– Perché mi disprezzi così tanto? – Ho chiesto a mia suocera

Oggi ho fatto la grande pulizia di casa: ho spazzato dappertutto e poi mi sono messa a strofinare i pavimenti come una vera massaia milanese. E la mia suocera, la signora Giulietta, evidentemente con troppo tempo libero, ha ben pensato di rovesciare a bella posta una manciata di gusci di pistacchi sul pavimento appena lavato. Mi sono girata verso di lei, un po’ stordita. Laveva fatto proprio apposta.

Mamma, ma perché hai fatto così? Ti ho vista!

Lei mi ha guardata sprezzante, con quell’aria aristocratica che nemmeno la Contessa di Torino potrebbe imitare:

Lo rifarai di nuovo! Non ti succede niente, dai!

Soddisfatta della sua bravata, è tornata a stendersi sul divano come se fosse lo sbadiglio dopo il pranzo domenicale. Sono andata nellaltra stanza, ho preso una scopa e la paletta e ho ricominciato a pulire tutto.

Intanto, lei ha ripreso il Corriere della Sera che aveva già letto e riletto almeno sei volte quella mattina.

Ma perché mi vuoi così male? Che ti ho fatto per meritarmi tutte queste prese in giro? le ho chiesto tra una passata daspirapolvere e laltra. Cucino per te, lavo i panni, tengo pulito. E mia figlia Bianca ti dà sempre una mano! Perché ce lhai sempre con me?

Lei niente, nemmeno un cenno. Non si è voltata, non ha detto una parola. Di scuse, ovviamente, manco lombra.

Sono scoppiata a piangere silenziosamente. Ho finito di pulire e sono uscita dalla sala come un’attrice drammatica. Ho messo su una lavatrice e poi sono scivolata al mercato per comprare qualche carciofo e pomodori maturi.

A casa cè sempre da fare. Quando sono impegnata, non ci penso troppo, il tempo passa senza che me ne accorga.

Mio marito, povero Marcello, è venuto a mancare ormai tanti anni fa. Successe quando Bianca aveva solo 8 anni.

Subito dopo il funerale, Giulietta dichiarò:

Resta qui con me! Non ti lascio andare da nessuna parte! Non voglio sentire pettegolezzi tra le vie di Mantova che ti ho buttato fuori.

Ovviamente accettai. Daltronde, dove sarei potuta andare? Mia sorella, coi suoi due figli, abitava dai miei genitori a Genova. Non cera posto nemmeno per infilare una pianta grassa.

Avevo grandi speranze che, nonostante il caratteraccio di Giulietta, prima o poi avremmo trovato un punto dincontro. Ma il miracolo non è mai arrivato.

In pubblico, era normale, persino gentile. Ma in casa, tra noi due, mi bersagliava con battute acide. Mi diceva che dovevo fare come voleva lei.

Sei proprio uningenua! Chi vuoi che abbia bisogno di te? Nessun uomo ti guarderà mai! Hai una figlia! Sta qui con Bianca e con me! diceva, agitando la mano come una diva. Quando morirò, ti lascio la mia casa! Ma se non fai come dico, lascio tutto a qualcun altro! E tu rimani senza niente!

E questa minaccia mi spaventava così tanto che lasciavo correre e mandavo giù tutto. Ho sempre cercato di fare il meglio per Bianca.

La verità è che Giulietta di morire non ne aveva proprio voglia ormai aveva superato i novantanni. Non si lamentava mai della salute. Spendeva tutta la sua pensione in euro su se stessa. E pretendeva che le comprassi sempre il meglio, roba fresca e di qualità: niente pomodori ammaccati o salame da discount.

Col tempo, ho capito che avevo fatto un errore enorme anni fa: non avrei mai dovuto restare con lei. E ora, mi sono ritrovata a sopportare umiliazioni per una vita intera.

Oggi Bianca finisce luniversità. Ha un fidanzato, Riccardo, molto garbato. Dopo il matrimonio vivranno insieme, serenamente. Spero davvero che avrà fortuna e sarà felice.

Mi dispiace tanto per me stessa e tutto quello che ho lasciato andare per strada… Ma almeno i pavimenti brillano come non mai!

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

2 × three =