– Ragazza, che ci fai qui? Che tipo di bambino stai tenendo in braccio?

Non ho mai viziato mio figlio. Leonardo è sempre stato un bravo ragazzo: studiava con impegno, mi aiutava in casa, mostrava educazione ed era davvero un esempio. Quando mi disse che avrebbe iniziato a lavorare fuori città, lansia mi prese: non volevo restare sola.

E Bianca? chiesi subito di lei, la sua ragazza. Ci siamo lasciati.

Rimasi stupita, sembravano davvero destinati a sposarsi. Stavano così bene insieme… Ovviamente mi dispiaceva che fosse finita in modo tanto triste, ma preferii non indagare nei dettagli della loro relazione.

Leonardo partì. Restavamo comunque in contatto. Aveva trovato un impiego, nuove amicizie e, poco dopo, anche un nuovo amore. Io non potevo che attendere il momento giusto per conoscere questa nuova fiamma. Però, Leo sembrava non avere fretta di presentarcela. Mi presi un gattino per farmi compagnia.

Una sera, di ritorno dal lavoro, sentii un sussurro: Buonasera!

Alzai la testa: nella penombra riconobbi Bianca, che teneva fra le braccia una neonata. Bianca, cosa fai qui? E questa bambina? Giudicami pure, ma lei è tua nipote. Non ho avuto il coraggio di parlare della gravidanza con Leonardo, dopo la nostra rottura. Sono tornata da mia madre e ho partorito lì. Solo che mamma è mancata un mese fa, non ho più nessuno. Così… sono venuta da te. E ora, che pensi di fare? Mi toccherà lasciare la bambina in un istituto. Non ho nemmeno dove andare. Volevo solo dirti, se mi succede qualcosa, potrai almeno salutare tua nipote… Ma smettila, non dire sciocchezze. La cresceremo insieme. Vieni a casa, forza.

Così accolsi Bianca e la piccola nella mia casa. La bambina somigliava troppo a Leonardo per avere dubbi. Bianca mi aiutava nelle faccende domestiche e io continuavo a lavorare: non ci mancava nulla. Poi, un giorno, ricevetti una chiamata da mio figlio: sarebbe tornato presto. Non sapevo se da solo o meno. Non voleva anticiparmi niente.

Leonardo arrivò mentre stavo dando la pappa alla piccola. E chi è questa bellezza? È tua figlia, Leo. Davvero? Ma ascolta… nemmeno io sono venuto da solo disse, posando una culla in soggiorno. E lui chi è? È mio figlio. Sua madre è morta dando alla luce, non ce lho fatta a lasciarlo.

Bianca uscì nel corridoio. Lei e Leonardo restarono a parlare a lungo. Non ho voluto intromettermi. La cosa più bella però è che un anno dopo si sono sposati e i due bambini sono cresciuti in una vera famiglia.

Ora Leonardo sta costruendo una bella villetta fuori città per trasferirsi da quellappartamento stretto. E, ti confido, tra poco arriverà anche il mio terzo nipotino. Una gioia immensa!

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