate

Antonella Luciani è sempre stata celebre per la sua insaziabile curiosità. Amava essere informata su tutto e tutti e non perdeva occasione per scoprire le ultime novità del condominio. Stavolta la sua attenzione è catturata da Giulia, che proprio in quel momento sta uscendo di casa. Senza pensarci due volte, la signora si avvicina con finto interesse:

Eh, Giulia mia, vi siete lasciati tu e Matteo?

Giulia trattiene a fatica un sospiro. Sa benissimo che Antonella non la lascerà in pace finché non otterrà qualche informazione. Mantenendo unespressione cordiale risponde con dolcezza:

Ma cosa dice, signora Antonella? Da dove le viene in mente? e intanto pensa: Se almeno se ne andasse in fretta! Mentalmente la spingo dentro casa e sprang, chiudo la porta! Da lei non si scampa!

Sforzandosi di sembrare tranquilla, Giulia aggiunge col sorriso:

Fra noi va benissimo, anzi, stavamo pensando di sposarci.

Le sopracciglia di Antonella si sollevano inarcate, mentre nella voce si insinua un tono pungente:

Ah sì? Strano. Quando fra me e il mio Nino andava tutto bene, lui non svuotava larmadio di casa insieme a tutta la sua roba.

Giulia sente una fitta allo stomaco. Capisce dove vuole arrivare la vicina, ma non ha intenzione di darle altro materiale per i suoi pettegolezzi. Ritrovando il controllo, ribatte calma:

Avrà visto male, signora. Forse Matteo stava solo rimettendo ordine nel ripostiglio. Cè sempre un sacco di vecchia roba in giro.

Giulia ormai è quasi arrivata alle scale, quando la voce di Antonella la raggiunge di nuovo. Lanziana signora non molla la presa: nei suoi occhi brilla una luce maliziosa, quasi stesse per giocare la carta vincente.

Ma certo, allunga Antonella, maligna, che la spazzatura qui si porta solo nelle valigie. E la si carica in macchina! Chissà come mai non ci avevo pensato prima.

Giulia si ferma sul gradino, stringe forte la maniglia della borsa, ma non si volta. Sa che, se solo lasciasse trasparire un minimo di irritazione, Antonella si sentirebbe la regina del condominio. Inspirando lentamente, si gira e con voce calma dice breve:

Sempre a punzecchiare, eh signora Antonella, solleva le spalle, sentendo il nervoso crescere dentro. Si rimette in marcia, decisa a non cadere nella trappola. Buona giornata.

Ma Antonella non demorde. La sua voce acuta la insegue fino alla porta di casa:

Vai, vai, corri, ma ormai è tardi! le urla dietro, godendosi la scena. Il tuo Matteo mica è andato via in taxi: è passata a prenderlo una bionda da film. Non cè gara, cara mia!

Giulia chiude gli occhi un attimo, stringendo le chiavi nel palmo. Non rispondere! Se risponde, la commedia si trascina per unaltra mezzora, e non ha certo voglia di dare altra corda alla pettegola. Stringendo i denti, entra in casa e chiude bene la porta dietro di sé.

Cerca di non dare peso alle parole di Antonella. Si ripete: Chissà quanti pensieri strani saltano in testa a una signora sola. Magari ha visto troppa televisione e non distingue più la realtà dalle soap! Impossibile non ricordare quante volte la vicina si è infilata nei fatti altrui, inventando storie su ogni piccolo dettaglio.

Matteo non farebbe mai una cosa così si convince Giulia. Non mi lascerebbe mai e poi mai! Non è vero? Un groppo le stringe il petto, ma si scaccia i pensieri. Sono solo pettegolezzi! Lui mi ama, avevamo dei piani

La casa è silenziosa, ma la pace dura poco: dal corridoio sbuca come una nuvoletta di panna la gatta Bianca. In un lampo si fionda tra le gambe della padrona, miagolando con voce lamentosa e decisa. I suoi occhi verdi sfavillano, e la coda trasmette tutta la sua impazienza.

Bianca! esclama Giulia con dolcezza, chinandosi a raccoglierla in braccio. La gatta si accoccola subito, facendo le fusa e strofinando il muso sotto il mento della padrona. Sei affamata? Nessuno ha dato da mangiare alla mia regina?

Carezzando il morbido pelo della micia, Giulia sente il peso della tensione scivolare via poco a poco. Bianca continua a protestare a modo suo, fissando con insistenza la porta della cucina. Questo fa sorridere Giulia.

Su, non piangere, tesoro, le sussurra accompagnandola verso la credenza. Adesso sgrideremo lirresponsabile Matteo! Prima una bella pappa, poi vedremo che fine ha fatto.

Appoggia Bianca davanti alla ciotola e versa i croccantini freschi. La micia si getta subito sul cibo, alzando ogni tanto lo sguardo, quasi a controllare che Giulia non sparisca ancora. La ragazza si accovaccia accanto alla micia, trovando conforto in quella semplice routine.

Eppure i pensieri continuano a rincorrersi nella testa. Matteo è sempre stato attento con la gatta per quanto Bianca a volte gli desse sui nervi, non le faceva mai mancare la pappa. Ne metteva pure più del dovuto, sapendo che con la micia affamata non si scherza.

Giulia ricorda bene: appena Matteo varcava la soglia, Bianca iniziava il teatrino salti, miagolii e testate, tutto per attirare attenzione e cibo. Se rimaneva senza pappa, diventava tremenda: faceva trovare peli neri ovunque, magari anche una sorpresina nella scarpa o, peggio, graffiava fino a sangue. Matteo rideva dei suoi dispetti, ma non la faceva mai aspettare troppo.

Guardando la micia divorare la cena, Giulia sente crescere lansia. Perché stavolta è diverso? Perché stavolta non ci ha pensato Matteo? Le tornano in mente le parole della vicina e, presa dallinquietudine, si dirige in camera da letto.

Apre piano larmadio. Il batticuore le sale: gli scaffali, normalmente pieni delle camicie di Matteo, sono quasi deserti. Solo qualche maglietta rimasta appesa, il resto scomparso. Passa la mano sulle grucce vuote, sperando sia solo un brutto scherzo, ma la realtà è davanti ai suoi occhi.

Antonella ci aveva visto giusto pensa Giulia. Chiude lanta e si appoggia al mobile. La casa, un tempo tanto accogliente, ora sembra estranea, amplifica il vuoto che le cresce dentro. Bianca, finita la cena, corre a farsi vicina e struscia la testa sulla sua gamba, come volesse consolare la padrona. Ma Giulia non la sente quasi: nella mente una sola domanda dove è andato Matteo? Cosa significa tutto questo?

Allimprovviso il telefono vibra. Il suono rimbomba nella quiete, facendole tremare lo stomaco. Giulia prende il cellulare con le mani che le tremano. Sul display: Amore mio.

Con le dita fredde apre il messaggio. Poche parole, ma abbastanza per spaccare il cuore:

Non ti sopporto più. Fra di noi è finita.

Statua di ghiaccio. Niente pensieri, solo il silenzio e quelle parole che risuonano senza fine. Stringe il telefono e sussurra piano, così sottovoce da sembrare solo uneco:

Ma a dirmelo in faccia no, eh?

Le gambe molli, Giulia si lascia cadere sul divano. Il cellulare scivola giù, atterrando sul cuscino. In quel momento Bianca, come una furia, sbuca dalla cucina. Con un salto si acciambella sulle sue gambe, premendo forte il muso. In puro stile felino esige di essere accarezzata: Su, forza umana, adesso pensa a me.

Giulia si lascia sfuggire un sorriso amaro, mentre le lacrime le salgono agli occhi. Stringe forte la compagna pelosa, affondando il viso nel soffice pelo. Normalmente Bianca tollera gli abbracci per poco, ma oggi resta lì, ferma, come se sapesse che ora più che mai la sua umana ha bisogno di lei.

La ragazza la accarezza, assaporando il calore del corpicino che pian piano scioglie il gelo nel petto. Le lacrime scorrono, ma Giulia non si trattiene. Resta così, abbracciata alla sua micia, mormorando sottovoce:

E adesso che facciamo, Bianca?

Da sotto, la gatta risponde con un profondo ronron, come a dire: Tranquilla, ci sono io. Andrà tutto bene.

**********************

Un anno dopo.

Giulia è in soggiorno, avvolta in una coperta calda. Davanti a lei una tazza di tè fumante, mentre sulle ginocchia tiene aperto un romanzo per distrarsi dal silenzio della sera, che a volte sembra più pesante del solito. Lorologio segna le undici, ora in cui solitamente si prepara per andare a dormire: domattina la sveglia suonerà presto, cè lavoro.

Proprio in quellistante il telefono squilla, un trillo secco e insistente rompe la quiete, facendola sobbalzare. Giulia lancia uno sguardo infastidito al cellulare.

Chi mai può essere a questora? si chiede. A una certa ora, la gente educata ci pensa dieci volte prima di disturbare.

Ma le chiamate si susseguono, corte e martellanti, come se dallaltra parte non conoscessero il senso della discrezione. Si incupisce, un po arrabbiata: qualcuno non ha rispetto del riposo altrui.

Vabbè, vediamo chi è, borbotta afferrando il telefono. Magari è urgente

Premendo il tasto rispondi, esclama:

Pronto.

Giulia, ciao! È tanto che non ci sentiamo, la voce è inconfondibile.

Il cuore di Giulia perde un colpo, poi accelera. Nonostante tutto, certi suoni non si dimenticano: è Matteo. Quel Matteo che un anno fa è sparito dalla sua vita senza spiegazioni, lasciando dietro sé solo tristezza e vuoto.

Si sforza di mantenere la calma, tante domande in testa: Perché chiama proprio adesso? Cosa vuole? Ma ad alta voce si limita a domandare, fredda:

Che vuoi da me?

Tiene stretto il telefono, cercando di non lasciar trasparire nulla nella voce: un anno è passato, si è ripresa, ha costruito una nuova vita. Eppure quella voce smuove qualcosa, come polvere che si alza dopo tanto silenzio.

Cosa vuoi? ribadisce, gelida, senza alcun affetto.

Dallaltra parte scende un attimo di silenzio, poi Matteo parla con tono pentito, cercando lo spiraglio:

Lo so, non ho agito bene. Avevo dei problemi seri, e non volevo trascinarti dentro Ma non ho mai smesso di pensare a te. Ora è tutto risolto e desidero davvero tornare insieme.

Giulia sente crescere una risata amara. I problemi Sa bene che problemi intende. Nessuna emergenza, solo il desiderio di cambiare ragazza, scegliendo una più ricca, più appariscente. Ricorda la sera che lo vide al ristorante con quella bionda perfetta, il vestito elegante, il trucco impeccabile. Quando la vide si girò goffamente.

Ma stavolta non serve rinfacciargli tutto. Non serve mostrarsi ferita. Così, controllando le parole, domanda:

Sei proprio sicuro che io sia ancora sola?

La sua voce resta calma, quasi distaccata, ma dentro ribolle. Immagina Matteo fermo allaltro capo del telefono, che calcola cosa rispondere e forse teme che lei abbia davvero trovato qualcuno. Forse si chiede se sia troppo tardi.

Giulia lascia scorrere la pausa, assapora per una volta la sensazione di avere in mano la situazione. Un anno fa lui sparì, senza una parola. Ora ritorna, parla damore e sogna di ricominciare da capo

Sei fatta per stare con me, non puoi amare nessun altro! Matteo lo dice come se fosse una certezza, e Giulia fatica a trattenere un sorriso sarcastico. Il suo tono è quello di chi non concepisce il cambiamento.

Quanto sei presuntuoso, replica Giulia con leggerezza ironica. È tentata di chiudere subito, ma ecco che le scocca unidea brillante.

Aspetta un attimo, poi con voce ferma prosegue:

Però, possiamo anche riprovarci.

Matteo resta in silenzio, quasi incredulo, poi sussurra emozionato:

Davvero? Lo faresti?

Giulia socchiude gli occhi, scrutando le ombre fuori dalla finestra. Assume il tono pragmatica di chi detta le condizioni:

Ma proprio dallinizio. Cene, fiori, regali tutto come si deve. Voglio vedere che sei serio. Se tutto va bene, dopo un mese riprendiamo a vivere insieme. Ci stai?

Silenzio dallaltra parte. Giulia percepisce che Matteo valuta, pesa quellimpegno. Forse vorrebbe obiettare che è troppo, ma poi risponde in fretta, quasi sollevato:

Ma certo! Vedrai, sarà diverso stavolta!

La sua voce vibra dentusiasmo e Giulia quasi sorride.

Vediamo quanto resisterà forse non durerà neanche un mese.

In realtà, Giulia non pensa davvero a una seconda possibilità. È un esperimento: mettere un punto definitivo, per non tormentarsi più col dubbio: E se

Daccordo, dice secca. Allora domani sera alle sette, dove abbiamo preso il nostro primo caffè insieme. Ricordi?

Certo! Non mancherò. Giulia, non hai idea di quanto io sia felice

Non attende oltre. Chiude la chiamata, posa il telefono e si abbandona allo schienale. La stanza torna tranquilla, ma ora quella quiete è fatta di forza, non di vuoto. Giulia sorride, stavolta davvero: domani si apre una nuova scena, e sarà lei a tenere il copione.

********************

Matteo si sforza in ogni modo di apparire il fidanzato perfetto. Ogni giorno si impone di fare cose che prima considerava inutili: compra mazzi di fiori, prenota cene nei ristoranti più eleganti e ascolta con pazienza tutte le chiacchiere di Giulia su mostre darte. Dentro di sé trattiene il fastidio quando lei propone il teatro, il parco, la gita fuori porta, ma lui si limita ad annuire sorridendo.

Tanto dura solo un mese, si ripete. Dopo tutto tornerà come prima.

Il portafoglio piange. Ogni sera torna a casa facendo i conti mentalmente: ormai la spesa è notevole. Ma si convince che è un investimento necessario: farà vedere a Giulia che è un uomo nuovo, pronto per una storia seria. E poi, penserà dopo a svincolarsi con delicatezza.

Si fa andare bene i suoi gusti, le sue idee, le sue infinite discussioni sullarredamento di casa. Tace anche se dentro di sé grida:

Ma quanto può parlare di quei tendaggi per il soggiorno? Sembra stia davvero progettando una vita insieme!

Ma a voce alta dice solo: Certo, scegliamo quelli che vuoi tu, cara.

Arriva finalmente la fine del mese. Oggi lultimo appuntamento prima di ufficializzare la convivenza. Matteo fissa il calendario, dove la data di oggi è cerchiata in rosso, e prova un misto di sollievo e ansia: finalmente potrà rilassarsi, smettere i panni del principe azzurro. Teme solo che Giulia si sia accorta del suo gioco.

Ormai non vede lora: niente più cene costose, niente più chiacchiere inconcludenti. Lunica cosa che gli interessa davvero è poter tornare in una casa pulita, con la cena pronta e qualche coccola.

Vivremo insieme un paio di mesi, pensa, annodandosi la cravatta davanti allo specchio. Poi si vedrà, magari nel frattempo trovo di meglio. Con Giulia non voglio durare troppo comunque.

Infila allultimo momento il falso anello di fidanzamento nella tasca della giacca: una bigiotteria brillante per fare scena.

Le proporrò di rendere ufficiale la relazione, si ripete. Lei ci cascherà e poi magari nel mentre trovo qualcosa di meglio.

Ancora unocchiata allo specchio, sistema i capelli ed esce. Oggi tutto cambierà

**************************

Matteo arriva al bar quello del loro primo incontro di tanto tempo fa. Si presenta in anticipo, occupa un tavolino vicino alla vetrina e accarezza nervoso il cofanetto dellanello. Sullo sgabello di fianco, un enorme mazzo di rose rosse fa bella mostra di sé: vuole colpirla, farle perdere la testa.

Il tempo passa, Giulia ritarda. Matteo inizia a spazientirsi, guardando ossessivamente lorologio.

Che succede? Voleva lei questo appuntamento! pensa, sentendo crescere una strana rabbia.

Prova a chiamarla, squilli a vuoto. Scrive un messaggio, poi un altro ancora, niente.

Dopo mezzora esatta il telefono si illumina: finalmente un messaggio. Lo apre di scatto, convinto sia un pretesto, e legge:

Sei cambiato. Non sei più quello di cui mi sono innamorata. Addio.

La rabbia esplode, accecante. Matteo sbatte il telefono sul pavimento di marmo: si crepa, ma non importa più. Si alza di scatto, afferra il mazzo di rose e lo scaglia nel bidone più vicino. I fiori, che solo pochi minuti prima sembravano un inno allamore, ora spuntano miserabili dalla pattumiera.

Come osa lasciarmi così?! urla, fregandosene dei clienti che lo osservano sorpresi. Dentro esplode un groviglio di rabbia, frustrazione e amarezza. Ha programmato tutto, non ha badato a spese, e lei se ne va così, senza spiegare, senza dare una possibilità.

Giulia, poco distante, osserva la scena nascosta dietro un vecchio tiglio. Ha visto tutto: Matteo che si agita, i mille messaggi, la scenata finale. E ora, scrutando la rabbia nei suoi gesti, un sorriso le sfiora le labbra.

In questultimo mese ha capito molto. In principio voleva soltanto testare le sue intenzioni, ma pian piano ha notato lo sforzo nelle sue attenzioni, il disagio quando proponeva qualcosa di diverso. Proprio ieri, per caso, ha sentito una conversazione di Matteo con un amico: ha capito che stava solo giocando, aspettando una sistemazione migliore.

Quel giorno il cuore le si è fatto piccolo, ma nella stessa notte è arrivata certezza: non si sarebbe accontentata di un ruolo da ripiego. Non avrebbe sprecato il suo tempo con un uomo che non la apprezza.

Così ha messo in atto il suo piano: lasciargli assaggiare la stessa moneta, provare ciò che aveva provato lei. Desiderava mostrargli cosa significa aspettare, credere, e poi ricevere in cambio solo il gelo indifferente.

Ora, vedendo la sua rabbia, Giulia non si sente vendicativa, ma finalmente libera. Questa porta si è chiusa per sempre.

Non a caso qui in Italia si dice: La vendetta è un piatto che si serve freddo, pensa voltandosi e allontanandosi dal bar. Davanti a lei si apre una strada nuova, serena: senza bugie, senza finzioni, senza un uomo che mai lavrebbe amata davvero.

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