Non si può prendere ciò che appartiene agli altri

Non si prende ciò che appartiene agli altri
Mia figlia unica, Letizia, era la principessa della nostra casa, sempre al centro delle attenzioni. Io e mia moglie, entrambi persone di cultura e rispetto, lavoravamo allIstituto di Ricerca di Firenze; io ero professore. Da che Letizia poteva ricordare, la nostra casa era sempre piena di ospiti.
Mia moglie, Anna Maria Galli, cucinava divinamente: preparava enormi crostate, decorava la tavola con cura, ogni dettaglio era perfetto.
Anna, sei sempre nel tuo stile, tra bellezza e bontà! Basta guardare la tua tavola e viene subito fame scherzavano gli amici ogni volta che venivano a trovarci.
Letizia andava bene a scuola: senza essere una studentessa perfetta, portava a casa voti alti e costanti. Mai labbiamo dovuta spingere a studiare; era disciplinata e responsabile fin da bambina. Tornava da scuola, si cambiava, mangiava e si dedicava ai compiti.
Letizia, sei stata al conservatorio oggi?
Sì, mamma, sono tornata poco fa.
Letizia studiava violino; era appassionata, quando suonava si dimenticava del resto e veniva presa dallispirazione. Linsegnante spesso la portava come esempio agli altri allievi.
Gli anni delle superiori passarono in fretta. Letizia aveva tanti amici e amiche, era socievole e generosa, aiutava chiunque ne avesse bisogno. Vivevamo a Firenze, così sperava di iscriversi alluniversità in città.
Tu non devi preoccuparti, Letizia! I tuoi genitori lavorano alluniversità: ti sistemano facilmente. Io invece a malapena finisco le superiori, figurati luniversità diceva lamica Serena.
E allora, dove pensi di andare?
Da nessuna parte. Inizio a lavorare, mia madre ce la mette tutta per tirarmi su da sola. Almeno così posso aiutarla. rispondeva Serena; davvero vivevano con poco, dovevano badare a ogni centesimo.
Letizia non riusciva a capire cosa volesse dire vivere in ristrettezze, i suoi genitori guadagnavano bene, non le mancava nulla.
Mamma, papà, per la festa di diploma mi serve un vestito nuovo e delle scarpe avvisò.
Certo amore, domani è sabato, facciamo un giro nei negozi promise Anna Maria.
Vestito elegante, scarpe coordinate; rimaneva solo superare gli esami e festeggiare il diploma, poi sarebbe iniziata una nuova vita, quella adulta.
Letizia fu ammessa al politecnico, ovviamente i genitori fecero qualche telefonata, ma avrebbe potuto entrarci anche da sola. Mia moglie, sempre affabile, aveva conoscenze ovunque e non si sa mai, meglio parlare con chi di dovere.
Ecco, cari genitori, ora avete una figlia studentessa annunciò Letizia felice, quando vide il suo nome nellelenco degli ammessi.
Complimenti, figlia esclamai e le regalammo un nuovo cellulare, allepoca non tutti ne avevano uno.
Alluniversità Letizia trovò tutto appassionante: studi, professori, amicizie. Un vero cambiamento, tra feste, esami, progetti, un mondo completamente diverso rispetto alla scuola. Ormai vedeva poco Serena, aveva il suo lavoro in fabbrica, un ambiente e una vita distante dal percorso universitario.
Destate Letizia partecipava ai campi di lavoro, una vita vivace e stimolante. Era una ragazza affascinante, amichevole: piaceva a molti ragazzi, ma non aveva ancora conosciuto il vero amore. Frequentava qualcuno, ma niente di serio.
Allultimo anno, Letizia incontrò Massimo. Lui aveva fatto il militare, lavorava in una bottega di riparazioni elettriche. Tutto avvenne casualmente al cinema, dove Letizia era finalmente uscita con Serena.
Salve ragazze, posso sedermi con voi? chiese gentile Massimo, mentre sorseggiavano cocktail nella caffetteria del cinema.
Certo rispose Serena, ma Massimo fissava Letizia negli occhi.
Mi chiamo Massimo si presentò oggi cè parecchia gente, guardandosi intorno spiegava come se si scusasse per essersi aggiunto.
Io sono Serena, e lei è Letizia sorrise lamica.
Mi hanno consigliato questo film, è una novità.
Anche noi, finalmente riuscite a uscire insieme, tra lavoro e studio è impossibile spiegava Serena, le piaceva Massimo, ma lui non smetteva di osservare Letizia.
Dopo il film si accordarono di incontrarsi di nuovo; la sala era affollata, avevano posti separati. Passeggiarono fino a tardi, Massimo le accompagnò, prima Serena, poi Letizia, e le chiese il numero.
Massimo era davvero affascinante, colto, e Letizia si innamorò. Da quel momento si videro regolarmente e dopo sei mesi si sposarono. Quando conobbero Massimo, i miei suoceri furono entusiasti: il futuro genero era piaciuto molto.
Dopo il diploma, Letizia lavorò poco, poi prese il congedo di maternità: nacque il piccolo Tommaso. Era felice con Massimo, lui era un marito premuroso e un padre presente, sempre affidabile, aiutava la moglie in tutto.
Mamma, quanto sono fortunata con Massimo diceva Letizia spesso con lui mi sento protetta.
Sono felice per te, figlia mia. Massimo è proprio un uomo serio e di famiglia diceva Anna Maria, ed io, il suocero, non vedevo lora di giocare a scacchi con lui e parlare di tutto.
la vita senza il marito
Ma la felicità non dura per sempre. Tommaso aveva cinque anni quando Letizia e Massimo ebbero un incidente. Stavano viaggiando in macchina, un motociclista sfrecciò allimprovviso Letizia fu sbalzata fuori dalla macchina, forse questo lha salvata, ma Massimo morì. Per fortuna Tommaso era con i nonni.
Dio mio, perché? bisbigliava Letizia appena svegliatasi in ospedale, la madre le stava al fianco.
Grazie a Dio, Letizia, sei tornata! piangeva Anna Maria hai solo fratture, ma sei viva!
Letizia seppellì Massimo dalla sedia a rotelle. La riabilitazione fu lunga, con laiuto dei suoi genitori abitò da loro con il figlio. Fu un periodo di profonda depressione, le mancava Massimo, ma solamente Tommaso le dava forza.
Grazie al cielo pregava davanti allicona se non fosse stato per Tommaso, che ne sarebbe stato di me?
Letizia dovette ripartire da zero senza il marito.
Mamma, ho deciso di trasferirmi in Liguria, abbiamo la casa al mare lì, voglio vivere là. Il clima farà bene a me e Tommaso ama il mare. Voi ci verrete a trovare. Qui tutto mi ricorda Massimo.
I miei suoceri acconsentirono. In Liguria, Letizia trovò serenità, si mise a lavorare come amministratrice in un albergo e ritrovò il piacere di stare tra la gente. Tommaso frequentava la scuola. Nei fine settimana andava in spiaggia, a prendere sole, a rilassarsi, spesso con il figlio.
Un giorno, Letizia perse per caso lanello della fede in spiaggia; era prezioso, il ricordo del marito. Piangeva mentre cercava nel sand.
Perché piangete? udì la voce di un uomo è successo qualcosa?
Ho perso il mio anello, è prezioso per me
Chi porta un anello in spiaggia?
Io lo porto Vuoi aggiungere altro?
Va bene, vi aiuto disse lui mi chiamo Riccardo, e lei?
Letizia insieme setacciarono la sabbia, alla fine lanello si trovò tra i vestiti di lei.
Grazie, Riccardo.
Siete qui per vacanza? chiese Riccardo sono arrivato con un amico, lui è rimasto in albergo, ieri ha bevuto troppo e oggi sono in spiaggia da solo
Io, a dire il vero, vivo qui rispose Letizia.
Dopo la chiacchierata, Riccardo la invitò al bar.
Meglio abbondare con la spiaggia, concordò Letizia è meglio andare al bar, oggi cè troppo sole.
Al bar bevevano cocktail freschi. Letizia era tranquilla: il figlio era da nonni, lo aveva mandato da loro un mese prima, su richiesta di Tommaso; sarebbe tornato in tempo per la scuola. Riccardo le disse subito di essere sposato, con una figlia. Lavorava allaeroporto della sua città.
Letizia raccontò la sua storia: la morte del marito.
Per questo ho deciso di ricominciare da capo, confidò mi sono trasferita con mio figlio.
Riccardo era semplice, gentile e senza complicazioni. Dopo il bar la accompagnò a casa e si salutarono. Tre giorni dopo si rividero: Riccardo laspettava davanti a casa con un gran mazzo di fiori, Letizia tornava dal lavoro.
Ciao, mi mancavi disse Riccardo, porgendole i fiori.
Ciao, Letizia si rallegrò a rivederlo. Da domani sono in ferie, sorrise.
Fantastico, così avremo più tempo insieme! si entusiasmò Riccardo. Ti invito al ristorante, festeggiamo la tua vacanza e conosci anche il mio amico.
Il ristorante fu una festa, e Riccardo la seguì fino a casa; e successe ciò che doveva succedere.
Mio Dio, mi sono innamorata si confessò Letizia.
Dopo la morte del marito, nessuno era entrato nella sua vita. Quasi tutta la sua vacanza la trascorse con Riccardo, che chiamò al lavoro per chiedere ferie non retribuite. Doveva però tornare e il distacco fu doloroso. Una settimana dopo, Riccardo chiamò.
Letizia, torno presto Ho capito che non posso vivere senza di te. Ho detto tutto a mia moglie, lei ha chiesto il divorzio.
la vita le volle ancora provare
Letizia si sentiva felice. Non pensava a ciò che sentiva la moglie di Riccardo, o la loro figlia; non ci pensava affatto.
Anchio sono una donna, voglio essere felice.
Riccardo tornò, si sposarono appena lui ebbe il divorzio, e dopo un anno nacque la loro bambina. Erano felici.
Ma il destino volle ancora mettere alla prova Letizia. La loro felicità si infranse dopo dieci anni: Riccardo iniziò a cercare altre donne, il paese turistico era pieno di tentazioni. Scoppiarono litigi; prima Riccardo mentiva, poi confessò tutto. Letizia stessa lo vide in spiaggia con ragazze giovani.
Letizia chiese il divorzio, Riccardo tornò nella sua città e si riavvicinò alla ex-moglie. Non abbandonò la figlia, pagava generose pensioni alimentari. I figli si fecero adulti. Tommaso si trasferì dai nonni, studiò alluniversità e si sposò lì. La figlia rimase con la madre, poi si sposò e andò a vivere col marito.
Ora Letizia ha due nipoti e una nipotina. La vengono a trovare spesso, i genitori ormai anziani a volte arrivano insieme a Tommaso. La vita di Letizia sono i figli e nipoti.
E Riccardo? Non si è fatto più vivo. Letizia ha deciso che non ci saranno altri uomini nella sua vita, certo:
Ho pagato per aver amato un uomo sposato Non si prende ciò che è degli altri, non si costruisce la felicità sulla sofferenza altrui.
Non vuole più sfidare il destino, teme che il boomerang possa tornare e ferire ancora. Così vive sola.
Grazie di cuore per aver letto questa storia e per il vostro sostegno. Vi auguro fortuna e ogni bene.

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Tu ci disturbi” disse la sorella e smise di rispondere al telefono