09 giugno, Milano
Mia sorella Lucia ha scelto di crescere da sola i suoi quattro figli. Suo marito l’ha tradita con una collega. Da quel momento, Lucia non ha più voluto legarsi a nessuno. È una donna istruita, con tre lauree: una di queste è in gastronomia. Ricordo che ha lavorato in tante trattorie e ristoranti qui a Milano e anche a Firenze.
Lucia ha sempre comprato ai figli tutto ciò che desideravano. Erano riconoscenti, ma pretendevano sempre qualcosa in più. Ora sono adulti e hanno le loro famiglie. Eppure Lucia continua a inviare loro denaro. È andata in pensione tempo fa, ma lavora ancora. Dice che aiutarli le dà soddisfazione, crede sia lo scopo della sua esistenza.
Qualche mese fa, Lucia si è ammalata di influenza, che ha portato rapidamente a una polmonite complicata. La malattia non passava, è stata costretta a prendere un congedo medico e i soldi non bastavano. Le sue amiche lhanno sostenuta, ma i figli lhanno cercata solo quando ha smesso di mandare euro.
Le hanno chiesto come si sentisse, le hanno augurato pronta guarigione e nientaltro. Nessuno ha domandato come fosse messa economicamente la loro madre. Lucia ha chiesto ai figli di venirla a trovare; hanno rifiutato. Ognuno di loro aveva impegni, lavoro e la propria famiglia. Nessuno trovava tempo per la mamma.
Lucia si è sentita profondamente offesa. Dopo averli sostenuti per tutta la vita, ora che lei aveva bisogno, non volevano nemmeno farsi vedere. È rimasta in ospedale un mese. Uninfermiera ha preso in carico tutte le spese sanitarie. Si è ripresa. Lucia è tornata a lavorare. I figli non lhanno chiamata mai durante quella lunga degenza. Forse qualche parente ha detto loro che la mamma stava meglio. Solo dopo che Lucia è stata dimessa, i figli si sono ricordati nuovamente di lei.
Allinizio le hanno chiesto della salute, ma subito sono passati al vero motivo della telefonata. Tutti le hanno chiesto denaro. Nemmeno un saluto in più. Hanno richiesto cifre precise e indicato la data di trasferimento. Tutti e quattro hanno fatto lo stesso. Nessuno si è interrogato da dove avrebbe ricavato Lucia questi soldi. Si interessavano solo delle proprie necessità.
Lucia era amareggiata. Non si aspettava un simile comportamento dai suoi figli. Ha pensato di essere lei la causa, ma si è dispiaciuta per sé stessa. Quando si rinuncia alla propria vita per il bene degli altri, ci si aspetta almeno un po di riconoscenza. Forse non si dovrebbe mettere sempre i figli al primo posto, ma pensare anche al proprio futuro, non soltanto alla vecchiaia da soli. Oramai cambiare non si può più.
Oggi ho capito che non bisogna mai dimenticarsi di sé stessi, anche davanti ai figli. Bisogna trovare un equilibrio tra dare e conservare se non per orgoglio, almeno per rispetto di sé.







