Il genero

Il Genero

Ti ripeti. La mia vita privata è il passato, riguarda solo me.
Mio figlio vive con la madre a Milano, li mantengo in tutto.
Teresa lo sa. Non le ho mai nascosto nulla.
Ma lei è solo una ragazzina! Non sa distinguere la verità dalla bugia!
Mamma, papà, vi presento Giovanni. Il mio futuro marito.

Giulia sentì un brivido gelido percorrerle la schiena, anche se nella sala calda il riscaldamento era al massimo.

Spostò lo sguardo lentamente dal volto raggiante di Teresa alluomo sulla soglia.

Indossava un elegante cappotto di cashmere, tra le mani un enorme cesto di frutta esotica e una bottiglia sigillata con ceralacca.

Matteo era rimasto di stucco accanto alla moglie. Giulia si aggrappò a lui con entrambe le mani.

Quanti anni hai, Giovanni? abbaiò il padre.

Luomo entrò con calma nel salone.

Ne ho trentotto, Matteo. Siamo coetanei, se non erro.

Coetanei… Giulia vacillò. Teresa, stai scherzando?

Mamma, ti prego, non cominciare! scattò Teresa in difesa. Avete sempre detto di volere la mia felicità!

Io sono felice. Ci amiamo. Il resto sono solo numeri su una carta didentità!

Numeri? finalmente Matteo ritrovò la voce e fece un passo avanti, schermando la moglie con una spalla. Quando tu iniziavi le elementari, lui già si sbronzava e andava a donne!

Hai idea di cosa fai, Teresa? Tra poco avrà quarantanni!

Papà, trentotto! urlò la figlia. E mi tratta meglio di come tu hai mai trattato mamma!

Finalmente qualcuno che mi ascolta! Qualcuno che mi apprezza!

Ti apprezza, certo… Matteo si voltò verso Giulia cercando sostegno. Giulia, senti queste assurdità?

Praticamente lha adocchiata dalla culla!

Giovanni, o come diavolo ti chiami non provi vergogna?

Giovanni posò delicatamente il cesto.

Comprendo la vostra reazione. Con sincerità. Se avessi una figlia, forse impazzirei anchio.

Però siamo qui per parlare, non per litigare, giusto?

Amo Teresa. E la sposerò.

Fuori da casa mia sussurrò Matteo, gelido.

Papà! Se lui va via, vado anchio! gridò Teresa, aggrappandosi al braccio di Giovanni. E non mi troverete mai più! Chiaro?

Giulia guardava sua figlia come fosse unestranea. Dovera la ragazzina timida con le trecce e la paura dellesame di storia pochi mesi prima?

Ora Teresa era davanti a loro con i pugni stretti, pronta a lottare contro i genitori per un uomo che vedevano per la prima volta.

Vi prego, sediamoci e parliamone, tentò Giulia di abbassare la tensione. Matteo, calmati.

Giovanni, prego. Discutiamo. È giusto chiarire alcune cose.

Giovanni annuì in silenzio. Si sedettero tutti attorno al tavolo.

Da quando va avanti questa storia? chiese Giulia con tono duro. Quei fiori ai tuoi diciotto anni i mazzi enormi di rose, il ciondolo doro Era lui?

Teresa alzò il mento.

Sì. E anche sei mesi prima era sempre lui.

Matteo saltò in piedi.

Sei mesi prima? Vuol dire che aveva diciassette anni?

Lo capisci che potrei chiamare la polizia, vero? Sai cosa rischi?

Giovanni non si scompose.

Ci parlavamo soltanto, Matteo. Non ho mai superato i limiti prima della maggiore età, non sono ingenuo. Ho una reputazione, ho unazienda.

Andavamo al cinema, le facevo dei regali, nientaltro. Ho aspettato che compisse diciotto anni per poter farle la proposta ufficialmente.

Ha aspettato, certo Matteo camminava furioso per la cucina. Giulia, lo senti? Lha manipolata!

Papà, piantala! sbottò Teresa. Lho voluto io! Mi sono innamorata dal primo giorno, quando lho incrociato in una caffetteria delluniversità.

Sono stata io ad avvicinarmi!

In una caffetteria Matteo si prese la testa tra le mani. Ma sei solo una ragazzina, Teresa! La vita ancora non lhai vista!

E tu? Teresa si alzò di scatto. A ventun anni hai sposato mamma! Non avevate niente, vivevate in un monolocale dividendo la pasta in due!

Vorresti questo per me? Che soffra insieme a uno studente in affitto, a fare i conti con i centesimi della borsa di studio?

Eravamo giovani e felici! tagliò corto Giulia. Sognavamo insieme, capisci?

Io e Giovanni siamo già cresciuti! Teresa abbracciò Giovanni da dietro. Con lui mi sento sicura, mi sento protetta.

La scorsa settimana mi ha portata a Parigi, mentre voi pensavate fossi dalla mia amica al lago!

Giovanni, Giulia scrutò luomo negli occhi, guardaci. Siamo tuoi coetanei, io e Matteo.

Ho trentotto anni. Anche lui. Tra ventanni Teresa ne avrà trentotto, nel pieno della vita, e tu cinquantotto.

Sarai in pensione quando vorrà un altro figlio o cambiare carriera. Chi crescerà i tuoi figli?

Ho già sistemato me stesso per molte vite, Giulia, rispose piano Giovanni. I figli non mancheranno di nulla. Nemmeno Teresa.

Non intendo invecchiare a sessantanni. Mi mantengo in forma, faccio sport.

Fa sport borbottò Matteo sedendosi. Senti, atleta. Tu le stai rovinando la vita.

Adesso vola sulle ali dei regali e dei viaggi. E poi, quando avrà voglia di svagarsi con i coetanei, e tu di stare sul divano col giornale?

Non leggo giornali sul divano, Matteo. E Teresa non ama la confusione. Parliamo tanto. Abbiamo passioni comuni.

Che passioni potete avere in comune? Giulia agitò le mani. Cartoni animati? O le insegni a evadere le tasse?

Amiamo larchitettura, la musica classica e i viaggi rispose calmo Giovanni. Teresa è matura per la sua età, coi coetanei si annoia. Lha detto lei stessa.

Ovvio che si annoia! urlò Matteo. Perché non possono regalarle gioielli doro!

Papà, mi stai insultando, gli occhi di Teresa brillarono di lacrime. Credi che sia una venduta? Anche se Giovanni fosse senza un euro, starei comunque con lui!

Sì, sì, belle storie Matteo volse lo sguardo verso la finestra. Queste le abbiamo già sentite.

Discussero per ore ma non trovarono pace. Teresa se ne andò da casa, radunò una piccola valigia e sparì.

Giulia restò seduta sul divano, fissando il vuoto. Matteo fumava in balcone, nonostante avesse smesso cinque anni prima.

Giulia, questa è follia disse rientrando, ancora avvolto nel fumo. Trentotto anni. È mio coetaneo.

Magari andavamo a scuola nello stesso periodo, in città diverse. Non posso chiamarlo mio genero. Non mi esce.

Lei è innamorata, Matteo. Che sia vero o no adesso non importa. Ora non ci sente.

Ma quel tipo? Hai visto comè sfuggente? Ho aspettato i suoi diciotto anni Tsk!

Scommetto che di Terese ne ha una in ogni città.

Non credo, Matteo. Sembra serio. Ed è peggio.

Se fosse solo un donnaiolo, lo capirebbe presto. Ma lui vuole una famiglia. Lei ha già detto che vuole due figli.

Matteo colpì con un pugno il bracciolo della poltrona.

Quali figli? Da chi? Da un nonno? Si rende conto che tra dieci anni lui crollerà? Colesterolo mal di schiena

E lei è una giovane donna! Vuole la vita!

Domani vado in procura, decretò Matteo. Che indaghino da quando è iniziato questo amore. Lo rovino.

E perderai nostra figlia per sempre, replicò calma Giulia. Hai visto i suoi occhi, vero? Aspetta solo che noi diventiamo i cattivi.

Così lui per lei sarà non solo luomo amato, ma anche leroe, il salvatore dai genitori crudeli.

Vuoi davvero che sia così?

Matteo si lasciò cadere dallo sconforto.

E cosa dovrei fare, Giulia? Accettare? Invitarlo a mangiare bistecca e parlare di come entrambe le ginocchia scricchiolano quando cambia il tempo?

Ci parlo io, domani. Da sola.

***

Il giorno dopo Giulia incontrò la figlia in una caffetteria vicino alluniversità.

Teresa arrivò puntuale, impeccabile: luminosa, con un cappotto nuovo certamente non acquistato con la borsa di studio.

Ciao mamma, si sedette sul bordo della sedia. Se sei qui per convincermi a cambiare idea, perdi tempo.

Sono venuta solo a bere un caffè con mia figlia, che non vedo da ieri, rispose Giulia. Come ti trovi?

Giovanni ha un attico immenso in centro. È bellissimo, mamma Cè una biblioteca, le vetrate. Adesso ho la cabina armadio tutta mia.

È bello, Teresa, ma una cabina armadio è solo un armadio. Vivere con un uomo non è solo finestre e vestiti. Sono i piccoli gesti quotidiani, le abitudini diverse.

Da noi non ci sono problemi pratici, Teresa sorrise. Cè la colf. Fa tutto lei. Io non faccio niente.

Giulia sospirò, mescolando lo zucchero nel caffè.

Tere, ascoltami. Io e papà vi vogliamo bene. Ma abbiamo paura per te. Sei in un turbine di emozioni.

Giovanni invece queste emozioni le ha già vissute. Sa come giocare coi sentimenti. Ha ventanni più di te.

Mamma solo ventanni! saltò Teresa. In Europa è la norma. Nessuno si sposa prima dei trenta!

Appunto. Lui ha quasi quarantanni, tu sei appena diventata maggiorenne. La tua personalità è ancora in divenire. Guardi il mondo con i suoi occhi.

Ma quando cambierai, e lui resterà lo stesso?

Mi prendi per stupida? Teresa strinse gli occhi. Pensi che non ce la farò?

Penso che hai fretta. Aspetta almeno un anno. Vivete insieme senza matrimonio, provate.

No. Giovanni vuole il matrimonio. Vuole che sia sua moglie, non una semplice compagna. Mi rispetta.

O vuole legarti, prima che tu te ne renda conto, rispose Giulia.

Sai una cosa, mamma? Teresa si alzò di colpo. Siete solo invidiosi.

Perché non avete mai avuto un amore così. Avete passato la vita a pagare il mutuo di quellappartamento triste in periferia.

Io invece sono stata fortunata. E non me lo perdonate.

Teresa, fermati! Quale invidia? Ci spezzi il cuore!

Non spezzatelo. Mi sposo tra un mese. Abbiamo già dato lannuncio. Venite, se volete. Altrimenti, fate come volete.

Teresa si girò e uscì dal locale.

***

A casa, Giulia trovò il marito imbestialito.

Ho fatto delle ricerche, disse subito. Giovanni Bianchi. Proprietario di una rete di società di sicurezza. Divorziato.

Ha già un figlio di quindici anni dal primo matrimonio. Capisci? Il nostro futuro genero ha un figlio che ha quasi letà di Teresa!

Giulia si coprì il volto con le mani.

Santo cielo, Matteo Ci mancava solo questo.

Ho chiamato anche la sua ex continuò Matteo. Ha detto che è un uomo duro. Lha lasciata scappando col bambino

Non lo dirà mai a Teresa. E se lo diciamo noi, non ci crederà.

Vado io nel suo ufficio, Matteo si alzò. Gli parlo da uomo a uomo.

No! Matteo, fermati! Così rovini tutto!

Ma era ormai deciso. Il giorno dopo si presentò nellufficio di Giovanni. Non fu una conversazione.

Senti, Bianchi, disse Matteo, appoggiando le mani sulla scrivania di mogano. So della tua ex. So di tuo figlio.

Perché inganni una ragazzina? Ha diciottanni! Potresti essere suo padre!

Matteo, Giovanni si appoggiò allo schienale in pelle, ti ripeti. Quanto al mio passato, sono affari miei.

Mio figlio vive con la madre a Milano, li mantengo entrambi. Teresa sa tutto. Mai nascosto nulla.

Ma lei è troppo giovane! Non capisce la differenza tra realtà e illusione!

È una giovane donna. Ha scelto. Ti propongo la pace. Evitiamo tragedie alla Romeo e Giulietta.

Ci sposeremo, che vi piaccia o no. I miei avvocati hanno già verificato ogni rischio giuridico.

Le tue minacce? Aria fritta. Adesso, se permetti, puoi andare.

***

Il matrimonio fu celebrato un mese dopo. Giulia e Matteo non andarono. Teresa inviò solo qualche foto: lei in un abito sfarzoso di una stilista famosa, Giovanni in smoking, in posa davanti a una villa storica.

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