Vai da tua madre, disse mio suocero

Vai dalla mamma, disse il suocero.

Quindi vi conoscete? domandò Marina.

No, cioè, sì, rispose dopo una breve esitazione il suo fidanzato. Un po…

Ma lei aveva già capito tutto: era proprio quellamore grande di cui Matteo aveva sempre parlato con così tanto disagio

Marinella, lo sai che forse mi risposo! aveva esclamato al telefono, raggiante, suo padre. E perché no?

Sei ormai adulta, poi hai un ottimo compagno di vita: il mio futuro genero!

Tua madre non cè più da dieci anni. Che senso ha rimanere solo? Senza una donna in casa è tutto più difficile!

E Giulia è splendida, ti piacerà tantissimo! Ho pure limpressione che diventerete amiche!

Poi, dopo un attimo dimbarazzo, papà aveva ammesso:

È quasi tua coetanea.

E quasi quanto vuol dire, papà? aveva risposto Marina con un sorriso ironico; sapeva che suo padre era sempre stato un uomo di fascino.

Proprio come il nostro Nicola I: anche lui aveva una voce che incantava, ed era adorato, poco importava letà delle donne.

Le vecchiette si raddrizzavano appena lo vedevano, lasciando cadere il bastone. Le signore ancora giovani si sistemavano i capelli e rientravano la pancia. Le ragazze scoppiavano in risate squillanti e volgevano lo sguardo allaffascinante pensionato. E persino le bambine si quietavano accanto a quel simpatico zio.

Nessuno si stupiva dunque che papà volesse risposarsi: aveva atteso fin troppo.

E poi il nome Giulia alla ragazza non risultava affatto estraneo: così si chiamava anche lex fidanzata di Matteo. Quella di cui lui non amava parlare, e tanto meno entrare nei dettagli.

Marina non avrebbe mai saputo nulla, se durante una chiacchierata con la futura suocera non fosse stato menzionato: «Così decisa a sposarti o farai come Giulia che se nè andata? Ah, che amore tra loro due, altro che! Da sogno!»

Ma Giulia era scappata. Da Matteo.

Ma come mai? Dai partiti migliori non si scappa: intelligenza, aspetto, soldi, carattere perfetto!

Eppure, era fuggita!

Il fidanzato disse che era stata una scelta condivisa, che i caratteri erano incompatibili e le visioni della vita troppo diverse.

Solo grazie alla gaffe della madre avrebbe scoperto altro o forse, era tutto calcolato?

Alla suocera la seconda fidanzata sembrava piacere.

E poi, Marina avrebbe dovuto essere la prima, non la seconda: con Giulia, Matteo non si era mai sposato, pur avendo vissuto insieme tre anni, proprio come ora con Marina.

Poi, di colpo, puf!: la ragazza se nera andata. Per divergenza di caratteri, dicevano.

Ma ci sono voluti tre anni per accorgersene? aveva voluto capire Marina.

A volte ci vuole tutta una vita! aveva risposto Matteo filosoficamente.

Ti ha tradito? era andata a fondo lei, sapendo quanto lui fosse fedele.

No!

Voleva limpossibile? Ti faceva richieste assurde? Non le andava bene il tuo stipendio? Non faceva nulla in casa?

No, tutto a posto su questo.

Allora? Non piaceva a tua madre?

Te lho detto, non ci siamo trovati.

In che cosa? insisteva Marina, temendo di vivere la stessa esperienza.

Svaghi diversi? Passioni incompatibili? buttava lì la ragazza.

Boh, non credo.

Allora perché è andata via?

E chi lo sa! sbottò Matteo, irritato. Poi aggiunse: Ma basta, no? Tra noi va bene! Perché scavare nel passato?

Marina aveva lasciato perdere. Del resto, le cose procedevano bene: il matrimonio si sarebbe celebrato tra un mese, avevano già fatto le pubblicazioni. E pareva che anche la suocera lapprovasse.

Di lì a poco, il padre la invitò a conoscere la sua nuova compagna: anche loro volevano sposarsi.

Ad aprire la porta fu una donna giovane e affascinante, non più di trentacinque anni ventanni meno di papà.

Marina ne aveva appena compiuti trenta, Matteo superava di poco i quaranta: in entrambe le coppie tutto sembrava andare a meraviglia!

Tu?? sbottò Matteo, trovandosi di fronte la futura suocera che era più giovane di lui.

Vi conoscete? ripeté Marina.

No, cioè sì, un poco esitò il fidanzato.

Ma ormai Marina aveva letto tutta la storia nei suoi occhi: era stato il suo grande amore.

Hai organizzato tutto di proposito? balbettò Matteo indicando Giulia dopo un silenzio carico.

Cosa dovrei aver organizzato? replicò Giulia, sorpresa.

Questa farsa del matrimonio! precisò il fidanzato.

Che vuol dire farsa? Occhio alle parole! E poi, a che pro?

Beh, per vendicarti di me e di mia madre! ribatté Matteo acceso. Hai scoperto tutto su suo padre e ti sei fatta avanti!

Far innamorare un uomo solo è semplice tecnica, e tu sei in gamba!

Ti ascolti quando parli? domandò calma Giulia. Io e la tua mammina ormai manco vi ricordo, vi ho cancellati dal primo giorno!

Perché dovrei vendicarmi?

Non prendermi in giro! urlò quasi Matteo.

Marina osservava incredula il fidanzato: luomo buono e generoso era sparito, al suo posto uno sconosciuto dai lineamenti alterati, le guance chiazzate e la bocca da cui volavano schizzi di saliva

Le sembrava che Matteo si fosse perfino rimpicciolito davanti ai suoi occhi: una metamorfosi inquietante.

Si vedeva che succedeva davvero!

«Non dormi, ma sembri addormentato!» diceva sempre il nonno in questi casi; un tempo non capiva, ora sì.

Il padre comparve sulla soglia dellingresso:

Ma allora ci siete? Finalmente! Dai, a tavola: vi stavamo aspettando!

Io non vengo! strillò il futuro sposo, scandalizzando tutti. Imbarazzo generale, al di là di Matteo.

Guardate come si comporta! continuò a inveire lui, indicando Giulia. Così vendicativa, così perfida!

È meschino tutto questo, Giulia! Cosa dirà mia madre? Bisogna saper lasciarsi con dignità!

Ah, ecco! esclamò Vittorio, il papà di Marina, comprendendo tutto. Quindi tu sei proprio quel fenomeno?

Il bamboccione attaccato alle sottane di mammà fino a quarantanni?

Silenzio tu, se non sai! lo bloccò Matteo.

E perché non dovrei saperlo? Giulia mi ha raccontato tutto insisté Vittorio.

Quella è la sua versione! Ce nè una mia, e una della mamma! ribatté Matteo sempre più acceso.

Tutti incrociarono di nuovo gli sguardi: la sua e quella della madre, certo che sì

Bene! accettò allimprovviso Vittorio. Racconta!

Cosa?

Dai, racconta la tua versione! disse il suocero invitante, lasciando Matteo interdetto.

Papà, forse non è il caso provò a intercedere Marina, sentendo che nulla di buono sarebbe venuto fuori.

E perché no? Che parli! È giusto sentire anche laltra campana.

Può andar male anche il tuo matrimonio, figlia mia, guarda dove siamo finiti!

Coraggio, genero, raccontaci pure: cosa avrebbe mai combinato questa cattiva Giulia?

Beh, esitò Matteo, faceva tutto di proposito per far dispetto alla mamma!

Ad esempio? Dammi fatti, solo parole, qui! insisteva il padre di Marina.

Cucina nociva! La mamma mi dava da mangiare sempre cose salutari!

Ma convivevate tutti assieme? E come sapeva che fosse nocivo?

Glielo raccontavo io! Ci sentivamo ogni giorno, e io

Come potevo non capirlo subito! rise Vittorio, interrompendolo. Altro che cucina?

Si lamentava se andavo da mamma nei weekend! spiegò Matteo.

E secondo te avrebbe dovuto esserne felice? incalzava papà.

Sì, doveva! È mia madre! Se mi ami, ami anche lei!

E poi Giulia non seguiva i suoi consigli! Ma la mamma lesperienza ce lha

Matteo proseguiva, svelando altri dettagli sempre peggiori.

Giulia restava in silenzio, senza difendersi o scusarsi.

Marina si sentiva come in sogno: tutto improvvisamente appariva sotto unaltra luce, e non era affatto bella. Luomo che amava si mostrava diverso.

Come aveva fatto a non capirlo prima?

Forse lui e la madre avevano deciso di comportarsi diversamente, per non rischiare di farsi scappare anche lei, Marina, proprio sotto laltare.

Dopotutto, a quarantanni una famiglia era dobbligo. Ma ora tutto era chiaro.

La discussione, intanto, si svolgeva in ingresso: nessuno riusciva ad accomodarsi a tavola. Lemotività aveva superato ogni soglia.

Se Matteo si fosse trattenuto, chissà: forse avrebbero anche potuto funzionare. E Marina lavrebbe sposato.

Ma non si trattenne. Fortuna o sfortuna? «Dio ci ha pensato!» avrebbe detto il nonno.

Un silenzio, poi papà Vittorio concluse:

Ho capito tutto! E allora adesso? Sì, Giulia in passato trattava male tua madre. Ma ora è finita, non ha più nulla a che fare con voi!

Perché accendersi così senza motivo?

Lascia andare il passato, ragazzo, abbi rispetto di te!

Giulia ha preso la sua strada da anni, tu la tua! E ora che il matrimonio è alle porte, canalizza le tue energie nel modo giusto! Che senso ha, ragazzo mio?

E allora comportiamoci da persone civili e signorili: non cerchiamo lo sporco dappertutto non abbiamo argomenti migliori?

Come dice la canzone: guardare il riflesso senza badare ai dettagli

Papà non perdeva la speranza di sistemare tutto, anche in un contesto così difficile. In qualche modo si doveva risolvere!

Ma Matteo improvvisamente si impuntò proprio come avrebbe detto il nonno.

E come glielo dirò a mamma, che Giulia adesso è vostra moglie?

Con le parole! scattò per la prima volta Marina. Come tutti, muovendo la bocca!

Non capisci! sibilò il fidanzato guardandola con disprezzo: possibile non capisse proprio nulla? Giulia verrà al nostro matrimonio con tuo padre, da moglie!

E allora? dissero insieme. Verrà, pazienza!

Questo a mamma non piacerà! mormorò Matteo.

Allora che mamma non venga, se non le va propose sereno Vittorio. Direi che sopravviveremo anche a questa sfortuna. Dico bene, ragazze?

Le due donne annuirono.

Ma come sarebbe, mamma che non viene? domandò Matteo incredulo.

E secondo te chi dovrebbe non venire? dopo una pausa pungente chiese Vittorio. Lascia stare, ho capito: Giulia, vero?

Sì ammise Matteo.

Non ti si rompe nulla tu e la mamma, vero? lo fece gelare il suocero, ormai esausto.

A Marina fu tutto chiaro: Giulia era invece scappata fin troppo tardi avrebbe dovuto farlo prima!

Quindi, non volete cedere? chiese ostinatamente Matteo.

Cedere su cosa?

Beh, io e la vostra futura moglie condividiamo brutti ricordi, meglio non vederci!

Hai ragione, hai proprio ragione: meglio non vi vediate più! rispose gentile il quasi suocero. Marinella, vogliamo dare la pace al tuo fidanzato e a sua madre?

Marina, sconvolta, annuì: aveva capito che non ci sarebbero stati doppi festeggiamenti.

E che ora, la cosa giusta era solo una: chiedere a Matteo di andarsene, insieme alla sua mamma, naturalmente!

Bene, disse calmo papà Vittorio, allora vai da tua mamma, sposala se vuoi e che siate felici!

Matteo rimase muto: non trovava parole. Non poteva credere che lo stessero davvero cacciando, mamma compresa!

E non era affatto perdonabile: la mamma non gli avrebbe mai perdonato tutto questo, assolutamente

Cosa fate, mi buttate fuori? tentò unultima protesta.

Non ci lasci altra scelta, caro mio! gli sorrise Vittorio. Rompiamo ogni rapporto, mi sembra sensato.

E così staremo tutti meglio, davvero…

A questo, Matteo non era preparato. In realtà, lo stop era più che razionale! Solo che dovevano cacciare Giulia, non lui!

Lui e la mamma erano le vere vittime. Loro, i veri martiri

Marina guardava altrove, perfettamente daccordo col padre.

Dopo queste scene, lamore per Matteo era ormai un ricordo opaco. La vergogna la divorava dentro: se non si fosse trattenuta, sarebbe scoppiata

Anche Giulia taceva, in sintonia con il futuro marito.

Così, Matteo fu costretto ad andarsene. Prima di uscire lanciò occhiate significative a Marina:

Davvero lasci finire così la nostra felicità? Io me ne vado per sempre, tu resti sola!

Cacciate lei, Giulia, e finirà tutto!

Ma nessuno intendeva cacciare Giulia.

Quando lex fidanzato se ne fu andato, si sedettero tutti allo stesso tavolo che ora sembrava una presa in giro: che felicità, che matrimonio già uno era saltato!

Anche se, contando Giulia, questa non era la prima volta che un matrimonio sfumava in famiglia. Restava la speranza che almeno Vittorio e Giulia ci riuscissero.

Marinella si sentiva a pezzi, come in un baratro.

Coraggio, figlia mia: è più facile risalire dal fondo la rincuorò papà. E poi, non ci sei ancora proprio in fondo: ci saresti finita con Matteo e la mamma a carico!

Così invece hai tolto il peso dalle spalle al momento giusto!

Sì mormorò Marina, sconsolata: i sogni e le nozze erano svaniti. E per una donna della sua età, era tutto!

Molto triste, ma non la fine del mondo.

Meno male che non hai avuto tempo di sposarti e fare un figlio! concluse papà. Tua suocera ti avrebbe mangiata viva.

Eccome! confermò Giulia, che sapeva benissimo di che parlava.

E così si brindarono alla libertà: dalle catene, dalle illusioni, dai legami, insomma da tutto!

E da quellamore. Ma era veramente stato amore? Per la mamma sì, ma per gli altri, chi può dirlo

Ci sono domande che è meglio non farsi mai. Buona fortuna, Matteo. Vicino a mammà, ovvio.

Se ci riesci, naturalmente. Ma questa è unaltra domandaMarina si accorse che il silenzio in casa era diverso: pesava, certo, ma era un peso che alleggeriva. Sotto i bicchieri del brindisi, ci fu una risata liberatoria, quasi inaspettata, che rimbalza tra i muri nuovi di famiglia e poi, contagiosa, ne scaturirono altre. Dopo anni di compromessi, ruoli forzati e aspettative, era come sedersi, finalmente, fuori dal teatro, respirando unaria più vera.

Decisero di ordinare una pizza, come tre amici dopo una tempesta, e davanti alle fette fumanti fu più semplice pensare a un domani meno ingarbugliato. Giulia si girò verso Marina: «Non è mai troppo tardi per imparare di chi fidarsi. O di lasciar perdere chi non sa stare da solo». Poi le strizzò locchio, con la complicità di chi ha sbagliato prima e ora vede un sentiero più largo.

La serata si sciolse in racconti, ricordi e nuove idee per la casa. Vittorio, con una forchettata improvvisa, dichiarò: «Qui si riparte da zero. Facciamo la famiglia più bizzarra della città! E se vogliamo, domani vado a comprare un cane, così da impazzire del tutto.»

Fu allora che Marina sentì il cuore alleggerirsi davvero. Forse la felicità non era lì dove aveva insistito a cercarla, ma in quel coraggio di cambiare rotta, sbagliare di nuovo eventualmente, ma senza più adattarsi alle prigioni di qualcun altro. Guardò verso la finestra, il cielo già schiariva sui tetti:

Spesso si crede che la vita sia un invito a forza, ma cè un tempo e arriva sempre in cui sei tu a scegliere da chi vuoi essere invitato.

Quella notte nessuno dormì davvero, troppo presi dai sogni nuovi. E in fondo, non era mai stato così facile, per tutti, sentirsi finalmente a casa.

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Vai da tua madre, disse mio suocero
La mia cognata ha deriso il mio regalo e io ho deciso di riprenderlo indietro