Le piccole cose della vita
Oggi sento il bisogno di scrivere tutto quello che mi sta accadendo. Nonostante i consigli dei miei genitori, ho sposato il mio grande amore, Saverio, un ragazzo serio e onesto. È stato cresciuto dalla nonna Serafina la chiamava sempre “Nonna Fina” fin da piccolo. I suoi genitori sono morti quando aveva solo due anni, quindi non li ha mai potuti ricordare.
Quando ho presentato Saverio ai miei genitori, mamma, la signora Lara, non appena lui è uscito, ha preso subito posizione.
Alina, non è per lui che ti abbiamo cresciuta. Sei al terzo anno di università, ma quale marito, quale matrimonio? Non voglio Saverio come genero. Che cosa può darti? Lavora in unautofficina… operaio… Sappi che non ti aiuterò affatto se prenderai questa decisione.
Mamma, io lo sposerò a ogni costo, mi conosci, papà, come sempre, è rimasto in silenzio, cercando di non prendere mai posizione tra me e la mamma. E poi… sto aspettando un bambino…
Il matrimonio non è stato lussuoso, anche se i miei potevano permetterlo, ma mamma non ha voluto festeggiare in grande. Avrei dovuto sposare il figlio della sua amica, ma la mia testardaggine è nota a tutti.
Vivrà col suo meccanico in povertà, tornerà piangendo qui, ora si illude con amore e romanticismo, diceva a papà. Inoltre è andata a vivere con sua nonna! Non vuole che io mortifichi Saverio, lo ha detto proprio chiaro. Non lha certo entusiasmata la mia gravidanza.
I miei vivevano nel centro di Milano, dentro un grande appartamento. Ho sempre avuto il comfort e i soldi, sono figlia unica. Ma sono andata con Saverio da nonna Serafina, che abitava in una casa nel paese a sette chilometri dalla città.
Col tempo ho dato alla luce la piccola Ksenia, la nostra dolce bambina. Nonna Fina mi ha aiutato tantissimo, mi ha insegnato tutto, si alzava di notte per la piccola Ksenia. Ho ripreso gli studi, cercando di essere una brava moglie e mamma, ma non riuscivo come avrei voluto, la stanchezza era tanta. Ogni mattina mi svegliavo prestissimo, correvo alla fermata, prendevo il bus per Milano e poi un altro per luniversità.
Tornavo stremata; mi accoglievano alla porta nonna e la bambina, che aspettava impazientemente il mio ritorno. Saverio arrivava dopo, stanco e affamato, ma appena vedeva la bimba la prendeva in braccio e la faceva volare. Amava molto noi ragazze di casa. Avrei voluto dedicargli più attenzioni, ma lui arrivava tardissimo, sullultimo autobus.
E mentre mi avvicinavo alla discussione della tesi, sentivo sempre più la nostalgia del comfort della casa dei miei. Soprattutto pensavo al tempo risparmiato dai viaggi, ma mamma si era offesa, non chiamava mai e non si interessava né a me né a sua nipote.
Saverio ha un fratello maggiore, Antonio, sposato e con un figlio, che viveva in città nel proprio appartamento guadagnato col lavoro. Ma tra lui e la moglie Marina le cose non andavano bene: Marina pretendeva sempre di più.
Antonio mi ha chiamato, ha detto Saverio a nonna e me, ha lasciato Marina. Troppi litigi, adesso vive in affitto.
Ma come, si è preoccupata nonna, ha comprato la casa e se nè andato.
Ma Antonio ha fatto da vero uomo, ha difeso Saverio ha lasciato tutto a moglie e figlio.
Un giorno, ho confessato a Saverio che questo ritmo mi stava esaurendo. Arrivavo alluniversità dopo due cambi autobus, e mi sentivo sfinita. Ovviamente non gli ho detto direttamente che speravo di trasferirci dai miei genitori; avevo accettato di vivere separata.
Sono stanca, Saverio… mi pesa questo continuo orario, i lunghi tragitti, troppe fermate. Riesco a malapena
Saverio mi ha ascoltato in silenzio, mi ha dato un bacio sulla guancia.
Ho unidea, te la dico dopo… sarà una sorpresa, ha detto misteriosamente. Non ho insistito, ero troppo stanca anche per la curiosità.
Qualche giorno dopo, una sera, davanti a casa si è fermata unauto.
Saranno i miei? ho pensato, ma era una macchina sconosciuta, vecchia. No, non era dei miei, anzi era proprio uno scassone.
Mi sono precipitata fuori e ho visto che Saverio era alla guida. Sono rimasta senza parole. Lui è sceso con orgoglio.
Che ne pensi della nostra bellezza?
Questo… scassone, cioè auto? Dove lhai presa?
Comprata, ha risposto Saverio con i soldi che stavamo mettendo da parte per la caparra della casa…
Mi sono sentita male pensando ai soldi, a quellacconto per lappartamento che ora sarebbe stato rimandato chissà per quanto. Saverio invece era tutto felice.
Lho sistemata io, è funzionante, vieni che ti porto a fare un giro, e mi ha fatto salire. Dobbiamo solo dipingerla, ma almeno non devi più fare avanti e indietro col bus, mi rassicurava. È quasi perfetta, e lho presa a un prezzo davvero basso.
In effetti, lauto andava bene, anche se avevo paura potesse svitarsi da un momento allaltro. Tornata a casa, ho visto nonna Fina e la piccola Ksenia al cancello. Saverio ha preso la piccola e lha fatta volare, io sono corsa dentro, e mi sono messa a piangere. Non ho trattenuto le lacrime, tutto mi sembrava troppo.
Alina, che succede, è arrivata nonna Fina. Che ti ha fatto piangere?
Ha speso tutti i soldi della caparra su questo scassone. Sognavamo la casa… e invece…
Calmati, tesoro, mi ha abbracciata, sei la ragazza più in gamba del mondo, piangi semplicemente perché sei stanca. Queste sono solo piccole cose, limportante è che siamo sani e salvi. I soldi sono sciocchezze; ciò che conta è lamore e la comprensione.
Ho ascoltato la saggezza di nonna, e pian piano mi sono tranquillizzata. Poi mi sono fatta anche un po di scrupoli per il mio comportamento. Sono uscita sul portico, dove Saverio sedeva in silenzio. Accanto correva il nostro cane, e la piccola Ksenia cercava di prendergli la coda. Mi sono seduta vicino a mio marito.
Perché non mi hai consultato, Saverio, ho sussurrato.
Volevo fare una sorpresa… pensavo ti avrebbe fatto piacere.
Lho guardato, ho letto nei suoi occhi una sofferenza silenziosa, e ho capito tutto. Mi ama davvero, ha comprato la macchina per aiutarmi con gli spostamenti, si è preoccupato per me. Si è impegnato per risolvere il problema che gli avevo raccontato. È solo che io mi riferivo a ben altro…
Va bene, Savio, la macchina va bene, ho ceduto a un sorriso ma promettimi che dora in poi mi consulterai sempre.
Daccordo! ha risposto allegro Saverio Sai, ho sempre fatto tutto di testa mia, mi scuso, ora decideremo insieme.
Perfetto. Sono solo piccole cose, ho ripetuto le parole di nonna Fina, limportante è che siamo insieme e abbiamo una bambina meravigliosa.
Nonna Serafina ci osservava dalla finestra, gioiosa:
Una lite di famiglia, la prima… E come si può non litigare? Ne avranno molte ancora. Ma si capiscono, si vogliono bene… Sono proprio come due piccioni… Si sono già riconciliati, e li ha benedetti sorridendo.
Saverio ha ridipinto lauto, nonna Fina ha cucito nuove fodere. Cera poco da essere felici: lauto aveva visto molti anni. Ma poi, mi sono ritrovata già seduta avanti, accanto a Saverio, e andavamo verso Milano.
Non ho mai voluto chiedere aiuto ai miei
Il tempo è passato. Ksenia è cresciuta, era tempo di iscriverla allasilo, nonna era ormai anziana, aveva bisogno di riposo. Io mi sono laureata e ho trovato un lavoro in città. Saverio lavorava sempre fino a tardi, impegnato a garantirci qualcosa di più. Ancora si parlava di casa in città, ma i soldi per la caparra non cerano. Non ho voluto chiedere aiuto ai genitori, mamma non parlava più né con me né con sua nipote.
Ma la vita riserva sorprese. Un sabato, il cane in cortile abbaiava festoso. Ho pensato fosse la vicina con il latte per Ksenia.
Antonio! ha gridato felice Saverio vedendo suo fratello dalla finestra e si è precipitato fuori. Ciao, fratello, come va?
Ciao Savio, ciao!
Si sono abbracciati forte, era evidente la felicità. Ksenia ha aperto la porta per guardare curiosa.
Ecco, la mia nipotina, che bella sei, ha detto Antonio vieni, ti ho portato un dono.
Ha tirato fuori dalla borsa un grande coniglio con le orecchie lunghe e un fiocco. Ksenia ha preso il regalo, lo ha osservato con attenzione, ha toccato il fiocco colorato e poi, entusiasta, è corsa dalla nonna.
Nonna Fina ed io abbiamo accolto Antonio calorosamente.
Non ti vedevamo da tanto, Antonio, e… Saverio diceva che sei in affitto, chiedeva la nonna, versando il tè.
Tutto a posto diceva felice lui. Ho divorziato da Marina, ha trovato un altro ed è andata via, verso Torino. Pago regolarmente il mantenimento. E questo, fratello, ha estratto dalla sua borsa una busta spesso cioè, a voi, mio regalo per il matrimonio, quella volta non ero presente ero al lavoro.
Che cosè? Saverio si è irrigidito.
Soldi…
Che soldi?
Per la caparra spiegava Antonio, mettendo la busta nelle mani di Saverio. Marina ha lasciato casa libera, ora torno a vivere lì. Questi li ho messi da parte, volevo comprare un altro appartamento, ma non potevo togliere il tetto a mia moglie e mio figlio. Consideratelo il mio regalo di nozze.
A tavola è calato un silenzio improvviso, poi tutti sono scoppiati a ridere di gioia.
Grazie mille, Antonio, ha esclamato Saverio. Sei arrivato proprio al momento giusto…
Ho rischiato di piangere per la felicità, nonna Fina ha abbracciato Antonio con affetto. I due fratelli si sono misurati con uno sguardo, era tutto chiaro senza parole.
Quando è arrivato lautunno, io, Saverio e Ksenia ci siamo trasferiti in un nuovo appartamento a Milano, con due stanze. Ksenia è andata allasilo vicino a casa. La scuola era anche a pochi passi: abbiamo scelto lappartamento proprio pensando che da grande possa andare a scuola facilmente.
Saverio ha mantenuto il suo lavoro in officina. La vita ci ha messo alla prova, ma aveva ragione nonna Fina: sono tutte piccole cose della vita. Limportante è lamore e la felicità, che siamo tutti sani.
Grazie di cuore a chi mi legge e mi sostiene, vi auguro fortuna e serenità!



