Mio marito è cresciuto in una famiglia affettuosa, sempre circondato da amore e pastasciutta. Ma quando mio suocero aveva 57 anni, purtroppo la moglie è venuta a mancare. Capirai, la botta è stata dura per lui. Così abbiamo deciso, con mio marito e mio cognato, di vendere il suo appartamento, spartire i soldi in euro tra le nostre famiglie e prendere il suocero a casa nostra, giusto finché si riprendesse un po. Tutto fatto, naturalmente.
Pensavo che sei mesi bastassero, invece lui si è ambientato alla grande. Non mette mano al portafoglio né per la spesa né per le bollette. Io cucino, lavo i suoi vestiti, pulisco la sua stanza lui, col massimo della serenità, va solo al lavoro. Sembra proprio un soggiorno termale, altro che casa.
Così è rimasto con noi per ben undici anni! E come se non bastasse, ha iniziato a darci lezioni di vita: Fai così, non fare cosà, una volta si faceva meglio Alla fine, abbiamo deciso di comprargli una casa appena fuori città, sperando in un po di pace. È alto, robusto, in ottima salute: può cavarsela benissimo da solo.
Gli abbiamo sistemato la casa, messo tutto in ordine, manca solo la torta della nonna. E, che sorpresa, lui ha iniziato a lamentarsi del cuore, dellumore, di qualunque cosa pur di non traslocare. Un vero maestro della fantasia, potrebbe scrivere romanzi! Ma sinceramente, non ne posso più la comprensione ha i suoi limiti, anche in famiglia.




