Storie divertenti di famiglia per farti sentire meglio

Una famiglia solida e affiatata si riconosce subito: i suoi membri condividono tutto, sia le tempeste che le giornate di sole. Cè sempre chi ti regge la mano nei guai e ti fa ridere quando la vita decide di darti una pausa. Ognuno sa che può sempre confidarsi, magari davanti a un piatto di pasta fumante.

Non servono grandi gesti per riempire la casa di allegria. Basta anche solo una battuta o un sorriso, come potrete capire da queste storielle di casa nostra.

Io e mio marito non siamo certo dei giganti entrambi stiamo sotto il metro e sessanta. Poi cè mio padre, che tocca il metro e settanta e sfoggia una barba che fa invidia a Leonardo da Vinci. Così ogni volta che entra in casa ci saluta con: Buongiorno, miei Hobbit!, e noi, ovviamente: Ciao Gandalf!. Che volete, in famiglia abbiamo un senso dellumorismo… particolare.

La nostra famiglia è composta da me, mia moglie e le nostre due figlie. Un giorno non riuscivamo a decidere chi dovesse portare fuori il cane. Allora abbiamo fatto il classico gioco del chi ride prima perde, ma in versione silenziosa. Chi perde va col cane. Mia figlia, senza far rumore, comincia a vestirsi con aria solenne, si mette la giacca, prende il guinzaglio e apre la porta. Siamo rimasti tutti a guardarla, trattenendo le risate. Allora, quasi in coro, esclamiamo: Paulina, sei proprio una brava ragazza!. E lei, con un sorrisetto furbo: Scherzavo! Vi ho fregato! e si toglie tutto soddisfatta.

Cè stato anche un episodio memorabile col mio amico quando è venuto a chiedere la mano a mio padre. Papà, manco a dirlo, si butta teatralmente a terra gridando: Finalmente, sei arrivato, Salvatore nostro!. Era una battuta che aveva sentito da ragazzo e, a quanto pare, ci teneva da una vita a metterla in scena.

La mattina di solito preparo la colazione per mia nipote di otto anni. Però, nei weekend, mi concedo qualche minuto in più a letto. Una domenica vado in cucina ancora in pigiama, pronta per le fatiche del giorno, e trovo già la tavola apparecchiata: tè caldo, ricotta dolce e due panini sono lì che mi aspettano. La piccola mi ha voluto coccolare nel mio giorno di festa. Devo dire che i bambini capiscono tutto.

Una volta siamo andati tutti insieme io, mio marito, mio figlio undicenne, mio fratello con sua moglie e la loro figlia di sette anni al paese natale di mia madre. Durante il viaggio ci viene lidea di prendere dei super-pistole ad acqua per i bambini. Li abbiamo trovati e, inutile dirlo, loro si sono divertiti da matti, mentre noi adulti abbiamo pensato bene di ingaggiare una battaglia epica armati di… acqua. Non chiedeteci chi ha vinto!

Quando avevo sei anni mia mamma e mio papà mi portavano spesso la sera nei campi fuori dalla città. Papà aveva una vecchia canna da pesca con un pezzetto di legno legato al galleggiante. Arrivati sul prato, lui cominciava a muovere la lenza facendo strani rumori diceva che imitava un topolino. Dopo un po arrivava una civetta enorme! Cercava di becchettare il pezzetto di legno, ma niente. Io la osservavo incantata, e così papà mi ha trasmesso lamore per la natura. Devo dire che quei momenti sono tra i ricordi più belli.

Una volta mi sono resa conto che io e mio marito non litighiamo mai. Mi sono tornate in mente le storie dei miei amici: discussioni per le solite cose, tipo chi ha lasciato in giro le calze. Allora guardo casa nostra: vestiti ammucchiati, fogli sparsi, piatti e tazze dappertutto. Però a noi, tutto sommato, non importa. Ci sediamo comodi sul divano, ci abbracciamo e guardiamo un film. Così, due anime felici tra il caos.

Un giorno ero in fila alla cassa con mia figlia. Lei sfoglia riviste e a voce alta fa: Papà, guarda! Una rivista delle Winx con Flora in copertina!. No cara, è Bloom… rispondo io, da esperto. Le due ragazzine davanti a noi si girano: facile che non si aspettassero che un papà sapesse queste cose. Eh, certe stranezze…

Mio marito ha perso la madre da piccolo, così mia madre è diventata per lui una seconda mamma. Laltra sera, tutti insieme io, mio marito, i nostri due figli e mia madre in trattoria, lui le ha fatto un grande ringraziamento per tutto lamore che gli ha dato. Ci siamo commossi tutti, come solo noi italiani sappiamo fare.

La mia bambina di otto anni torna di corsa dalla passeggiata, e con unespressione tra il fiero e il sorpreso mi racconta: Papà, cera una farfalla gigantesca e coloratissima! Tutti avevano paura ad avvicinarsi, solo i maschi ci hanno provato, ma avevano pure loro paura!.

Con il fiato corto continua: Io invece non ho avuto paura! Mi sono lanciata! E ho pure preso un bastoncino per allontanare quei maschiacci, così nessuno la disturbava. Alla fine, lho fatta volare via sana e salva!. Ci vogliono otto anni e un cuore grande per diventare, nel giardino di casa, un paladino delle farfalle.

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