Il prezzo di una seconda possibilità
Matteo si trova davanti a Veronica, leggermente inclinato in avanti, insistendo con fare gentile perché lei gli racconti tutto. Parla piano, con tono quasi dolce, come se temesse che una parola brusca potesse farla scappare.
Ti chiedo solo di dirmelo! Ti prometto che non mi arrabbierò, sussurra, ma i suoi occhi non corrispondono alla voce pacata. Veronica avverte un brivido: quella velata diffidenza che la fa sempre gelare la schiena è tornata a farsi sentire. E poi, in quel periodo eravamo separati, aggiunge, abbassando leggermente il tono.
Veronica sospira profondamente e si morde il labbro, trattenendo a fatica lirritazione. Quanto ne ha abbastanza di tutto questo! Ogni giorno la stessa domanda, sempre i medesimi dubbi. Cercherebbe di mantenere la calma, ma le emozioni le sfuggono di mano.
Niente. Non è successo niente! E basta con questa storia, sbotta, più forte di quanto avrebbe voluto. Le passa nella testa un pensiero amaro: perché mai ha accettato questa seconda possibilità? Le amiche lavevano messa in guardia: certe persone non cambiano mai. Ma lei voleva così tanto credere che il loro amore sarebbe stato capace di sistemare ogni cosa che ha fatto finta di non ascoltare nessuno.
Dimprovviso, la voce di Matteo cambia radicalmente. La dolcezza svanisce, e rimangono soltanto impazienza e irritazione, che non cerca nemmeno di mascherare.
Allora lo chiederò a Giulia, dice deciso. La nostra bambina non mi mentirà.
Quelle parole sono come uno schiaffo per Veronica. Il sangue le sale al viso, la voce le trema dalla rabbia:
Fa pure! Ma non dimenticare che ha solo cinque anni e questultimo anno lha passato con chiunque, tranne che con te, si raddrizza e stringe i pugni. Lidea che lui voglia coinvolgere la loro figlia nella lite le fa ribollire il sangue. Lavoravo per darle una vita dignitosa! Cosa vuoi ancora da me? Chi ho visto, chi ho incontrato ma che ti importa! Matteo, basta! Sono già andata via una volta. Davvero credi che non lo rifarei?
Per un attimo, lui rimane impietrito, non si aspettava una reazione così decisa. Sul volto passa unespressione stranita, ma poi abbozza un sorriso cinico e ribatte:
E con cosa lo paghi il biglietto? Hai i soldi?
Quando vede il pallore che invade il volto della moglie, si affretta a correggersi:
Scusa, non volevo dire questo. È che mi stupisci con tutta questa ostinazione. Ho detto che non sarei più stato geloso. Ti chiedo solo di riflettere su questo.
Senza pensarci due volte, Veronica afferra un cuscino e lo lancia contro luomo in fuga. Il colpo non fa male, è più una questione dorgoglio ferito. Matteo avrebbe voluto ribattere con una battuta pungente, ma in quel momento sulla soglia compare Giulia.
La bambina, vestita con un abito rosa con delle balze, corre subito verso il papà, con gli occhi che brillano e un sorriso radioso. Si aggrappa alla sua gamba e parla velocissimo:
Papà, papà, sei tornato! Mi sei mancato tanto!
Matteo guarda la moglie con unaria di sfida, come a dire: Vedi, chi ama davvero tua figlia?”. Poi si volta di nuovo verso Giulia, il volto si distende in una tenerezza che pochi minuti prima sembrava impossibile.
Dai, coniglietta, andiamo a giocare, la prende delicatamente in braccio. La fa saltare in alto, mentre dalle labbra della bambina esplode una risata cristallina. Lasciamo che la mamma si riposi un po, è stanca.
Veronica resta alla finestra della cucina, le mani strette al telo, le nocche bianche. Dentro, sente salire la rabbia: Ora anche mia figlia la mette contro di me!, pensa, trattenendo le lacrime che vorrebbero uscire. Basta! È ora di andare.
Nella sua mente si è già decisa. In una settimana riceverà il diploma del corso di aggiornamento: mancano solo pochi giorni per il certificato. Appena lo avrà nelle mani, comprerà un biglietto aereo per qualsiasi posto, basta che sia lontano. Matteo si sbaglia di grosso se pensa che lei resterà bloccata perché non ha soldi. Viviamo nel XXI secolo, trovare lavoro online è questione di pochi click: ci sono più offerte di quanto serva.
Lascia il lavabo e si affaccia alla finestra. Sotto, la strada è in fermento: gente che si affretta, macchine che scorrono lente, luci che si accendono nelle vetrine.
Almeno una cosa buona lha portata questo trasferimento, mormora Veronica, guardando fuori. I diplomi qui sono molto considerati, trovare un buon impiego non sarà un problema. Ovunque.
Nel petto si fa strada una sensazione nuova: per la prima volta dopo tanto tempo non è paura o disperazione, ma determinazione. Il piano cè, la decisione pure. Ancora un piccolo sforzo e potrà ricominciare da capo…
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Perché ha accettato di dare unaltra possibilità al marito? Nemmeno Veronica lo sa davvero. Forse perché sembrava sincero quando diceva di essere cambiato. Giurava che non avrebbe più commesso errori, che sarebbe stato il marito e il padre migliore del mondo. Aveva negli occhi una tale speranza, nella voce unemozione sincera che lei non ha saputo dire di no. In quel momento aveva davvero bisogno di credere che tutto potesse essere diverso, si vedeva già camminare tutti e tre insieme al parco, festeggiare, fare progetti.
Peccato che le promesse siano rimaste solo parole. Il primo mese è stato gentile: la aiutava con la bambina, cucinava, aspettava Veronica con il sorriso dopo le sue brevi passeggiate. Poi sono ricominciati i sospetti, le accuse, le solite domande: Dove sei stata?, Perché ci hai messo tanto?, Con chi parlavi al telefono?
Non cerano stati tradimenti, né da parte di Matteo né della moglie. Ma la gelosia sì, e come! Matteo era geloso da impazzire, arrivava a sospettare anche solo se Veronica andava a lavorare, perché in ufficio ci sono uomini, e questo basta!. Anche quando lei andava a trovare i genitori, scattava la gelosia: Il vicino è single e ti fa pure il filo!. Ti ha tenuto la porta aperta due volte! ricordava Veronica con ironia.
Le amicizie, poi, sono sparite. All’inizio le amiche telefonavano sempre meno, poi il silenzio. Veronica provava a spiegare, ma loro non capivano: Come sarebbe non puoi vederci nemmeno per due ore? Cosa significa che lui non vuole?. Così, i rapporti si sono raffreddati fino a svanire, e Veronica si è ritrovata sola. E con una bimba che reclamava attenzioni continue.
Una sera, a cena, Matteo guardando la figlia che faceva i capricci con la pappa dice:
Dovremmo pensare a un fratellino.
Veronica resta col cucchiaio a mezzaria. Dopo aver faticato venti minuti per far mangiare due cucchiai a Giulia, lui ora propone di avere un altro bambino. Osservandola sfinita, risponde con tono calmo, come se fosse la cosa più naturale del mondo. Veronica si sente schiacciare dal peso: come può chiederle un altro figlio quando fa fatica già così?
E poi vedo che hai tempo libero Matteo accavalla le braccia, pronto a discutere. Ho visto i messaggi con tua sorella, pensi ai corsi Per cosa? Tanto a lavorare non ci vai!
Le si annoda la gola, trattiene le lacrime e stringe la tovaglia.
Vorrei solo migliorarmi, cosa cè di male? mormora, cercando di non piangere.
Appunto! Quando arriverà il maschietto, di queste stupidaggini non avrai più tempo, taglia corto lui con sicurezza.
Questa svolta la coglie del tutto impreparata. Lei sta a malapena a galla con una figlia, e lui già pensa a due! Ogni giorno è una corsa continua, e lo vede negli occhi: non scherza affatto.
Dentro Veronica prende forma una decisione: servirà trovare un modo per proteggersi. Bisognerà temporeggiare, trovare un piano per difendere sé e la bambina. Una cosa è chiara: così, non ce la fa più.
La goccia finale arriva col divieto di andare alla festa del fratello. Troppi uomini, dice Matteo, non è sicuro. Veronica prova a spiegare che sono tutti parenti, ma lui non ascolta.
Ed è la fine.
Appena Matteo esce per lavoro, Veronica prepara tutto in fretta, con le mani tremanti ma la testa lucida. Chiama il fratello che, intuita subito la situazione, affitta un furgone e la aiuta a trasferirsi.
Vanno via senza rumore. Sul tavolo della cucina lascia solo un biglietto: Scusa, ma così non si può più. Voglio che Giulia cresca serena.
Nello stesso giorno chiede il divorzio.
Il giudice, una signora anziana dagli occhi stanchi, ascolta tutti. Matteo chiede tempo per la riconciliazione, la accusa di tutto e di più: che è una madre poco attenta, che non lo apprezza, che pensa solo a se stessa. Interrompe Veronica di continuo. La giudice però lo ammonisce più volte a calmarsi e dà voce anche a Veronica. Alla fine rifiuta il periodo di riflessione e li separa subito.
Non vedo possibilità di salvare questa famiglia, dice la giudice, quasi triste. Veronica, le sono vicina. Cinque anni in questa situazione sono davvero tanti.
Veronica annuisce, sentendosi finalmente più leggera. Per la prima volta dopo tanto, percepisce di aver fatto la cosa giusta.
Dopo il divorzio si trasferisce dai genitori. Trova subito un lavoro e, poco a poco, la vita torna a sorriderle. Non è stato facile: la fatica del trasloco, il viaggio con Giulia, dover spiegare tutto a chi la aspettava ma una volta varcata la soglia di casa, la tensione le cade finalmente dalle spalle.
Si iscrive a un corso di grafica, un sogno inseguito da anni ma sempre definito da Matteo una perdita di tempo. Ora studia con passione, impara a usare i software, sperimenta con colori e font. Questo la riempie di energia e le restituisce una prospettiva di futuro.
Nascono nuove amicizie: alcune donne del corso, colleghi, la mamma di una compagna di Giulia Veronica si ritrova persino a prendere un caffè con qualcuno: sorrisi leggeri, chiacchiere senza pensieri, un senso di libertà che mancava da troppo tempo.
La sera ama sedersi sulla veranda dei genitori, sorseggiando una tisana alla menta dalla sua tazza preferita. Intanto, Giulia gioca in cortile con i cuginetti, costruiscono casette di legno e danno da mangiare alle colombe. Veronica ascolta quelle risate e avverte una pace che non provava da secoli.
Ecco come dovrebbe essere la vita, pensa tra sé, assaporando la calma. Niente urla, niente sospetti, niente il terrore di parlare. Solo cose semplici, vere, crescere serenamente mia figlia.
Veronica ricomincia a fare progetti: terminare il corso, accettare qualche lavoretto, magari prendere un monolocale vicino ai genitori. Ma dopo un anno ecco che ricompare Matteo.
Sta camminando per il mercato di Bologna, cerca le mele migliori per una torta. Le passa in rassegna una a una, premendo la buccia e scegliendo le più sode e lucenti. La folla si agita, la città si riempie del vociare dei fruttivendoli, unatmosfera familiare e vivace che le piace tanto.
Allimprovviso percepisce uno sguardo puntato sulla schiena, tanto insistente da sentire i brividi. Si volta: Matteo, in fondo al banco della verdura.
È cambiato. Più magro, le guance scavate, le occhiaie profonde, i vestiti troppo larghi. Ma lo sguardo è lo stesso: indagatore, penetrante, che valuta ogni minima sfumatura.
Veronica mormora, avvicinandosi piano. La voce per una volta è timida, quasi fragile. Ti cercavo.
Lei si scosta istintivamente, stringendo la borsa della spesa al petto, come a protezione.
Perché? la domanda esce tremante, anche se cerca di nascondere la tensione. Dentro, un nodo di ansia e sorpresa.
Sono cambiato, Matteo si ferma a pochi passi, senza osare di più. Davvero. Ho capito cosa ho perso. Non posso più stare senza di voi.
Veronica deglutisce. Il cuore le si riempie di ricordi: quel primo ballo sotto la pioggia, le risate con Giulia in passeggino davanti allarcobaleno, le sere davanti al camino, Matteo che legge alla figlia e lei che ricama sciarpe Unondata di nostalgia, dolce ma ormai lontana.
Dammi una possibilità, chiede piano Matteo. Nei suoi occhi cè una speranza autentica. Solo una. Ti farò vedere che sono cambiato. Te lo giuro.
In qualche modo riesce a convincerla della sua buona volontà. Giulia, del resto, il papà lo nomina ogni giorno: Quando torna papà?, Ci ha dimenticate?, Possiamo chiamarlo?. La bambina si fa silenziosa, gioisce meno, si isola a disegnare. Veronica trova fogli con disegni di loro tre che si tengono per mano: stringe il cuore, ogni volta che la vede guardare fuori dalla finestra aspettando il padre.
Alla fine, Veronica accetta di provare di nuovo ma a una condizione: nessun altro matrimonio, almeno per i prossimi due anni. Lo dice chiaro e tondo:
Niente firme o carte. Se davvero sei cambiato lo vedrò io. E niente controlli: voglio poter vedere i miei, le amiche, lavorare. Chiaro?
Certo, certo, Matteo annuisce con troppa convinzione, tanto che Veronica per un momento si allarma. Sarà come dici tu. Promesso.
E così, si parte per il nord. Veronica, allinizio, è quasi felice: una città nuova, una pagina bianca. Ma presto capisce il vero piano di Matteo: lì è isolata. Nessuna amica, nessun conoscente, nessun collega, tutto è rimasto a Bologna. Differenza di fusi orari, chiamate ai parenti quasi impossibili, sempre sotto locchio vigile del marito.
Matteo fa il vago:
Dai, chiamiamo i tuoi genitori la sera, tanto da loro è giorno. O aspettiamo il weekend?
È sempre in giro quando lei prende in mano il telefono, fa domande precise: Cosa ha detto tua madre?, E tuo padre?.
Ma la vera ossessione è quello che per Matteo è successo durante la separazione. È convinto che Veronica abbia avuto qualcuno. Continua a chiedere dettagli:
Allora, chi cera? Non mi arrabbio, voglio solo la verità.
Veronica ripete ogni volta che lavorava e badava solo a Giulia. Ma Matteo scuote la testa, convinto:
Su, lo vedo che sei cambiata. Vuol dire che cè stato qualcuno.
Le guarda il telefono, controlla le chiamate, la interroga su qualsiasi uscita.
Un pomeriggio, con Giulia già a letto, la situazione esplode.
Stai ancora messaggiando con qualcuno! Matteo le strappa di mano il telefono, mentre Veronica sta rispondendo a unamica, Caterina. Chi è? Il tuo amante?
Ridammelo subito! urla Veronica, terra rossa e le mani che tremano. È Caterina! Domani portiamo i bambini al parco! Te lho detto!
Amica, certo, taglia corto lui, guardando il telefono con sospetto. Sorrisi e cuoricini, eh? Flirt?
Ma che ti prende?! alza la voce, subito abbassa temendo di svegliare Giulia, poi continua sussurrando Perché non riesci a fidarti? Sono tornata da te! Mi hai promesso che saresti cambiato! Invece è di nuovo tutto come prima: sospetti, controllo, pressione!
Lui resta un attimo in silenzio. Per un istante sembra rendersi conto del quadro. Ma in un secondo cambia espressione, la voce si fa fredda.
Se non hai niente da nascondere, fai vedere la chat, ordina. Coshai da temere? Dai, mostrami.
No, Veronica si stringe il telefono al petto e alza il mento. Qui trova una forza dimenticata. Basta. Ho detto che non lavrei più accettato. Ti avevo avvertito: né controlli né interrogatori. Doveva essere diverso, e invece eccoci di nuovo da capo.
E dove vuoi andare? la voce di lui si fa minacciosa, si avvicina. Non hai un euro, non hai lavoro non puoi nemmeno pagarti un affitto!
Ti sbagli, risponde Veronica, alzando le spalle, lo sguardo diretto. Sente accendersi dentro tutta la grinta mai usata. Ho fatto il corso di grafica, ho un portfolio. Caterina mi ha già trovato qualche lavoretto. Non avrò tutto subito, ma sto iniziando. E sai che cè? Non ho più paura. Posso ricominciare, posso restare sola se serve. Ora so di farcela.
In quel momento, dalla stanza si sente la voce assonnata di Giulia:
Mamma? Perché gridi?
Veronica si precipita dalla bambina, si siede accanto al letto e la stringe forte, annusando il profumo di capelli puliti.
Tranquilla, amore, sussurra dolcemente, la mamma ha deciso che ora andremo allavventura. Presto vivremo in un posto con tanto sole, dove potrai correre e giocare quanto vuoi. Ti piacerebbe?
Giulia sorride, si stringe a lei.
Matteo osserva la scena dalla porta. Sembra finalmente rendersi conto che Veronica può davvero andarsene.
Te ne vai davvero? chiede sottovoce, senza più rabbia.
Sì, risponde ferma, accarezzando la schiena della figlia e guardando lex marito negli occhi. E stavolta è per sempre. Io e Giulia abbiamo bisogno di pace, di sentirci sicure. E con te non è possibile. Scusami.
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Matteo si dispera, alternando minacce e suppliche, ma Veronica non cede. Ogni volta che tenta di ricominciare a parlare telefonando, scrivendo lei risponde sempre: È finita. La mia decisione è presa.
Allinizio Giulia soffre molto per la separazione. Chiede continuamente del papà, talvolta si rifugia nella mamma piangendo, ma Veronica si prende tutta la cura possibile per tranquillizzarla. Trovano un appartamento vicino a un grande parco: luminoso, con vista sugli alberi. Cambiare aria aiuta: la cameretta nuova, le coperte colorate, mensole per i peluche, tutto contribuisce a creare serenità.
Presto Veronica iscrive Giulia a un corso di pittura nei pressi: la bambina è al settimo cielo, fa subito amicizia con due coetanee. Le ore si riempiono di risate, condivisioni, sogni su quali quadri dipingere insieme. Piano piano Giulia si lascia alle spalle i ricordi delle liti, e nel suo mondo tornano il colore e la fantasia.
I primi tempi Matteo si fa sentire ogni giorno. Conversazioni che vorrebbero essere allegre: Che hai disegnato oggi?, Che hai fatto con la mamma?, Siete andate al parco?. Giulia racconta, ma col tempo le chiamate si fanno rare: prima a giorni alterni, poi due volte la settimana, poi sempre meno.
Dopo un mese, Matteo invia solo più qualche messaggio freddo: Ciao, amore, tutto bene?, Buona giornata, principessa! e una manciata di assegni di mantenimento che bastano appena per i materiali della scuola darte. Sembra aver capito che manipolare la ex moglie usando la figlia non funzionerà più. Veronica è irremovibile, Giulia si abitua alla nuova serenità.
E finalmente Veronica riscopre la libertà di respirare a pieni polmoni. La sera passeggiano nel parco: danno da mangiare alle anatre, raccolgono foglie colorate, fanno volare laquilone che Giulia ha scelto in cartoleria. Ogni volta che vede il sorriso spensierato della bambina, Veronica sente di aver fatto la scelta giusta.
Non è stato facile: trovare lavoro, sistemarsi, riorganizzare la vita. Ma la serenità e la gioia che adesso regnano tra lei e sua figlia valgono qualsiasi fatica. Ora hanno creato un loro mondo: sicuro, accogliente, felice. Un mondo dove non cè più spazio per la paura, per i sospetti, per lansia Ma solo la certezza di poter vivere davvero, senza catene, e finalmente abbracciare la felicità.







