La nostra famiglia era composta dai miei genitori, dal mio fratellino minore, Alessandro, e da me. Quando Alessandro si è trasferito a Roma, io ho deciso di restare a casa con mamma e papà. In seguito mi sono sposata, anche Alessandro si è sposato, diventando il fiero papà di due figlie. Nonostante chilometri e autostrade tra di noi, lui ogni tanto tornava a trovarci con famiglia al seguito, e quando la figlia maggiore è cresciuta abbastanza, ha cominciato a farci visita da sola.
Aspettavo sempre quei weekend come si așteaptă il corriere espresso, e mi impegnavo per farla sentire a casa, come fossero le vacanze di Ferragosto. Durante una di queste visite, tra una fetta di torta e un caffè ristretto, le ho confidato la mia preoccupazione: le spese di casa stavano diventando una montagna alpina, e i miei genitori la scalavano ogni mese solo con la pensione. Visto che era mia nipote, mi sembrava giusto parlarne con lei. La serata si è allungata come una partita ai supplementari, e la mattina dopo mi ha sorpreso mettendomi in mano dei soldi euro, sintende! invece di una scatola di cioccolatini, insistendo per darmi una mano.
Allinizio ho protestato, come solo una zia italiana può fare (Ma figurati! Ma cosa dici! Ma che vergogna!), ma lei non sentiva ragioni. Alla fine ho ceduto, ringraziando e abbracciandola con cuore di zucchero filato.
Dopo qualche giorno, ecco che squilla il telefono: era Alessandro, furioso come solo un fratello irascibile può essere. Ma ti rendi conto di cosa hai fatto?, mi ha detto, Hai accettato dei soldi dalla mia ragazza! Ma almeno chiedili a me, no?. Ho provato a spiegare che la nipote aveva insistito, che era una sua libera scelta, ma stavo parlando coi muri del Colosseo. Mi ha accusata di aver approfittato della bontà della ragazza e di non avergli lasciato la possibilità di aiutare lui.
Sentendomi fraintesa e divorata dai sensi di colpa, come solo unitaliana sa fare, ho deciso di mandargli il doppio della somma sul suo conto bancario, in segno di buona volontà. Da allora, però, non ci siamo più sentiti. Ho provato a mettermi nei suoi panni, immaginando come mi sarei sentita io al suo posto, ma evidentemente siamo finiti su linee ferroviarie opposte. Questa storia mi ha lasciato un mix di emozioni: tra un boccone amaro e una dose di nostalgia, adesso guardo mio fratello come si guarda una pizza bruciata con amore, ma senza toccarla.







