Diario, 14 marzo
Prima di partire per la pesca allalba, ho osservato una lontra madre sulle coste della Liguria, vicino a Camogli. Con gesti antichi e sapienti, avvolgeva il suo piccolo tra morbide fronde di posidonia. Nel Mar Ligure, questo semplice gesto può segnare il confine tra la vita e la morte.
Nelle fredde acque del Tirreno, le lontre hanno perfezionato comportamenti sorprendenti. Prima di immergersi alla ricerca di cibo gamberetti, granchi o piccoli molluschi le madri sistemano i cuccioli tra i letti di posidonia, le piante marine che ondeggiano sulla superficie. La posidonia funziona come un ancoraggio naturale: le sue radici si aggrappano al fondale, mentre le lunghe foglie formano una sorta di culla galleggiante che impedisce ai piccoli di essere trascinati via dalla corrente.
I cuccioli appena nati non sono ancora in grado di tuffarsi. Il loro manto il più folto tra tutti i mammiferi marini trattiene talmente tanta aria che galleggiano come dei piccoli salvagente sul pelo dellacqua. Questo li aiuta a rimanere caldi, ma li rende vulnerabili: un soffio di tramontana o una corrente improvvisa potrebbero allontanarli in un attimo dalle coste.
Per questo la madre avvolge con cura la sua piccola, che chiamerei Bianca, tra le fronde quasi fosse una coperta naturale. A volte la protegge anche sugli occhi con le foglie, per calmarla e tenerla tranquilla. Solo allora si tuffa nelle profondità.
La lontra può immergersi decine di volte, tornando sempre nello stesso punto per controllare che Bianca sia al sicuro. In uno dei mari più insidiosi del Mediterraneo, la sopravvivenza dipende spesso da un filo di posidonia e dal fortissimo istinto della madre.
Anche quando il mare sinfuria e sembra voler spazzare via tutto, mi rendo conto che è proprio la cura materna a tenere insieme il mondo. Da questa scena di natura e tenerezza, oggi ho imparato che, spesso, sono i gesti semplici e pieni damore a costituire la nostra vera forza.







