Il diritto al riposo

Il diritto alla serenità

Appena entrò nel bar, Martina subito notò che la sua amica aveva unaria diversa dal solito: era pallida, tesa, il viso segnato dallangoscia. Non sembrava affatto la stessa Allegra di sempre. Così Martina non perse tempo in formalità e andò dritta al punto:

È di nuovo quella pazza che ti tormenta?

Allegra trasalì quando sentì la voce decisa dellamica. Discretamente si sistemò una ciocca di capelli che continuava a caderle davanti al viso, poi fece un lungo respiro, come se raccogliesse la forza per rispondere:

Pure stamattina davanti allufficio, come unombra. Era lì piantata davanti allingresso, gli occhi fissi verso le finestre del mio studio. Non ha tentato dentrare, solo guardava. Immobile, come una statua. E, sai, è ancora più inquietante domani cosa le verrà in mente?

La voce di Allegra era appena percettibile, si guardava intorno timorosa, come se qualcuno potesse ascoltarle. Si percepiva quanto fosse esausta e quanto ormai quella situazione fosse diventata insostenibile.

Martina non riuscì a trattenere uno sbotto. La tazzina di caffè tintinnò rumorosamente sul tavolo, attirando lattenzione di alcuni avventori. Ma in quel momento per Martina contava solo la sua amica.

Santo cielo, Allegra, non cè proprio nulla da ridere. Non ne puoi più, vero? nella sua voce cera vera preoccupazione, quasi rabbia Hai parlato con Lorenzo? Si sta muovendo almeno?

Martina era in ansia, frustrata dalla situazione. Non capiva come Allegra potesse sopportare tanto senza agire. Avrebbe già risolto tutto se fosse capitato a lei. Aveva già proposto il suo aiuto più volte.

Allegra strinse le mani sotto il tavolo, tanto da farsi diventare bianche le nocche. Dentro, un turbine feroce di rabbia, stanchezza e frustrazione. Cercava di mantenere la calma, ma la voce le tremava leggermente:

Dice che non riesce a lasciar andare, che sta passando un brutto periodo. E io cosa dovrei fare? Da due mesi mi sta distruggendo la vita!

Le parole le uscivano a fatica, come se per troppo tempo le avesse trattenute. Allegra sentiva la pressione crescere, fatta di paura, rimpianto, impotenza.

Due mesi? Ma sin dallinizio era fuori controllo! ribatté Martina, abbassando la voce vedendo la cameriera che si avvicinava, interessata Ti ricordi che messaggi ti mandava prima? Ti picchiava, ti umiliava, non sai comè davvero, scappa! citò a memoria E Lorenzo è sempre stato tranquillo, educato, neanche una parola fuori posto.

Allegra annuì, nervosamente guardando verso la porta, quasi temesse di veder comparire da un momento allaltro la rivale. Nei suoi occhi, più che paura, si leggeva ormai solo stanchezza.

Esatto! Mai un segnale, niente scatti dira o comportamenti strani. Era sempre attento, gentile Ma lei continua. Scrive, viene a fare scenate. Laltro giorno è entrata in ufficio gridando che le avevo rubato la felicità. Solo con l’intervento del portiere lhanno fermata!

La voce di Allegra trasudava amarezza. Le sembrava assurdo che una persona potesse arrivare a tanto solo per distruggere qualcun altro.

Martina tamburellava pensierosa sul tavolo. Cercava le parole giuste, che potessero dar conforto allamica, ma sapeva che la situazione era troppo grave per inutili rassicurazioni.

E le foto sui social? Le hai mostrate a Lorenzo? chiese poi, incredula davanti a quella bassezza.

Allegra abbassò lo sguardo, scuotendo la testa:

Sì, gliele ho fatte vedere. Dice che sono solo sciocchezze, che si capisce subito siano false. Ma intanto sta infangando la mia reputazione: mette in giro foto ritoccate, scrive messaggi spinti a nome mio ai ragazzi, pubblica immagini compromettenti. Non so più chi mi crede e chi pensa che io sia davvero così.

Sembrava sul punto di crollare. Allegra avrebbe voluto soltanto una vita tranquilla, ma ora ogni giorno era una battaglia per difendere il proprio nome. Perfino per strada le erano capitati incontri spiacevoli. Se continuava così avrebbe smesso di uscire di casa.

Martina girava lentamente il suo espresso, osservando il vortice nero che si formava nella tazzina. La situazione era insopportabile. E Lorenzo? Continuava a difendere quella donna, a dire che si trattava di uno shock da fine relazione. Ma se il trauma cera, ormai aveva passato il segno!

E i carabinieri non fanno nulla? domandò sottovoce Martina Hai almeno fatto denuncia?

Allegra ci mise un po a rispondere. Fissava un punto nel vuoto, come rivivendo quella scena spiacevole:

Dicono che non cè reato. Neanche vogliono raccogliere la denuncia amaro sorriso triste Anche quando ha sfasciato latrio e aggredito il portiere, solo una multa e poco più. Poi di nuovo tutto come prima.

Martina si aggrappò al bordo del tavolo, pensando a cosa volesse dire vivere col terrore ogni santo giorno. Era ora di mettere la parola fine e fare in modo che quellArianna pagasse le conseguenze. Se non volevano accettare la denuncia lì, sarebbero andate più in alto!

Cera anche unaltra soluzione, più semplice:

Hai pensato di lasciare Lorenzo? chiese con delicatezza, come se camminasse su un filo sottile. In fondo, niente relazione, niente problemi.

Non voglio lasciarlo, lo amo! esplose Allegra, sorpresa e addolorata Ma vivere così è angosciante. Ho paura anche solo ad uscire di casa, ogni giorno temo che si ripresenti. Lui sembra non capire quanto sia grave. Dice che prima o poi Arianna si stancherà. Ma tu ci credi?

Le sue parole tradivano tanta amarezza. Allegra avrebbe voluto che Lorenzo capisse davvero, che la proteggesse. Ma lui sembrava distante, come se tutto fosse solo un periodo passeggero.

Martina scosse la testa. Nei suoi occhi, compassione ma anche una ferma convinzione:

Forse proprio non ci arriva Però sei tu che devi mettere un punto. O si impegna lui, oppure

Allegra alzò di scatto lo sguardo, gli occhi lucidi non più di rabbia, solo disperazione:

Oppure cosa? Non voglio perderlo. Ma così non si può andare avanti.

In quel momento un tintinnio: la porta si aprì, Lorenzo entrò. Aveva unaria stanca, ma quando vide le ragazze sorrise quel sorriso caldo che Allegra aveva imparato ad amare.

Si avvicinò deciso al tavolo, fece un cenno di saluto a Martina, si sedette vicino ad Allegra e le prese la mano, come a volerle trasmettere un po della sua forza.

Ciao ragazze. Allegra, tutto ok? aveva una voce dolce ma risoluta. Intuiva già cosa stava succedendo Di nuovo lei?

Allegra guardava le mani unite, come se volesse trovare la forza in quel contatto:

Sì era lì fuori dallufficio. Mi fissava. Ho paura, capisci?

Lorenzo rimase immobile, poi strinse le sue dita, e nel volto comparve un misto di inquietudine e fastidio. Inspirò profondamente, poi guardò Allegra con serietà:

Ti capisco, davvero Però in fondo non ti ha fatto nulla di grave. Saranno dispetti niente di pericoloso, no? Non entra in ufficio, al massimo ti osserva

Ma ti rendi conto? E le foto? Le calunnie? I messaggi?

Lorenzo sembrava minimizzare tutto, come se Allegra esagerasse. Eppure aggiunse, più per tranquillizzarla che per convinzione:

Le parlerò. Ti prometto, oggi stesso.

Allegra tolse lentamente la mano dalla sua, senza rabbia, solo tanta stanchezza e delusione:

Lhai già fatto più volte è cambiato qualcosa?

Il ragazzo si passò una mano tra i capelli, scosso. Cercava una soluzione, ma sbatteva sempre contro il muro dellincomprensione.

Qualcosa troverò Le servirebbe uno psicologo, altroché. Non è normale.

Martina, silenziosa sino ad allora, non resse più. Si radrizzò e, fissando Lorenzo dritto negli occhi, sbottò:

Va fermata, altro che! Non ti rendi conto che Allegra sta vivendo un incubo? Ha sempre paura! Se tu non muovi un dito, giuro che chiamo qualcuno io!

La sua furia fece trasalire entrambi. Martina raramente perdeva la calma, ma la misura era colma.

Lorenzo la guardò male, offeso da quel tono:

Sto provando a risolvere! Non è un mostro, è solo confusa. Non per questo va sbattuta in galera.

Poi lo sguardo corse su Allegra, come in cerca di appoggio, ma Allegra si alzò di scatto, furiosa:

Confusa? Ha graffiato il portiere, mi perseguita, mi umilia, e tu parli di confusione?

Allegra, calmati

Ma non riuscì a fermarla. Tutta la rabbia, la paura e la delusione finalmente scoppiarono:

No, calmati tu! Sono esausta di avere paura, stanca di dovermi giustificare, stanca di sentirmi in colpa per la mia vita!

Lorenzo rimase silenzioso, pallido in volto. Stavolta, nei suoi occhi, cera qualcosa di nuovo: finalmente percepiva quanto Allegra stesse soffrendo.

Se non puoi proteggermi tu la voce di Allegra era improvvisamente fragile allora forse è meglio

La frase rimase sospesa, pesante. Ma in quellattimo la porta del bar si spalancò e Arianna irruppe nella sala, i capelli in disordine, il viso segnato dalla rabbia. Non si degnò di uno sguardo agli altri e si precipitò verso Allegra.

I camerieri si bloccarono impauriti, i clienti si fecero indietro. Martina si alzò istintivamente, pronta a intervenire, Lorenzo allungò una mano cercando di fermare Arianna.

Lei però era decisa: quasi raggiunse Allegra, quando finalmente Lorenzo riuscì ad afferrarle il braccio.

Arianna, basta! gridò, con voce inusualmente dura.

Arianna si voltò verso di lui, furente:

È tutta colpa tua! urlò, poi si scagliò contro Allegra, afferrandole il braccio con forza. Allegra tentò di divincolarsi, ma Arianna la strattonò con brutalità.

Martina intervenne, cercando di separarle, ma Arianna la respinse violentemente facendola quasi cadere su un tavolo.

Lasciala! Lorenzo si gettò tra le due, mentre Arianna, con uno scatto imprevedibile, schiaffeggiò Allegra.

Il colpo riecheggiò nella sala silenziosa. Allegra barcollò, la gota in fiamme, le lacrime agli occhi, ma rimase ferma, stringendo i denti.

Il panico serpeggiò nel bar. Qualcuno urlò Chiamate i carabinieri!, altri ripresero tutto col cellulare. I camerieri cercavano di riportare la calma.

Arianna, fermati! Lorenzo cercava di tenerla, ma lei si liberava come poteva, gridando:

Tu non capisci! Lei mi ha tolto tutto! Voi ridete di me!

Allegra si ritrasse, con la guancia arrossata, tremante. Quando finirà?, pensava. Guardò Lorenzo, lo vide incapace di proteggerla, e sentì che avrebbe dovuto pensarci da sola.

Proprio allora, due carabinieri entrarono. Si guardarono attorno, autoritari.

Che succede qui?

Allegra avanzò, la voce ferma nonostante la mano tremante:

Questa ragazza mi ha aggredita. Mi perseguita da due mesi, mi diffama online, è già venuta a cercarmi in ufficio oggi mi ha colpita.

Non è vero! Arianna, sconvolta, si appellò ai carabinieri Lui mi aveva promesso, sono loro che tramano contro di me!

Le sue parole confuse tradivano un dolore immenso. I carabinieri si scambiarono unocchiata, poi uno iniziò a prendere appunti, laltro si posizionò per controllare la situazione.

Venite tutti in caserma, dovete spiegarci tutto. Lei deve fare denuncia, serviranno prove, i video delle telecamere, i messaggi.

Arianna sembrò svuotata, allibita da quellesito. Lorenzo voleva aggiungere qualcosa, ma il carabiniere lo zittì:

Anche lei può venire, se ha da dichiarare. Tutto sarà messo a verbale.

Cadde un silenzio irreale. I presenti osservavano, chi sussurrando, chi impietrito. Arianna si accasciò al suolo piangendo, le mani a coprire il viso. Lorenzo era smarrito, incapace di decidere se avvicinarsi a lei o restare con Allegra.

Lorenzo Allegra scandì piano ma con fermezza lo vedi che non si fermerà?

La sua voce era calma, senza accusa. I suoi occhi stanchi fissavano quelli di lui, che sembrava spaesato.

Lui guardò Arianna, poi Allegra. Sospirò, affranto:

…Devo starle vicino. Ha bisogno di aiuto. Non ce la faccio a voltarle le spalle.

Quelle parole crollarono su Allegra come un macigno. Prima incredulità, poi dolore.

Vuoi dire che… rimarrai con lei?

Non in quel senso si affrettò Lorenzo Non torno con lei. Ma ha perso il controllo. Non posso ignorarla.

Allegra lo fissò: delusione, rabbia, paura. Cercava ancora un goccio di speranza nei suoi occhi, ma trovava solo la volontà di aiutare Arianna, non lei.

Qualcosa dentro di lei si spezzò. Lentamente distolse lo sguardo, con le lacrime che stentavano a uscire. Ai mesi di sopportazione, si aggiungeva ora la perdita di fiducia nelluomo che amava.

Allora la scegli dopo tutto questo.

Non è così! provò a protestare Lorenzo Ma non posso abbandonarla ora.

E io allora? la sua voce era un sussurro, ferito Chi pensa a me? Alla mia vita da due mesi? Tu vedi solo lei?

A quel punto i carabinieri aiutarono Arianna ad alzarsi. Lei si lasciò trascinare via, sulle spalle solo il peso del rimpianto. Prima di uscire lanciò a Lorenzo uno sguardo pieno di tristezza. Lui la seguì fuori, promettendo ad Allegra che avrebbe poi chiamato.

Allegra rimase al centro del bar, sotto gli occhi dei clienti, sentendosi più sola che mai. Martina le si accostò, la abbracciò forte.

Lascia andare Lorenzo, le sussurrò, decisa Se non sa scegliere te, non vale le tue lacrime. Meriti qualcuno che abbia il coraggio di stare davvero al tuo fianco.

Allegra annuì, ma dentro di sé rimaneva un lumicino di speranza: forse lui avrebbe capito, forse sarebbe tornato Ma dando uno sguardo fuori dalla finestra, lo vide salire in macchina con Arianna. La compassione che aveva per lei non era mai riuscito ad averla nemmeno per Allegra.

Andiamocene, disse allora con voce salda a Martina È ora di denunciare. Basta subire. È ora che paghi, perché io sono stanca di essere vittima.

Si mise diritta, respirò a fondo e si avviò verso luscita, con Martina al suo fianco, silenziosa ma presente.

Fuori, laria era frizzantina, il vento le spettinava i capelli. Allegra camminava decisa, ormai senza più lacrime. Non tutto andrà subito meglio, ma aveva ritrovato il coraggio di pensare a sé, imparando che rispettare sé stessi è sempre il primo vero passo verso la libertà.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

4 × three =