Sposa in Affitto — Il matrimonio è annullato! — annunciò Polina a cena, lasciando i genitori senza parole. La mamma quasi si strozzò sentendo la notizia inattesa dalla figlia. — Polina! Sei impazzita? Abito comprato, fedi pronte, ristorante prenotato… Il tuo Dario aspetta questo giorno come fosse Natale… Polina, dimmi che stai scherzando — si agitò la madre. — No, mamma, non scherzo affatto. Io e Floyd tra poco partiamo per Londra. È tutto vero — replicò decisa Polina. — Ma quale Londra! È tutto sconosciuto laggiù. Gente diversa, un altro mondo. Finirai per perderti! Ripensaci, figliola! Floyd ti avrà fatto il lavaggio del cervello! Di sicuro è già sposato, con figli… e poi è quasi un nonno! Il tuo Dario ti ama davvero! Ormai è di famiglia! Non deludere l’amore: nella vita tutto si paga — la supplicava la mamma. — Non ho paura di rispondere delle mie scelte — Polina fu irremovibile. …Dopo qualche settimana, Polina e Floyd volarono in Inghilterra. Fin da piccola, Polina aveva sognato di vedere il mondo. Così aveva imparato il francese a memoria, l’inglese perfettamente, e stava studiando anche lo spagnolo. Chissà dove l’avrebbe portata il destino… Dopo la laurea, aveva trovato lavoro come traduttrice in un’agenzia viaggi, dove conobbe Floyd: doveva accompagnarlo ad eventi e visite. Floyd puntò subito gli occhi su di lei. Polina era socievole, sorridente e carina. Soprattutto: era giovane! Lei aveva 23 anni, Floyd 46. All’inizio prese con leggerezza i corteggiamenti dello straniero. Non si aspettava una proposta di matrimonio, dopo appena una settimana di conoscenza! Non rivelò niente a Floyd del suo imminente matrimonio con Dario. La ragazza era confusa. Come fare? Un’occasione così, di sposare uno straniero, non capita a tutte! E non si può lasciar scappare. Anche senza amore per Floyd, almeno avrebbe avuto una vita diversa, piena di novità, gioia e avventura! Avrebbe ringraziato tantissimo il marito-forestiero. E a Floyd sarebbe senz’altro bastata la sua gioventù! Dario avrebbe sofferto, ma col tempo si sarebbe ripreso: era pur sempre giovane, avrebbe trovato la sua strada. Così ragionava Polina, pronta a partire verso l’ignoto. Al telefono confessò tutto al mancato sposo. Dario, incredulo, le augurò ugualmente ogni felicità, poi sprofondò nella disperazione e nell’alcol. …Floyd e Polina atterrarono a Londra. Polina era al settimo cielo! Le sembrava di vivere un sogno! Come fermare quell’attimo di pura felicità? …Floyd la portò in una grande casa. Lì li accolse la sua famiglia: due figli adulti, Amedeo ed Enrico. (Con il tempo, Polina avrebbe sposato Enrico ed essere immensamente felice). Poco dopo uscì dalla stanza …l’ex moglie di Floyd, Eleonora. Una donna davvero bella e curata. Era furiosa. — Sei impazzito, Floyd? (Lo chiamava “Flo” con confidenza.) Chi è questa ragazza? Da dove l’hai pescata? Ha intenzione di vivere qui con noi? — gridava. — Sì, Polina vivrà qui. Voglio ricordarti che questa è casa mia. Presto diventerà mia moglie. Non essere cattiva con lei, Eleonora — rispose Floyd con voce esitante. Polina si sentì molto a disagio. Scoprì che, sebbene separati, tutti vivevano insieme nella stessa splendida casa. Era chiaro che Eleonora teneva tutto e tutti sotto controllo. Ma ormai nella mente e nel cuore di Polina c’era …Enrico. Non era come Dario con le sue crisi e scuse in ginocchio. Era una storia completamente diversa: un amore universale, puro e immortale… Il figlio minore di Floyd aveva ventiquattro anni. Enrico assomigliava a sua madre. Un vero bell’uomo. Notò subito la splendida sconosciuta che il padre aveva portato chissà da dove. Tra loro scattò una scintilla misteriosa e profonda. Le loro anime entrarono in risonanza. Volevano tuffarsi insieme nel mare di sentimenti mai vissuti. …Floyd disse a Polina che il matrimonio doveva aspettare, senza spiegarne il motivo. Polina accettò senza protestare. Non aveva alcuna intenzione di tornare in patria. Le assegnarono una cameretta accogliente (la casa era grande). Con Floyd mantenne rapporti rispettosi e affettuosi, ma innocenti. Eleonora la ignorava completamente. …Trascorsero tre mesi. In questo tempo Polina si avvicinò a Enrico, che le rivelò la verità sulla famiglia. Disse che Floyd era ancora innamorato della ex moglie Eleonora, e che il sentimento era reciproco. Ma una lite terribile aveva rotto il matrimonio. Nonostante il tempo passato, non fecero pace. Così Floyd pensò di far ingelosire Eleonora, fingendo di voler sposare un’altra donna. Ed ecco la “parte” per Polina. Appena i due ex avessero fatto pace, Polina sarebbe stata rispedita in Italia con qualche regalo da Londra. Ascoltando la confessione di Enrico, Polina scoppiò a ridere istericamente. — Me lo merito! Eccomi qui, sposa in affitto! E pensare che un tempo io stessa sono fuggita dal mio sposo. Enrico, cosa devo fare adesso? — Polina, senza di te non posso stare! — le dichiarò Enrico. — Nemmeno io. Finalmente te ne sei uscito! Eppure credevo non avresti mai avuto il coraggio — sospirò sollevata Polina. — Come potevo farlo, sapendo che eri la promessa sposa di mio padre? Non sapevo di questi “giochetti” dei miei. Me l’ha raccontato Amedeo. Sono stato felicissimo, perché la donna di cui ero innamorato era libera! E tu, Polina, avresti davvero sposato mio padre? — chiese timoroso Enrico. — Oh, Enrichetto! (Così lei lo chiamava) Dal momento in cui ti ho visto la prima volta ho cambiato tutti i miei piani! Avrei certamente detto di no a tuo padre — sorrise Polina. I due giovani si abbracciarono come se fossero sempre appartenuti l’uno all’altra. Polina perdonò Floyd e Eleonora. Per amore si fa di tutto… Sulla strada si può sempre inciampare… I litigi tra innamorati sono solo scene d’amore! Eppure, in questa storia non proprio limpida, c’era una cosa luminosa: Polina aveva incontrato Enrico! Chi l’avrebbe mai detto? Il destino l’aveva guidata alla sua anima gemella all’altro capo del mondo! La felicità la cerchiamo lontano, e spesso è ai nostri piedi. Enrico e Polina si sposarono presto. Enrico aveva paura che Polina potesse fuggire via, così decise di affrettare l’arrivo dei figli. Polina partorì prima un maschietto e, dopo due anni, una bimba. Enrico circondava Polina di attenzioni. La famiglia era felicissima. L’amore regnava nella loro casa. A proposito, Floyd ed Eleonora si chiarirono e superarono le vecchie incomprensioni: ogni offesa prima o poi scade. Ora si trattavano con maggiore tenerezza, evitando “colpi bassi”. I nonni erano entusiasti dei loro nipotini. …Un giorno Polina ricevette una lettera preoccupata dalla mamma, che la pregava di tornare a casa per qualche tempo. Polina si preparò in fretta per il viaggio. Decise di non portare i bambini, troppo piccoli per il viaggio: li lasciò con nonna Eleonora. Sentiva un vago presentimento. La mamma la accolse tra le lacrime e senza preamboli le riferì: — Oh, Polina! Dario se n’è andato! E con sé ha portato all’altro mondo sua moglie! Sono morti in moto. La loro bimba è rimasta orfana. Ha solo tre anni. Una tragedia. Lo sai, Polina, Dario non ti ha mai dimenticata. Ti amava. Appena sei partita, ha cercato subito di riempire il vuoto. Ha trovato una nuova compagna in un paese sperduto. Sembrava un po’ sfortunata quella poverina, ma ascoltava sempre Dario e forse lo amava. Gli ha dato una figlia, una bambina bellissima che hanno chiamato Polina. Intelligente come pochi. Chissà da chi avrà preso. Povera creatura! Adesso ospedale, o peggio… Che tristezza! E pensa, poco prima della fine, Dario è passato da noi e ha detto che voleva fare un regalo a “Polinella”, la nostra. Che ti ricordasse di lui per tutta la vita! E la morte già lo aspettava. Chi poteva immaginarlo? Dario ci aiutava spesso in casa, anche se sempre un po’ alticcio. La vita sembrava tormentarlo. Tu, invece, nelle tue Inghilterre… Non ha fatto in tempo, poverino, col regalo… — la mamma piangeva asciugandosi le lacrime col grembiule. Polina la ascoltò calma. Poi, dopo aver riflettuto, disse decisa: — Ha fatto in tempo, mamma. Io e mio marito adotteremo la sua Polina. Ecco il “regalo” di Dario per me… Enrico sarà d’accordo. Ne sono sicura. In questa vita tutto torna, mamma, lo sai… E adesso, per favore, fammi mangiare qualcosa. Sono stanca e affamata dopo il viaggio. Mi andrebbe una mela verde o un cetriolino sott’aceto… Le mamme in attesa devono mangiare per due! — fece l’occhiolino Polina, lasciando la mamma a bocca aperta…

SPOSA A NOLEGGIO

Il matrimonio è annullato! annunciò a cena, come un tuono, Ilaria ai suoi genitori.

La madre quasi si strozzò sentendo quella notizia inaspettata dalla figlia.

Ilarietta! Sei impazzita? Labito da sposa è comprato, le fedi pronte, la trattoria prenotata Il tuo Matteo aspetta queste nozze come si aspetta la pioggia dopo la siccità Ilaria, dimmi che stai scherzando, si agitò la mamma.

No, mamma, non scherzo. Io e Massimo presto partiremo per Londra. È tutto molto serio, concluse Ilaria.

Mah Quale Londra? Lì tutto è estraneo, sconosciuto. Altra gente, un altro paese. Finirai senza un euro! Ragiona, figlia mia! Quel Massimo ti ha proprio stordita! Sicuro sarà già sposato! Avrà figli a non finire! Ma guarda che è quasi in pensione! Il tuo Matteo ti ama così tanto! È per noi come un figlio! Non ferire lamore, che tutto torna poi a chiedere il conto, provò a persuaderla la madre.

Non temere, lo affronterò. Non ho paura, replicò risoluta Ilaria.

Dopo un paio di settimane, Ilaria e Massimo partirono per lInghilterra.

Fin da piccola Ilaria sognava di dare uno sguardo al mondo, vedere come si vive altrove. Aveva imparato a memoria il francese, linglese lo parlava come una londinese, lo spagnolo lo stava studiando. Non si sa mai dove ti porta il destino Dopo luniversità, lavorava in unagenzia di viaggi come interprete. Fu lì che incontrò Massimo. Doveva accompagnare lospite straniero a vari eventi. Massimo si accorse subito di Ilaria.

Era una ragazza solare, gentile, graziosa. Soprattutto, giovane! Ilaria aveva ventitré anni, Massimo quarantasei. Allinizio, Ilaria accettava con simpatia il corteggiamento di Massimo, quasi come un gioco. Non si aspettava certo una proposta di matrimonio. E invece arrivò, dopo una sola settimana!

Non aveva detto nulla a Massimo dei suoi imminenti fiori darancio con Matteo. Era confusa. Che fare? Non capita tutti i giorni la possibilità di sposare uno straniero, impossibile lasciarsela sfuggire! Magari non amava Massimo, ma avrebbe avuto unaltra vita: piena di gioia, novità, avventure! Di gratitudine verso lo sposo ne avrebbe messa abbastanza, a Massimo sarebbe bastato con una moglie tanto più giovane! E Matteo soffrirà, ma il tempo guarisce, dimenticherà Ilaria. È un bravo ragazzo, troverà la sua strada.

Così pensava Ilaria, preparando la valigia per un viaggio in unaltra vita.

Per telefono disse tutto a Matteo. Lui, smarrito, non capendo cosa fosse successo, le augurò felicità e annegò il dolore in un lungo, solitario annegarsi nel vino.

Arrivarono a Londra.

Ilaria era senza fiato dalla felicità! Non credeva ai suoi occhi: i suoi sogni si avveravano! Avrebbe voluto abbracciare il mondo. Come trattenere questuccello della felicità?

Massimo portò la sua promessa sposa in una grande casa. Li accolse la famiglia di Massimodue figli adulti, Gabriele e Elio. (Col tempo Ilaria sarebbe diventata la moglie di Elio, trovando la vera felicità.) Poco dopo apparve da una stanza la ex moglie di Massimo, Vittoria. Donna elegante e di gran portamento.

Era furiosa.

Ma sei impazzito, Massi? (così lo chiamava tra le mura domestiche) Chi diavolo è questa? Dove lhai raccolta? Vuoi farmi credere che questa qui vivrà con noi? iniziò a urlare Vittoria.

Sì, starà qui. Ti ricordo che questa è casa mia. Fra poco sarà mia moglie. Non trattarla male, Vittoria, rispose Massimo, mezzo scusandosi, mezzo supplicando.

Ilaria si sentì a disagio. La famiglia, per quanto separata, viveva ancora sotto lo stesso tetto. Eppure si capiva subito che il comando era in mano a Vittoria. Ma ormai nella mente e nel cuore di Ilaria stava crescendo Elio. Altro che Matteo, con le sue lacrime e le sue ubriacature. Qui era tutta unaltra cosa. Amore universale. Puro. Infinito

Elio, il figlio minore, aveva ventiquattro anni. Somigliava molto alla madre: bello da togliere il fiato. Notò subito la misteriosa sconosciuta portata dal padre. Tra i due passò qualcosa di invisibile e struggente. I cuori tremarono. Veniva voglia di precipitare insieme nellabisso di ciò che non era ancora vissuto.

Massimo disse a Ilaria che per le nozze si doveva ancora aspettare. Senza spiegazioni.

Ilaria accettò senza proteste. Tornare in Italia non era fra le ipotesi.

Le assegnarono una stanzetta accogliente (il lusso non mancava). Con Massimo si instaurò un rapporto caldo e innocuo. Vittoria la ignorava decisamente.

Passarono tre mesi. Ilaria aveva conosciuto meglio Elio. Fu lui a spiegarle davvero la situazione familiare.

Secondo Elio, suo padre non aveva mai smesso di amare la ex moglie, né viceversa. Solo una litigata furibonda aveva rotto lequilibrio di anni di matrimonio.

Il tempo era passato, ma nessuno cedeva. Allora Massimo decise di punzecchiare Vittoria: pensò di fidanzarsi con una ragazza per vedere se la ex moglie avrebbe cambiato idea. Per la parte scelse Ilaria.

E non appena sarebbe tornato il sereno tra i due ex, Ilaria avrebbe ricevuto un bel cesto di prodotti italiani e un biglietto aereo di sola andata per lItalia.

Dopo il racconto di Elio, Ilaria scoppiò in una risata nervosa.

E me lo merito! Sono diventata una sposa a noleggio! Sono scappata una volta dal mio sposo Elio, che devo fare?

Ilaria, non posso vivere senza di te! confessò Elio.

Io nemmeno. Finalmente lhai detto! Per un attimo pensavo che non avresti mai avuto il coraggio, sospirò di sollievo Ilaria.

Come potevo parlarti, sapendo che eri la promessa sposa di mio padre? Non conoscevo i giochi dei miei genitori. È stato Gabriele a dirmelo. E allora sì che ho gioito: la ragazza che amavo era finalmente libera!

Ilaria, tu davvero avresti sposato mio padre? chiese Elio preoccupato.

Oh, Elio mio! Dal momento in cui ti ho visto, ho lasciato perdere tutto il resto! Avrei detto di no a tuo padre senza pensarci! sorrise la ragazza.

Si abbracciarono, stretti come una cosa sola.

Ilaria perdonò Massimo e Vittoria. Per amore si fa di tutto Si inciampa anche su strada dritta Gli scherzi tra innamorati sono sempre i più amari e più dolci. Eppure, in tutta questa storia strampalata, cera un lato positivo. Ilaria aveva incontrato Elio! Ce ne vuole, a trovare metà cuore allaltro capo del mondo!

Correndo verso la felicità, a volte la si trova ai propri piedi. Elio e Ilaria si sposarono presto.

Elio temeva che Ilaria sarebbe scappata via, così decise di non perdere tempo: nacque un figlio, poi una figlia dopo due anni.

Elio circondò Ilaria dattenzioni senza fine. La casa si riempì damore e gioia.

A proposito, Massimo e Vittoria fecero pace da tempo. Daltronde, ogni dispiacere ha una scadenza. Adesso Massimo e Vittoria si proteggevano con tenerezza, evitando di mettere in scena altre commedie crudeli per riconciliarsi. Accudivano felicemente i loro nipotini.

Un giorno, Ilaria ricevette una lettera preoccupata dalla madre, che le chiedeva di tornare a casa per qualche tempo.

Ilaria si preparò al viaggio, i bambini erano ancora piccoli per simili traversate. Li lasciò a nonna Vittoria.

Ilaria sentiva una strana inquietudine. Arrivò che la madre era ancora in lacrime e appena la vide gridò dal corridoio:

Oh, Ilarietta! Il tuo Matteo è morto! E ha portato con sé anche la moglie! Si sono schiantati in moto. Ha lasciato orfana la bambina.

Tre anni ha la povera. Insomma, una vera disgrazia!

Devi sapere, Ilaria, che Matteo non ti aveva dimenticata. Ti ha amato fino allultimo. Appena sei partita trovò subito una ragazza, forse per non soffrire da solo. Laveva presa dalla campagna, sembrava la sfortuna in carne e ossa. Ma ascoltava, e forse amava, il tuo Matteo. Gli diede subito una figlia. Brava bambina! Lhanno chiamata Ilaria, come te! Intelligente, chissà da chi ha preso. Che peccato per lei Ora finirà in orfanotrofio, dove potrebbe andare? E pensa, poco prima che morisse, Matteo mi venne a trovare: Voglio fare un regalo alla tua Ilaria, così si ricorderà di me per sempre! Ma aveva la morte accanto. Chi poteva saperlo? Matteo ci ha dato una mano anche a noi. Seppur sempre nel vino sembrava che brillasse di vita. E tu, nei tuoi inglesi

Non ha fatto in tempo con il regalo asciugava le lacrime amare la donna con la punta del grembiule.

Ilaria ascoltò calma la mamma. Dopo un po rispose decisa come un nodo:

Ha fatto in tempo, mamma. Io ed Elio adotteremo la sua Ilarietta. Questo è il regalo di Matteo

Sono sicura che Elio sarà daccordo. Tanto nella vita tutto si paga, mamma mia. Sai comè

E ora, per favore, dammi da mangiare. Sono stanca e ho fame dopo il viaggio. Mi andrebbe proprio una mela acidula o un cetriolo sotto sale. Le future mamme devono mangiare per due! fece un occhiolino misterioso, sorridendo alla mammaLa madre smise subito di piangere e si morse le labbra, sorpresa da quella svolta improvvisa. Rimase a fissare la figlia per un attimo lunghissimo, poi dun tratto le brillò lo sguardo, come se una speranza nuova le avesse ridisegnato il cuore.

Allora resti ancora un po con me, Ilaria?

Resto, mamma. Ma poi torno a Londra. Ho una famiglia che mi aspetta, e tra poco saremo in cinque!

Per la prima volta, la vecchia casa non sembrò più così vuota né la vita così piena di rimpianti. Si misero in cucina, le mani impegnate tra cetrioli e mele, ma la mente già volava lontano.

Intanto, a Londra, Elio ricevette la chiamata che cambiò tutto: il battito di tre cuori nelle mani, una figlia che sarebbe stata sorella e compagna di giochi, una famiglia nata da mille strade contorte, da scelte sbagliate e perdoni improvvisi. Sorrise davanti allo specchio, ripensando al primo sguardo tra lui e Ilaria, quando tutto ancora doveva succedere. Aveva temuto che quellamore fosse soltanto un sogno di passaggio, ma adesso era la realtà più vera che avesse mai vissuto.

Alla fine dellestate, Ilaria tornò a casa con la piccola Ilaria, e insieme ad Elio la presentarono ai nonni, a Gabriele, persino alla bisbetica Vittoria, che scoprì nel gesto della ragazza una luce di speranza che nemmeno sapeva di possedere.

Quella sera, quando le luci si spensero su una tavolata ricolma di voci e risate, Ilaria sgusciò silenziosa in giardino, guardò la luna e sorrise tra sé. Pensò a Matteo, a tutto ciò che aveva lasciato e a quanto aveva trovato. Si disse che la vita, alla fine, era davvero un viaggio: puoi portare con te solo chi sa camminare al tuo fianco, ma ogni addio, ogni sogno interrotto, lascia un dono nascosto nei passi che ancora restano da fare.

Abbracciò da dietro Elio, che aveva già in braccio la piccola Ilaria addormentata e laltra figlia che domandava una storia per addormentarsi.

In quella casa, dentro quei cuori, la felicità aveva finalmente trovato il suo posto.

E nessuno, mai più, sarebbe stato a noleggio.

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Sposa in Affitto — Il matrimonio è annullato! — annunciò Polina a cena, lasciando i genitori senza parole. La mamma quasi si strozzò sentendo la notizia inattesa dalla figlia. — Polina! Sei impazzita? Abito comprato, fedi pronte, ristorante prenotato… Il tuo Dario aspetta questo giorno come fosse Natale… Polina, dimmi che stai scherzando — si agitò la madre. — No, mamma, non scherzo affatto. Io e Floyd tra poco partiamo per Londra. È tutto vero — replicò decisa Polina. — Ma quale Londra! È tutto sconosciuto laggiù. Gente diversa, un altro mondo. Finirai per perderti! Ripensaci, figliola! Floyd ti avrà fatto il lavaggio del cervello! Di sicuro è già sposato, con figli… e poi è quasi un nonno! Il tuo Dario ti ama davvero! Ormai è di famiglia! Non deludere l’amore: nella vita tutto si paga — la supplicava la mamma. — Non ho paura di rispondere delle mie scelte — Polina fu irremovibile. …Dopo qualche settimana, Polina e Floyd volarono in Inghilterra. Fin da piccola, Polina aveva sognato di vedere il mondo. Così aveva imparato il francese a memoria, l’inglese perfettamente, e stava studiando anche lo spagnolo. Chissà dove l’avrebbe portata il destino… Dopo la laurea, aveva trovato lavoro come traduttrice in un’agenzia viaggi, dove conobbe Floyd: doveva accompagnarlo ad eventi e visite. Floyd puntò subito gli occhi su di lei. Polina era socievole, sorridente e carina. Soprattutto: era giovane! Lei aveva 23 anni, Floyd 46. All’inizio prese con leggerezza i corteggiamenti dello straniero. Non si aspettava una proposta di matrimonio, dopo appena una settimana di conoscenza! Non rivelò niente a Floyd del suo imminente matrimonio con Dario. La ragazza era confusa. Come fare? Un’occasione così, di sposare uno straniero, non capita a tutte! E non si può lasciar scappare. Anche senza amore per Floyd, almeno avrebbe avuto una vita diversa, piena di novità, gioia e avventura! Avrebbe ringraziato tantissimo il marito-forestiero. E a Floyd sarebbe senz’altro bastata la sua gioventù! Dario avrebbe sofferto, ma col tempo si sarebbe ripreso: era pur sempre giovane, avrebbe trovato la sua strada. Così ragionava Polina, pronta a partire verso l’ignoto. Al telefono confessò tutto al mancato sposo. Dario, incredulo, le augurò ugualmente ogni felicità, poi sprofondò nella disperazione e nell’alcol. …Floyd e Polina atterrarono a Londra. Polina era al settimo cielo! Le sembrava di vivere un sogno! Come fermare quell’attimo di pura felicità? …Floyd la portò in una grande casa. Lì li accolse la sua famiglia: due figli adulti, Amedeo ed Enrico. (Con il tempo, Polina avrebbe sposato Enrico ed essere immensamente felice). Poco dopo uscì dalla stanza …l’ex moglie di Floyd, Eleonora. Una donna davvero bella e curata. Era furiosa. — Sei impazzito, Floyd? (Lo chiamava “Flo” con confidenza.) Chi è questa ragazza? Da dove l’hai pescata? Ha intenzione di vivere qui con noi? — gridava. — Sì, Polina vivrà qui. Voglio ricordarti che questa è casa mia. Presto diventerà mia moglie. Non essere cattiva con lei, Eleonora — rispose Floyd con voce esitante. Polina si sentì molto a disagio. Scoprì che, sebbene separati, tutti vivevano insieme nella stessa splendida casa. Era chiaro che Eleonora teneva tutto e tutti sotto controllo. Ma ormai nella mente e nel cuore di Polina c’era …Enrico. Non era come Dario con le sue crisi e scuse in ginocchio. Era una storia completamente diversa: un amore universale, puro e immortale… Il figlio minore di Floyd aveva ventiquattro anni. Enrico assomigliava a sua madre. Un vero bell’uomo. Notò subito la splendida sconosciuta che il padre aveva portato chissà da dove. Tra loro scattò una scintilla misteriosa e profonda. Le loro anime entrarono in risonanza. Volevano tuffarsi insieme nel mare di sentimenti mai vissuti. …Floyd disse a Polina che il matrimonio doveva aspettare, senza spiegarne il motivo. Polina accettò senza protestare. Non aveva alcuna intenzione di tornare in patria. Le assegnarono una cameretta accogliente (la casa era grande). Con Floyd mantenne rapporti rispettosi e affettuosi, ma innocenti. Eleonora la ignorava completamente. …Trascorsero tre mesi. In questo tempo Polina si avvicinò a Enrico, che le rivelò la verità sulla famiglia. Disse che Floyd era ancora innamorato della ex moglie Eleonora, e che il sentimento era reciproco. Ma una lite terribile aveva rotto il matrimonio. Nonostante il tempo passato, non fecero pace. Così Floyd pensò di far ingelosire Eleonora, fingendo di voler sposare un’altra donna. Ed ecco la “parte” per Polina. Appena i due ex avessero fatto pace, Polina sarebbe stata rispedita in Italia con qualche regalo da Londra. Ascoltando la confessione di Enrico, Polina scoppiò a ridere istericamente. — Me lo merito! Eccomi qui, sposa in affitto! E pensare che un tempo io stessa sono fuggita dal mio sposo. Enrico, cosa devo fare adesso? — Polina, senza di te non posso stare! — le dichiarò Enrico. — Nemmeno io. Finalmente te ne sei uscito! Eppure credevo non avresti mai avuto il coraggio — sospirò sollevata Polina. — Come potevo farlo, sapendo che eri la promessa sposa di mio padre? Non sapevo di questi “giochetti” dei miei. Me l’ha raccontato Amedeo. Sono stato felicissimo, perché la donna di cui ero innamorato era libera! E tu, Polina, avresti davvero sposato mio padre? — chiese timoroso Enrico. — Oh, Enrichetto! (Così lei lo chiamava) Dal momento in cui ti ho visto la prima volta ho cambiato tutti i miei piani! Avrei certamente detto di no a tuo padre — sorrise Polina. I due giovani si abbracciarono come se fossero sempre appartenuti l’uno all’altra. Polina perdonò Floyd e Eleonora. Per amore si fa di tutto… Sulla strada si può sempre inciampare… I litigi tra innamorati sono solo scene d’amore! Eppure, in questa storia non proprio limpida, c’era una cosa luminosa: Polina aveva incontrato Enrico! Chi l’avrebbe mai detto? Il destino l’aveva guidata alla sua anima gemella all’altro capo del mondo! La felicità la cerchiamo lontano, e spesso è ai nostri piedi. Enrico e Polina si sposarono presto. Enrico aveva paura che Polina potesse fuggire via, così decise di affrettare l’arrivo dei figli. Polina partorì prima un maschietto e, dopo due anni, una bimba. Enrico circondava Polina di attenzioni. La famiglia era felicissima. L’amore regnava nella loro casa. A proposito, Floyd ed Eleonora si chiarirono e superarono le vecchie incomprensioni: ogni offesa prima o poi scade. Ora si trattavano con maggiore tenerezza, evitando “colpi bassi”. I nonni erano entusiasti dei loro nipotini. …Un giorno Polina ricevette una lettera preoccupata dalla mamma, che la pregava di tornare a casa per qualche tempo. Polina si preparò in fretta per il viaggio. Decise di non portare i bambini, troppo piccoli per il viaggio: li lasciò con nonna Eleonora. Sentiva un vago presentimento. La mamma la accolse tra le lacrime e senza preamboli le riferì: — Oh, Polina! Dario se n’è andato! E con sé ha portato all’altro mondo sua moglie! Sono morti in moto. La loro bimba è rimasta orfana. Ha solo tre anni. Una tragedia. Lo sai, Polina, Dario non ti ha mai dimenticata. Ti amava. Appena sei partita, ha cercato subito di riempire il vuoto. Ha trovato una nuova compagna in un paese sperduto. Sembrava un po’ sfortunata quella poverina, ma ascoltava sempre Dario e forse lo amava. Gli ha dato una figlia, una bambina bellissima che hanno chiamato Polina. Intelligente come pochi. Chissà da chi avrà preso. Povera creatura! Adesso ospedale, o peggio… Che tristezza! E pensa, poco prima della fine, Dario è passato da noi e ha detto che voleva fare un regalo a “Polinella”, la nostra. Che ti ricordasse di lui per tutta la vita! E la morte già lo aspettava. Chi poteva immaginarlo? Dario ci aiutava spesso in casa, anche se sempre un po’ alticcio. La vita sembrava tormentarlo. Tu, invece, nelle tue Inghilterre… Non ha fatto in tempo, poverino, col regalo… — la mamma piangeva asciugandosi le lacrime col grembiule. Polina la ascoltò calma. Poi, dopo aver riflettuto, disse decisa: — Ha fatto in tempo, mamma. Io e mio marito adotteremo la sua Polina. Ecco il “regalo” di Dario per me… Enrico sarà d’accordo. Ne sono sicura. In questa vita tutto torna, mamma, lo sai… E adesso, per favore, fammi mangiare qualcosa. Sono stanca e affamata dopo il viaggio. Mi andrebbe una mela verde o un cetriolino sott’aceto… Le mamme in attesa devono mangiare per due! — fece l’occhiolino Polina, lasciando la mamma a bocca aperta…
«Hvis du synes, madlavning er så tungt, så måske skulle du bare gå – vi klarer os fint uden dig,» sagde min svigermor, mens min mand bakkede hende op…