Un disordine nel guardaroba, montagne di vestiti non stirati e minestrone acido nel frigorifero questa non era la moglie che avevo sposato, ma è proprio ciò che mi ritrovo a ricordare col tempo.
Un disordine nel guardaroba, cumuli di abiti sparsi e quel minestrone ormai andato a male in frigo decisi di fare un commento gentile a mia moglie, e alla fine risultai colpevole io stesso.
Mi innamorai di Giulia subito. Una bellezza che non si poteva ignorare. Per molto tempo fui convinto di essere stato davvero fortunato: intelligente, affascinante, pulita. Non persi tempo e le chiesi di sposarmi.
Poi arrivò la decisione di andare a vivere insieme. A proposito, Giulia mi disse subito che non era troppo propensa ai lavori domestici, ma era pronta a lavorare, purché condividessimo equamente le responsabilità. Non sono uno orgoglioso, quindi accettai. Pensavo fosse una scelta sensata, ma col tempo dovetti ricredermi.
Così dividemmo i compiti nella nostra nuova famiglia. Giulia mi assicurò che non sarebbe stato difficile unire casa e carriera, quella carriera che sognava da tempo. Non mi opposi. Sembrava tutto giusto.
Ma dopo sei mesi di matrimonio, compresi che qualcosa era andato storto. La vita aveva modificato le nostre regole. Giulia non divenne mai una donna di successo. Lavorava part-time in unazienda sconosciuta di Milano, con orari instabili e pagamenti ancora più incerti. Inoltre, i suoi guadagni li spendeva esclusivamente per i suoi capricci. Io mi trovai a lavorare dalla mattina alla sera. Eppure la mia amata non dimenticava la divisione delle incombenze. Ricordava sempre ciò che dovevo fare io, ma spesso chiudeva un occhio sulle sue.
Giulia allinizio si impegnava, ma col tempo la sua voglia venne meno. Non la pressai, fino a quando il suo disinteresse divenne evidente. Il caos in casa era ormai ovunque.
Montagne di vestiti sulle sedie, pile di abiti non stirati nel guardaroba, e Giulia riusciva persino a darmi la colpa. Diceva: Tu lavori, porti soldi, è davvero così difficile aiutarmi? Rimasi ferito da questa mentalità. Non solo devo faticare per due fuori casa, ma anche occuparmi della gestione domestica? Avevamo condiviso i compiti fin dallinizio.
E ieri ho trovato del minestrone andato a male nel frigorifero, un odore che faceva scappare tutti. Avevo pensato che dopo la nascita del bambino Giulia avrebbe preso in mano la situazione. Sarebbe andata in maternità e avrebbe avuto più tempo per la casa. Ma peggiorò tutto. A volte penso che sarebbe più facile senza moglie. Oltre a tutto questo, ora ci sono litigi continui. Lei pretende che io la capisca, che mi metta nei suoi panni. Ma chi può capire me? Non vado certo in villeggiatura ogni giorno; lavoro in ufficio e poi anche da casa, e devo tenere docchio tutto. E tutto quello che desidero è un po di riposo.
Non comprendo cosa faccia mia moglie tutto il giorno in maternità, che non riesce nemmeno a preparare la cena. O almeno mettere a posto le cose. È davvero così difficile? Il bimbo ha solo sette mesi, e per la maggior parte della giornata dorme. In quelle ore si potrebbe almeno spolverare un po. Cosa succederà quando arriverà un secondo figlio? Continuo a credere nelluguaglianza e nellaiuto reciproco. Sono pronto a sostenere tutto, ma ho bisogno dello stesso in cambio. Ma Giulia non riesce proprio a capire.
Non voglio distruggere la famiglia, perché amo nostro figlio. Ma non so come andare avanti. Sento che la mia pazienza sta per esaurirsi.
Da che parte ti schieri in questa storia?





