Tra mia madre e mia moglie ho scelto il silenzio ed è diventato il mio errore più grande.
Non ho preso posizione. Così almeno credevo. Quando mia madre iniziò a criticare mia moglie inizialmente con ironia, poi sempre più apertamente io tacevo. Sorridevo a disagio. Cambiavo discorso. Mi convincevo che fosse meglio non alimentare il fuoco.
È fatta così spiegavo ad Alessia, mia moglie.
Non te la prendere troppo dicevo a mia madre, Lucia.
Entrambe annuivano. Entrambe se ne andavano insoddisfatte.
Il mio silenzio mi sembrava compromesso. Saggezza. Un comportamento da uomo. Pensavo che non schierandomi la tensione si sarebbe sciolta da sola.
Ma non si è sciolta.
Mia madre ha iniziato a venire senza preavviso. Riordinava meglio. Dava consigli non richiesti.
Alessia si chiudeva in se stessa. Sorrideva sempre meno. Parlava a stento.
Di qualcosa mi sussurrò una volta, dopo che mia madre se ne fu andata.
Non voglio litigare risposi.
La verità era che avevo paura.
Di ferire mia madre.
Di sembrare ingrato.
Di scegliere.
E mentre io tacevo, le parole le pronunciavano loro per me.
Per mia madre il mio silenzio era consenso.
Per Alessia, tradimento.
Una sera tornai tardi. Lappartamento era irreale, sospeso in un silenzio che mi sembrò di marmo. La borsa di Alessia non cera più. Tra gli abiti appesi, uno spazio vuoto come una ferita.
Sul tavolo mi attendeva un biglietto.
Non volevo costringerti a scegliere. Ed è proprio per questo che vado via.
La chiamai. Nessuna risposta. Scrissi. Nessun segno.
Andai da mia madre.
Esagera, disse. Volevo solo il meglio per te.
Per la prima volta non le credetti fino in fondo.
Rimasi in macchina, le chiavi in mano, senza riuscire ad avviarla. Il pensiero mi colpì lento e spietato.
Non avevo preservato la pace.
Lavevo distrutta.
Perché il silenzio non è mai neutrale.
Prende sempre una parte.
Solo che non prende mai la parte dellamore.
Ora lappartamento è silenzioso. Veramente silenzioso.
Niente litigi.
Niente tensioni.
Niente Alessia.
E solo adesso capisco che a volte il più grande errore non è ciò che si dice
ma ciò che si tace.
Credi davvero che il silenzio salvi, o semplicemente rimanda la perdita?







