Il Punto di Non Ritorno

Il punto di non ritorno

Non è possibile! Come si fa a vivere senza acqua calda? Camilla sentiva le lamentele di suo marito. Era solo il secondo giorno senza acqua, ma Davide continuava a borbottare sottovoce che era insopportabile. Camilla si chiese tra sé perché lo trovasse impossibile: succedeva ogni anno, sempre nello stesso periodo. Sbadigliò, si rigirò dallaltro lato del letto e si coprì un orecchio con il cuscino. Ma appena richiuse gli occhi, Davide irruppe nella loro camera, le tolse il cuscino e chiese:

Come mai non ti alzi?

Ecco, come sempre! pensò Camilla con un filo di esasperazione.

Davide! Che cè? Oggi entro a lavoro solo allora di pranzo, te lho detto ieri sera

Camilla, ma come? E chi farà colazione con me? gemeva Davide.

Camilla lo guardò con sorpresa:

Ma non eri stato tu a dirmi che potevo restare a letto? Va bene, però resto con te.

Davide uscì dalla stanza senza aggiungere altro, così Camilla si alzò.

Più tardi, seduti al tavolo della cucina, Camilla sorseggiava il suo caffè a piccoli sorsi mentre Davide le faceva complimenti e le dichiarava il suo amore. Camilla si scioglieva con le sue parole, ma non riusciva a dimenticare che fosse stato proprio lui a svegliarla prima del dovuto.

Davide uscì per andare a lavoro, mentre Camilla tornò a sdraiarsi, avvolta nel piumone, a riflettere. Quando uscivano insieme, Davide appariva perfetto. Da sposati, però, aveva scoperto tanti lati meno gradevoli. Prendi, ad esempio, questo continuo lamento Forse dovevano convivere prima di sposarsi, ma Camilla desiderava il matrimonio, la convivenza non era nemmeno unopzione. Anche lei aveva sicuramente delle manie intollerabili per gli altri. Forse ci si poteva abituare a tutto, addirittura trarne un vantaggio. Ma come si faceva? Non ne aveva idea.

………………..

Camilla! Ho capito cosa dobbiamo comprare!

Appena Camilla varcò la soglia di casa, Davide si fiondò su di lei.

E cosa dovremmo comprare?

Ma come? Un boiler!

Un boiler? Ma a che serve? Qui a Firenze ci tolgono lacqua calda al massimo una settimana lanno

Appunto! Dieci giorni senza acqua calda sono un inferno!

A Camilla in verità non pesava più di tanto: lavare i piatti con lacqua fredda era fastidioso, scaldare lacqua per lavarsi un po impegnativo ma nulla di tragico. Se serve il boiler, si prenderà il boiler!

Daccordo, compriamolo. Ma dobbiamo sbrigarci, tra otto giorni ridaranno lacqua calda.

Giusto! annuì Davide, impaziente. Mandami un po di opzioni!

Camilla si era illusa di scegliere insieme, invece toccava a lei cercare le varie marche. Si mise allora a leggere recensioni, confrontare modelli e inviare a Davide le soluzioni migliori, come sempre. Ma nessuna andava bene. Così passarono gli otto giorni, poi lacqua tornò.

Camilla, il boiler prendiamolo ugualmente. Tanto, lanno prossimo ci risiamo insistette Davide. E Camilla continuava a inviargli proposte che lui sistematicamente bocciava.

Senti, Camilla, sai che recentemente ho aiutato Luca a scegliere un boiler per la casa in campagna? Posso darti una mano! si offrì la collega di Camilla, Silvia, aiutandola davvero a trovare un buon modello. Camilla lo inviò a Davide, ma lui non rispose. Silvia ricordò che la sua offerta di sconto sarebbe scaduta in un paio di giorni. Camilla, a quel punto, ordinò il boiler senza consultare Davide.

Perché non mi hai chiesto prima? Siamo una famiglia! protestò offeso Davide.

Ti ho chiesto, ma non hai risposto cercò di difendersi Camilla.

Sarà, ma non era quello giusto! ribatté lui, che poi, dopo un attimo, cedette: Ormai è fatta

Camilla si sentì colpevole, ferita, frustrata.

Non compro più niente, dora in poi, pensò tra sé.

…………………

Davide, quanto sta qui questo boiler? Continuo a sbatterci contro e mi sono anche fatta male Camilla massaggiava la gamba.

Sì, sì, Camilla, lo installo prestissimo prometteva per lennesima volta Davide.

Camilla sospirò, consapevole che quel boiler sarebbe rimasto lì ancora a lungo. Infatti trascorse tutto il resto dellanno. Resse perfino il secondo black-out di acqua calda, finché Camilla perse la pazienza e chiamò un tecnico.

Camilla! Dovevi parlarne con me, siamo una famiglia! Lhanno montato tutto storto! sbottò Davide. Ma Camilla scrollò le spalle:

Ma ora cè lacqua calda, o no? Basta, il resto sono dettagli.

Dentro di sé però pensava che forse avrebbero potuto evitare lacquisto.

………………..

Camilla era ospite da Francesca e ascoltava le sue sfuriate contro il marito: che non laiutava mai, che tutto ricadeva su di lei.

Ho deciso, mi separo concluse Francesca.

Avete anche una bambina! esclamò Camilla, sgomenta.

E allora? Tanto faccio tutto da sola. Senza di lui sarebbe meglio.

Ma lamore? Avete sempre avuto un amore bellissimo si rattristò Camilla.

Era bellissimo Ora non cè più. Non solo non mi aiuta, si lamenta pure con sua madre che poi mi fa la morale. Non ce la faccio più.

Francesca abbassò lo sguardo e aggiunse con invidia:

Beata te che hai un marito come il tuo

Camilla sgranò gli occhi: davvero Francesca credeva che Davide fosse lideale? Ma lei, Camilla, semplicemente evitava di lavare i panni sporchi in pubblico e non si lamentava mai con le amiche. Ma preferì tacere.

Camilla rincasò tardi, persa nei suoi pensieri: ma lei, provava ancora amore per Davide, o era solo abitudine? Forse senza di lui starebbe meglio.

………………………

Dove sei stata fino a questora? Davide era seccato. Ormai lo era sempre. E comunque la cena non cè e io sono affamato.

Ma iniziò Camilla, poi si bloccò. Ieri avevano concordato che Davide avrebbe preso qualcosa da mangiare tornando a casa. Ma sapeva già che lui avrebbe stravolto la situazione facendola sembrare in torto.

Preparo qualcosa subito.

Camilla sbucciava patate, meditando che con pretese del genere, lamore si esaurisce, poco a poco, come una goccia dopo laltra E alla fine ti accorgi che siete diventati estranei.

Brrr. Quel pensiero la fece rabbrividire. Non voleva che le succedesse. Che accadesse a tutti, ma non a lei.

………………..

Davide aprì la porta dingresso.

Finalmente a casa disse Davide.

Camilla restò in silenzio. Da un lato anche lei provava sollievo, dallaltro avrebbe preferito restare ancora un po con gli amici. Purtroppo ci vedevano di rado perché con Davide era impossibile: a volte voleva uscire insieme e altre improvvisamente si tirava indietro. Se lei andava senza di lui, poi si offendeva; se rinunciava, si offendeva lo stesso. E per quanto Camilla provasse a non dar peso al suo umore, finiva per arrabbiarsi con lui.

Ah, e cosa voleva Luca oggi? domandò Davide allimprovviso.

Niente ha detto che ha una proposta lavorativa da farmi, mi aspetta domani per parlarne rispose Camilla.

E ci andrai? chiese Davide, contrariato.

Sì, perché? È solo lavoro.

E non pensavi di parlarne con me? Siamo o no una famiglia?

Camilla rimase incerta di fronte a tanta rigidità.

Certo che siamo una famiglia, ma faccio un lavoro diverso dal tuo e credo di poter decidere da sola dove e con chi lavorare in fondo lei non capiva il suo punto, mica avevano un mutuo o debiti da consultarsi su tutto!

Sappi che io non mi muovo da qua.

Che sorpresa.

E chi ha detto che il lavoro ti avrebbe portato altrove?

So già dove Luca vuole aprire la nuova sede, e sicuramente ti offrirà di gestirla lì.

In che città?

Davide distolse lo sguardo, e Camilla ebbe come un lampo di intuizione:

Non sarà mica quella città in Toscana dove volevamo trasferirci?

Sì ammise Davide, contrariato.

Sarebbe una cosa bellissima!

No. Io non vado da nessuna parte. Né tu, né io.

Camilla non sapeva più cosa dire. Ma decise comunque di ascoltare la proposta di Luca.

……………………..

Ecco cosa ti propongo, Camilla. Che ne pensi? Luca le fissava gli occhi in cerca di una risposta.

Perché non scegli qualcun altro lì? tentennò Camilla.

Perché di te mi fido.

Davide non vuole trasferirsi Camilla abbassò lo sguardo.

Luca si alzò, camminò avanti e indietro per la stanza.

Camilla, non volevo dirtelo. Davvero. Ma forse è ora che ti svegli: dovreste lasciarvi.

Camilla impallidì.

Ma io lo amo bisbigliò.

Lo so ma credimi, lui ti tradisce.

Non è possibile! tremò Camilla.

Luca sentenziò con voce stanca:

Fai come vuoi, ma è così. Con Francesca, la tua amica. A lui va bene così: ha due donne che gli girano intorno. Pensaci bene alla mia proposta

Camilla uscì dallo studio di Luca con le gambe molli, rincasò lentamente.

Casa sua era bella ma stasera era triste. Camilla si rannicchiò sul divano.

Goc, goc, goc Cosera? Entrò in bagno: il rubinetto gocciolava, lo chiuse.

Goc, goc, goc Come se il suo amore stesse sgocciolando via dal cuore.

Camilla uscì di corsa, si vestì in fretta, e in cinque minuti era davanti alla porta di Francesca. Nessuno rispondeva. Camilla bussò ancora, ma nulla. Solo la vicina si affacciò: Non cè, è ancora in ufficio.

Guardò lorologio. Ovviamente, Francesca lavorava ancora; era stata lei, Camilla, a chiedere il permesso per uscire prima. Mentre pensava a cosa fare, si aprì lascensore: ne uscirono proprio Davide e Francesca. Al vederla, si zittirono allistante.

Camilla restò muta, ma dentro di sé sapeva che Luca aveva detto il vero. Davide si riprese per primo e disse qualcosa a Camilla, ma lei non lo ascoltava. Guardava Francesca che abbassava lo sguardo, silenziosa. E allora capì di non avere più motivo di restare lì, corse giù per le scale senza voltarsi. Magari Davide la chiamava, non importava. Si confuse tra la folla di Piazza della Repubblica, diretta chissà dove.

……………

Quindi è vero, è tutto vero, martellava nella testa di Camilla.

Dunque annullarsi per un uomo, dedicarsi esclusivamente ai suoi bisogni, scegliere sempre i suoi desideri anziché i propri, non funziona!

La vita e tutte le certezze di Camilla crollarono. Tirò fuori il cellulare, chiamò Luca:

Accetto la tua proposta, riuscì solo a dire.

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