Alla fine del congedo di maternità, sarò obbligata a rimborsare a mio marito l’assegno di mantenimento?

Di recente, in un sogno strano, ho trovato per caso il quaderno di mio marito, posato su una mensola che non ricordavo di avere. Dentro, tutte le spese annotate in righe impazzite per mio figlio di sette anni… Sfogliando le pagine, vedevo le cifre danzare come fantasmi tra le colonne. Mio figlio, ormai, era in prima elementare. Io e il suo papà ci eravamo lasciati molto tempo fa, e tutto era rimasto sospeso come nebbia sulle colline.

Quando mio figlio aveva quattro anni, mi apparve nella piazza una figura: era Giulio. Mi disse che mi amava, che avrebbe amato anche mio figlio come fosse carne della sua carne. Per me, queste parole erano aria fresca dopo la pioggia.

Nel sogno però, Giulio non si era mai davvero comportato come un vero papà. Allora, la sua attenzione e il suo rispetto verso mio figlio mi bastavano. Un anno dopo il nostro matrimonio, nacque la nostra bambina. Giulio iniziò a concentrarsi tutto su di lei: dopo tutto era sangue del suo sangue, la piccola Bianca.

Con la maternità, ero rimasta a casa; Giulio diventò il pilastro economico della famiglia. Ogni volta che uscivamo al parco giochi sotto il grande ulivo, o nel prato dove i bambini inseguono farfalle Giulio continuava a comprare a mio figlio giocattoli lucenti o coppette di gelato che profumavano di fragola e cioccolato.

Ma, nella nebbia onirica, trovai quel quaderno. Mi tremavano le mani. Quando lo aprii, le pagine erano divise in tre sezioni come stanze vuote: data, nome, quantità. Giocattoli 40 euro, Gelato 40 euro, Altalene 30 euro.

Chiesi a Giulio come dovessi interpretare tutto ciò. Non cambiò la sua espressione quando gli mostrai il quaderno: le sue parole erano secche, taglienti come uno scoglio. Per lui era tutto ovvio. Mi disse che, al termine della maternità, avrei dovuto restituirgli tutte le spese fatte per mio figlio. Mi suggerì, robusto come un giudice, di richiedere gli alimenti dal mio ex marito, così mi sarebbe stato più semplice pagare quel debito. Aggiunse, senza ombra di dolcezza, che il suo unico interesse ora era mantenere la sua vera figlia.

Mi sono svegliata piangendo. Non posso separarmi da Giulio: abbiamo una bambina insieme e il mio cuore batte forte per lui. Ma non riesco a perdonarlo per la sua piccolezza. Chissà dove mi porterà questo sogno, forse in una piazza vuota, sotto un cielo che non sa decidere se essere giorno o notte.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

four × 5 =