Beatrice si sposò abbastanza giovane; il padre le trovò uno sposo proprio il giorno del suo diciottesimo compleanno. La famiglia era benestante cosa si può volere di più per essere felici? Il matrimonio fu grandioso, lintero paese festeggiò con loro. Solo gli sposi sembravano sentirsi a disagio, fuori posto.
A Beatrice lo sposo piaceva, anche se in realtà non lo conosceva affatto. Sua sorella invece non fu così fortunata finì per sposare un uomo di quarantanni di un paese vicino. Tutti pensavano che sarebbe rimasta zitella, ma il padre trovò comunque una soluzione e le promise una dote generosa.
I novelli sposi si sistemarono a casa di Edoardo. Spazio ce nera poco, ma almeno tutto era loro. Il capofamiglia assicurò che, appena sarebbero arrivati i nipotini, la casa sarebbe stata ampliata.
La suocera non era assillante, anzi, aiutò Beatrice ad ambientarsi e a comprendere meglio il suo nuovo ruolo di giovane moglie. Tuttavia, la cognata era di tuttaltro atteggiamento: Clara, più grande detà, viveva ancora con i genitori. Anche lei era stata data in sposa dal padre, ma il marito la riportò indietro appena dopo un anno, insieme alle sue cose. Era davvero velenosa come una vipera. Non aveva alcuna voglia di occuparsi della casa e non pensava minimamente a mettere su famiglia. Così era rimasta sola.
Per tradizione antica, la nuora diventava padrona di casa solo dopo aver dato alla luce il primo figlio maschio. Fino ad allora, doveva starsene al suo posto e tacere. Per questo, ogni ragazza che varcava la soglia della casa del marito cercava subito di restare incinta.
Fu la stessa strada scelta da Beatrice. Prima di aspettare un bambino, Clara le faceva fare i lavori più faticosi e sporchi di tutta la casa. E non sarebbe nemmeno servito, dato che cerano già delle donne stipendiati che si occupavano della maggior parte delle faccende. Ma a Clara piaceva umiliare la povera Beatrice.
Quando Edoardo scoprì che sarebbe diventato padre, era al settimo cielo. I suoceri erano felicissimi, fieri della loro nuora. Quello stesso giorno andarono a Firenze a comprare i materiali per costruire una nuova casa. Clara, invece, era furiosa e disperata. Aveva ormai capito che sarebbe rimasta a vivere stipata nella casa dei genitori, a servirli per il resto della vita. Nessuno lavrebbe più voluta in sposa, nessuna casa sarebbe stata costruita per lei…
Passarono sei mesi. Beatrice fu svegliata di soprassalto dal bussare energico alla porta. Era Clara.
Cosa fai ancora a letto? Hai finito tutte le faccende? In casa sì, ma mio marito non vuole che esca in cortile. Non vuole, ma sei solo pigra! Che vuoi, Clara? Con chi credi di parlare così? Ti stai allenando a comandare su di me? Ti rammento che finché non partorisci non hai alcun diritto di darmi ordini! Non ho mai pensato una cosa simile Qui non sei nessuno, e nemmeno tuo figlio lo sarà! Hai capito?
Clara sembrava uscita di senno. Cominciò a lanciare oggetti verso Beatrice, urlando come una matta. Il suocero accorse di corsa e portò via la figlia infuriata. Beatrice si accarezzò la pancia e si tranquillizzò un po. Andrà tutto bene. Sì, andrà sicuramente bene…



