«Cercavo una donna senza problemi economici»: sono uscita con un uomo che a 45 anni vive ancora con la mamma… e questo incontro ha cambiato per sempre la mia vita.

«Cerco donna senza problemi economici»: sono uscita con un uomo che a 45 anni vive ancora con la mamma E questo ha davvero cambiato la mia vita.

Vi siete mai chiesti quante cose possa raccontare su una persona una sola riga scritta su un profilo di un sito di appuntamenti? Non parlo di selfie davanti alla macchina del cugino né di quelle liste di requisiti degne di un regolamento condominiale, ma di una frase breve buttata lì tra un cerco lanima gemella e amo i viaggi, ma che in realtà dice TUTTO.

«Cerco donna senza problemi economici».

Queste parole hanno attirato il mio sguardo, una pigra sera di sabato mentre scorrevo i profili. In foto cera un uomo normalissimo: senza pancetta, occhi gentili, camicia pulita, stirata da manuale. Chiamiamolo Lorenzo, 45 anni suonati.

Di solito salto a piè pari certe frasi. Tradotte dal maschilese, significano: «Io non ho intenzione di spendere un euro, spero tanto che tu paghi per noi due». Quella sera, però, si è attivata in me la curiosità antropologica. Mi chiedevo: cosa si nasconde dietro questa richiesta di autonomia economica da parte di un uomo che trasuda diciamo, ordinaria mediocrità?

La curiosità raramente porta a qualcosa di buono, ma almeno mi ha regalato materiale per questo racconto. Abbiamo fissato un incontro.

La prima impressione: tutto liscio e quellansia latente

Lorenzo ha proposto di trovarci ai Giardini Pubblici. Classico, così non rischi di spendere troppo già al primo appuntamento. Nessun problema, io adoro passeggiare e la giornata aveva persino una bella aria primaverile.

Arriva puntuale, secondo il minuto dellorologio atomico. Lì per lì lo prendo come un pregio, salvo accorgermi dopo che non era sicurezza, ma più la puntualità di uno che la mamma chiama se rincasa tardi. Lo trovo allingresso del parco, tirato a lucido in pantaloni con la piega che avrebbero potuto tagliare il Parmigiano.

«Buongiorno», dice, scrutando la mia borsa e il cappotto con locchio esperto di chi crede che con un colpo docchio si scovino le donne con problemi economici.

Passeggiamo, i primi dieci minuti volano via tra conversazioni innocue: che bel tempo, il traffico, quanto è stressante Milano (eh beh). Lorenzo parla benissimo, con tono da libro delle scuole medie, ma cè quella sfumatura che fa pensare sempre a una richiesta di approvazione o a unautogiustificazione preventiva.

Colloquio per la posizione di Donna Comoda

Finite le banalità, Lorenzo attacca subito il discorso serio, niente mezze misure, come se stesse leggendo il mio CV.

Che lavoro fa?
Sono responsabile amministrativa in una società di logistica.
Benissimo, sicura. E la casa, in affitto o di proprietà?

Quasi inciampo nella siepe. Di solito queste domande arrivano dopo almeno due Spritz, non dopo quindici minuti di passeggiata.

È mia di proprietà, mento spudoratamente, giusto per vedere dove vuole arrivare.
Ottimo, ottimo, si rilassa visibilmente. Perché oggi, sa, molte donne cercano un compagno per sistemarsi economicamente: mutui, rate, finanziamenti Io invece credo che nei rapporti ci si debba entrare alla pari.

Detto così sembra anche logico. Peccato che il diavolo si nasconda nei dettagli.

E lei? chiedo. Vive da solo?

E qui Lorenzo tira fuori la frase che doveva chiudere la serata, ma io ho deciso di vedere come va a finire questo thriller psicologico.

No, sto con mia mamma. È comodo e sensato. Perché pagare un affitto se abbiamo un bel trilocale in centro? E poi a mamma pesa stare sola, ormai ha una certa età, la pressione alta

Quarantacinque anni e ancora in casa con la mamma.

E la gestione della casa, come funziona? chiedo io, con tatto.
Oh, mia mamma è una donna allantica, sorride a questa immagine con più trasporto rispetto a qualunque sorriso riservato a me durante tutto lincontro. Considera la cucina territorio femminile, cucina benissimo. Io aiuto: porto fuori la spazzatura, faccio la spesa solo con la lista, ovviamente. Funziona tutto alla perfezione.

«Con la lista», annoto mentalmente.

La filosofia del mammo

Arriviamo a un chioschetto. Mi fermo. Lorenzo si irrigidisce un po.

Vuole un caffè? chiede come se gli avessi proposto di investire in criptovalute.

Dico di sì, va bene un cappuccino.

Qui costerà una fortuna lancia unocchiata alle cifre in euro, quasi gli prudessero le mani. A casa ho una macchina da caffè spettacolare, di solito vado in giro col thermos, ma lho dimenticato oggi. Va bene, prendiamolo. Piccolo però?

Mi compra un cappuccino piccolo formato, per me. Per lui niente.

Lho già preso stamattina a casa, mormora.

Poi parte con la sua filosofia della donna senza problemi. Per lui, non basta lavorare: la donna ideale devessere completamente autonoma, ma pronta a entrare nella sua routine ben oliata.

Non capisco perché le donne siano sempre fissate coi soldi, ragiona. Lultima mia ex voleva sempre: Andiamo a vivere insieme, andiamo in vacanza, cambiamo lauto Ma che bisogno cè? Lauto va, la casa cè. Io e mamma viviamo in modo semplice ma con sempre un gruzzolo da parte.

Ma sua madre sarebbe contenta se lei si sposasse? chiedo, diretta.
Ma ci mancherebbe! Sarebbe entusiasta. Già me lo dice sempre: Lorenzo, portami a casa una brava donna di casa, che ormai lavare per terra da sola è una fatica.

A quel punto il puzzle si completa.

Non cerca una compagna. Lui e la mamma cercano un cambio turno.

La mamma invecchia, e gestire un ragazzo di quarantacinque anni pesa. Ragù, camicie, pavimenti di cento metri quadri è fatica vera. Serve una sostituta, meglio se con zero problemi economici, così il bilancio familiare non ne risente.

Chiamata dal Centro Missione Mamma

Mentre Lorenzo spiega la convenienza delle lampadine a LED, il telefono squilla. Sobbalza.

Sì, mamma? voce tenera, quasi un cucciolo. Sì, sto passeggiando. Sì, con quella signora. No, non ho freddo. Ho la sciarpa. Le polpette? Arrivo. Unora? Va bene. Devo comprare il burro, quello Contadino? Capito.

Riaggancia e mi sorride come un bambino colto con la mano nella Nutella.

La mamma si preoccupa. Vuole che sia a casa per cena.

Guardo lorologio. Sono le cinque e un quarto.

Senta, Lorenzo, dico fermandomi, non ha mai pensato che una donna senza problemi potrebbe voler vivere per conto suo? Viaggiare, andare a cena fuori, non dover per forza spadellare ogni sera?

Lui mi guarda come se avessi chiesto il senso della vita.

Ma perché vivere separati, se la casa cè già? Non ha senso. E poi, il ristorante La cucina di casa è più sana. Una donna dovrebbe valorizzare il focolare domestico.

Chi comanda, davvero

Lo saluto con educazione e me ne torno a casa rimuginando su quello che ho visto.

Questi uomini sembrano solo parsimoniosi, o figli devoti. In realtà la storia è più profonda: Lorenzo non è il padrone della sua vita. Vive secondo le regole della mamma e le scambia per le sue.

Cerco donna senza problemi economici significa: Cerco donna che non sia un problema per mia madre.

Una donna con mutuo chiederà supporto. Una con figli, attenzioni. Una con ambizioni lo tirerà fuori dal suo stagno. E lui non lo vuole.

Perché è una trappola

Il paradosso è che uomini come Lorenzo attirano spesso donne forti e indipendenti. Siamo abituate a fare da sole e ci diciamo: È normale, cè casa, è serio, almeno non scrocca.

Ma tutto in famiglia qui vuol dire tutto alla mamma. Non sarai mai la prima, al massimo una collaboratrice con diritto di accesso al figlio, finché non scombini troppo lordine e non tocchi il portafoglio.

Finirai a lavorare, a spendere i tuoi euro, e la sera riceverai suggerimenti su come stirare meglio le sue camicie.

Il profilo di Lorenzo lho cancellato. Anzi: bloccato. Così non lo vedo mai più.

E voi, mai incappate in qualche Lorenzo? Pensate abbiano speranze questi uomini, o si sono già arresi? Raccontatemi la vostra!

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«Cercavo una donna senza problemi economici»: sono uscita con un uomo che a 45 anni vive ancora con la mamma… e questo incontro ha cambiato per sempre la mia vita.
Scusate se non sono stata all’altezza delle vostre aspettative! Tutto è successo come in una barzelletta o in una soap opera: la sera, il marito seduto al computer, la moglie indaffarata nelle faccende, scatta l’allarme della macchina e lui corre in cortile così com’è (per fortuna era estate!). La moglie, spolverando il tavolo, muove involontariamente il mouse e lo schermo si riaccende. No, non è nel carattere di Ilaria controllare il telefono del marito, frugare nelle tasche o spiare cosa fa al computer – lo considerava scorretto. Stavolta, però, tutto accadde per caso, senza nessuna intenzione. Distrattamente, da uno sguardo allo schermo e vede una chat, un dialogo su qualche sito. Si imbarazza, si volta, ma un attimo prima la sua attenzione cade sulla parola “amore”. Cercando scuse (“Magari avrà scritto ‘mia amata moglie dice che…’, o forse ‘adoro quella salame!’”), Ilaria torna a guardare lo schermo. “Sì, amore,” scriveva suo marito, usando senza pudore la sua foto su un sito d’incontri, “ci vediamo domani come d’accordo. Ogni ora ripenso al nostro ultimo incontro: tu sei una vera bomba!” “E tu sei un vero orso, il mio peluche,” rispondeva una ragazza esile e rossiccia, “sono ancora tutta indolenzita.” Poi, a quanto pare, quando il marito è corso fuori, la chat continuava con messaggi ansiosi: “Peluchino, ci sei? Mi manchi già! Dove sei?” Ilaria si siede sul divano, straccio ancora in mano. Tutto tornava. Il marito aveva detto che il giorno dopo aveva una riunione di lavoro imperdibile, e lei gli aveva stirato con cura i pantaloni, scelto la cravatta, preparato la camicia: tutto chiaro, ora capiva a quale “evento” stava davvero preparando il marito. …Il marito rientra e sbraita per dei ragazzini che hanno colpito l’auto con il pallone. Urla, si agita, e Ilaria lo ascolta e annuisce, ma come distante, perduta nei pensieri e nei sentimenti. Fortunatamente, quella sera non c’era “clima romantico” in casa, e vanno a letto in silenzio. “Ci penserò domani,” decide Ilaria, proprio come Rossella O’Hara, ma passa la notte sveglia e agitata. La mattina dopo, il marito va in ufficio e Ilaria inizia a riordinare: la madre sarebbe arrivata con Stefano, che aveva passato una settimana in campagna dai nonni. Ilaria pulisce ossessivamente pavimenti e sanitari, ma i pensieri pesanti ruotano ossessivi: “E ora, che fare???” Ancora non realizza fino in fondo, ma la memoria le riporta alla mente fatti e dialoghi del marito che ora appaiono sotto una luce completamente diversa. Il mondo familiare è crollato, bisogna fare ordine tra le macerie. Su una cosa è sicura: non potrà mai perdonare il marito. Mai. Anche se chiedesse scusa. Anche se dicesse che è stato uno sbaglio. Anche se giurasse che non succederà più. Forse col tempo farà meno male, ma il tradimento resterà. Eppure sa che Stefano ha solo due anni e mezzo. L’asilo nido sarà disponibile solo in autunno, quindi non può tornare subito a lavorare. Pesare sui genitori anziani? Combattere per gli alimenti? Affrontare subito un doloroso divorzio, ancora sotto shock? Avrà la forza di resistere se il marito la supplica di perdonare e temporeggiare? No, il divorzio è deciso – ma non ora. Così Ilaria si chiude in un silenzio tattico. Continua a occuparsi della casa e del figlio, stira le camicie al marito e sceglie le cravatte. Addirittura ride alle sue battute quando, di rado, la considera più di una domestica animata e le rivolge la parola. L’unica cosa che non riesce più a fare è superare il senso di repulsione: inventa scuse per evitare “certi” doveri coniugali. Ma il marito sembra quasi sollevato da ciò. Negli ultimi tempi lui sembra rinato: sorride, canticchia, porta fiori senza motivo, e lei fa finta di credere alle pseudo trasferte di lavoro e corsi di aggiornamento. A ottobre, finalmente, arriva il posto al nido. Ilaria trova lavoro e subito chiede il divorzio. Dire che il marito ne resta sconvolto non basta: era convinto che lei non sapesse niente delle sue scappatelle. Una volta scoperta la verità, lui fa una scenata furibonda, accusando la moglie di opportunismo. “Mercenaria!… Meschina e subdola!… Proprio vero che certe donne sono delle prostitute domestiche! Hai vissuto alle mie spalle, aspettava solo che il bambino crescesse e poi ciao-ciao bel marito, vero? Pensavo che mia moglie fosse diversa, ma sei uguale a tutte le altre!” Gli amici comuni danno ragione al marito e voltano le spalle a Ilaria, ritenuta una calcolatrice senza scrupoli. Perfino sua madre la guarda con biasimo: “Come hai potuto? Se volevi divorziare, potevi farlo subito. Invece hai aspettato, nascosta, tenendo il dente avvelenato… Non credevo che mia figlia fosse così piccola e astuta.” “Scusate se non sono stata all’altezza delle vostre aspettative,” – era la risposta di Ilaria a tutti, senza mai cambiare idea.