Nonna, mi perdoni la domanda… ma dove trova i soldi per questi cagnolini? Dev’essere davvero dura, v…

Martedì, 18 marzo

Stasera non reușesc del tutto a staccare gândurile de la scena din ambulatorio. Forse scrivendo sul diario mi facò un po’ di ordine nel cuore.

Signora, non se la prenda ma come fa ad avere i soldi per questi cagnolini? Mi viene da pensare che sia davvero dura per lei

Lambulatorio era pieno di quella luce bianca e fredda, tra lodore di disinfettante e quellattesa silenziosa che arriva sempre prima di una diagnosi. Il dottor Lorenzo aveva appena sfilato i guanti e fissava il cucciolo piccolo sul tavolo. Tremava, aveva una zampina fasciata male, con un pezzo di stoffa sfilacciata, e quegli occhi grandi lucidi, che sembravano domandare perché il mondo facesse così male.

Accanto al tavolo cera lei. La signora Rosalia.
Una donnina minuta, coperta da un vecchio cappotto imbottito, anche se fuori ormai non fa più quel freddo terribile. Portava un fazzoletto legato sotto il mento, come si usa nei paesini dellentroterra, e stringeva le mani una nellaltra, quasi volesse scusarsi di esistere.

Ormai viene spesso, quasi ogni sera nellultimo periodo.
Una sera con un cagnolino investito.
Unaltra con uno pieno di rogna.
Poi con un altro ancora con una ferita brutta, che odorava di dolore vecchio.
Un altro ancora che non toccava cibo da giorni.

E ogni volta, Lorenzo si stupisce allo stesso modo:
lei paga.
Non somme folli, senza alcun vanto, senza teatralità.
Tira fuori le banconote piano, dal portafoglio vecchio e consumato, quasi avesse timore di disturbare.

Quella sera, dopo la visita, Lorenzo si è lasciato trasportare da una strana tenerezza mista a preoccupazione. Ha respirato a fondo e ha parlato con una voce gentile, ma schietta:
Signora non si offenda, davvero ma come fa a trovare i soldi per curare tutti questi cani? Deve essere un sacrificio grande
Rosalia ha battuto le palpebre in fretta.
Ha abbassato lo sguardo, e ha sorriso piano, con fatica.
È duro, figliolo ma non più duro che per loro.

Lorenzo è rimasto in silenzio.

Lei si è tolta un po il fazzoletto dalla fronte, perché lemozione le aveva tolto il fiato, poi ha cominciato a parlare lentamente, scandendo le pause:
Io prendo solo una pensione bassa.
A fatica pago la corrente le pastiglie, la legna
Però, sa una cosa?
Lorenzo ha annuito piano.
Quando esco la sera di casa li vedo.
Per strada.
Mi guardano con quegli occhi come se io fossi la loro ultima speranza.

Parla a fatica, come chi racconta la storia di una vita.

Non ce la faccio, dottore non riesco proprio a lasciarli lì. Mi si strappa qualcosa dentro. È come se mi chiamassero senza voce.

Lorenzo sentiva un groppo nello stomaco.
Ma come fa? ha chiesto quasi sottovoce.
Viene spesso e le cure costano

La signora si è avvolta meglio nel cappotto.
Non ce la faccio sempre.
Ma rinuncio io, ecco.
Ha cominciato a contare sulle dita, come farebbe una donna semplice che della bontà non fa filosofia:
Da un po non compro più carne per me.
Mangio patate, fagioli quello che capita.
Non compro vestiti nuovi.
Questo cappotto ce lho da anni, ma tiene caldo.
E a volte salto una pastiglia, ma, per favore, non lo dica a nessuno.

Lorenzo ha alzato lo sguardo, preoccupato.
Signora, ma non si può
Lei lo ha fermato con un gesto delicato.
Lo so, figliolo.
Ma, vede io non sento il dolore come lo sentono loro.

E per la prima volta, negli occhi di Rosalia, Lorenzo ha visto qualcosa in più della stanchezza.
C’era una tristezza antica.
Un dolore che si porta addosso da anni, e che alla fine diventa parte di te.

Anchio avevo un figlio, ha sussurrato piano.
E quando ha detto figlio, la voce si è incrinata.
Lho cresciuto come ho potuto.
Ma se nè andato troppo presto.

A Lorenzo si è stretto il cuore.

Da allora la casa è vuota. Troppo vuota.
La prima volta che ho trovato un cagnolino, bagnato, tremante, davanti al portone lho preso in braccio.

Ha sorriso, ancora una volta.
E mi ha fatto tornare un po di vita in casa.
Non colma il vuoto, no
Ma mi dà un motivo per alzarmi la mattina.

Lorenzo si è girato verso il cucciolo sul tavolo. Poi ha guardato lei. E ha capito.
La signora Rosalia non portava solo animali in ambulatorio.
Ogni volta portava anche un pezzo del suo cuore.
Veniva a salvare, sera dopo sera, quello che riusciva, per non sentirsi del tutto persa.

Sa cosa mi fa più paura? ha sussurrato, quasi vergognandosi.
Non la povertà
Lorenzo ha sollevato un sopracciglio.
Lindifferenza.
La gente passa accanto a loro come fossero immondizia.
E se passo anchio mi sentirei anchio spazzatura.

Ha fatto una breve pausa, poi ha aggiunto:
Preferisco mangiare meno io
ma almeno sapere di aver fatto del bene.

Un silenzio pieno e pesante ha riempito la stanza.
Lorenzo sentiva pungere gli occhi.
Non è uno che piange facilmente.
Ma quella sera, qualcosa in lui si è spezzato.

Ha preso la cartella clinica, scritto qualcosa, poi lha spinta piano verso di lei.
Da oggi le visite per i suoi cagnolini le offro io, signora.
Rosalia è rimasta di sasso.
No, figliolo non posso accettare
E invece sì, ha detto lui deciso.
Sa perché?

Lei ha alzato lo sguardo.
Perché mi ha ricordato perché sono diventato veterinario.

La signora si è portata una mano alla bocca. Gli occhi le si sono riempiti di lacrime.
Dottore io non faccio niente di grande
Lorenzo ha sorriso, triste.
E invece sì.
In un mondo in cui tutti guardano da unaltra parte lei si ferma.

Ha accarezzato delicatamente il cagnolino e gli ha detto:
Andrà tutto bene, piccoletto.

Poi ha guardato Rosalia:
E signora non salti più le pastiglie.
Troveremo una soluzione.

Rosalia annuiva, piangendo silenziosa.
E, quella sera, uscendo con il cucciolo in braccio, Lorenzo la guardava allontanarsi nel corridoio.
Una donna piccola. Con una pensione piccola. Una vita faticosa. Ma un cuore come pochi altri.

Se questa storia ti ha toccato, lascia un e falla girare.
A volte bisogna ricordarsi che la bontà non è questione di soldi ma di anima.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

10 − 5 =

Nonna, mi perdoni la domanda… ma dove trova i soldi per questi cagnolini? Dev’essere davvero dura, v…
Ha scelto un’altra, non me