Mio padre mi ha proibito di prendere mia figlia, temendo che io sia troppo indulgente con sua nipote.

Sai, papà mi ha sgridato că o abbraccio troppo spesso la mia bambina, temendo che sia troppo dolce con la sua nipotina. Ultimamente, la piccola ha iniziato a gattonare e ogni volta che esco dalla stanza, mi segue subito, tutta felice, sperando che la prenda in braccio. Papà insiste che non dovrei viziarla così, che è meglio lasciarla un po’ per terra, così si abitua a cavarsela da sola. Ma io proprio non resisto, la stringo sempre forte, e a volte mi chiedo se non è che sto esagerando con tutte queste attenzioni.

Lo ammetto, forse sono un po’ troppo tenera con lei: ogni volta che piange corro a coccolarla, non riesco quasi mai ad arrabbiarmi con lei, la riempio di tenerezze. Forse cerco di colmare l’affetto che da bambina mi è mancato così tanto. Sono cresciuta in un orfanotrofio a Firenze dopo che è venuta a mancare la mamma e non ho mai saputo chi fossero realmente i miei genitori biologici. Solo più avanti mi ha accolto la famiglia di mio cugino, quando hanno scoperto della mia situazione, aprendomi davvero la porta di casa.

All’inizio non è stato facile: papà era molto riservato, e mamma lavorava tantissimo per mandare avanti la famiglia, quindi di attenzioni ce nerano poche. Sapevo che mi volevano bene, ma non riuscivano proprio a dimostrarlo. Così, per farmi forza, mi sono costruita nella mente la mia favola personale, dove ero una principessa amata e coccolata in un regno dove lunica legge era lamore.

Crescendo, sono sempre andata in cerca di approvazione e affetto da parte degli altri, soprattutto nelle storie damore. Bastava un minimo di attenzione per farmi sentire felice, e infatti sono rimasta per cinque anni in una relazione che non mi faceva stare bene, per paura di non trovare più amore altrove. Ora mio marito, che è premurosissimo, conosce parte del mio passato e mi sostiene sempre, ma non sa proprio tutto. Nonostante tutto quello che ho passato, non riesco proprio a non soffocare mia figlia con il mio amore, glielo do tutto quello che posso, perché credo se lo meriti davvero, molto più di quello che ho ricevuto io da piccola.

Ogni volta che la guardo, mi ricordo quanto sia importante donare amore senza riserve, senza paura di essere troppo. Forse vengo considerata una mamma chioccia qui a Bologna, ma preferisco così: la lascio crescere in un mondo che sa essere dolce, almeno nelle mie braccia.

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