Mi chiamo Alessandro. Mi sono sempre ritenuto fortunato nella vita, perché sono riuscito a diventare marito e padre. Ho sposato Mariella, di cui mi ero innamorato già ai tempi del liceo. Lei mi ha aspettato con fedele pazienza durante il servizio militare e, quando sono tornato, ci siamo sposati.
Prima è nato nostro figlio maggiore, Leonardo. Poi, tre anni dopo, abbiamo accolto il secondo figlio, Daniele. Ma io, lo confesso, sognavo disperatamente una figlia. Già al primo pancione di Mariella, dicevo a tutti che volevo una bambina. Tutti cadevano dalle nuvole. In Italia, si sa, i papà di solito sognano maschi. E io, invece, lì a fantasticare su una piccola principessa. Ma niente, la cicogna portava solo maschi: prima uno, poi laltro dopo tre anni.
La nostra famiglia filava liscia come lolio, i ragazzi crescevano. E quando pensavamo che la situazione fosse sotto controllo, Mariella mi dà la notizia bomba: Aspetto un altro bambino!. Sono rimasto di sasso, mica lo avevamo programmato il terzo! Però ero felicissimo.
Oh, adesso sì che arriva la femminuccia! dicevo gongolando. Stavolta ne sono certa anche io! mi diceva Mariella con quellaria da indovina napoletana.
Le nostre madri, da navigatissime donne italiane, guardando la pancia di Mariella giuravano che stavolta sarebbe stata una bambina. Persino lecografia confermava. I nostri figli già avevano scelto un nome per la sorellina.
Al momento giusto, Mariella va in travaglio. La accompagno in ospedale a Milano, in una notte dove credo di aver pregato tutti i santi in calendario. Non ho dormito un minuto. Al mattino chiamo lospedale: Congratulazioni, è nato suo figlio! 3 chili e 200 grammi, 54 centimetri!. Figlio?! Ma come, non doveva essere una bambina? Credevo fosse uno scherzo da barista. Ma no, nessuno sbaglio. Altro maschio. Colpo di scena che nemmeno in una telenovela italiana.
Chiamo Mariella, confuso: Scusa, hai forse combinato qualcosa con il vicino di casa? Sei scemo o cosa? Ma cosa vai dicendo? Doveva essere una bambina! Sei completamente fuori! si è offesa di brutto e mi ha attaccato il telefono in faccia.
Quando Mariella è tornata a casa con il piccolo, io già me ne ero innamorato senza rimedio. Era piccolo e tenerissimo, e labbiamo chiamato Gabriele. Lui, a differenza degli altri due, non somigliava per niente a me. Manco a Mariella, a voler essere onesti. Gli altri due erano il mio ritratto invece.
Un giorno, però, ascolto le nonne che spettegolano sulle scale di casa: Hai visto che Gabriele assomiglia a Sergio, quello del terzo piano?. Mi sono preso male, ammetto. Corro da Mariella: Senti un po’, ma chi è il vero papà di Gabriele?
Ancora con questa storia? Ma come puoi pensare certe cose? Ma lo sai che mi fai salire il sangue alla testa?! Volevo solo sapere la verità! Dopo tutto, Sergio ti ha dato un passaggio una volta! Ma ero già incinta! E avevo le borse della spesa più pesanti della croce di San Pietro! Mi ha solo dato un passaggio, tutto qui! Sì, ma allora perché Gabriele non mi somiglia per niente?!
La discussione è diventata un piccolo cataclisma familiare. Alla fine, decido per il test del DNA. Mariella allinizio rifiuta, poi dopo due settimane dice sì, ma che poi mi avrebbe lasciato. Lho presa come una rabbia del momento, ma alla fine eravamo d’accordo: si sarebbe fatto il test.
Un giorno, butto la spazzatura e incontro Sergio: trentacinque anni, scapolo doro del condominio. Lo osservo come un detective. Ma Gabriele non ha niente di Sergio, nemmeno il taglio delle orecchie.
Torno a casa, mi siedo in cucina e arriva Gabriele, mi salta in braccio, abbraccia papà e inizia a raccontarmi le sue avventure col monopattino. In quel momento mi si scioglie il cuore. Ma che cavolo sto facendo? Non cè bisogno di nessun test! Non serve la scienza, lo sentivo: quello era mio figlio. Prendo il piccolino e lo porto abbracciato da Mariella.
Niente più test! Ma come, adesso non vuoi più? incavolata Mariella. Mi stavo pure preparando moralmente!! Così ti toglievi il dubbio!
Per una settimana le ho chiesto perdono anche in ginocchio. Alla fine Mariella mi ha perdonato (ci è voluto pure un mazzo di rose e una cena in pizzeria, eh). I nostri figli sono cresciuti. Leonardo si è sposato e con sua moglie indovinate un po? presto aspettavamo una nipotina. Finalmente una bambina! Adesso sì, che potrò viziarla come un vero nonno italiano.
So già che la amerò follemente, proprio come amo tutti e tre i miei ragazzi.







