Abbiamo preso una decisione di coppia con mia moglie: vivere in camere separate. Ecco che cosa è successo

Mi ricordo come fosse ieri, anche se è passato ormai quasi un anno, quando io e mia moglie abbiamo preso la decisione di separarci nei nostri spazi personali, per non arrivare al punto di annoiarci o irritarci a vicenda. In fondo, ognuno di noi ha le proprie passioni e le proprie abitudini.

Ad esempio, mia moglie, Luisa, adora ascoltare la musica ad alto volume e non vuole proprio saperne di usare le cuffie. A me invece piace perdermi nei libri in un silenzio assoluto. Oppure guardare vecchie sceneggiate napoletane in televisione. Qualche volta porto a casa delle pratiche dal lavoro e devo discutere al telefono con i clienti. In quelle situazioni, rischio di darle fastidio. Così abbiamo deciso, di comune accordo, di stare in due stanze separate del nostro appartamento. Due stanze, entrambe con i loro mobili, niente di lussuoso ma quanto basta. Vorrei raccontare lesperienza che abbiamo vissuto abitandovi separati.

Il miglior consiglio che posso dare è questo: non si entra mai senza bussare. È una cosa bellissima resti nella tua stanza, fai ciò che ti pare, nessuno viene a disturbarti o a chiederti favori. Qualcuno potrebbe domandarsi cosa mai potrebbe esserci di tanto importante da pretendere che si bussi per entrare.

Non è nulla di eccezionale. Da bambino avevo anchio una camera mia, ma la porta era sempre aperta e i miei genitori entravano e uscivano continuamente, a chiedermi cosa stessi facendo. Non aveva importanza: che stessi leggendo, dormendo, guardando la TV o giocando, dovevo sempre trovare una scusa per giustificare cosa facevo. Nessuno mi rimproverava mai, era solo così che funzionava. Ma io, sinceramente, non ero mai del tutto a mio agio.

Ora invece posso dire a Luisa, attraverso una porta chiusa, che sono impegnato, e se non ho voglia di parlare con lei, semplicemente non la faccio entrare. E lei non forza mai la porta, non mi interrompe nei miei momenti. Lei si occupa delle sue cose. E questa è una meraviglia!

Avere il proprio spazio personale, per me, è stata una felicità ritrovata! Entro nella mia stanza e faccio ciò che voglio. Non devo chiedere il permesso a nessuno, non devo coordinarmi, non sono obbligato a seguire altre regole se non le mie. Metto in ordine, o lasciò il disordine a modo mio, sistemo i miei libri e i miei appunti come preferisco.

Cè anche un certo fascino in tutto questo… Ormai i nostri confini sono chiari: ciò che è mio e ciò che invece appartiene allaltro. Questo è importante. Io rispetto il suo spazio e aspetto il suo invito per andare da lei. Non entro mai allimprovviso; prima le chiedo se posso partecipare, se posso raggiungerla. E quando la sua voce mi dice di sì da dietro la porta, tutto ha un sapore diverso. È bello, non è come poter accedere in ogni momento senza alcun mistero.

È come parlare con una ragazza che ancora non è tua. Tutto, fino allultimo secondo, resta sospeso, non sai mai se accetterà il tuo gesto dintimità.

Tanti uomini notano che, dopo che hanno cominciato a convivere, lintensità delle emozioni cala, tutto cambia. La moglie è sempre a portata di mano, mentre allinizio non lo era mai. Così, dividere le stanze risolve molti problemi.

Quali sono le mie conclusioni?

È ovvio che i ricchi, quelli che dispongono di una villa con dieci stanze e altrettanti bagni, sono sempre vissuti così. Per loro non cè niente di nuovo. Per chi, come noi, vive in un semplice appartamento, invece, questa soluzione è davvero una benedizione dal cielo.

So che ci sono molte persone che, pur avendo due stanze, continuano a dormire e abitare sempre insieme nella stessa stanza. Sempre tutte le ore. Spesso laltra stanza è per i figli. E se cè una terza, è destinata al salotto per ricevere ospiti. Ma a che serve tutto ciò? Anche tra chi vive in case modeste, marito e moglie hanno bisogno del proprio spazio personale. Dovrebbe essere normale, anche nei nostri appartamenti di città come Firenze o Torino.

Così la penso oggi, ricordando come tutto è iniziato, e quanto questa scelta ci abbia fatto bene.

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