– Rimarremo da te per un po’, perché non abbiamo soldi per affittare un appartamento! – Il mio amico me l’ha detto.

Sono una donna incredibilmente vivace. Anche se ho sessantacinque anni, riesco ancora a visitare diversi luoghi e a incontrare persone estremamente affascinanti. Ricordo la mia giovinezza con un misto di gioia e nostalgia. Allora si poteva partire in vacanza dove si voleva, senza limiti! Si poteva andare al mare a Viareggio, o montare la tenda con amici e colleghi sulle colline toscane, o imbarcarsi su una crociera sul Po. E tutto questo si poteva fare spendendo pochissimi euro.

Ma tutto questo è ormai un frammento di un sogno passato.

Ho sempre amato conoscere nuova gente. Ho incontrato persone sulla spiaggia di Rimini, al teatro comunale di Firenze. Con molte delle mie vecchie conoscenze sono rimasta in contatto per anni.

Ma non capivo chi ci avrebbe potuto mandare una simile lettera urgente. Ovviamente io e mio marito, Enzo, non siamo partiti da nessuna parte. Però alle quattro di notte qualcuno ha bussato così forte alla nostra porta, che sembrava un temporale. Ho aperto e sono rimasta pietrificata: sulla soglia cera Silvia, due adolescenti, una nonna e un uomo. Avevano una montagna di valigie e pacchi. Io ed Enzo eravamo come congelati dallincredulità. Poi abbiamo lasciato che gli ospiti non invitati entrassero nel nostro appartamento. Silvia mi ha chiesto:

Perché non sei andata via per noi? Abbiamo spedito un telegramma! E comunque un taxi costa capisci euro! Mi dispiace, non sapevamo chi lavesse spedita! Eh, avevo il tuo indirizzo, ora sono qui. Pensavo ci saremmo scritti da lontano, niente di più!

Poi Silvia mi disse che una delle ragazze aveva finito il liceo quellanno e aveva deciso di iscriversi alluniversità. Il resto della famiglia era venuto per sostenerla.

Vivremo da te! Non abbiamo i soldi per laffitto! E tu abiti vicino al centro!

Sono rimasta completamente sconvolta. Dopotutto non eravamo nemmeno parenti! Perché dovremmo lasciarli vivere con noi? Dovevo cucinare tre volte al giorno per tutti. Avevano portato qualcosa da mangiare, ma non hanno mai cucinato loro stessi. Ho dovuto servire tutti quanti.

Non ce la facevo più, così dopo tre giorni ho chiesto a Silvia e alla sua famiglia di andarsene. Non mi interessava dove. Si è scatenato un putiferio: Silvia ha iniziato a rompere piatti e a urlare come una tempesta impazzita.

Ero semplicemente scioccata dal suo comportamento. Alla fine se ne sono andati. Riuscirono a rubarmi un accappatoio, alcuni asciugamani e, per un prodigio strano, sparì anche la mia pentola enorme di cavolo. Non ho idea di come siano riusciti a prenderla. La pentola si dissolveva come la nebbia di Milano!

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

twenty − 2 =

– Rimarremo da te per un po’, perché non abbiamo soldi per affittare un appartamento! – Il mio amico me l’ha detto.
Un’ondata di risentimento ha travolto il cuore della ragazza