Avevo ventuno anni. Cinque anni înainte, mama mea l-a adus acasă pe al doilea soț al ei. Nu mi-a plăcut deloc de la început. Era portiere in un piccolo albergo della città. Sè presentato sulla nostra porta con due vecchie valigie, e dopo appena un giorno già pretendeva di comandarmi e di imporsi su di me. Era un uomo sgradevole. Non ho mai capito cosa ci trovasse mia madre in lui. Aveva un lavoro modesto e uno stipendio basso, e per di più doveva pagare il mantenimento alla sua ex-moglie. Non sono mai andata daccordo con lui.
Allinizio tacevo, ma col tempo ho iniziato a rispondergli. Dopo il liceo, sono riuscita a entrare a Medicina era sempre stato il mio sogno fin da bambina quello di diventare dottoressa. Studio molto, anche se la facoltà è dura. Ho persino vinto una borsa di studio.
Sei mesi fa, quellindividuo ha iniziato a farmi pesare la mia permanenza in casa: Ormai sei grande, Antonella, ma vivi ancora sulle spalle di tua madre. Noi dobbiamo sfamarti, vestirti, calzarti; io alla tua età già lavoravo! Ha cominciato a dirmi che dovevo portare anche io soldi a casa, che avevamo problemi economici e non potevano più sostenermi. La cosa peggiore è che mia madre gli dava ragione; diceva che voleva soltanto educarmi, aiutarmi a crescere nel modo giusto.
Un giorno mamma mi disse con voce stanca: Potresti trovarti un lavoretto part-time, Antonella. È dura andare avanti, non siamo fatti dacciaio. Due sere fa, a cena, lui se ne uscì dicendo che i figli adulti devono vivere da soli. Rimasi di sasso, e guardai mia madre. Lei tacque. Quella sua assenza di risposta fu più eloquente di mille parole.
Mi rifugiai in camera mia. Il mattino dopo, mamma venne da me: Mi stai mettendo in una posizione difficile, Antonella. Litighiamo sempre. Tu non riesci a controllarti, io invece vorrei vivere tranquilla. Ha ragione lui: sei adulta, è tempo che tu te ne vada. Hai un mese per trovare un altro posto dove stare e poi dovrai lasciare casa. Rimasi sconvolta. Non avrei mai pensato che proprio lei, la mia mamma, avrebbe scelto di liberarsi di me. Non credo che potrò mai perdonarla.






