Oggi era la mia giornata libera dal lavoro, e come spesso succede, lavevo dedicata a sistemare casa. Ero immersa nelle pulizie quando, allimprovviso, mi ha chiamato la mia amica Lorenza. Con la solita spontaneità, mi ha annunciato che sarebbe venuta da me insieme a suo figlio. Le ho spiegato, con tono un po infastidito, che ero indaffarata, ma pareva che le mie parole fossero scivolate via senza effetto.
Dieci minuti dopo, erano già sulla mia soglia. Non ero proprio entusiasta di vedere Matteo, il suo bambino, perché è davvero un terremoto.
Ci siamo sistemate in cucina a bere un caffè, chiacchierando del più e del meno, mentre Matteo guardava cartoni animati nella sala. Poco dopo, il silenzio è stato spezzato da un tonfo incredibile. Siamo corse dentro e abbiamo trovato il mio acquario spaccato. I pesciolini erano sparsi sul tappeto, e lacqua si infiltrava dappertutto.
Lorenza si è fiondata subito verso Matteo per assicurarsi che stesse bene. Io mi sono armata di strofinacci per cercare di assorbire lacqua prima che finisse dai vicini di sotto. Quando ho finalmente rimesso un po dordine, Lorenza ha deciso che era ora di andare via.
Mi aiuti almeno a portare il tappeto in lavanderia? le ho chiesto. No, Matteo è sotto shock, devo tranquillizzarlo.
Così, con un sospiro, mi sono avvicinata a Matteo per chiedergli come mai aveva rotto lacquario. Mi ha risposto che voleva prendere un aeroplanino di carta che volava nella stanza. Peccato che quello non fosse un semplice foglio: dopo qualche esitazione, mi ha indicato il mobile dove aveva trovato il foglio, e lì ho capito che aveva usato il mio certificato di matrimonio.
Lorenza, sdrammatizzando: Ma dai, faccio una copia! Nessun problema.
E certo, perché dovrei preoccuparmi? Compro un nuovo acquario, mi faccio fare un duplicato del certificato e pago pure i danni ai vicini. Non abbastanza, alla fine Lorenza mi ha rimproverato: Non dovevi lasciarlo a vista.
Quando hanno finalmente lasciato casa, sono andata dal mio vicino per essere sicura che non avesse problemi con lacqua che era tracimata. Poi sono tornata su, ho sistemato tutto e mi sono buttata sul letto esausta. La sera, però, Lorenza mi ha scritto: diceva che le dovevo dei soldi per la seduta dallo psicologo, perché Matteo era molto spaventato. Non le ho risposto, ho solo bloccato il suo numero.
Che giornata, penso tra me e me. In Italia si dice chi trova un amico trova un tesoro, ma a volte sarebbe meglio trovare solo silenzio!







