Una battaglia tra genitori per un figlio o contro un figlio: chi avrà in affidamento il bambino innocente?

Era determinata a non mostrare la minima emozione, specialmente davanti al marito, che ormai si aspettava da lei la freddezza glaciale di una statua di marmo di Michelangelo. Lei desiderava solo un po di tranquillità, ma nella confusione del cuore e della vita, chi poteva sapere cosa ci riserva il domani? In fondo, molti matrimoni si sciolgono come un gelato sotto il sole di agosto quando le emozioni svaniscono e la vita patinata delle copertine di Chi sembra un miraggio irraggiungibile.

Così, quando il divorzio è diventato una certezza più che una minaccia, si è ritrovata a lavorare di notteturni lunghi e infiniti, neanche fosse uneroina di qualche fiction italiana. Ma ecco il colpo di scena: aveva un bambino piccolo da accudire, un vero terremoto con le gambe che aveva costantemente bisogno di attenzioni. Lo aveva iscritto allasilo nido, ma quello chiudeva immancabilmente alle sette di serasecondo la tradizione italiana, tutti a casa a cena!e non cera una nonna disponibile, né una vicina di casa pronta a intervenire.

Con le alternative ridotte allosso, ha dovuto chiedere allex marito, Antonio Romano (lui sì un vero campione dindifferenza), di occuparsi almeno del loro figlio dopo le 19:00, mentre lei si spaccava la schiena per portare a casa qualche euro. Lui ha risposto con la stessa cortesia di un impiegato delle Poste a cinque minuti dalla chiusura: freddo, quasi annoiato, e con la faccia tosta di chiedere perché mai avrebbe dovuto occuparsene lui, come se crescere un figlio fosse un hobby da alternare al calcetto.

Per un attimo lei, Giulia Bianchi (un nome così italiano che più italiano non si può), è rimasta lì, smarrita, poi ha ritrovato tutta la fierezza di una donna romana e ha messo le cose in chiaro: Senti caro, i nostri doveri come genitori sono uguali! Anche tu hai un figlio, mica solo io! Ed ecco che ha precisato pure: lui deve pagare il mantenimento, ma non avrebbe rinunciato alla sua dignità né al suo tempo solo per compiacere lui. La sua priorità era avere il bambino con sé, non essere una comparsa nella sua stessa vita.

Le difficoltà non sono finite lì. Tra stress, attacchi di panico e mal di testa peggiori di una coda sul raccordo anulare, Giulia si è vista costretta ad andare dal medico. E la risposta del dottoreuna diagnosi da manuale della commedia allitaliana: lex marito ormai troppo impegnato a rifarsi una vita con la nuova moglie, trattava il figliolo come una scocciatura da parcheggiare il più lontano possibile, fornendo briciole di attenzione e ancora meno euro.

Alla fine, Giulia si è trovata in mezzo a una guerra fredda, dove lex marito, egoista fino al midollo e con una moralità che manco nei cinepanettoni, è riuscito incredibilmente a uscirne vincitore sugli umori del figlio. Il loro matrimonio? Un rebus irrisolvibile, un mistero italiano più fitto di un romanzo di Camilleri. Ha provato a capire le sue scelte, soprattutto quando di mezzo cera il bambino, ma non sempre ci riusciva.

Eppure, non ha mai dato ad Antonio il potere di rovinare la sua vita con il suo egoismo. Giulia ha imparato, poco a poco, a barcamenarsi tra guai e sorrisi, testarda come una napoletana. E ora, sullo sfondo di una vita tutta nuova, è determinata a regalare al suo bambino tutto lamore e le attenzioni che merita, mentre costruisce con le sue mani il proprio futuro, senza più bisogno della sceneggiatura di nessun uomo.

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