La suocera si presenta senza avvisare un’ora prima degli ospiti la notte di Capodanno

La suocera arrivò senza avvisare, a unora dagli ospiti, proprio la notte di Capodanno.

Mamma, ma come si fa così? sospirò stanco Sergio, fissando la madre, improvvisamente materializzatasi sulla soglia, carica come un mulo di borse. Avevamo detto che questanno lo festeggiavi dalla zia Gina!

Ma suvvia, figliolo, che ci vado a fare da quella lagna? la signora Maria Grazia scivolò in corridoio con la determinazione di chi entra in campo durante i supplementari. Parla solo di malattie! Io voglio festeggiare! E poi sono la mamma dellunico, eh. E in fondo, dove dovrei stare, se non con voi?

Anna, con il grembiule e un rametto di vischio fra i capelli, rimase pietrificata sulla soglia della cucina, dove stava ultimando le decorazioni. Le ci voleva tuttaltra visita lampo, ora che mancava solo unora agli invitati.

Signora Maria Grazia, ma noi davvero tentò.

E questa cos’è? aveva già raggiunto il salotto, scrutando lalbero di Natale manco fosse luva da premere. Sergio, guardalo bene. Palle blu?! Il blu a Capodanno è sfortuna, porta solo freddo e bollette salate. Le palline devono essere rosse, porta soldi e allegria.

Mammina, ma quali superstizioni, si lasciò andare Sergio. Avevamo fissato tutto.

E tovaglioli di carta, proseguì la suocera implacabile. Dai, non ci siamo proprio. Io ho quelli di lino a casa. Aspetta che faccio un salto.

No, no, non si muove da qui, Anna per una volta fu inflessibile. Mancano solo sessanta minuti agli ospiti.

Ospiti? Ma a Capodanno si sta in famiglia! Te li chiamo io, li rimando indietro, facciamo prima.

Stava già armeggiando con il suo vecchio telefonino a conchiglia, ma Sergio lo intercettò lesto:

Mamma, smettila! Il tavolo è già pronto, possiamo festeggiare.

Appunto! Facciamo vedere un po che avete cucinato.

Tirò dritto in cucina come un commissario dei Nas, Anna con gli occhi sgranati guardò Sergio: Fai qualcosa tu, ti prego!

Ora risolvo, annuì lui, estraendo il cellulare, Chiamo un taxi.

Dal fondo della cucina rimbombò la voce indignata della suocera:

Cosè questa insalata russa?! Le carote a cubetti?! Ma A-nna, ti ho spiegato mille volte: a julienne, sottili! E maionese industriale? Ti ho lasciato la ricetta per quella fatta in casa, ma che si fa qui?!

Anna chiuse gli occhi e si contò fino a dieci. Era il suo primo Capodanno nella nuova casa. Sognava decorazioni perfette, antipasti da copertina, atmosfera calda e festosa. E invece, ecco la signora Maria Grazia, versione ciclone.

Basta! dichiarò la suocera allacciandosi un grembiule trovato lì per caso, Ci penso io, rifacciamo il tutto! Sergio, corri a comprare altre carote.

Lui resta qui, Anna si parò davanti. E niente più rivoluzioni: tra quaranta minuti suona il campanello.

Quaranta minuti, quaranta minuti dico io, ma come si fa a festeggiare Capodanno con gente che non è di famiglia? La mia vicina Lucia ha invitato pure la figlia: niente, le ha detto di no, adesso piange di là.

Mamma, Sergio si massaggiò il naso, esausto, Parliamo daltro, ti prego. Ora chiamo il taxi.

Che taxi e taxi! rispose Maria Grazia categorica. Sono venuta fin qui con il 24 e il tram, coi sacchi anche! Anzi

Aprì borse degne di Mary Poppins, da cui iniziò a estrarre:

Qui ho panzerotti con scarola, i tuoi preferiti. Poi un bel cotechino con lenticchie, che Capodanno sarebbe senza? E i guanti che vi ho fatto a maglia, guardate che belli!

Anna osservava tutte quelle vaschette e sentiva il frigorifero già pieno urlare in dialetto aiuto. Signora Maria Grazia, veramente apprezziamo tanto, ma

Il campanello fece sobbalzare tutti.

E ora chi è? domandò sospettosa la suocera. A Capodanno nessuno arriva in anticipo.

Saranno Luca e Martina, si rallegrò Sergio, Avevano detto che venivano a sistemare la playlist.

La musica? Cosa avete comprato un karaoke? Con quelle canzonette moderne mi viene solo il mal di testa!

Anna, sfinita, andò ad aprire: erano proprio Luca e Martina, i migliori amici di Sergio.

Buon anno in anticipo! fece Martina entusiasta, brandendo una bottiglia di prosecco e sacchetti infiocchettati. Avete già ospiti, wow!

È mia mamma cioè, passava di qua, annunciò cupo Sergio.

Altroché, sono qui a festeggiare col figlio! Ma so che tipo di serata ci aspetta, giovani miei: un vero ritrovo di famiglia.

Martina fece un occhiolino ad Anna: Se volete ce ne andiamo

Ma figurati! sibilò Anna, Venite subito!

Intanto dalla cucina tuonava la suocera:

Anna, ma dovè il sale? E il pepe, qui non sa di niente questo cotechino. Bisogna intervenire!

NON toccate il cotechino! Anna apparve in cucina con la veemenza di una pubblicità del detersivo.

Non toccare?! Ma io mi preoccupo per voi! Come diceva mio papà: il segreto del cotechino sta tutto nel brodo

Signora Maria Grazia, la ringrazio di cuore per la cura ma oggi è la mia festa. Due giorni per preparare tutto! E non permetto che vada tutto allaria.

Silenzio. La suocera appoggiò lentamente il sale sul tavolo:

Capisco. Vuoi sbattere fuori la suocera la notte di Capodanno, eh?

Mamma, basta, intervenne Sergio, Non ti caccia nessuno, però avevo detto che venivano amici

Ho capito, tirando fuori tutto il pathos dalla borsa della recitazione, Maria Grazia incrociò le braccia. Mia nuora non mi vuole, sono di troppo, vecchia, inutile. Ora mi rimetto il cappotto e via, vado.

Si rimise a ripescare i contenitori. Anna incrociò lo sguardo disperato di Sergio, quasi cedeva. Ma poi la suocera aggiunse:

Dico solo: chi festeggia con estranei lo sa, tutte le disgrazie arrivano così! Ti ricordi Lucia lanno scorso

Basta così! dichiarò Anna, Chiamo il taxi!

No, magari propose Martina dimprovviso Ti accompagniamo noi, Maria Grazia. Torniamo indietro passando dal supermercato, magari troviamo anche le arance in offerta.

Davvero? Sergio si rischiarò.

Figurati, Luca sorrise, Andiamo, la portiamo noi, signora Maria Grazia.

Lei fece il broncio ma non protestò. In cinque minuti erano già in strada. Sotto il portone, Maria Grazia si voltò: Sergio, non vuoi proprio ripensarci? Buona strada, mamma, ci vediamo domani! rispose indurito Sergio. Buon anno!

Quando lauto sparì allangolo, Anna si lasciò andare contro il muro.

Mi sento il mostro della suocera, cacciare via tua madre a Capodanno…

Non sei tu il problema. Mamma, ogni tanto, non ha il senso del limite. E poi cè la zia Gina che la aspetta!

Speriamo non si sia offesa.

Salirono in casa, unoretta agli ospiti mancava. Anna, hai visto il mio cellulare? Voglio chiamare mamma, assicurarmi che sia arrivata…

Forse lhai lasciato in cucina, rispose Anna tra una pallina e un festone.

Suonarono ancora alla porta. Tornarono Luca e Martina, con aria da guai grossi.

Ragazzi, ci serve aiuto, fece Martina, Non siamo riusciti a portare vostra madre a casa.

Che?! Anna sentì il gelo tra le ossa. Come sarebbe?

Ha detto che non ci pensa a casa della zia Gina. Se lavete cacciata, va in stazione, passa Capodanno in sala dattesa.

Ma è fuori? Da sola in stazione?! Martina fece spallucce, Abbiamo provato a insistere, ma si è già comprata il biglietto. Domattina va a trovare la compagna delle medie a Frosinone!

Sergio si infilò il giubbotto: Andiamo a prenderla, subito!

Aspetta, Anna, tentennante. E i nostri ospiti? Dovrebbero arrivare…

Dai, va, disse Martina, Spiegheremo noi tutto agli amici.

Scesero. Sergio martellava il volante con le dita, mentre Anna si allacciava la cintura.

Potevo essere più delicata, sospirò.

Non crocifiggerti, Sergio mise in moto, Se avesse avvertito, non sarebbe successo niente. È la sua mania di piombare allimprovviso…

La stazione era affollata. Odore di arancia e abete. Si misero alla caccia dellunica suocera col borsone da scampagnata.

Dopo tre sale dattesa, la videro: seduta vicino alla finestra, un thermos e il panzerotto a metà, lo sguardo uggioso verso i binari.

Cosa ci fate qui? domandò senza voltarsi. Non vorrete mica che vi faccio fare brutta figura con gli amici, sembro una barbona.

Dai, vieni via, Sergio sedette vicino, Torniamo tutti insieme.

Da chi? Dalla zia Gina? Senti le sue litanie? O a casa vostra, dove mi sento un arredo invecchiato?

Signora Maria Grazia, iniziò Anna molto cauta.

No, Anna cara, lascia stare. Ho capito lantifona: sono ingombrante.

Non siete per niente dintralcio! Solo sarebbe bello se desse il tempo di prepararsi, ogni tanto…

Ah, quindi bisogna prenotare, fissare unagenda col proprio figlio? Quasi quasi mi danno il numerino.

Mamma…

No, ascolta! Io mi ricordo che aspettavi il mio Pandoro fatto in casa, da piccolo, ogni vigilia. Ora invece: Mamma, chiama in anticipo, mamma abbiamo organizzato…

La signora Maria Grazia si asciugò rumorosamente. Alcuni pendolari osservavano come a teatro.

Sapete cosa mi brucia? Pensavo davvero di farvi una sorpresa piacevole, cucinato, fatto tutto di cuore…

Lo sappiamo, ammise Anna.

In quel momento, altoparlante gracidò:

Il regionale per Frosinone parte tra cinque minuti, si prega di avviarsi al treno…

Maria Grazia si alzò: Ecco, il mio. Non vi rubo altro tempo.

Niente treno! decise Sergio, afferrando le borse, Vieni a casa con noi. Facciamo Capodanno tutti insieme.

Davvero? E i tuoi amici?

Ci stringiamo, Anna sorrise. Che Capodanno sarebbe, senza il cotechino di casa tua?

Per la prima volta la suocera fece una smorfia che pareva un sorriso:

Davvero? Se volete vado dalla zia Gina…

Mamma Maria Grazia, Anna le prese la mano, Mi scusi, davvero. Solo, magari la prossima volta…

Prometto: dora in poi sempre una telefonata prima. E magari, mi comprate sta storia dello smartphone? Così vi messaggio su WhatsApp!

Uscirono nella notte, fiocchi di neve come confetti giganti; Maria Grazia fece un giro su stessa col palmo teso Guarda che neve, sembra quella volta in cortile, Sergio, ti ricordi il pupazzo di neve col mio scialle!

E come no, rise Sergio caricando i panzerotti nel bagagliaio. Poi il gatto dei vicini si è portato via la sciarpa…

Ci abbiamo messo tutto gennaio a ritrovarla! sogghignò la suocera.

Anna li guardava e sentiva il cuore alleggerirsi. Era questa la festa che aveva sognato.

Maria Grazia

Puoi chiamarmi mamma, improvvisamente tenera la suocera. Una che ti recupera in stazione, ormai è famiglia vera.

Anna si commosse: Grazie mamma.

Tornando a casa, la suocera narrava storie del piccolo Sergio: la volta che aveva messo tutte le decorazioni su un unico ramo, la lettera a Babbo Natale in cui chiedeva il cappotto per la mamma, la pista di ghiaccio improvvisata per i bimbi del palazzo.

E poi quella volta delle lucine, ti ricordi? Tutte smontate: dovevi vedere come funzionavano.

E tu, per punizione, niente gelato per un mese!

Arrivati, erano le undici.

Speriamo che ci sia tempo per spostare il tavolo, iniziò agitata la suocera, Ce li vedi tutti gli amici schiacciati in un angolo?

Oggi lasciamo così, la frenò Anna dolce, Domani, se vuole, cambiamo tutto.

Domani preparo una millefoglie degna di Altamura! la suocera si scaldò. Sergio, vai a comprare la crema, la panna e il pan di Spagna?

Domani compro tutto, mamma.

In casa, gli amici li accolsero calorosi.

Buon anno! esultarono tutti.

Maria Grazia, che bello che è rimasta! Martina sincera. Ci stava proprio la sua allegria.

Sul serio? la suocera brillò. Ho portato i panzerotti…

Con la scarola? occhi lucidi di Luca. Li adoro!

Subito in cucina! Maria Grazia già in fermento. Anna, dovè il grembiule?

Anna osservò, improvvisamente serena: era così che doveva essere il loro primo Capodanno. Con coccole di mamma, profumo di fritto e chiacchiere morbide.

Unora a mezzanotte. Maria Grazia non comandava più, chiedeva consigli ad Anna sui piatti, Sergio e compagni armeggiavano col karaoke: e chi lo sapeva che la suocera sapesse tutte le canzoni di Mina e Toto Cutugno? La casa esplose di risate, bicchieri tintinnanti, profumo di panzerotti appena riscaldati.

Sai, ormeggiò Martina ad Anna, Tua suocera è un fenomeno. Vera, di cuore.

Anna guardava Maria Grazia che dava lezioni di decorazione ai ragazzi:

Sì, è vera. Ogni tanto dimentichiamo che ciò che conta non è la tovaglia stirata o lagenda, ma stare assieme davvero.

Fuori la neve continuava a dipingere la città.

Maria Grazia spiegava come si esprime un desiderio alla mezzanotte:

Limportante è che venga dal cuore. E ricordate, niente io voglio, pensate a tutti!

E gli occhi chiusi fino allultima campanella! aggiunse solenne. Così ho pregato per avere un maschio, ed è arrivato Sergio.

Mamma! arrossì Sergio.

Ma che cè di male? Anzi, Anna, pure tu dovresti pensare alla prole!

Anna affogò un giro di prosecco: Maria Grazia

Mamma! corresse la suocera subito. Hai promesso!

Sì, sì, mamma ma ora pensiamo al brindisi.

Quando allora? la suocera le piazzò una teglia di panzerotti. Forza, mangia, ti ci vogliono le forze! Alla tua età io già stringevo Sergio.

Il karaoke, per fortuna, cambiò argomento. Maria Grazia intonò Lanno che verrà, scoprendo di avere una voce da serata col pubblico pagante. Tutti la seguirono, pure Anna, che di solito non cantava nemmeno sotto la doccia.

Quindici minuti a mezzanotte: Sergio svuotava il prosecco nei calici, Martina portava i mandarini, Maria Grazia crollava assopita sulla poltrona.

La svegliamo? sussurrò Anna. Manca poco.

Lascia, rispose lui, Guarda che pace. Finché non guida lei la baracca, è tutto uno sbando.

Infatti, senza di lei, nessuno sapeva bene quando stappare, dove mettere i bicchieri, chi deve fare il discorso

Tre minuti! Luca controllò lorologio. Accendiamo la tv?

A quel punto Maria Grazia si rianimò:

Così non va! Lo spumante va stappato prima, sennò duro come un professore, e uno dei flûte sotto lalbero che Babbo Natale fa sempre il giro.

Babbo Natale? domandò Martina.

E chi credi che realizzi i vostri desideri, lINPS?

Risero tutti ma il calice sotto lalbero fu messo davvero. Esplodevano i primi petardi.

Sergio, ricordi, tu facevi la guardia alla finestra per Babbo Natale: e poi ti addormentavi lì

E al risveglio i pacchi erano già sotto il pino! Non ho mai capito come hai fatto

Magia materna! occhiolino della suocera.

I rintocchi sorpresero tutti. Calma tutti! tuonò Maria Grazia. Occhi chiusi e pensare al meglio!

Anna strinse forte le palpebre. Cosa desiderare di più? Era già tutto lì: tutti insieme, Maria Grazia ormai mamma, salute, risate, serenità.

Dopo il dodicesimo colpo, Anna riaprì gli occhi: Maria Grazia stava asciugandosi una lacrima furtiva.

Tutto bene, mamma?

Tutto perfetto, figlia mia. Ho espresso anchio un desiderio E sento che si sta già avverando.

Quale?

E dai! Non si dicono, sennò non si avverano.

Fuori mille fuochi dartificio. Urla festose, petardi, musica da tutte le finestre.

Buon anno! brindisi generale.

Fermi tutti! Maria Grazia aveva un altro sacchetto. Vi ho portato i regali.

Anna, per te: questa è di mia nonna, una tovaglia ricamata a mano.

Anna, commossa, la prese fra le mani. È un tesoro di famiglia! Non posso.

Adesso sì. Sei una di noi. E te lo dico piano: ogni donna della nostra famiglia ha concepito figli proprio su questa tovaglia

Mamma! Anna diventò tutta rossa.

Maria Grazia finge dinnocenza: È per portare fortuna! Sergio, per te, questi orologi erano del nonno. Gli hanno pure fermato una pallottola!

Grazie, mamma. Ma perché proprio oggi?

Perché Capodanno è la notte delle sorprese e dei miracoli Pensavo che mi cacciavate, e invece siete venuti a cercarmi.

A questo punto, Anna la abbracciò. Non ti cacciamo mai. Dobbiamo solo imparare a convivere.

Giusto, Maria Grazia annuì, E io a non invadere. E a chiamare prima; magari pure coi messaggini e senza rimodernare la casa di nascosto.

Un brindisi alla famiglia! sollevò il calice Martina. Alla comprensione e allesserci sempre.

E ai nipoti! aggiunse la suocera.

Mamma!

Zitta, dai, però son felice.

La festa si scatenò. Gioco dei mimi, tutti fuori a ballare e sparare le stelline. Maria Grazia insegnava il valzer, Luca arrancava buffamente… Così no! Un due tre, un due tre, guida la partner!

Spuntarono i vicini con la cioccolata calda, addirittura una chitarra fu passata fra le mani. La notte sembrava una favola di Collodi.

Il Capodanno più bello di sempre! dichiarò Maria Grazia rientrando. Non mi divertivo così dal 78.

E il tango col signor Paolo? rise Martina.

Altro che ballerino! Ai miei tempi altro che TikTok Ora vi contendete tutti il wifi!

Poi guardando lora: Ma sono già le tre! Domani lavorate, ragazzi

Ma mamma, è Capodanno, ricordò Sergio.

Va bene uguale! Guardate Anna, sembra stanca E chi mi fa i nipoti?!

Su! fece Anna, Stasera niente storie di figli, parliamo di qualcosa di moderno…

Avete ragione! Maria Grazia si mise a raccogliere i piatti. A proposito, Anna domani mi insegni a usar sto smartphone? Così vi videochiamo!

Ma certo! spuntò Luca. Anche mia nonna fa selfie migliori dei miei!

I selfie? E che sono?

E giù lezione di selfie, con la suocera che ogni volta fotografava la lampada o la sua borsa.

Sta tecnologia è stregoneria! Fate voi, io preferivo la polaroid.

Ma domani impariamo, così sentite Sergio in video.

Alla fine rimasero a chiacchierare a lavare i piatti: Anna, sussurrò la suocera, oggi in stazione ho avuto paura. Di avervi persi.

Ma va, siete importante per tutti.

Però niente più sorprese. Organizziamo tutto insieme da ora in poi?

Daccordo! la suocera fece locchiolino. Allora domani gelato, pianifichiamo la cameretta. Ho già visto la carta da parati giusta!

Mamma!

Ma ti avviso prima! rise la suocera.

Il sole sorgeva sul primo giorno danno. I botti si attenuavano, la casa era silenziosa e calda.

È andato alla grande, alla fine, disse Maria Grazia sollevata, Pensavo di aver rovinato tutto e invece

Ma il campanello suonò. Anna guardò lorologio: 5:30.

Oddio, chi sarà?

Apro io! la suocera grintosa.

Sulla porta cera una signora paffuta con gli occhi gonfi di pianto.

Gina?! Che ci fai qui?

Maria Grazia, ti ho aspettato tutta la sera! Ho chiamato ospedali, volevo la polizia… E tu qui a fare festa con i giovani!

Zia Gina? Sergio sbucò. Entra, non stare sulluscio.

Vai a capire, le dico arriva per le otto!, e dove va?

Ma capisci

Niente, magari! Ho il tavolo pronto, il cotechino freddo…

Maria Grazia deglutì: E lhai fatto con le lenticchie?

Certo che sì! E anche panettone con canditi, panzerotti con i carciofi

La suocera lanciò unocchiata ai ragazzi. Che ne dite, andiamo in gita anche ora?

Alle sei del mattino?! sbarrò gli occhi Anna.

Dai, Capodanno è Capodanno! si inserì la zia Gina. E ho fatto anche linsalata russa colla carota a julienne!

A Anna scappò da ridere.

Così si avviarono tra i vicoli deserti, nevicava ancora. Ti ricordi, Gina, la notte che venimmo a trovarti alle cinque? Appena sposata

Eccome! Michele si spaventò, venimmo via a mani vuote Ma poi che risate!

La casa della zia Gina era piccola ma caldissima. Tavola imbandita, finte lamentele.

Dai, facciamolo durare, questo Capodanno! Uniamo i banchetti!

Un brindisi alle famiglie allargate e agli imprevisti, Anna guardò la suocera, Tanto, ora ci avvisiamo sempre anche via WhatsApp!

Fuori, il nuovo anno iniziava con unaltra avventura e, mentre la suocera già sognava nuove riunioni e un nuovo telefonino, Anna pensò: in fondo, non cè niente di più bello della confusione allegra di una famiglia italiana che si vuole bene.

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La suocera si presenta senza avvisare un’ora prima degli ospiti la notte di Capodanno
Vivo insieme alla mia mamma di 86 anni: la mia vita senza marito né figli a 57 anni, tra piccoli gesti quotidiani, solitudine e serenità domestica