Ricordo perfettamente quando mia madre mi portava con sé al lavoro perché non aveva nessuno a cui lasciarmi; per questo motivo mi ammalavo spesso. Nel frattempo, mio padre si preoccupava solo della sua vita privata.

Così non ho ricordi di mio padre. So soltanto dalle storie di mia madre che tutto era sereno prima che io venissi al mondo. Mio padre la sosteneva, le stava vicino. Ma è rimasto in famiglia meno di un anno. Appena sono nata, mio padre è svanito. All’epoca non cerano telefoni cellulari, così mamma non aveva modo di cercarlo. Nemmeno al lavoro sapevano dove fosse. È stato un periodo terribile per lei.

Ha trovato un impiego. Poiché non aveva nessuno a cui affidarmi, mia madre mi portava ovunque. Ricordo bene quanto fosse gelido il piccolo locale dove lavorava mamma. Per questo mi ammalavo spesso. Più tardi ho iniziato lasilo, e nel frattempo mamma ha trovato un altro lavoro come donna delle pulizie.

I soldi bastavano appena, ma vedevo quanta fatica faceva mia madre ogni giorno. Si è dedicata totalmente a me. Dopo la fuga di mio padre, lei ha scelto di vivere per me. Ho finito il liceo, mi sono laureata. Ho trovato lavoro, ora posso aiutare finalmente la mia mamma. Faccio di tutto perché non sia più preoccupata. In tutti questi anni, mio padre non si è mai fatto vivo. Non ha mai chiesto di me.

Un giorno però ho sentito bussare alla porta. Mamma è andata ad aprire, e ho sentito una voce maschile. Sono uscita e davanti a me cera un vecchio con un bastone. Mamma si è voltata verso di me e mi ha sussurrato che era mio padre.

Piangeva, chiedeva perdono. Diceva che era giovane e ingenuo, che aveva paura delle responsabilità. In tutti questi anni, mio padre ha vissuto qui a Milano, con unaltra famiglia e una figlia poco più piccola di me. Poi ha iniziato a bere, e la seconda moglie lo ha cacciato. Ora, nella vecchiaia, nessuno lo vuole più. Sua figlia non permette che ritorni a casa. Lultima speranza, per lui, siamo io e mia mamma. E io non so che fare.

Da un lato, è mio padre, lho aspettato tutta la vita. Ma dallaltro, ci ha abbandonate, è tornato solo quando è rimasto senza nessuno. Provo dolore soprattutto per mia madre, non voglio che soffra ancora. Lei ha combattuto per vivere da sola, ha sacrificato tutto per me, e ora lui è ricomparso. Gli ho detto che ho bisogno di tempo, che devo pensarci. Mamma non dice una parola, solo che la scelta spetta a me.

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Ricordo perfettamente quando mia madre mi portava con sé al lavoro perché non aveva nessuno a cui lasciarmi; per questo motivo mi ammalavo spesso. Nel frattempo, mio padre si preoccupava solo della sua vita privata.
Sei solo una PARASSITA! — sbraitava la suocera, ignara di vivere nella mia casa