Sebbene Lucia sia stata una nuora e una moglie straordinaria, ha distrutto non solo il suo matrimonio, ma anche se stessa

Sofia era orfana e aveva passato tutta la sua infanzia in un istituto a Firenze. A diciotto anni si sposò, senza davvero sapere cosa volesse dire diventare moglie e far parte di una famiglia, non conoscendo neppure una sola donna già sposata. Quando entrò nell’appartamento del marito, assorbì avidamente ogni consiglio su come diventare la moglie ideale. La sua fonte principale era la suocera, la signora Rossi.

È vero che Sofia aveva sentito spesso storie sulla severità delle suocere, ma sperava che, non avendo mai conosciuto sua madre, la suocera sarebbe diventata una figura materna, pronta a proteggerla. In parte, non sbagliava: la signora Rossi non le voleva male, ma con il tempo le cose presero una piega diversa. La suocera iniziò con entusiasmo a impartire regole sulla vita matrimoniale e le disse, fra le altre cose: “Se il marito tradisce, è colpa della moglie”.

Sofia si era sempre convinta che la responsabilità fosse di chi decide di tradire. Ma ora le veniva detto che se il marito era infedele era perché la moglie si era trascurata, smettendo di essere attraente. La signora Rossi le consigliò di mantenere la cintura sottile anche quando invecchiava; così Sofia annotò in un quaderno: “Non ingrassare” e si iscrisse subito in una palestra.

Sofia era slanciata e curata, ma per timore di perdere il controllo, iniziò senza pensarci a perdere peso. Quando la suocera vide che Sofia aveva seguito il suo suggerimento, le impartì una nuova massima: “In una famiglia che funziona, lavorano entrambi”.

Sofia non era contraria, perché anche per lei era importante poter lavorare. Era pronta ad accettare qualsiasi lavoro. Chiese alla suocera un consiglio su come comportarsi durante il congedo di maternità ed ella rispose: “Il congedo è un tuo problema! Sta a te trovare una soluzione”.

Sofia non trascrisse questa massima stavolta, ma quando, qualche anno più tardi, si trovò in maternità, cercò di lavorare part-time come babysitter. Pur essendo contenta, la suocera e il marito cominciarono a lamentarsi che guadagnava troppo poco.

Sofia pensava che non sarebbe stato grave se avesse usato i suoi risparmi per un parrucchiere, ma arrivò un altro consiglio: “Durante il congedo di maternità, non serve vestirsi bene!”. Quando tornerai al lavoro, potrai sistemarti i capelli e truccarti, ma adesso bisogna risparmiare!”

Sofia consegnava tutto ciò che guadagnava al marito. Un insegnamento della suocera era rimasto fisso negli anni: “Una brava moglie deve sbrigare tutte le faccende domestiche da sola!”

Così fece, Sofia si occupava di tutto. A volte si addormentava per la stanchezza, ma continuava a gestire la casa senza chiedere aiuto. Gli svenimenti divennero parte della routine quotidiana. Spesso, dopo aver fatto addormentare lultimo figlio alle nove di sera, si metteva a pulire e a preparare il pranzo per il giorno successivo. Il marito, già al decimo sonnellino, si dedicava solo a recuperare le forze perché lavorava ed era sempre molto stanco.

Era inevitabile che Sofia finisse in ospedale. Non aveva mai avuto tempo per ascoltare i segnali del suo corpo e non si era accorta di una malattia importante. Restò ricoverata più di due settimane e né il marito né la suocera si presentarono a trovarla. Per fortuna aveva il telefono con sé e chiamò lamica Giulia, che si affrettò a portarle tutto il necessario. Quando Sofia fu dimessa, presentò subito la richiesta di divorzio.

La vita ci insegna che non bisogna mai sacrificare la propria salute e felicità per soddisfare gli standard degli altri. Solo rispettando se stessi e ascoltando i propri bisogni si può costruire una famiglia davvero felice.

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Sebbene Lucia sia stata una nuora e una moglie straordinaria, ha distrutto non solo il suo matrimonio, ma anche se stessa
Ridevano di lei, la chiamavano “bruttina”, la prendevano in giro per il suo collo lungo, ma anni dopo, quando è tornata alla riunione degli ex studenti…