Dopo aver parlato con la ragazza adottata, ho capito che non tutto era così chiaro come pensavo.

Vicino a me, su una panchina, era seduta una bambina di cinque anni. Dondolava le gambe e mi raccontava la sua vita:
Non ho mai visto mio papà, perché ci ha lasciato, me e la mamma, quando ero ancora molto piccola. Mamma è morta un anno fa. I grandi mi hanno detto che non cera più ormai.

La bambina mi ha guardato e ha continuato:
Dopo il funerale, la mia zia Isabella, che era sorella di mamma, è venuta ad abitare con noi. Mi hanno spiegato che ha fatto un gesto generoso scegliendo di non lasciarmi in un istituto. Mi hanno detto che ora zia Isabella è la mia tutrice e vivrò con lei.

La bambina è rimasta in silenzio, ha guardato sotto la panchina e poi ha ripreso a parlare:
Quando mi sono trasferita, zia Isabella ha iniziato a mettere ordine in casa: ha raccolto tutte le cose di mamma in un angolo e voleva buttarle via. Ho pianto e lho pregata di lasciarle lì, allora mi ha permesso di tenerle. Adesso, dormo proprio in quellangolo. La sera mi sdraio sopra le cose di mamma e lì mi sento al caldo, come se fosse vicino a me.

Ogni mattina, zia mi prepara qualcosa da mangiare. Non cucina proprio bene, mamma era bravissima ai fornelli, ma zia mi chiede di finire tutto quello che mi serve. Non voglio farla arrabbiare, quindi mangio quello che mi dà. Capisco che ci ha messo impegno quando ha cucinato. Non è colpa sua se non è brava come mamma. Poi mi manda in giro, e posso tornare a casa solo quando fa buio. Zia Isabella è davvero tanto, tanto gentile!

Le piace vantarsi con le altre zie che conosce quando parla di me. Non le conosco tutte, però vengono spesso a trovarci. Zia si siede con loro, prendono un caffè insieme, le racconta storie divertenti, mi dice tante belle parole e ci vizia sia a me che alle zie con dolcetti.

Poi la bambina ha sospirato e ha continuato:

Non potrei mangiare solo dolci tutto il tempo. Zia non mi ha mai rimproverata per nulla. Si comporta bene con me. Una volta mi ha regalato anche una bambola, anche se, ovviamente, era un po malandata: aveva una gamba rotta e un occhio che non smetteva di strizzare. Mamma non mi aveva mai dato una bambola malata.

La bambina è saltata giù dalla panchina e ha iniziato a saltellare su una gamba:

Devo andare, perché zia oggi ha detto che arrivano le zie, e prima che vengano devo vestirmi bene. Mi ha promesso che dopo mi farà assaggiare una torta buonissima. Ciao!

È saltata via di corsa per dedicarsi alle sue commissioni. Sono rimasta lì, riflettendo, e tutti i miei pensieri ruotavano attorno alla buona zia Isabella. Mi chiedevo: che bisogno ha questa zia di mostrarsi così generosa? Perché vuole che tutti pensino che sia nobile? È possibile guardare con distacco una bambina che dorme per terra e si copre con i vestiti della sua mamma, che non cè più…

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Dopo aver parlato con la ragazza adottata, ho capito che non tutto era così chiaro come pensavo.
L’ho trovata addormentata sulla soglia… e ciò che ho scoperto dopo mi ha distrutta